mazzetta

Ce la possiamo fare...
sabato, 28 giugno 2008

L'uomo volante e il CPT


Nella giornata di ieri un giovane ospite del CPT (Centro di Permanenza Temporanea) di Bologna ha tentato la fuga, terminata però malissimo. Il ventiseienne cittadino marocchino ha scelto una via di fuga pericolosa, che termina con il salto da un'altezza di otto metri.

Fratture multiple, ha davvero corso il rischio di morire. A prima vista un salto del genere dovrebbe far desistere chiunque, ma questo è il secondo caso in poco tempo che si risolve così. I CPT italiani sono luoghi di detenzione particolari. Vi transita una percentuale infinitesimale dei migranti colti in clandestinità, spesso mescolati a vittime della burocrazia. Attualmente nel CPT di Bologna pare sia finita una turista argentina. Molto inutili i CPT, se non fosse che sono l'unica "risposta" fisicamente visibile alla paura dell'invasione straniera che possano dare quegli stessi che cavalcano xenofobia e razzismo.

Entrare in un CPT è quindi relativamente facile, per quanto statisticamente improbabile per un clandestino, ma uscirne può essere molto difficile e prendere molto tempo costringendo i malcapitati alla forzata convivenza tra un'umanità dolente e rinchiusa. Gli standard dei CPT italiani inoltre e verrebbe da dire ovviamente, sono tra i peggiori d'Europa e sono a lungo stati criticati anche dalla UE.

Delinquenti o semplici sfortunati si ritrovano chiusi insieme con curiosi effetti, uno di questi è sicuramente la catena di eventi che ha portato due persone a spaccarsi le gambe. Si narra infatti che tra le mura del CPT sia passato anche un abile ladro, che abitualmente svaligiava appartamenti salendo e scendendo dai palazzi alla maniera dei migliori acrobati e arrampicatori. Uno pratico, che si è fatto due conti e un giorno ha fatto il salto di otto metri, ha preso l'autobus e si è involato senza salutare.

Da quel giorno sembra che la storia di quello che è stato ribattezzato "l'uomo volante" tormenti i sogni dei più irrequieti ospiti del CPT, che prima o poi decidono per il grande salto.

Chiudere i CPT non è in agenda, servono troppo per la propaganda più rozza, resta solo da sperare che la leggenda l'uomo volante non mieta altre vittime
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categoria: bologna, bug di sistema


lunedì, 16 giugno 2008

Chi ha comprato il Bologna F.C.?

Mancano ancora parecchi giorni al primo luglio, giorno nel quale Cazzola ha detto che rivelerà gli “americani” che si sono comprati il Bologna. Per ora tutto quello che sappiamo degli americani è che sono rappresentati da Joe Tacopina. L'unica strada che abbiamo per farci un'idea è quindi un viaggio

Inside Taco Joe

Se volessi trasmettere l'idea complessiva che mi sono fatto di Joe in una sintesi estrema, direi che Joe Tacopina è l'equivalente americano dell'avvocato Carlo Taormina. L'uomo appare determinato e per nulla a disagio nel raccontare che Gesù Cristo è morto dal freddo, come l'omologo italiano è feroce avvocato di cause perse a distruggere una carriera costruita su cause impossibili portate a termine con successo. Colto forse da presunzione, sembra che abbia disintegrato la sua carriera difendendo in sequenza Maicol Gecson, un simpatico capo della polizia corrotto che gli versava soldi per amicizia e il principale indiziato per il “delitto di Aruba”, che se non lo conoscete non vi siete persi niente, se non che anche dopo la sua confessione Joe sosteneva la sua innocenza.

Fortunatamente per Joe c'è il paracadute televisivo, così può lasciare la carriera forense e lanciarsi nel mondo dello spettacolo. Regolarmente commenta per MSNBC e FOX (che è di Murdoch, quindi come se fosse di Berlusconi) fino a quando non decide di fare il grande passo e di lanciarsi come inviato. Non ci crederete, ma Joe esordisce piombando a Perugia nel bel mezzo delle indagini per l'omicidio della famosa Meredith con la gloriosa convinzione che il colpevole sia lo sporco negro. Poco tempo fa, eppure già dimenticato. Come Taormina anche Joe finisce a Porta a Porta, citato dall'avvocato Biscotti che minaccia di rovinarlo insieme al direttore di Panorama Belpietro per una serie di falsità ad accusare Rudy Guede. Direi che l'analogia con l'avvocato Taormina a questo punto sia robusta e dimostrata.

Roba da ridere, un avvocato deve essere un esperto in “climbing the mirrors”, non bisogna volergliene.

Qualcuno invece si potrebbe incazzare molto, ad esempio, vedendo la foto di Joe che sbarca a Roma e mostra questa sciarpa qua sotto


C_3_Media_314570_immagine_det(dal Corriere dello Sport)

Ops...

Qualcuno ha completamente omesso che Joe prima di approdare a Bologna è passato per Roma, dove era accreditato come possibile rappresentante di George Soros all'acquisto della società capitolina. La foto esplicita come il Bologna sia un ripiego rispetto alle intenzioni iniziali, circostanza sulla quale tutti in città hanno sorvolato con eleganza, e che l'uomo era in cerca di una squadra qualsiasi, altro che Bologna Society.

