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Il caso dell'Iran è emblematico e ogni giorno fornisce esempi in questo senso. Oggi ad esempio l'ammiraglio Gregory Smith ha annunciato che gli Usa rilasceranno nove iraniani catturati mesi fa in Iraq. Cinque furono prelevati da un ufficio consolare in Kurdistan suscitando notevoli proteste. Degli altri non si è mai saputo troppo a parte generiche accuse di operare contro le forze Usa per destabilizzare l'Iraq.
Recentemente in Iran sono stati arrestati quattro cittadini americani e un altro è sparito, ma qui da noi non l’ha saputo nessuno e nemmeno negli Stati Uniti la notizia ha avuto tanto l’onore delle prime pagine. La cosa suonerà paradossale a molti, in particolare in un momento storico nel quale, da tempo, gli Stati Uniti ci hanno abituati all’esibizione di ostilità spesso gratuite verso il paese persiano. La cosa perde ogni originalità se invece si entra nella notizia, la si ripulisce dalla propaganda e la si contestualizza correttamente. A tal proposito è bene essere informati del fatto che a Washington c’è stato un deciso cambio di politica e, tolto qualche indefesso neo-con, nessuno parla più di islamo-fascismo (termine addirittura proibito da Robert Gates) e nemmeno di attacchi all’Iran. La cosa potrà sorprendere, ma dopo che gli stessi militari hanno sconfessato a ripetizione le aspirazioni del gruppo raccolto attorno a Dick Cheney, anche Bush sembra aver capito l’antifona; la nomina di Gates al Pentagono trasuda realismo e le sue prime decisioni vanno nel senso di emarginare la truppa neo conservatrice e di recuperare l’efficienza di Pentagono, CIA ed FBI, ormai da troppo tempo impegnate ad assecondare i desideri e le fantasie della cricca guerrafondaia più che ad attendere i compiti loro assegnati istituzionalmente.I giudici americani hanno deciso che il governo non ha alcun titolo per definire "combattenti" i civili e di confinarli in reclusione militare indeterminata. Nell'occasione è stato precisato che i decreti come il Military Act non possono avere ragione della costituzione americana e nemmeno della riserva di giurisdizione riconosciuta ai giudici "civili".
Intanto in Iraq qualche genio ha deciso di armare e sostenere i sunniti "delusi" dai qaedisti. Si tratterebbe di iracheni che già hanno combattuto accanto agli uomini di Bin Laden, ma che ora sarebbero delusi dai troppi massacri e dai magri risultati. Apprendisti stregoni al lavoro, nel 90% dei casi le armi che gli americani hanno consegnato a questo o a quello sono state usate contro gli americani ed i loro alleati, chissà mai cosa ha fatto credere alle teste d'uovo americane che a questo giro andrà diversamente.
Intanto si è scoperto pure che il direttore dell'FBI, Robert S. Mueller III, ha usato l'aereo espressamente acquistato per gli spostamenti veloci e segreti necessari alla war on terror (un costoso Gulfstream V) per le sue gitarelle personali.
Last, but not least, e' stata sputtanata la favola dell'Iran che fornisce armi a talebani e qaedisti. La cosa e' stata smentita ufficialmente, da Robert Gates e dal comandante delle forze NATO in Afghanistan, il generale Dan McNeil. La cosa peraltro non ha interessato molto i giornali che l'avevano diffusa con entusiasmo. La cosa ha irritato i falchi israeliani e americani, che infatti hanno strillato di nuovo contro "il nuovo Hitler" di Teheran, raccogliendo però poca attenzione.
Pare si sia trattato dell'ennesima falsa narrazione inventata e diffusa da fonti vicine a Cheney, da sempre alla carica per sparacchiare su Teheran. Le smentite ufficiali dimostrano che parti importanti dell'establishment americano, Bush compreso, sono del tutto contrarie all'ipotesi di estendere la guerra all'Iran. Una decisione che il governo USA non si puo' permettere.
Il rapporto americano sulla schiavitù
Sono quasi tutti alleati di Washington i paesi che conducono la classifica delle nazioni nelle quali prospera il traffico di esseri umani, ma curiosamente mancano paesi notoriamente poco rispettosi delle leggi in materia, come lo Zimbabwe, ma ci sono paesi, come il Venezuela, che hanno come unica colpa quella di essere sgraditi a Washington.
Il rapporto segreto ONU sul Medioriente
Alvaro de Soto ha scritto un rapporto all'ONU nel quale, nella sua veste di inviato dell'organizzazione in Israele, accusa gli Stati Uniti ed Israele del disastro che sta avvolgendo il medioriente. Mentre Israele è accusata di porre condizioni impossibili ai colloqui di pace, gli Stati Uniti sono accusati di fomentare le violenze distribuendo armi alle fazioni di volta in volta viste come utili e come nemiche di quelle sgradite a Washington.
Il rapporto europeo sulle rendition americane
Dalle 13 dell'8 di giugno e' stato pubblicato il rapporto europeo su rapimenti e prigioni segrete in Europa. Un altro glorioso momento della War on Terror. Da qui si accede al documento (e ai relativi allegati) in italiano. Ci sono anche le targhe degli aerei usati dai geni delle intelligenze militari. Il comportamento delle istituzioni italiane e' definito "scioccante", anche in riferimento all'attuale governo.

Iran e Turchia hanno in comune il totale sgradimento dell'affermarsi di una identità kurda, poichè in tutte e due paesi vivono robuste minoranze di questo popolo e anche perchè nei due paesi ci sono alcune province a maggioranza kurda che vorrebbero tanto riunirsi al Kurdistan iracheno per formare una nuova identità nazionale.
