mazzetta

Ce la possiamo fare...
venerdì, 11 aprile 2008

Astensionismo agonistico


Ho letto con attenzione tutte le obiezioni che nella ultime settimane sono state sollevate per combattere la diffusa voglia di disertare le urne. Alcune sono condivisibili in linea di principio, altre lo sono molto meno, ma nessuna di queste mi ha convinto ad andare a votare.

Non mi convince in particolare l'appello al voto fatto brandendo l'accusa di qualunquismo, non tanto perché non mi senta qualunquista, quanto perché i motivi fondanti la mia prossima astensione al voto sono precisi e per nulla improntati al qualunquismo. Non mi asterrò dal voto auspicando un risultato qualunque.

Al voto non rinuncio a cuor leggero e non è mia intenzione smettere questa sana e democratica abitudine, ma è mia precisa intenzione evitare il voto a questa tornata elettorale perché spero di conseguire un risultato che ritengo molto importante, ben oltre l'attuale contingenza elettorale e il possibile accrocchio di partiti che uscirà dalle urne.


Non voterò, perché non votando spero sinceramente di determinare una pesante sconfitta per la coalizione dell'Arcobaleno, tale da determinare l'eclissi di questa formazione e di quelle che la controllano per quota-parte. Spero sinceramente che questa sinistra parlamentare esca indebolita dalla contesa elettorale in maniera tale da pensare sinceramente all'antico costume delle dimissioni e per la prima volta questa speranza mi pare fondarsi su possibilità reali.

Sicuramente ci sarà chi invocherà il tafazzismo di fronte a una tale speranza, ma dal mio personalissimo punto di vista non si tratta di “farsi del male” e ancora meno di colpire qualche antipatico, consumare qualche modesta vendetta o rincorrere ipotetiche rivincite. Semmai si tratta di conseguire la liberazione dello spazio della sinistra da un blocco di potere inadatto e inutile.

Si tratta di prendere le mosse da un'analisi che vede in due profonde crisi, quella culturale e quella della classe dirigente, le radici del male del nostro paese e della sinistra italiana e di agire in direzione del ricambio di tale classe dirigente. Se l'Arcobaleno incarna la classe dirigente della sinistra nel nostro paese, il che parrebbe, dopo il definitivo coming-out del partito democratico che ha esplicitato la sua natura rifiutando lo schierarsi a sinistra, mi sembra evidente che sia il caso di provare a stimolarne il ricambio.

Da molti anni i tre partitini che compongono l'arcobaleno non hanno altri orizzonti che una battaglia di retroguardia per la sopravvivenza del loro personale politico. Nemmeno i clamorosi fallimenti, le amare sconfitte e l'evidenza di un disastro epocale sono riusciti a stimolare la sostituzione della dirigenza di questi partiti. Dirigenze composte in massima parte da perdenti che continuano ad accumulare sconfitte pagate da altri, inutili al paese come alla causa.

Questa incapacità a mio parere è più che dimostrata, come è dimostrato che si tratti di dirigenza pervicacemente ribelle all'idea di farsi da parte anteponendo l'interesse comune al proprio. Dimostrata ad esempio dallo scarso interesse per il contrasto alla corruzione, come dalle evidenti complicità in esperienze fallimentari, quella del governo campano è solo un esempio tra i tanti. Da elettore responsabile vorrei cogliere l'occasione per sollevare tutti dal peso di quanti ho inutilmente sostenuto a lungo; l'astensionismo a questo giro offre l'opportunità di approfittare della presenza della clausola di sbarramento.

Il desiderio è quello di un purificante bagno di sangue elettorale che porti alla sparizione dei tre club e del progetto Arcobaleno, sperando che in conseguenza si aprano spazi per una proposta politica decente e per soggetti e proposte nuove a rimpiazzare i consunti Pecoraro, Diliberto e Bertinotti; il quale sarà pure “nettamente il meno peggio”, ma ad oggi porta forse più responsabilità di altri per il pietoso stato della sinistra italiana. Sgombrate le macerie, la sinistra italiana potrà forse finalmente sperare di ridefinirsi in libertà, senza che il peso e le pretese di inutili apparati ne condizionino la forma e gli obiettivi che vorrà darsi.


Una sola incognita rema contro questa speranza la concorrenza a destra, perché se è vero che ho sentito molti esprimersi per il non voto, è pur vero che una quantità impressionante di questi vota tradizionalmente fuori dal perimetro della sinistra; è chiaro che se ad un crollo dei votanti a sinistra ne corrisponderà uno generalizzato e bipartisan, sarà più difficile ridurre in percentuale il peso dei relitti della sinistra parlamentare. Più difficile sembra un robusto travaso dall'area DS in dissenso con l'uscita dalla sinistra del PD, servirebbe un motto d'orgoglio mai visto negli anni seguenti la dissoluzione del PCI.

