
Altro record nella produzione dell'oppio
Nell'anno in corso la produzione afgana di oppio crescerà del 49% rispetto a quella dell'anno passato, che aveva segnato il record di sempre per l'Afghanistan. La sola provincia di Helmanda produrrà più droga di interi paesi come il Marocco, Burma o la Colombia. Cinque anni fa Tony Blair si assunse la responsabilità delle politiche antidroga in Afghanistan, la provincia di Helmand è controllata (insomma...) dalle truppe britanniche.
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Si chiama Naypyidaw, la nuova capitale burmese voluta dalla giunta militare e in particolare dal generale Than Shwe. La nuova capitale è stata costruita da zero nell'interno del paese a circa 460 chilometri dalla "vecchia" capitale Rangoon, che si trova sulle rive del golfo del Bengala. In occasione della sua presentazione ufficiale al mondo, i giornalisti stranieri sono stati eccezionalmente ammessi ad assistere alla parata inaugurale. Le uniche immagini della città erano fino ad oggi quelle presenti sul blog del giornalista indiano Siddharth Varadarajan.
L'idea è frutto della paranoia della giunta militare, che pensa così di allontanare i timori di una invasione straniera (americana) che restituisca il paese alla democrazia. Gli Stati Uniti non hanno però alcuna intenzione di imbarcarsi in un'avventura militare del genere, nonostante siano ormai parecchi anni che non passa settimana senza che il portavce del Dipartimento di Stato non minacci più o meno velatamente la giunta militare.
Non essendoci "islamici" in giro, l'ex Burma non rientra nella lista dei paesi da raddrizzare manu militari per Washington, ma per l'anziano generale golpista i timori assumono di volta in volta le sembianze americane, indiane e cinesi; a seconda dell'umore. Nella nuova capitale, nei pressi della quale è stata costruita una fortezza destinata a residenza del generale, sarà trasferito il personale governativo con tutti i ministeri. La scelta della posizione, nonostante si trovi in una zona notoriamente malarica è stata dettata da un'unica considerazione: renderla il meno accessibile possibile in caso di invasione straniera.
Nella foto il generale Than Shwe durante la cerimonia.


famoso come corruttore di giornalisti. L'Olocausto congolese venne alla luce presso le opinioni pubbliche occidentali dopo che alcuni famosi scrittori lo denunciarono nelle loro opere: Joseph Conrad in "Cuore di Tenebra" (che non è una storia sul Vietnam, ma la cronaca vissuta da Conrad incontrando il vero Kurtz quando lo scrittore era pilota di battello sul fiume Congo), Mark Twain ne "Il Soliquio di Re Leopoldo" (Opera semisconosciuta, ma disponibile gratuitamente in versione integrale su Internet) e Conan Doyle in The Crime of the Congo; ma poco avrebbero potuto le loro opere senza ricevere il fondamentale sostegno di un'invenzione di quei tempi: la fotografia. Solo quando l'Europa e gli Stati Uniti vennero invasi da centinaia di foto raccapriccianti che immortalavano bambini con le braccine mozzate e distese di cadaveri, solo allora per Leopoldo si materializzarono le prime difficoltà. A quei tempi circolò allora la battuta secondo la quale "Leopoldo non aveva potuto corrompere la Kodak". Ancora oggi sono facilmente reperibili documenti e rapporti che non lasciano dubbi sulla dimensione e sulla brutalità dell'Olocausto congolese.
tema, ancora meno l'argomento ha interessato il mondo del cinema. Ancora oggi, parlando con un belga, questi ti dirà più o meno che in Congo i belgi hanno costruito la ferrovia; lo stesso tipo di risposta che ci si può attendere da un italiano, un francese, un tedesco, un britannico o uno spagnolo parlando dei territori nei quali le loro colonizzazioni hanno portato stragi, terrore e sfruttamento.
quanto lo siano state di quello ebraico. Sarebbe bene ricordare che ancora oggi, nell'epoca dell'informazione globalizzata e sovrabbondante, milioni di persone muoiono perchè sono lasciate morire dalla nostra indifferenza, perchè non siamo capaci di un serio momento di confronto, oltre il quale decidere la definitiva messa al bando dello sfruttamento razzista del continente africano e il riconoscimento delle colpe europee. Sarebbe bene chiedere al mondo dell'informazione perchè questi crimini siano tenuti tanto nascosti, perchè migliaia di giornalisti pronti ad indignarsi per qualsiasi sciocchezza non riescano a trovare un minuto per condannare l'Olocausto Nero che continua a consumarsi giorno dopo giorno.
Dopo essere stato eletto per la prima volta presidente, ai tempi della separazione del Turkmenistan dall'URSS, Nyazov aveva instaurato il più classico dei culti della personalità in un crescendo di deliri, giungendo a rifare il calendario per nominare i giorni e i mesi con nomi che richiamavano a lui o ai suoi familiari.La migliore dimostrazione che globalizzazione non aumenta gli standard per i lavoratori, ma che tende ad azzerarli.
Friday, Oct. 13, 2006 at 11:48 AM
Dopo aver colpito duramente la cricca di Shangai il governo di Pechino ha annunciato l'introduzione di qualche norma a tutela dei lavoratori.
In Cina i lavoratori attualmente non godono di assistenza sanitaria e nelle more del boom hanno dovuto subire ogni tipo di ancgheria, compresa quella di non essere pagati.
I sindacati, fino ad ora, hanno interpretato la funzione di guardiani dei lavoratori, più di quella di tutori dei loro interessi.
Come reagisce l'Occidente a tale notizia, dopo aver lamentato per anni che la Cina sfrutta un vantaggio competitivo robusto costituito dal fatto di non avere costi sociali a carico dei datori di lavoro ed altri impedimenti di tipo "europeo"?
Reagisce annunciando, per bocca delle camere di commercio americane, una contrazione degli investimenti in Cina. Questo senza neppure sapere che genere di modifiche verranno introdotte e guardando probabilmente a paesi che non abbiano nemmeno le minime tutele alle viste nel paese di mezzo.
Quindi a parole l'Occidente è contro lo sfruttamento della manodopera in Cina, ma appena questo tende a diminuire le grandi aziende occidentali minacciano di fuggire altrove perchè vogliono guadagnare su quello sfruttamento.
Ciò significa che lo sfruttamento non è incoraggiato dalle politiche governative, ma perennemente inseguito ed implementato dai grandi investitori internazionali (Occidentali primi fra tutti), gli stessi che poi fingono di lamentarsi della concorrenza cinese mentre si riempiono le tasche producendo in Guandong.
Monday, Oct. 09, 2006 at 10:36 PMPosatosi il polverone dei media...
ALLARME COREA PER NON PARLARE DI IRAQ Sabato, 07 Ottobre 2006 - 13:30 - di mazzetta

Thursday, Sep. 28, 2006 at 10:44 PMIl golpe non è stato accolto bene dalla comunità internazionale, mentre al momento pare gradito dalla popolazione.