La foto è inequivocabile, il gruppo di picchiatori fascisti aggredisce il sit-in degli studenti a Piazza Navona a Roma, armato di identiche mazze tricolori per tutti.
Un'aggressione evidentemente organizzata, criminale, che nulla ha a che fare con gli studenti e molto ha a che fare con la calunniosa campagna della destra nei confronti delle proteste studentesche.
Ecco gli studenti che piacciono al governo
Il racconto di Curzio Maltese, presente sul posto fin dall'arrivo degli squadristi e le sue accuse alla polizia
Un altro video che mostra strane familiarità tra picchiatori e polizia
Poi una specie confessione registrata di uno di loro che smentisce di essere un poliziotto, confermando di essere uno dei picchiatori fascisti.
Il gruppo è stato prelevato dalle forze dell'ordine solo dopo essere stato messo in fuga dall'arrivo in piazza di due cortei di universitari.
Aggiornamenti:
Dice l'Unione degli Studenti: "A seguito della carica da parte del gruppo di estrema destra due studenti a piazza Navona hanno riportato gravi traumi alla testa e un ragazzo ha un orecchio lacerato. E' scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non sono intervenute per ripristinare una situazione pacifica".
Il Corriere non può esimersi dall'ipocrisia, pur riportando la ricostruzione fedele.
Male le polizia, che non ha fermato subito il manipolo di picchiatori, anche se poi fermando solo loro, ha certificato la realtà di quando accaduto.
Finisce così, come si può vedere in questo video del Corriere, dopo essere stati respinti dagli studenti sopraggiunti, armatisi di sedie da bar e anche di un Pinocchio, gli aggressori sono circondati a terra dalle forze dell'ordine che prima li isolano e poi li arresteranno. La sequenza non lascia dubbi, partiti baldanzosi e tutti addobbati come nella prima foto, finiscono la giornata al commissariato. Sono già piccoli eroi per Gramazio e per qualche esaltato, ma non c'è spazio per interpretazioni di fantasia, i fatti si sono svolti di fronte a decine di testimoni armati di videocamere e macchine fotografiche.
Quasi tutte le fonti d'informazione parlano di "scontri", un chiaro esempio di truffa semantica a cercare di negare una verità sotto gli occhi di tutti:

L' aggressione agli studenti medi e a un adulto intervenuto a chiedere che smettessero, quello finito riverso a terra nell'angolo a sinistra. Questi pestaggi sono avvenuti nell'indifferenza delle forze dell'ordine.