Grande è il casino attorno a Joe e la riservatezza di Cazzola non aiuta molto, in America alcuni ipotizzano sia in missione proprio per Maicol Gecson, ma visto da un paese che ha già vissuto Wanna Marchi, il caro Taco Joe sembra foriero di un probabile pacco e non solo perché veste come i mafiosi de “I Sopranos”.

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mercoledì, 04 giugno 2008

Ridere di Bologna


Se continua così bisognerà pensare ad un'apposita rubrica.

A Bologna Cofferati si ripresenta per il secondo mandato: ha deciso. Se la sinistra non ride della candidatura potenzialmente in grado di risultare sgradita a quelli che la dovrebbero sostenere, non è che sul fronte opposto sguazzino nel benessere e nelle idee chiare.

Tanto sono incasinati, divisi tra il possibile ritorno di Guazzaloca dopo che gliene hanno dette di tutti i colori e le legittime aspirazioni di tanti aspiranti sindaco, che alla fine non è ben chiaro chi correrà e sostenuto da chi. Un fatto indubitabile è che la destra bolognese fino a ieri non aveva l'asso da calare contro Broken Coffy.

All'improvviso l'ombra di un  felsineo Mosè si è stagliata sulla città e come un sol uomo molti dei destri hanno plaudito al nuovo profeta capace di riportare la luce in città e portare al potere il solito accrocchio di eterni figuranti divisi in 18 partiti e correnti con le benedizione della Curia.

La candidatura è parsa a molti "naturale" e già questo la dice lunga sulla qualità dei suoi presupposti politici. Il candidato è il presidente del Bologna Football Club e deve tutta questa improvvisa popolarità ad un rigore che all'ultima partita di campionato è finito in rete, portando il Bologna in serie A dopo alcuni anni d'assenza.

Il signor Cazzola è un noto imprenditore e sicuramente persona solida e capace, ma pensare che il suo improvviso apparire nella contesa per la poltrona di sindaco dipenda da un risultato sportivo, fa sorridere. Dopo Berlusconi in effetti non si inventa niente, ma vedere mezza Bologna cadere sedotta dal novello Mosè in virtù di un rigore che poteva anche finire sul palo, è francamente imbarazzante.

D'accordo, Cazzola  nella circostanza ha trionfato proprio su Cofferati, al culmine di una lunga guerra a base di sgarbi che durava ormai da tempo. Con il consueto garbo Cofferati aveva cercato addirittura di imporre le sue ubbie anche al mondo del pallone, arrivando ad opporsi ad una manifestazione dei tifosi offesi da Moggiopoli (che grandi danni ha procurato alla squadra locale) in nome di una concomitante processione della Madonna, senza considerare lo sgarbo "alla città" del cremonese che ha disertato la partita-promozione.

Ma tutto questo non basta a farne un candidato credibile, ancora meno visto poi che la rivalità tra i due è scoppiata in realtà per vile pecunia.

Nella corsa alla poltrona di primo cittadino regna la confusione, gli unici ottusamente sicuri sembrano quelli del PD, ma probabilmente altri assi saranno calati e altri giocatori scenderanno in campo a sparigliare giochi già fatti nel tentativo di succedere a Cofferati. Per il momento però il livello è questo.
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categoria: bologna


mercoledì, 21 maggio 2008

Arte e cultura a Bologna: Blu alla conquista del mondo


In una città sempre più seduta e distratta dal'ormai logoro dibattito sulla sicurezza, all'improvviso si scopre che un'artista locale conquista la platea planetaria e sbarca nienteporopopporopòdimeno che alla Teit Modern, vera e propria consacrazione tra i grandi dell'arte moderna.

Blu è un fuorisede marchigiano che nonostante gli ostacoli frapposti al suo cammino da mamma Bologna ha tenuto duro e dopo anni di precarie performans metropolitane si può dire ora un artista riconosciuto internazionalmente. Probabilmente Blu del riconoscimento se ne sbatte, tanto simile ad altri che preferiscono esibire i propri lavori e le proprie idee piuttosto che la propria persona e infatti i giornali locali non sono ancora riusciti a mettergli le mani addosso.

21Blu condensa nella sua opera e nella sua persona una serie di caratterstiche che a Bologna sembrano eleggerlo a nemico cittadino, almeno a sentire la vulgata degli ultimi anni: è un fuorisede con l'aggravante di essere rimasto a Bologna una volta terminati gli studi, disegna sui muri, frequenta e si esercita nei centri sociali cittadini, ad oggi l'unica realtà locale ad averne patrocinato le opere. Niente a che fare con il bel mondo dell'arte bolognese, che oggi scopre di avere in casa una gloria internazionale e che la lungimiranza e la sensibilità artistica della giunta (e della città) sono state tali, che alcune sue opere sono state riverniciate nel quadro della lotta al "degrado" o da qualche volenteroso cittadino che preferisce i muri in tinta unita.

Non resta che fare i complimenti a Blu e plaudire ancora una volta alla lungimiranza della "cultura" bolognese, che si è fatta passare sotto il naso il Banksy autoctono, colpevole di sporcare i muri di una città di morti di sonno.
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categoria: bologna, decultura


mercoledì, 07 maggio 2008

Bologna: tutti pazzi per le ronde


Per chi pensava che Bologna conservasse ancora qualcosa del "laboratorio politico" che fu un tempo, gli ultimi giorni sono stati una mazzata terrificante.

