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Ce la possiamo fare...
giovedì, 22 novembre 2007

Come vanno le cose in Iraq

Vi ricordate la guerra in Iraq?

C'è ancora, anche se in Italia non se ne parla proprio, così come c'è ancora la guerra in Afghanistan (a soli sei anni dall'invasione), così come c'è ancora in Somalia che è diventata l'emergenza umanitaria principale sul pianeta, anche se non interessa a nessuno. In Somalia va incomparabilmente peggio che in Iraq e la situazione umanitaria è peggiore di quella del Darfur, ma sembra proprio che ci sia l'ordine di ignorare la guerra in Somalia.

capuozzo_RomaLive_tn Un articolo del New York Times nel quale si dava conto di un calo della violenza in Iraq è bastato a ridare voce agli sfrontati sostenitori della guerra. Uno dei primi a farsi vivo è stato il povero Tony Capuozzo, entusiasta nella parte di chi pronuncia il "cosa vi avevo detto io?", capace persino di parlare di "vittoria" di questa guerra da parte degli Usa.

Hanno fatto un deserto e ora lo chiamano pace, Baghdad è una enorme prigione nella quale le diverse comunità vivono recluse e separate, in tutto il paese manca l'acqua e l'energia elettrica, ci sono quasi cinque milioni di iracheni profughi, un milione di morti, dai tre ai quattro milioni sono stati feriti... e c'è qualcuno che ha la faccia di parlare di vittoria.

La situazione in Iraq non è "buona", è semplicemente evoluta da tragica a pessima dopo che le fazioni saudite hanno ripudiato al Qaeda per via dei suoi eccessi sanguinari. Al Qaeda che nel paese iracheno, giova ricordarlo, è entrata al seguito delle truppe americane e non viceversa.

Una guerra costata per parte americana qualche migliaio di vite tra soldati e mercenari, ma soprattutto una cifra incredibile in dollari. Si parla di costi diretti ed indiretti per tremila milardi di dollari (3.000.000.000.000 tre milioni di milioni) contro un preventivo iniziale di cinquanta (50.000.000.000). Il fatto che negli ultimi mesi la violenza sia calata dipende esclusivamente dal calo degli attacchi-bomba; da una svolta strategica della resistenza quindi, non certo dall'efficacia delle ultime mosse americane.

A Baghdad ogni giorno si trova un centinaio di corpi di assassinati, non esiste un solo quartiere "sicuro" per gli americani, così come non esistono strade sicure per loro e ce ne sono ben poche per gli stessi iracheni. Se un iracheno su sei (1 ogni 6) ha dovuto abbandonare la propria casa e fuggire, non ci può essere dubbio alcuno sulla magnitudo della devastazione.

Tutto questo è accaduto, formalmente, perchè bisognava togliere ad un dittatore cattivo le terribili armi che non aveva. Tutto questo nonostante ormai si sia saputo che Saddam avrebbe acconsentito all'esilio in cambio di soldi (molti meno di quelli profusi nella guerra e poi guadagnati dagli amici della famiglia Bush).

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Un paese devastato, oltre un milione di morti per un vile guadagno monetario. Questa guerra non può essere vinta perchè i suoi presupposti erano falsi ed illegali, perchè gli Usa hanno esercitato sul popolo iracheno una violenza che non era assolutamente necessaria e perchè nel farlo hanno infranto le convenzioni di guerra, quelle sui diritti umani, sulla tortura e sull'impiego di armi di distruzione di massa (cluster e bombe chimiche). Quale iracheno potrà mai ringraziare sinceramente Bush e i Capuozzo?

Anche qualora, in un lontano futuro, l'Iraq diventasse un tranquillo vassallo della potenza americana, nessun occidentale potrà mai dire che questa guerra sia stata "vinta"; anche se ci toccherà ascoltare e riascoltare i Capuozzo che ci spiegano che in Iraq va benissimo e che noi non vogliamo vedere la realtà perchè siamo accecati dall'ideologia.

L'ho sentito affermare che non si darebbe la "buona notizia" irachena per non dare ragione a Washington. Se fosse vero, vorrebbe dire che i cattivissimi comunisti nascondono il conflitto in Somalia per occultare le ragioni ed i successi di Washington...direi che l'ipotesi sia del tutto inconsistente.

Per gente come Capuozzo i cattivi stanno in Siria, che ha accolto oltre un milione di iracheni in fuga (con un aumento del 10% della sua popolazione), non a Washington dove di profughi iracheni ne hanno accolti solo cinquecento.

Per i Capuozzo, i mille iracheni al mese che tornano sono il segnale della vittoria, non sono il risultato dei modesti incentivi economici stanziati dal governo iracheno, che ora attraggono quanti in esilio sono finiti in povertà o, soprattutto, quanti sono allontanati dalla Siria che ha introdotto il visto per gli iracheni al fine di limitarne il numero; decisamente troppo abbondante per le strutture siriane. In Siria ormai ci sono intere città a maggioranza irachena e comincia ad esserci qualche problema tra residenti ed immigrati.
Questo senza contare che i "mille iracheni al giorno" che ritornano, dimostrano semma che perchè ritornino tutti a casa, ai ritmi attuali, ci vorranno oltre dieci anni. Non proprio un dato entusiasmante.

Immaginate se l'Italia avesse accolto cinque milioni di ex-jugoslavi ai tempi della guerra in Kosovo, l'ultima guerra che i Capuozzo hanno "vinto" dalle noste parti; anche quella una partita che deve ancora essere chiusa.

Nessun paese devastato per volere di Washington ha conosciuto meno di un'ecatombe, dall'Afghanistan invaso per primo, fino all'Iraq e alla Somalia, i risultati parlano della distruzione completa delle infrastrutture del paese, stragi, torture, milioni di profughi e tenore di vita caduto a zero anche dove era poco più di niente. Nella colonna delle positività non c'è nulla, non un'infrastruttura utile ai popoli "liberati", non un governo indipendente e democratico. Gli americani in quella colonna possono metterci solo la testa di Saddam e la devozione di qualche Capuozzo.

Tutto ha un prezzo, ma queste ultime due sono state decisamente pagate troppo.
postato da mazzetta alle ore 17:49 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: iraq, stati uniti, media, truffe, war on terror, decultura



Commenti
#1   23 Novembre 2007 - 11:55
 
E' un po' di tempo che leggo gratis "Il Foglio" in biblioteca. Ogni giorno c'è un articolo che dice che i successi americani in Iraq vengono nascosti. Imbarazzante.

Cachorro Quente
utente anonimo

#2   23 Novembre 2007 - 12:16
 
bella Cachorro :D
direi che non c'è da stupirsi, resta sempre un po' di meraviglia sull'esistenza di gente del genere, ma in fin dei conto se esistono gli assassini ci sta che esistano anche questi

al Foglio adesso scrive Pio Pompa, tanto per dire....
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