
Access to Indymedia İstanbul is banned!
gönderen: İstanbul Indymedia - BBM Wednesday, Mar. 26, 2008 at 12:09 PM
" Independent Media Center - İstanbul (Indymedia İstanbul) has been initiated by a group of people in January 2003. In the mission statement of Indymedia İstanbul it is mentioned that "the mainstream and dominant media tools and/or the cartels provide false/incorrect or imperfect information/knowledge/data by distorting many realities according to the status quo which the sovereigns of the world and the countries are adherent.
This initiative aims to organize its own information network without disregarding the information resources both in Turkey and abroad, and to make its voice to be heard by the masses in Turkey and abroad -despite that the internet is still a media tool which has a limited access for many people.
The website has aimed and still working to be against the destructive effects of all mediatic distortions, and to convey the information according to formula of "what, why, how, where, when and by whom".
Independent Media Center - İstanbul (Indymedia İstanbul) will be a medium for the people who cannot utter their voice through dominant media tools.” Through these five years İstanbul Indymedia had been working continuously, without compromising from any of these principles.
In the first hours of the ban, there was a message on the blocking page which read: “The access to the site has been banned by ‘Telecommunication Communication Presidency' due to court decree of Gaziantep, Araban Criminal Court, dated 21/03/2008 with no: 2008/418-171”. Whereupon three lawyers from the city center of Gaziantep, moved to Araban district to get the decree of the court, found out that the court had no decree for that number or about the ban of İstanbul Indymedia . After the lawyers went away from Araban to Gaziantep, our site had been unbanned for a while. After a short period, İstanbul Indymedia was banned again, and there was a different message on the ban page which read: “The access to the site has been banned by ‘Telecommunication Communication Presidency' due to court decree of General Staff Presidency Military Court, dated 21/03/2008 with no: 2008/418-171”. Although the dates and the decree number were the same, Gaziantep, Araban Criminal Court was replaced with General Staff Presidency Military Court. The access to the site is still banned by Turkish Telecommunication Company's DNS servers.
Indymedia is being tried to be silenced by censorship, but it's just a try. The prosecuters of Turkish Republic has not yet learn that the censorship in internet is technically impossible. Indymedia continues its broadcasting. You may access to Indymedia by various ways. Some of them are:
You may apply 2nd and 3rd methods for all inaccessable/banned sites.
We are trying our best for making the access to http://istanbul.indymedia.org possible. Our broadcasting from http://istanbul.indymedia.org still continues. We are trying to overcome this ban by announcing the access methods to the people who are trying to access İstanbul Indymedia from Turkey through Turkish Telecommunications (Türk Telekom) connections.
With solidarity.
İstanbul Indymedia Volunteers
Non è bello discutere di quali contenitori usare per la sepoltura, di dove riporli, come organizzare le “fosse comuni” o come dare alla mancata mamma una tomba sulla quale piangere il figlio mancato, o ancora su chi si debba accollare i costi di questa trovata e dove realizzare i cimiteri dei feti; non è bello e non è utile giungere fino al punto nel quale si dimostrerà la crudeltà di una legge che certifica queste donne come assassine. Non è bello, non è utile politicamente e allora non si fa. In un anno la giunta lombarda ed il suo presidente non hanno completato l'opera e così il loro rispetto per la vita umana si limita al marchiare come assassine le donne che hanno abortito in Lombardia e ad accumulare feti ed embrioni nei frigo degli ospedali.| Diritti fondamentali - 12-12-2007 - 23:28 |
![]() Firma della Carta dei diritti fondamentali |
Riprendo un messaggio di Luca da Neurogreen:
Stamattina a Tel Aviv e Gerusalemme e' pieno di volantini della societa' elettrica, che annunciano il taglio dell'elettricità come punizione collettiva contro i crimini commessi dall'IDF nei territori.i centralini della societa' elettrica sono stati inondati di telefonate di utenti spaventati. La mossa geniale e' degli anarchici e di alcune associazioni pacifiste:
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3479159,00.html
Anche in Altrenotizie
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IL GRANDE FRATELLO ENTRA IN BANCA - Martedì, 27 Giugno 2006a
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*informazioni ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. 196/2003, utilizzando a tal fine un testo sottoposto dall’Associazione Bancaria Italiana al *Garante* per la protezione dei dati personali e da quest’ultimo condiviso. Tale documento integra l’Informativa generale che Le è stata già fornita in merito al*trattamento dei dati personali ed alla tutela dei Suoi diritti. *
*Entrambi i documenti sopra richiamati sono anche disponibili nel nostro sito istituzionale*
*www.bancodisicilia.it *
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Le ricordiamo anche che l’interessato conserva i Suoi diritti previsti dall’ art. 7 del Codice in materia di protezione dei dati personali. Per l’esercizio di detti diritti, potrà rivolgersi al Responsabile della Funzione
Rapporti con la Clientela, domiciliato presso la sede legale del Banco di Sicilia, via Generale Magliocco, 1 – Palermo.
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Aggiornamento-vergogna:
Ormai è passato un giorno e l'agente è finalmente stato iscritto nel registro degli indagati per l'ipotesi di "omicidio colposo".
Una discreta vergogna, vista la dinamica dei fatti è facilmente dimostrabile la volontarietà dell'atto di mirare all'auto e di centrarla, assumendo in questo caso la responsabilità di ammazzare qualcuno. Si chiama -dolo eventuale- e riconduce ad ipotesi di -omicidio volontario- o -preterintenzionale- che si portano dietro, ovviamente, pene più severe. Non c'è notizia, tra l'altro, della contestazione di alcuna aggravante, il che porta a ritenere che si voglia proteggere l'agente ed il buon nome della polizia, più che indirizzare le indagini verso la verità.
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Ormai è chiaro che nella mattinata di ieri polizia e Ministero dell'Interno hanno perso ore preziose per cercare di coprire un omicidio commesso da un poliziotto.
Altrettanto chiaro è che il ritardo e la confusione volutamente creata sull'omicidio abbiano poi influito peantemente sul resto degli avvenimenti della giornata. Senso delle istituzioni e senso di responsabilità vorrebbero che i due responsabili di quanto accaduto presentassero immediatamente le dimissioni, e che il governo le accogliesse senza battere ciglio.
Difficilmente andrà così, dimostrandoci ancora una volta la distanza che separa il nostro paese, le nostre istituzioni e la nostra classe politica dalla civiltà.