L'affermarsi e lo stabilizzarsi del Kurdistan iracheno rappresenta quindi per i due paesi una minaccia, alla quale reagiscono sparando. Non è la prima volta che succede, ma nei giorni scorsi le due potenze mediorientali hanno bombardato di buona lena nove villaggi all'interno del Kurdistan iracheno, nella zona di Sidikan, nella provincia di Irbil. Sarebbero stati rifugio di terroristi kurdi. La Turchia da mesi ha ammassato un centinaio di migliaia di uomini a ridosso della frontiera con l'Iraq e sembra che gli Stati Uniti, pur proibendo una invasione massiccia del Kurdistan, abbiano lasciato spazio ai turchi per portare a termine azioni mirate.

I bombardamenti di artiglieria avrebbero provocato grossi danni, ma a parte le fonti kurde non ne parla nessuno e Turchia ed Iran per ora non commentano. Solleva curiosità il fatto che l'Iran in particolare, possa bombardare il territorio iracheno senza scatenare alcuna reazione americana, di solito lesta ad apparire al primo stormir di fronde, ma in fondo è abbastanza naturale; eccepire sui bombardamenti iraniani comporterebbe allo stesso tempo la medesima accusa agli alleati turchi, allora, poichè il destino dei kurdi non preoccupa nessuno, non se ne parla per niente ed il problema di eventuali contraddizioni è risolto alla radice.
Aggiornamento finale:
I 15 soldati britannici sono stati liberati in diretta televisiva senza apparente scambio, il presidente Ahmadinejad ha parlato di "un regalo al popolo britannico per festeggiare la Pasqua e il compleanno di Maometto". Nelle immagini si sentono anche apprezzamenti dai soldati britannici che ringraziano l'Iran ed il presidente sentitamente. Atmosfera cordiale e rilassata con scambi di battute e sorrisi. Ahmandinejad non ha mancato di ricordare che l'Iran ha ogni diritto di processare i 15 per lo sconfinamento, ma che vi rinuncia come "regalo" al popolo britannico.
Aggiornamento 04/04:
A proposito degli iraniani detenuti dagli americani, ieri è stato rilasciato il diplomatico iraniano arrestato nelle settimane scorse. L'uomo non ha saputo dire chi lo abbia detenuto e dove, mentre restano ancora detenuti 4 iracheni che facevano parte dell'unità che lo ha prelevato, arrestati a loro volta poco dopo la sparizione dell'iraniano; si suppone siano dei servizi iracheni, ma per ora nessuno parla e le indagini girano a vuoto. Ancora non si sa a che "servizio" appartengano. Per i cinque iraniani arrestati al consolato iraniano di Erbil invece, si sa dove sono detenuti, ma non si sa se, quando e perchè saranno processati. Voci dicono che dovrebbero essere rilasciati nei prossimi giorni. Curiosa coincidenza temporale, che contraddice un po' le dichiarazioni bellicose del Dipartimento di Stato dei giorni scorsi. Non c'è che dire, l'Occidente continua ad impartire lezioni di diritto e di democrazia.
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1 Aprile
L'Iran e le balle.
L'Iran è cattivo, ma anche chi è d'accordo con questa semplificazione molto brutale, non può non sorridere alla vista della propaganda occidentale dispiegata in questi giorni.
La palma dei più divertenti spetta sicuramente gli americani, che da giorni ormai dicono che non accettano alcuno scambio di prigionieri con quelli iraniani catturati da loro.
L'Iran però non ha proposto alcuno scambio di prigionieri, neanche l'ha ventilato, così dopo due giorni nei quali la notizia degli americani che non vogliono trattare ha riempito i giornali di mezzo mondo, al giornalista che chiedeva da dove fosse saltata fuori questa stronzata, il Dipartimento di Stato ha risposto che si tratta di una "ipotesi proveniente da fonti anonime iraniane". Se esistesse un giornalismo appena più sano non ci avrebbero provato, invece per molti lettori di molti giornali, lo scambio esiste e continuerà ad esistere, visto che i prodi disinformatori non si preoccupano mai di correggere le panzane che propinano ai loro affezionati lettori.
Meno divertente e abbastanza diffamatoria è la lista di maltrattamenti ai quali sarebbero stati sottoposti i militari inglesi. Si va dall'esposizione a ore di canti rivoluzionari a non meglio specificate "umiliazioni", tra le quali l'esposizione in televisione.
Ora, a parte che gli inglesi nelle immagini sorridono, mangiano, fumano, non sono legati e nemmeno incappucciati, vestono i loro abiti e non una tuta arancione; che il farli vedere in televisione costituisca un'offesa alla loro dignità suona un po' ridicolo, in particolare se detto da chi rappresenta una società nella quale la gente vende il culo per finire in televisione.
Una discreta ipocrisia da parte di chi ha mostrato i propri prigionieri incappucciati e legati come salami dentro alle gabbie, per non parlare delle immagini di prigionieri nudi assaliti con i cani o costretti ad atti sessuali o ancora le immagini della dentatura di Saddam in mutande esplorata con cura dagli americani.
Lamentele ha suscitato anche l'intenzione degli iraniani di processare i presunti sconfinatori, forse perchè ormai la controparte è abituata a detenere i presunti criminali per anni ed anni prima di formulare contro di loro uno straccio d'accusa. Anche il fatto che i britannici possano scrivere a casa è stato descritto come un plateale esempio di sfruttamento criminale dei prigionieri. Per questo i detenuti dagli occidentali spariscono nel nulla e non danno notizie per anni, americani e britannici vogliono evitare di essere indicati come squallidoni che sfruttano le lettere dei prigionieri.
Lo spettacolo continua, più gente entra, più bestie si vedono.