La questione delle ronde ha messo a nudo la pochezza della classe dirigente cittadina e alla berlina gli intellettuali  e teorici della "sicurezza" alla Barzagli. In pochi giorni agli assistenti civici già riconosciuti dal comune, si sono aggiunti i vecchietti di un quartiere, le ronde della Lega Nord, i City Angels, le ronde di AN e perfino quelle degli studenti. Tutto questo, è bene tenerlo presente, in una città tra le più tranquille dn un paese che ha la più alta densità di forze dell'ordine d'Europa e uno dei tassi di criminalità più bassi e pure in calo costante. A questo ben di Dio si potrebbero aggiungere altre iniziative, compresa e quasi scontata la ronda delle zdaure con il mattarello a riportare a casa i rondaioli perditempo.

Perditempo perchè la ronda fatta prima che la signora butti la pasta o una volta al mese ad uso della stampa, non serve evidente a nulla, ammesso che ronde continue possano servire a qualcosa. A forza di gridare al degrado e alla criminalità dove in realtà ce n'è pochissimo di entrambi, hanno creato un problema che non sanno risolvere proprio perchè è finto.

Non ci sono centinaia di arresti da compiere in mancanza di criminali e tenere pulita la città costa troppo, ora che l'azienda che si occupava del pattume è diventata una multiutility privata e deve fare bilanci positivi e "stare sul mercato". Quindi alla parte finta del problema finto si offre una soluzione finta, la ronda per tutti, mentre per la parte reale della questione si approntano provvedimenti che vengono sbandierati salvo poi non vedere la luce perchè sprovvisti di copertura finanziaria. I bagni pubblici nelle zone invase dalla movida notturna non li metteranno nemmeno nel 2008, è solo da vent'anni che servono, perchè li hanno previsti senza finanziarli.

E tutti seguono come automi, anche gli studenti che pur rifiutando l'arruolamento nelle ronde studentesche contro il degrado, non hanno saputo resistere alla tentazione di organizzare una ronda contro la ronda delle signore di AN. Solo la Lega alla fine si è tirata indietro, da AN dicono perchè sono pochi, e ha sposato i City Angels, ma comunque sono in gestazione o già all'opera altri gruppi di vigilanti del nulla.

Che nemmeno a fronte di tali e tante ridicole insulsaggini nessuno abbia ancora trovato la maniera e la voglia di dare uno stop ai deliri, conferma il completo azzeramento del famoso laboratorio politico. Anche chiamarlo teatrino della politica è comunque dargli una dignità che non merita.
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giovedì, 10 aprile 2008

Prete pedofilo condannato a Bologna, pesanti complicità della curia bolognese.


Un religioso di 68 anni, del quale nessun organo di informazione ha osato fornire le generalità, è stato condannato a sei anni e 10 mesi per abusi sessuali a danno di una decina di bambine affidate all'asilo di Ferrara che dirigeva per conto della curia bolognese.

A scoprire e denunciare l'insana passione che spingeva l'uomo ad atteggiamenti osceni verso le piccole, fortunatamente inconsapevoli, fu il personale dell'asilo insieme ad alcuni genitori,
I carabinieri documentarono poi gli abusi e il giudice ha emesso una sentenza che supera le richieste del pubblico ministero.

Osceno, anche in questo caso il comportamento della curia bolognese, la quale non solo non ha espresso una sola parola di condanna verso l'anziano pedofilo in tonaca, ma si è pure affrettata a licenziare le educatrici che scoprirono gli abusi e li denunciarono.

Un osceno favoreggiamento già visto; nessun pensiero per le vittime e tutta la curia a far quadrato intorno al pedofilo in tonaca, complice la stampa che tace sull'evento (anche oggi sulla stampa cittadina poche righe scritte di malavoglia e senza mai citare il nome del condannato), le principali edizioni locali non riportano nemmeno la notizia, chi l'ha fatto si è ben guardato dall'indicare il nome del colpevole.

Il paragone con la vicenda dell'asilo di Rignano, dove gli accusati di azioni inverosimili furono sbattuti in televisione dopo 5 minuti dal trapelare della notizia e lì mantenuti per mesi, è imbarazzante in questo senso, qui la notizia ha bucato appena i confini provinciali, giusto perchè il prete pedofilo dipende dalla diocesi di Bologna.

Particolarmente pesante la posizione di monsignor Ernesto Vecchi (vescovo ausiliario di Bologna, ricordato in post precedente come "prete cattivo"). Il monsignore, solitamente molto ciarliero, non discute l'argomento. Stranamente monsignor Vecchi è velocissimo quando deve esprimere condanne a caso verso i musulmani o gli omosessuali, ma omertosissimo quando gli chiedono di commentare i reati commessi dai suoi sottoposti.

Ipocrita e protettore di pedofili, tradisce la fiducia accordata da centinaia di genitori che scelgono le scuole cattoliche, preferendo schierarsi dalla parte dell'autore di un crimine orrendo.

Un estratto da uno dei pochi articoli disponibili sulla vicenda.

"È l’11 novembre e le educatrici informano i genitori di quanto accade nella struttura. Si decide di avvisare i superiori del prete e la direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, si reca a Bologna per incontrare i responsabili della curia. L’incontro avviene l’8 gennaio 2005 di fronte a mons. Ernesto Vecchi.

