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lunedì, 01 dicembre 2008

L'Etiopia si ritira dalla Somalia


061222_Somalia_flagA due anni di distanza dall'invasione della Somalia il governo etiope ha annunciato che le sue truppe lasceranno la Somalia. Nonostante annunci del genere siano stati ricorrenti nei due anni dell'occupazione etiope, questa volta è la volta buona, visto che gran parte delle truppe etiopi sono già tornate in patria e restano sul suolo somalo ormai solo 2.000 uomini dei quasi 20.000 spediti a presidiare il paese.

Il governo del di
ttatore Meles Zenawi ha inviato una lettera all'ONU nella quale dice che gli ultimi etiopi lasceranno il paese entro la fine dell'anno. L'Onu per parte sua ha fatto sapere che non c'è alcuna speranza di rimpiazzare gli etiopi con altri militari africani, da due anni ormai è chiaro che ci sono solo un paio di paesi africani disposti a supportare una missione di pace  l'ipocrisia della War on Terror sotto mandato estorto all'ONU e con il supporto altrettanto estorto dell'Unione Africana. Per misurare il gradimento africano, basta osservare che solo due paesi hanno mandato qualche centinaio di soldati in Somalia e che questi non sono certo potenze militari paragonabili all'Etiopia.

La Somalia torna libera e ai somali spetterà di nuovo ricercare e darsi un equilibrio politico in grado di permettere la formazione di un governo stabile, che manca in Somalia dal 1991. Facile pensare che torneranno al potere gli eredi delle Corti Islamiche e che del Governo Federale di Transizione non resterà nulla, non essendo in grado di coagulare nemmeno il più modesto consenso popolare ed essendo ormai compromesso con il "nemico" etiope, nonchè responsabile di una mattanza che in due anni ha fatto almeno 10.000 vittime e qualche milione di profughi.

I problemi del paese sono enormi e se dalla Somalia ci giungono notizie solo quando qualcuno vuole stigmatizzare qualche azione degli islamici, la realtà è fatta di milioni di persone che fanno la fame e di enormi problemi ambientali dovuti all'inquinamento. Inquinamento che non è stato certo prodotto dai somali, ma da interessati criminali internazionali che in questi anni non hanno trovato di meglio che usare le incustodite acque somale per scaricare tonnellate di rifiuti di fronte alle sue coste o in discariche abusive all'interno del paese. Migliaia di persone che vivono sulle coste somale soffrono oggi di strane malattie, malattie che nessuno sa spiegare e ancora meno curare, visto l'inesistenza di qualsiasi struttura pubblica, ma la comunità internazionale vede solo il problema dei pirati, la salute e la sicurezza dei somali non sono in agenda e nessuno dei criminali inquinatori è mai stato fermato dalla flotta multinazionale che pattuglia le coste del paese.

Salutata con favore dall'amministrazione Bush, l'occupazione etiope si è presto rivelata, come previsto, un altro Iraq. Una guerra stupida e inutile, diventata inutilmente sanguinosa quando gli etiopi hanno provato ad impiegare estese rappresaglie per piegare la resistenza somala. Oggi, con il favore americano calante e con il bisogno di truppe che ha la dittatura etiope, i soldati etiopi tornano a casa e verranno impiegati alla frontiera con l'Eritrea e nella repressione della regione dell'Ogaden
.

Non resta che fare i migliori auguri ai somali, che come popolo sofferente hanno ben pochi uguali, e rilevare ancora una volta il plateale disinteresse per i destini del paese tra le opinioni pubbliche occidentali, pronte ad agitarsi per il Tibet, ma completamente afone di fronte al dramma somalo. La notizia è di qualche giorno fa, ma non è stata riportata da nessuno a parte le agenzie di stampa e Rainews24, il mainstream italiano è muto sulla somalia, solo storie di pirati. Nemmeno la lettera delle ONG italiane al ministro Frattini ha avuto alcuna eco o risposta.
postato da mazzetta alle ore 21:58 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: africa, war on terror, somalia, etiopia



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