Sulla compagnia è calato il silenzio, ma la partita sembra ancora poter riservare delle sorprese.
Pare che C.A.I. non si stia muovendo per niente, forse in attesa di vedere cosa succederà al famoso "prestito ponte" che si è risucchiato i fondi per la ricerca o di sapere che faranno Air France e Lufthansa. C'è anche l'ipotesi che i coraggiosi (im)prenditori in realtà non trovino i soldi, visto che come costume del capitalismo italiano, l'operazione si sarebbe dovuta svolgere con soldi presi a prestito e che, nell'attuale congiuntura economica, i prestiti diventano più difficili e costosi da ottenere. A oggi non esiste una previsione del futuro assetto azionario e nemmeno un abbozzo di organigramma aziendale. Intanto si rincorrono le voci su appartenenti alla cordata desiderosi di sfilarsi.
Resta il fatto che l'emergenza Alitalia, quella per la quale la compagnia doveva velocemente essere venduta o chiudere, improvvisamente non è più tale, nessuno ne parla e non succede niente. Tocca ai sindacati andare da Fantozzi a chiedere lumi.