Il vescovo ausiliare
li riceve. Due frasi in particolare di quel colloquio, due frasi pronunciate dal numero due della curia di Bologna, rimangono impresse nell’educatrice: “quell’uomo è malato” e “questo incontro non è mai avvenuto”.

Le stesse frasi che la donna ha ripetuto in dibattimento senza venire contestata. Anche mons. Vecchi si è presentato davanti ai giudici, affermando però di non ricordare l’oggetto di quella discussione. Anche al telefono il tenore della voce non è dei più collaborativi: “non intervengo sulla questione – ha detto mons. Vecchi – perché non ho ricevuto nessuna comunicazione dal mio avvocato”. Alla richiesta di conferma se quel colloquio sia avvenuto o meno, si limita a rispondere: “queste sono interpretazioni interessate. Io non dico nulla”.

Un bell'esempio di omertà in perfetto stile mafioso; saranno questi i famosi "valori" che la Chiesa intende trasmettere ai propri fedeli?

Bonus:

- da un articolo datato sulla vicenda, che riferiva di una fase precedente dello stesso processo: "L'udienza si è celebrata ugualmente nonostante lo sciopero dei penalisti, perché, come vuole la procedura, il sacerdote è detenuto agli arresti domiciliari, stato di detenzione cautelare in cui vive dal marzo del 2005, confermato un anno fa dai giudici del Riesame che lo hanno ritenuto pericoloso perché incapace di frenare le proprie pulsioni sessuali."
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venerdì, 14 dicembre 2007

Berlusconi non piace più; comizio deserto a Bologna


Oggi sul far della sera Berlusconi aveva dato appuntamento ai suoi fan bolognesi per una bella manifestazione attorno ai gazebo. Non è bastato scegliere una delle piazze più piccole di Bologna, i suoi fan stavano tutti in una quadrato di venti metri per venti, che conteneva anche gli operatori dei media e la sicurezza. Una cinquantina di bandiere e a star larghi dai trecento ai quattrocento fan in visibilio.

Molti di più gli astanti attirati dalla musica e dalle luci, che si sono presto rivelati ostili al sire di Arcore. L'occasione l'ha fornita il bizzarro tentativo della polizia, incalzata da alcuni forzitalioti che suggerivano "picchiateli", di sequestrare un piccolo striscione con la scritta "B. Fatti processare" portato da alcuni appartenenti a Qui Bologna Libera, che poi sono gli attivisti riuniti attorno a Grillo.

Sfortunatamente vicino all'evento, non ho potuto fare a meno di mettermi in mezzo, presto imitato da diverse persone. Una catena di persone a protezione e una litania protratta di non potete-non potete-non potete ha salvato lo striscione.

DSCN2183(nella foto lo striscione della discordia; il popolo berlusconiano arrivava a malapena a riempire lo spazio dietro i fari sullo sfondo)

la cosa non è passata inosservata e ha evidentemente maldisposto chi ha assistito a questo piccolo tentativo di censura. Da quel momento le battute più felici del capocomico di Forza Italia sono state subissate da un poderoso coro di "buffone-buffone" e "scemo-scemo" da parte di tutta la piazza, esclusi i berlusconiani, ovviamente. Coro che ha accompagnato quasi costante il resto delle parole di Silvio al microfono, costringendolo a non prendersi nemmeno un respiro,  per non lasciare campo libero a una piazza ormai abbandonata alla dissacrazione del caro leader.

L'uomo possiede un infinito sprezzo del ridicolo, così ha vantato un numero ancora più alto di firme ai gazebo (oggi siamo arrivati a otto milioni) e ha "rivelato" che lui aveva già convinto mezza Margherita a non votare la finanziaria, ma che poi i convinti si sarebbero fatti "comprare" dal governo. Abbastanza divertente, almeno per chi abbia letto sui giornali le parole con le quali cercava di portare a termine l'odiosa corruzione di un senatore o da chi si renda conto dell'impossibilità ontologica di "comprare" deputati e senatori del proprio schieramento politico.

Ma questo non tocca i fedelissimi rimasti a Berlusconi, pronti ad affrontare i protestanti a botte di "comunisti" e "drogati". Vederli da vicino, parlare loro, mi ha suscitato un arcobaleno di sensazioni tra la commiserazione e la pietà per questi poveretti. Farciti degli slogan padronali sono assolutamente incapaci di gestire risposte non convenzionali. Tanto per dire, a disperdere il suddetto gruppetto di pensionati feroci è bastato chiedere loro di non offendere persone che non conoscono, fare presente che si lavora e che  quindi si paga noi loi le loro pensioni. All'invito successivo a non perdere tempo a far casino in piazza e ad andare a lavorare invece di fare i parassiti dei giovani (scherzavo, sono bestialità e lo so) si sono dispersi che nemmeno una carica con i lacrimogeni...

Lo show si è concluso così, tra frizzi e lazzi, mentre l'uomo inanellava le ultime banalità, la più bella diceva più o meno che avrebbe voluto nominare seduta stante  "cavalieri della libertà" i fan presenti, poggiando sulla loro spalla (destra) una spada; come i re facevano con i sudditi nel medioevo, alla faccia del partito dal basso.

