Sarah Palin non sembra per niente intenzionata a tornare nelle vesti del governatore del remoto stato del Nord e molti repubblicani sembrano sostenerla considerandola utile al rafforzamento del partito. Purtroppo il livello della signora è quello che è, così le gaffe si succedono agli incidenti e non passa settimana che l'infosfera non si faccia quattro risate alle spalle dell'energica signora allo sbaraglio.
L'episodio di questa settimana ci consegna Sarah che, nelle vesti di governatore, perdona un tacchino e lo salva dal finire in tavola per il Thanksgiving day o Giorno del Ringraziamento, tradizionale festività statunitense. Anche il solenne perdono del tacchino da parte delle autorità è una tradizione radicata, alla quale non si sottrae nemmeno il presidente.
Come in un corto dei Monthy Python, la scena si apre con Sarah Palin all'interno di un allevamento di tacchini che declama (leggendo) un pippone sui grandi valori americani, sull'armonia, la famiglia e anche Dio, solenne e formale anche la concessione della grazia per il tacchino fortunato.
Cambia la scena e si va in esterno, il giornalista in studio avverte di allontanare i bambini e le persone sensibili e riappare Palin che parla a ruota libera del partito, dell'America e sparge qualche nonsense destinato ai fedelissimi. Alle sue spalle per tutto il tempo va e viene un omone, che infila i tacchini in un imbuto dal quale passa le teste, che poi taglia per uccidere e dissanguare i pennuti che intanto si agitano in comprensibili spasmi. Particolarmente d'effetto l'immagine della vasca di raccoglimento del sangue, di un bel rosso vivo che risalta sui colori cupi dell'Alaska invernale.
Un capolavoro. La satira è morta, uccisa dalla realtà. Qui il video.
A ruota la top ten delle scuse di Sarah Palin declamata da Letterman.