Da temere è quindi solo l'astensionismo simmetrico. Qualunque risultato uscirà dalla prossima lotteria elettorale non potrà essere tanto peggio di uno che preveda la sopravvivenza politica di leadership solitarie che già hanno dato prova di essere votate inesorabilmente al fallimento. Mi appare assolutamente privo di senso portare voti a chi ha perso completamente la mia fiducia, nella speranza che questi voti servano a perpetuare l'inutile esistenza dell'Arcobaleno o consentire la candidatura di bandiera a qualche comunista impegnato a fare a coltellate con gli altri comunisti,

Incognita comunque provvidenziale, perché mi consentirà di partecipare all'attesa dei risultati, di sentirmi partecipe e impegnato per un risultato. In fondo è già un discreto risultato, in una tornata elettorale come questa che ha l'amaro sapore della presa in giro portata da elite sovversive, corrotte ed aliene alla democrazia, come sono quelle che hanno portato il nostro paese ad indossare meritatamente la maglia nera d'Europa.





postato da mazzetta alle ore 11:59 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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Commenti
#1   11 Aprile 2008 - 13:27
 
Personalmente nulla mi farebbe più felice che vedere tutti i dirigenti della Sinistra Arcobaleno sparire nel nulla per essere sostituiti da persone più giovani e capaci.
E tuttavia, la tua scelta mi sembra francamente suicida. L'obiettivo che ti proponi, non far raggiungere il quorum alla Sinistra arcobaleno, in molte regioni equivale direttamente a regalare a Berlusconi i seggi che gli consentirebbero di avere la maggioranza al Senato. Ed è proprio qui che non condivido il tuo ragionamento: dove dici che qualsiasi risultato elettorale "non potrà essere tanto peggio di uno che preveda la sopravvivenza politica di leadership solitarie". Se Berlusconi ottiene la maggioranza a queste elezioni, può fare danni che sentiremo per i prossimi dieci anni. E il nuovo soggetto politico che auspichi impiegherebbe probabilmente anch'esso dieci anni per nascere ed affermarsi. Personalmente io credo che i progetti politici che non si curano del "qui ed ora" per rimandare i risultati a un radioso domani siano destinati a fallire, e siano uno dei peggiori vizi ricorrenti della sinistra. Personalmente, nonostante la sfiducia scarsa o nulla che nutro per i dirigenti di sinistra e di centrosinistra, continuo a preferire la scelta del male minore oggi piuttosto che quella di un bene maggiore posto in un futuro incerto e imprevedibile.
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#2   11 Aprile 2008 - 13:48
 
perchè non voti Sinistra Critica?
utente anonimo

#3   11 Aprile 2008 - 15:10
 
- non voto sinistra critica perchè se una formazione propone oggi l'abolizione della proprietà privata in televisione, vuol dire che come target ha un piccolo club di militonti

- non voto proprio per evitare un'attesa sfiancante nella speranza che la cooptazione produca un gruppo dirigente decente, è chiaro che il sistema è bloccato, capace al più di replicare se stesso senza riuscire ad evolvere al di sopra del livello-melma

- questo significa curarsi del "qui e ora", perchè se non ora, quando?

- quando sarà mai possibile vedere un ricambio, se si è eternamente sotto il ricatto della necessità (vince Berlusconi, vince uno -più peggio- ) e dell'emergenza?

- ritengo questa argomentazione un comodo riparo per quella classe dirigente che non ha saputo assumersi -nemmeno- le responsabilità dei propri fallimenti e non l'accetto, è un ricatto dialettico inaccettabile...anche perchè sono anni che non si parla di evoluzioni e ricambi e questa gente passa le giornate impegnata in risse da cortile prive di qualsiasi senso.

- ultima cosa: le elezioni le perde chi concorre, chi si presenta, non sono i votanti o i non votanti che portano meriti o demeriti relativamente al risultato elettorale, quindi non accetto nemmeno che alcuno addossi responsabilità ìal corpo elettorale.

Chi si presenta a chiedere il voto porta la responsabilità del risultato, basterebbe che i leader della sinistra italiana ricordassero questo dettaglio e già avremmo avuto un ricambio della classe dirigente 15 anni fa

...ma poi mi viene anche un'altra domanda: "quale cazzo di progetto politico ci sarebbe a disposizione per i votanti "qui ed ora"?

forse mi sono perso qualcosa?