Chiuso il comizio lo striscione si è di nuovo avvicinato e la polizia ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Non c'è niente che inquieti di più un funzionario in servizio di piazza dell'avere a che fare con un imprevisto o con situazioni spontanee e c'è da credere che anche stasera qualche timore lo abbiano coltivato. Il funzionario al comando mi è addirittura venuto a chiedere se, finita la manifestazione del leader, potevo far andare via chi protestava. Fargli presente che non avevo nulla a che fare con altri e che era una situazione assolutamente spontanea non l'ha certo rassicurato, anche se era più che evidente che non ci fossero assalti o azioni violente in fieri.
Oltre la comicità ed il colore, resta il dato politico: Berlusconi parla nel deserto, ormai abbandonato dal "popolo" di centro-destra e anche da quello che fu suo, gli sono rimasti solo pochi e scombinati pasdaran.

 Nota di demerito per il TG3 locale che, pur citando le contestazioni, non ha potuto esimersi dal mostrare qualche secondo di riprese fatte stringendo l'inquadratura sul leader, in maniera che sembrasse sommerso dalla folla.
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venerdì, 07 dicembre 2007

Ridere con Cofferati


Il sindaco di Bologna Cofferati ha siglato un'ordinanza comunale nella quale intima al direttore del locale carcere di sistemare quello che non va.

Ottima iniziativa, perchè nel carcere della Dozza di Bologna al sovraffollamento (il doppio esatto dei detenuti ammissibili) si sommano diverse irregolarità scandalose. Dal proliferare di blatte e topi, alla sporcizia diffusa, fino alla mancanza di acqua calda nelle docce. Questo senza considerare che "Ogni sera il carrello passa sempre lo stesso cibo, brodo e uova".

Anche il personale è sotto stress 566 agenti e ne mancano 190. Una situazione che in un hanno ha provocato 141 casi di detenuti che si sono autolesionati e 19 tentativi di suicidio per impiccagione, fortunatamente sventati.

Bravo Cofferati quindi, se non fosse che nel fissare il termine massimo nel quale il Ministero della Giustizia deve ottemperare all'ordine, l'astuto Cofferati (in questo caso nella veste di autorità responsabile della situazione sanitaria nel territorio comunale) ha posto un termine massimo di due anni.

Perchè ci vogliano due anni per pulire e tenere pulito il carcere o per dare l'acqua calda alle docce, l'ordinanza non lo dice e non si capisce.

Si capisce invece che il termine di due anni serve a trasformare l'ordinanza in un semplice segnale "politico", visto che il mandato di Cofferati scadrà prima che il Sindaco si trovi a dover scegliere tra il denunciare all'autorità giudiziaria il mancato rispetto dell'ordinanza o fare la figura di quello che se ne frega dei carcerati.

Cofferati fa quindi bella figura (relativa) a spese del suo successore.
Peccato che non gli sia venuto in mente di adoperare risorse del comune per lenire l'emergenza.

Che il prossimo sindaco non sarà Cofferati pare ormai scontato, così la giunta cerca di rimandare alla prossima tutte le pratiche sgradevoli.

Anche sulla questione della moschea avevano infatti ventilato di spostare la decisione due anni avanti.

Gli unici che non ridono sono gli ospiti del carcere, una vera vergogna per una città ricca come Bologna, che non si potrà certo coprire con i fogli dell'ordinanza del sindaco-sceriffo.
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lunedì, 26 novembre 2007

Stranagiustizia


Stesso tribunale, quello di Bologna.

Un Tizio che ha bruciato automobili e ha mandato deliranti comunicati "terroristici" e minacciosi verso Cofferati, è stato accusato semplicemente di danneggiamento e rimesso in libertà.

Pochi giorni prima alcuni ragazzi che hanno fatto scritte sui muri di una strada del centro, sono stati al contrario accusati di tutto e condannati a mesi e mesi di prigione:

 " Cinque anarchici sorpresi a tracciare scritte anarchiche sui muri di Strada Maggiore, nel centro del capoluogo emiliano. I giudici hanno così respinto le richieste della difesa e hanno lasciato dietro le sbarre della Dozza Juan Antonio Sorroche Fernandez 30 anni di Barcellona e Miroslav Bogunovic croato di 37 anni. Le richieste del pm della Procura felsinea Valter Giovannini erano state più dure. Il magistrato aveva chiesto un anno e 10 mesi per lo spagnolo e il croato e 1 anno e 4 mesi per gli altri. Con i cinque quella notte era stata fermata ma solo denunciata anche una 17enne di Rovereto.

Poco dopo l'una una pattuglia della Digos li aveva sopresi in strada Maggiore mentre imbrattavano alcuni muri con della vernice di colore rosso. In particolare, sotto il portico della chiesa di Santa Maria dei Servi e nei pressi della facolta' di scienze politiche avevano vergato delle scritte utilizzando degli stampi, tipo ''Vendetta'' con la A di anarchia, ''Libera ogni prigioniera'', con la A di anarchia, ''Tortura Sanitaria Obbligatoria'', ''Uccidi il silenzio'', ''Servo non servi''.

Sicuramente un crimine da punire con la massima severità, mentre l'incendiario che scriveva i comunicati e bruciava le auto perchè (dice lui) lo avevano multato, è da considerare un cittadino modello che ha avuto  un eccesso d'ira .


