L'ex-governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio è sotto processo per le truffe che avrebbe ordito insieme ai famosi "furbetti del quartierino".
Sembra incredibile, ma la notizia dell'inizio del giudizio per Fazio ha suscitato meno articoli nel nostro paese che nei paesi anglofoni, per i quali un Governatore di banca centrale sotto processo è una notizia grossa.
Non così in Italia, dove i potenti godono di una specie di amnistia perenne, qualunque accusa possa cadere su di loro. Non per niente Fazio (nella foto con Giampiero Fiorani, ugualmente a piede libero) gode della benevolenza di Confindustria che gli affida editoriali sul Sole 24ore" e del Vaticano, che lo considera un ottimo candidato per la banca Vaticana dello IOR. Sostenuto dai Legionari di Cristo, sembra che Fazio non risenta delle pesanti accuse rivoltegli dai tribunali italiani.
Da noi di quelle accuse non se ne parla proprio, al contrario sembra in corso una quasi-rivalutazione del suo operato, rivalutazione che dimentica e rimuove completamente le sue (ad oggi) presunte attività criminali. Una scandalosa benevolenza, che si spiega con il fatto che l'informazione nel nostro paese sia nelle mani di azionisti che non si possono certo lamentare dell'operato dell'ex-governatore, assolutamente organico al malato capitalismo italiano.
Abbiamo così il paradosso per il quale chi ha abdicato al suo ruolo di vigilanza sull'economia, per fare pastette con una banda di persone prive di scrupoli, ormai rei confessi, continua ad avere diritto di tribuna sul principale quotidiano economico italiano ed è pure in corsa per la guida della santa banca vaticana.
Inutile dire che in tutti gli altri paesi occidentali, una vicenda come quella che vede coinvolto Fazio avrebbe condotto ad esiti del tutto diversi, nessuno dei quali compatibile con il mantenimento di una parvenza di onorabilità da parte di un personaggio in quel ruolo, coinvolto in crimini del genere.