Qui ed ora c'è solo disponibile la corsa al mantenimento dei privilegi e si è visto durante le infinite trattative per costituire da una parte il Pd e dall'altra la "sinistra"; sembravano i colloqui per la fusione di aziende quotate in borsa, tutti occupati solo di proiettare nel nuovo soggetto il proprio peso politico, nessuno disposto a mollare di un millimetro, anche se poteva portare vantaggi al nuovo soggetto politico

Buffi one man party con il seguito di nani, ballerine e figurine, è questa la sinistra del meno peggio per la quale votare?

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#4   11 Aprile 2008 - 18:36
 
D'accordo su tutta la linea... certo tentato dal "voto contro" Don B. ... ma credo rimarrò coerente con quanto pensato e rimuginato. Non mi sembra qualunquismo, mi sembra scelta di coscienza e coerenza molto maggiore di un voto fasullo, voto acritico, "voto per il meno peggio" o il tristissimo "voto disgiunto". Questi ultimi mi sembrano tutti borbottii purulenti.

Antonio
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#5   11 Aprile 2008 - 18:40
 
Una massa critica e consapevole di non votanti, con visibilità, ognuno magari con propri precisi motivi o categorie di motivi, così da far rimbalzare accuse di qualunquismo, disinteresse o altro. Anzi sarebbe stato questo il vero "voto" cosciente ed interessato e non quello di una masnada di gente che si recherà alle urne per inerzia.

Questo sto andando predicando da mesi.

Antonio
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#6   11 Aprile 2008 - 19:13
 
aggiungo un paio di precisazioni e un p.s.:

credo che le elezioni siano il sistema meno imperfetto per selezionare la classe dirigente e mai e poi mai rinuncerei al diritto di voto, tanto che ho sempre votato e che anche questa volta presiederò un seggio

quando però una classe dirigente decadente occupa le istituzioni e trucca le regole del gioco, mi pare -il minimo- denunciare la truffa disertando le urne

p.s.

Ho appena visto Emilio Fede fare un appello al voto -non importa per chi-

Non so perché, ma mi pare una conferma di quanto esposto sopra...
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#7   11 Aprile 2008 - 20:17
 
Si cazzo! Andrò a votare; perché è un mio diritto e dovere civico, e anche se ho compreso, ormai da anni, che delegare istanze di emancipazione ai mestieranti della politica non cambia di una virgola la posizione delle classi subalterne, faro esattamente quello che tutti ammoniscono…pecoron pecoroni mi recherò alle urne!

Dopodichè non dovrò occuparmi di politica, se mi va bene, per cinque anni.

Non dovrò confrontarmi con temi astrusi quali diritti umani, libertà d’espressione, di movimento e autodeterminazione dell’individuo e dei popoli; non servirà dare sostegno alle sacrosante battaglie di liberazione dallo sfruttamento neoliberista di donne, migranti ed LGBT o, che so, partecipare attivamente ad occupazioni, boicottaggi, scioperi e manifestazioni di piazza.

Sarà anche superfluo elucubrare soluzioni ai problemi che affliggono la maggior parte del pianeta quale l’inquinamento, le crisi energetiche ed economiche e il terzo mondo con fame siccità e miseria conseguenti alle politiche profittatrici del sistema capitalista vigente.

Ovviamente cambiare le mie abitudini e assuefazioni, fino a nuovo ordine, sarà inutile e anzi dannoso a qualsiasi causa. Una volta aver delegato tutto ciò, a parte quelle quattro stronzate sparate al bar davanti al messaggero ed il cappuccino, potrò dedicarmi a cuorleggero al calcio, la fessa e i soldi, impegnando al meglio le mie facoltà nella meschina ricerca dello status quo che mi gratifichi e che faccia di me un bel borghese piccolo piccolo…BOo..! bOOtStRAP

utente anonimo

#8   13 Aprile 2008 - 11:34
 
Condivido molto del tuo discorso.
E di piu', guardando l'allegro andirivieni dal seggio davanti a casa, mi sto letteralmente incazzando con chi, attraverso atteggiamenti ben poco responsabili, mi ha spinto a compiere, per la prima volta, questa scelta di non scegliere.
Peste li colga, o almeno la dissenteria permanente, cosi' da non poter piu' uscire di casa a occuparsi della res publica.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MarioPellacani

#9   13 Aprile 2008 - 13:15
 
fai te che io faccio il presidente di seggio...

mazzettaeeepcnolog
utente anonimo

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