Che poi sugli "anarchici pericolosi", anarcoinsurrezionalisti (risate sul fondo) e pure sui comunicati dell'iracondo ristoratore destrorso, siano state versate tonnellate d'inchiostro e praticate le più squallide strumentalizzazioni politiche, pare già essere passato di mente.

Non c'è nessuno che ami ricordare le proprie colpe.

 

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venerdì, 16 novembre 2007

A Bologna solo cazzi amari


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Pietra dell'ultimo scandalo bolognese sono i cazzetti di cioccolato che vedete nella foto. La signora che li vende (e che li vende da anni) è stata multata per aver esposto prodotti indecenti, per "offesa al pubblico pudore. Per farle la multa si sono scomodati addirittura due assessori.

Per avere un'idea della cifra demente che ha assunto la politica locale, bastano le dichiarazioni dei componenti della giunta Cofferati sul caso:

Maria Cristina Santandrea
(assessore al Commercio):
"Iniziativa odiosa, io queste persone le denuncio. Non esiste che si vendano oggetti pornografici in una rassegna dedicata ai bambini". "Sia chiaro, non voglio passare per bacchettona..." (tranquilla, ormai è fatta).
"Non posso tollerare che si faccia ironia con oggetti pornografici a scopo di lucro."

Libero Mancuso (assessore agli Affari Istituzionali):
"Queste cose sono assolutamente sconce, pornografiche, vanno esposte nei sexy shop"....
"Il Cioccoshow è un mercato di paese, non un mercato di membri".
"Dopo la chiamata di Santandrea ho avvisato la Questura (ndr sticazzi...) e il comandante dei vigili urbani e sono andato anche io a vedere questi oggetti. Molti erano scandalizzati. Si sa, viviamo in un'epoca di perbenismo vittoriano che io non sempre condivido. Ma non si può esporre certe cose in Piazza Maggiore"

Angelo Guglielmi (assessore alla Cultura):
"...deve essere chiaro che l'immoralità non sta nell'esibizione di un membro maschile di cioccolato, ma nella furbizia di attirare l'attenzione con l'erotismo."

Guglielmi vede un reato in uno dei principali pilastri della pubblicità, sono anni che l'erotismo è usato per vendere, ovunque e in maniera massiccia e ossessiva. Mancuso si è dimenticato di chiamare i Carabinieri e i Pompieri, ma si è dimenticato anche che Piazza Maggiore è il luogo pubblico per eccellenza.
Mancuso deve essere una persona molto distratta, il -moralismo vittoriano- l'ha visto solo lui; sono anni che in televisione ci sono solo tette e culi, storie di corna e di festini con droga e puttane e nel bel mezzo di un'Italia che sembra fatta solo di veline disposte a tutto e di vecchi papponi che ballano attorno a grandi ladri.. e lui tira fuori il moralismo vittoriano...

A questo punto poteva anche proporre di vendere i cazzetti di cioccolato in farmacia; forse Mancuso non lo sa, ma i vibratori ora li vendono anche in farmacia e prossimamente nei supermercati.

I cazzetti hanno attirato l'attenzione, pare, perchè la pasticcera li ha chiamati "Rocco", come il noto attore hard Siffredi, da qui forse l'intuizione che ha fatto scattare la boutade contro la pornografia.

La signora, inoltre, ha un vasto catalogo di produzioni che richiamano all'erotismo e alla sessualità e sono già tre anni che lo espone alla fiera del cioccolato. Cazzini e cazzoni di cioccolato compresi, che l'anno scorso hanno fatto da sfondo proprio ad un convegno nel quale l'assessore Santandrea discettava di come riconoscere le qualità d'amante di un uomo dal modo con il quale mangia il cioccolato.

A Bologna siamo messi così, inutile aspettarsi un livello diverso dalla squadra del sindaco. A Bologna la politica è ormai robaccia di questo livello; ogni mattina il primo fesso che si alza se la prende con il primo che capità e si erge a "tutore della legalità", rimediando il più delle volte queste figure barbine e massacrando l'immagine della città; oltre a certe particolari ghiandole dei bolognesi e delle bolognesi.

Siamo messi così. Ci meritiamo tutto, certo, ma speravo che almeno la guerra ai cazzi di cioccolato ci fosse risparmiata.

Nota in appendice: la settimana scorsa quasi il 20% dei negozi del centro ispezionati è stato scoperto ad impiegare lavoratori in nero. Nell'occasione silenzio di tomba dai media e dichiarazioni felpate dalle parti del sindaco; a questo giro invece paginate e paginate, con tutti che spintonano per dire la loro su una stronzata del genere. Chi può si faccia i suoi conti.
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venerdì, 09 novembre 2007

Bologna le (finte) BR sono di Alleanza Nazionale

 

Si chiama Gennaro Senatore ed è un ristoratore di Bologna con simpatie per Alleanza Nazionale, l'uomo accusato dalla Procura della Repubblica di Bologna per l'invio di una serie di minacciosi "comunicati" a nome del PCC ( Partito Comunista Combattente) e per l'incendio di un paio di autovetture.

Grossa delusione di Cofferati che a quelle minacce aveva creduto nonostante da più parti si facesse notare come lessico e modalità non fossero compatibili con quelli delle Brigate Rosse.

Senatore ce l'aveva con l'amministrazione comunale perchè, a suo dire, lo perseguitava coprendolo di multe per la sua attività. Come molti instabili di destra Senatore mostra una robusta inclinazione per la millanteria; "marchese" "chef dell'imperatore del Giappone" e " Borbone" erano alcune delle definizioni di fantasia con le quali amava accompagnare il suo normalissimo patronimico.

