Asserragliato in città, di nuovo sotto il controllo di quel che gli rimane dell'esercito, Deby aspetta soccorsi che possono arrivare solo dalla Francia. Francia che, pur proclamando neutralità e smentendo di essere intervenuta contro i ribelli, è corsa al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e ne è uscita con una dichiarazione di condanna per la ribellione e -più preoccupante- con l'autorizzazione ONU ad intervenire.
La questione sta finalmente interessando il dibattito francese, che aveva bellamente ignorato i massacri del 2006 favoriti dall'aviazione francese. I ribelli dicono di non temere l'intervento francese, al quale si sono unite le minacce degli Stati Uniti e rimangono in armi alla periferia della capitale in attesa di rinforzi.
Particolarmente rilevante è che da nessuna parte del paese siano giunti rinforzi militari alla capitale, segno che l'autorità di Deby e la consistenza delle forze armate è completamente deteriorata.