
Pietra dell'ultimo scandalo bolognese sono i cazzetti di cioccolato che vedete nella foto. La signora che li vende (e che li vende da anni) è stata multata per aver esposto prodotti indecenti, per "offesa al pubblico pudore. Per farle la multa si sono scomodati addirittura due assessori.
Per avere un'idea della cifra demente che ha assunto la politica locale, bastano le dichiarazioni dei componenti della giunta Cofferati sul caso:
Maria Cristina Santandrea (assessore al Commercio):
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Iniziativa odiosa, io queste persone le denuncio. Non esiste che si vendano oggetti pornografici in una rassegna dedicata ai bambini". "
Sia chiaro, non voglio passare per bacchettona..." (tranquilla, ormai è fatta).
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Non posso tollerare che si faccia ironia con oggetti pornografici a scopo di lucro."
Libero Mancuso (assessore agli Affari Istituzionali):
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Queste cose sono assolutamente sconce, pornografiche, vanno esposte nei sexy shop"....
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Il Cioccoshow è un mercato di paese, non un mercato di membri".
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Dopo la chiamata di Santandrea ho avvisato la Questura (ndr sticazzi...)
e il comandante dei vigili urbani e sono andato anche io a vedere questi oggetti. Molti erano scandalizzati. Si sa, viviamo in un'epoca di perbenismo vittoriano che io non sempre condivido. Ma non si può esporre certe cose in Piazza Maggiore"
Angelo Guglielmi (assessore alla Cultura):
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...deve essere chiaro che l'immoralità non sta nell'esibizione di un membro maschile di cioccolato, ma nella furbizia di attirare l'attenzione con l'erotismo."
Guglielmi vede un reato in uno dei principali pilastri della pubblicità, sono anni che l'erotismo è usato per vendere, ovunque e in maniera massiccia e ossessiva. Mancuso si è dimenticato di chiamare i Carabinieri e i Pompieri, ma si è dimenticato anche che Piazza Maggiore è il luogo pubblico per eccellenza.
Mancuso deve essere una persona molto distratta, il -moralismo vittoriano- l'ha visto solo lui; sono anni che in televisione ci sono solo tette e culi, storie di corna e di festini con droga e puttane e nel bel mezzo di un'Italia che sembra fatta solo di veline disposte a tutto e di vecchi papponi che ballano attorno a grandi ladri.. e lui tira fuori il moralismo vittoriano...
A questo punto poteva anche proporre di vendere i cazzetti di cioccolato in farmacia; forse Mancuso non lo sa, ma i vibratori ora li vendono anche in farmacia e prossimamente nei supermercati.
I cazzetti hanno attirato l'attenzione, pare, perchè la pasticcera li ha chiamati "Rocco", come il noto attore hard Siffredi, da qui forse l'intuizione che ha fatto scattare la boutade contro la pornografia.
La signora, inoltre, ha un vasto catalogo di produzioni che richiamano all'erotismo e alla sessualità e sono già tre anni che lo espone alla fiera del cioccolato. Cazzini e cazzoni di cioccolato compresi, che l'anno scorso hanno fatto da sfondo proprio ad un convegno nel quale l'assessore Santandrea discettava di come riconoscere le qualità d'amante di un uomo dal modo con il quale mangia il cioccolato.
A Bologna siamo messi così, inutile aspettarsi un livello diverso dalla squadra del sindaco. A Bologna la politica è ormai robaccia di questo livello; ogni mattina il primo fesso che si alza se la prende con il primo che capità e si erge a "tutore della legalità", rimediando il più delle volte queste figure barbine e massacrando l'immagine della città; oltre a certe particolari ghiandole dei bolognesi e delle bolognesi.
Siamo messi così. Ci meritiamo tutto, certo, ma speravo che almeno la guerra ai cazzi di cioccolato ci fosse risparmiata.
Nota in appendice: la settimana scorsa quasi il 20% dei negozi del centro ispezionati è stato scoperto ad impiegare lavoratori in nero. Nell'occasione silenzio di tomba dai media e dichiarazioni felpate dalle parti del sindaco; a questo giro invece paginate e paginate, con tutti che spintonano per dire la loro su una stronzata del genere. Chi può si faccia i suoi conti.