La storia ricorda quella di Luca Razza, per undici anni interprete degli NTA (Nuclei Territoriali Antimperialisti). Anche lui di destra, anche lui incline alla millanteria, per oltre un decennio aveva impersonato un gruppo terroristico inesistente. Inesistente, ma utile politicamente, se è vero come è vero che l'allora Ministro dell'Interno Pisanu lanciava l'allarme per una "saldatura" tra BR, NTA ed anarcoinsurrezionalisti, ben dopo che Razza era stato arrestato e che si era scoperto che le NTA erano una bufala.

Niente "terroristi" quindi, solo buffoni e furboni che li sfruttano per pompare allarmismo e paura.

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categoria: trash, bologna, war on terror


domenica, 28 ottobre 2007

Beghelli, solare inciampo.


Beghelli lancia "Pianeta Sole", il che vuol dire che entra nel business degli impianti domestici ad energia solare. Come d'abitudine a sostenere la nuova linea di prodotto, l'azienda di Monteveglio (Bo) ha varato un piano di comunicazione incentrato sugli spot televisivi.

Peccato che il filmato pubblicitario si apra con l'inquadratura di un tizio felice che va verso la natura scendendo da un SUV (finto fuoristrada con cilindrate dai 3600 ai 4400 cc) di lusso nero e lucente.
Proprio il genere di persona preoccupata per la qualità dell'atmosfera.

L'incongruenza rappresentata dalla presenza del SUV, assunto nel filmato a status symbol, nella comunicazione di un prodotto che viene promosso come soluzione ai problemi ambientali, non ha evidente destato obiezioni tra i geniali creativi che hanno realizzato il capolavoro.

I fondi per l'autoproduzione in "conto energia" sono già pochi rispetto alle richieste, Beghelli scommette che il mercato sia maturo e la borsa ha anche premiato l'azienda con un bel balzo.

Meglio che Beghelli insista sul risparmio, tutto quanto consente di risparmiare risorse non rinnovabili è intrinsecamente utile e -amico dell'ambiente- non c'è nessun bisogno di esagerare.
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categoria: bologna, media, semantica, energie, ecologie


lunedì, 08 ottobre 2007

Matita Rossa Made in Bo

Infierire sulla nostra stampa è sempre sgradevole. Prima di tutto perchè è fin troppo facile maramaldeggiare sulla valanga di sciocchezze prodotte e secondariamente perchè quando gli fai notare certe cose s'infuriano quasi tutti.
Sulla manifestazione di sabato scorso in molti hanno il peggio del peggio.

A Bologna inoltre ci sono un sacco di giornali, quindi per essere più fair mi limiterò al Corriere, senza per questo  voler significare benevolenza nei confronti degli altri fogli cittadini che sono andati di fantasia, visto che "non è successo niente".

La palma va al corsivo in prima pagina sul Corriere Bologna, che sembra scritto da un bambino nella prima parte e dall'arteriosclerosi nella seconda. Il titolo è degno del Banalino D'Oro: Ma Bologna è dei bolognesi.
Dopo cotanto titolo il bambino esordisce dicendo che "la manifestazione non ha fatto danni come si temeva," lui e i suoi colleghi, "ma ci ha tolto la città per un giorno". Cazzata (Homer) sesquipedale, visto che la manifestazione ha impegnato alcune strade per non più di tre ore, per non più di un'ora ciascuna. Nello stesso tempo i tifosi sono andati e tornati dalla partita, si è tenuta senza problemi la processione della Madonna di S.Luca e pure una pesantissima giornata di Cersaie (una delle fiere capaci di fare implodere il traffico), la città non è stata tolta a nessuno. Non si sono visti manifestanti con i caschi o con oggetti pericolosi, solo coperti perchè pioveva un bel po'.

Secondo questo bel tipo la manifestazione "ha fatto cambiare programmi e abitudini". Sempre degna del Banalino la personalissima interpretazione del diritto costituzionale: "In ogni democrazia è sacrosanto il diritto di andare in piazza, protestare, anche gridare". Ma c'è un ma: "Ma non è un diritto di nessuno usurpare i diritti altrui, compreso quello di vivere tranquillamente nella propria città". Viene da chiedere se prenda i lettori per scemi, ma è solo il solito squallido che monta la panna.

Prima dell'esegesi costituzionale al ragù, infatti ci ha messo un bel: "(la manifestazione..)ci ha fatto paura".  La paura l'hanno fatta il corsivista e i suoi colleghi con stupidaggini del genere, con i ridicoli e millantati allarmi dei servizi e con uno sprezzo della verità che lascia allibiti. Paura ed orrore, strumenti. Che qualcuno usa ai danni dei cittadini; questo è male, ma i giornalisti da questo orecchio non ci sentono e non si sono sentite autocritiche dalla categoria, nemmeno in occasioni più eclatanti.

 Dal 2001 (genova) a oggi non ci sono state manifestazioni sfociate in seri dannegiamenti. La statistica inclinava verso l'assoluta tranquillità, e in effetti questo tipo di manifestazioni è sempre molto meno problematico di una domenica al seguito dei tifosi di una squadra qualsiasi. Non c'erano stati pro.clami minacciosi
La parte arteriosclerotica dell'articolista bambino si avvita poi sulle dichiarazioni di Caruso per cercare di attribuirgli toni minacciosi e non merita commenti. Come non merita commenti il titolo "Abbiamo tenuto a bada i cattivi" attribuito al portavoce di Crash, che nell'intervista sotto non esprime proprio questo concetto. Infidi oltre che poco capaci.

La stessa logica di questo astuto sembra posseduta dal povero Mancuso, che ha rilasciato dichiarazioni simili a quelle nel corsivo del Corriere, da un ex magistrato fa un po' tristezza, provate a pensare la confusione che deve avere in testa uno che dice: "Intollerabili queste forme di illegalità.Tanto più gravi se fatte come sfida al sindaco. Non si può vivere in una città ed essere contro il proprio sindaco. Chissà cos'avrà voluto dire... o se pensa davvero una stronzata (Frankfurt) del genere.

Roba da stracciare il bambino del Corriere, che si limitava a rivendicare la proprietà di Bologna e umiliare  Bimbo De Maria, segretario locale dei DS, che prima dice che alla manifestazione erano in pochi e poi che "sono come quelli che non pagano le tasse"...illegali...blablabla...

 l'Orco Cofferati invece ha detto che ognuno fa quel che vuole e che non gli danno retta. Alza il livello dello scontro con la Questura e con quella parte della sua giunta che si era adirata per il conflitto istituzionale (tra i quali lo stesso Mancuso che tra un po' gli viene un coccolone, non è mica abituato). Domani Cofferati vede papà Amato e minaccia sfracelli. Il Resto del Carlino invece ha fatto un sondaggio sul suo sito: " Siete d'accordo con la linea morbida di Cofferati?". Con Guazzaloca la Street Parade passava in Piazza Maggiore ed i centri sociali erano quattro volte tanti.

Show must go on
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categoria: bologna, media, infowatch


venerdì, 05 ottobre 2007

Domani corteo per gli spazi sociali a Bologna.


Domani alle 15 manifestazione dei centri sociali italiani contro l'ondata di sgomberi, denunce e condanne ai danni di un numero impressionante di esperienze. Un'ondata repressiva che gode di un favore bipartisan che va da An al PD come piace a Cofferati, ma che colpisce ingiustamente esperienze di grande importanza sociale senza provvedere a proporre alcuna alternativa che non sia il deserto con attorno il nulla.Il concentramento è previsto in via Indipendenza, all'alngolo con via Augusto Righi; il corteo procederà poi fino a Porta San Mamolo.
Previsti numeri importanti, con partecipazione da tutta Italia. Scontato allarmismo da parte delle istituzioni, il fogliaccio locale ha già lanciato l'allarme che verrebbe dai Servizi Segreti. Le Betulle sono ancora tutte a piede libero. Previsti temporali più o meno all'ora della manifestazione, speriamo di no; temperatura comunque mite.

Com'è andata:

Percorso completamente diverso, ad allontanarsi dal centro, occupato un posto più che dignitoso in direzione opposta a quella annunciata, in via Zanardi; manifestazione tranquilla e determinata di qualche migliaio di indifferenti all'acqua che cadeva a secchiate, che hanno raggiunto la nuova occupazione senza il minimo brivido (umidità a parte). Molti gli striscioni, ma mi ha fatto particolarmente piacere vedere una giovane che portava un cartello double face che da una parte riportava un bel "Bona lè" e dall'altra la mitica "Neanche i sofficini sorridono più".

Smentita per intero la consueta operazione-paura montata da tutti i media.
Inutile la militarizzazione del centro e l'allarmismo, obbiettivo politico raggiunto, grossa delusione tra gli operatori dei media accorsi a frotte, bravi quelli di Crash a trovare il posto e a includere nell'iniziativa la "presentazione" dello stato d'abbandono della struttura dalla quale erano stati cacciati per "urgente" ristrutturazione dell'immobile.

La popolazione bolognese pare comunque non apprezzare la linea-Cofferati

In un sondaggio a domanda manipolatoria sul suo sito, il Resto del Carlino chiede:

Sei d'accordo con la linea morbida di Cofferati verso i centri sociali?

   
Sì (53.38%)
 
 
No (46.62%)
 
 
Totale voti: 680

Ora, a parte che la "linea morbida" di Cofferati l'han vista solo al Carlino, è successo che anche tra i lettori del Carlino prevalgano quanti non apprezzano l'escalation di astio menata dal sindaco.
Quanto possa essere "morbida" la linea di un sindaco che ha fatto sgomberare quasi tutti i centri sociali in città, resta un mistero. Ma forse al Carlino stanno solo soffiando sulla rissa.
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categoria: bologna


venerdì, 05 ottobre 2007

I non bamboccioni fanno strada


Nomisma rinnova il suo panel scientifico abbattendo l'età media dei partecipanti. Una bella iniezione di giovani che non sono per niente bamboccioni, visto che a meno di 40 anni sono già professori universitari. Che poi si tratti dei figli di Giorgio Napolitano e Beniamino Andreatta è chiaramente una coincidenza, sicuramente hanno ottenuto la cattedra ad un'età record ( per l'Italia) perchè sono eminenti studiosi, le parentele con esponenti politici di spicco non hanno certamente favorito le loro carriere.