mazzetta

Ce la possiamo fare...
mercoledì, 14 novembre 2007

Chi ha visto la democrazia?



Anche in Altrenotizie

Uno degli slogan portanti della War on Terror americana diceva che l’azione militare statunitense era volta a “portare la democrazia” in Medio Oriente. Pur concedendo che si trattasse di uno slogan vuoto ed ipocrita, più che altro mera propaganda, colpisce quanto poco gli USA abbiano ottenuto in questo senso dagli alleati nell’area. In Egitto, nominalmente una democrazia, Mubarak ha varato riforme costituzionali antidemocratiche volte ad assicurare la successione al ruolo di primo ministro di suo figlio Gamal. Riforme annunciate al lunedì è confermate con un referendum costituzionale la settimana successiva; un referendum nel quale hanno votato soltanto i fedelissimi del partito di Mubarak, visto che le altre forze politiche si erano rifiutate di prendere parte ad una farsa del genere. Nessuna cancelleria occidentale, e ancora meno il Dipartimento di Stato americano, hanno avuto nulla da eccepire. Anche in Italia poco interesse, i “democratici” dormivano. I governi regolarmente eletti di Libano e Palestina (gli unici due paesi musulmani con elezioni veramente free & fair dell’area) hanno fatto una brutta fine; all’avanzare di Hezbollah in Libano ha risposto un’invasione israeliana, all’affermazione di Hamas in Palestina ha risposto un golpe di Fatah, realizzato grazie alle armi fornite da Egitto e Giordania e all’aiuto logistico di Israele.

In Kuwait è ancora medioevo: c’è un re onnipotente e istituzioni puramente decorative. In Arabia Saudita lo scenario è identico, comanda la famiglia reale con il supporto di migliaia di marines. A dire il vero in Arabia Saudita è stata realizzata una riforma di facciata, che ha permesso ai media allineati di gridare al re amico della democrazia. Peccato che la questione si riducesse ad istituire le elezioni per gli organi amministrativi locali e che le elezioni riguardassero solamente la metà dei membri delle assemblee locali (il resto è rimasto di nomina reale); e peccato anche che queste siano del tutto decorative, visto che hanno solo la funzione di consulenza della vera autorità, il capo dell’assemblea nominato dal trono.

bush-abdullah Trono che, nel caso dell’Arabia Saudita, rappresenta anche il custode dei luoghi santi, conferendo ai sovrani sauditi un’aura quasi sacrale. Quasi, perché nelle opinioni dei musulmani di ogni latitudine la monarchia saudita non è altro che un residuo del feudalesimo tribale e per niente pia. Non occorre spendere parole per dimostrare quanto la monarchia saudita sia vicina all’amministrazione americana, ma non è per questo che è invisa alle opinioni pubbliche musulmane.

Il sovrano Abdullah, il cui nome significa “schiavo di Allah”, è figura decisamente in antitesi agli insegnamenti del Profeta Maometto. Lungi dal servire, pretende di essere servito; lungi dall’esercitare modestia, sfoggia la sua ricchezza in maniera imbarazzante e, lungi dal curare i luoghi santi, li sfrutta. Si deve alla politica dei sovrani sauditi se la Palestina è stata abbandonata al suo destino negli ultimi anni, così come si deve alla loro decisione di “boicottare” Israele se milioni di pellegrini non frequentano più il terzo luogo santo dell’Islam, la moschea di Masjid al-Aqsa a Gerusalemme. L’interesse reale del sovrano per la causa palestinese è prossimo allo zero. Nel suo ultimo viaggio a Londra, dove è sbarcato con un modesto seguito di quattrocento persone, più una ventina di consiglieri giunti su sei aerei e poi trasbordati su ottantaquattro limousine, si è detto sicuro che, visti i “valori comuni” condivisi da Arabia Saudita e Gran Bretagna, quest’ultima saprà trovare e mettere in essere una soluzione per le sofferenze dei palestinesi.

Sorvolando sui “valori comuni” che legherebbero la Gran Bretagna con l’Arabia Saudita, c’è del bizzarro in questa dichiarazione, visto che proprio alla Gran Bretagna si deve la creazione del “problema” palestinese e visto che negli ultimi decenni non si è vista traccia di un interesse inglese per le sorti della Palestina. Ma la gran Bretagna è anche all’origine della creazione dell’Arabia Saudita e degli emirati del Golfo, forse alla parola “valori” occorre sostituire la parola “interessi”, quelli sono sicuramente comuni, anzi, in comune tra le elite dei due paesi.

L’Arabia Saudita resta una monarchia feudale fondata sul controllo della rendita petrolifera; i suoi sudditi
vivono un relativo benessere accuditi da milioni di lavoratori stranieri senza diritti, ma questo non disturba nessuno. Come non disturba nessuno che questa sia la cifra nel resto della penisola arabica e nel Nord dell’Africa, tutta sottomessa a governi autoritari che si tengono ben lontani dalla democrazia. Gli Emirati Arabi Uniti, dove il mondo accorre al richiamo del business, sono sceiccati che non hanno nemmeno la parvenza della democrazia. Una “invasione democratica” sarebbe militarmente uno scherzo, ma non ci ha ancora pensato nessuno.

06pope-600Nell’ultima settimana a Dubai sono scesi in sciopero i lavoratori stranieri impiegati nell’edilizia, perché le paghe diminuiscono e il costo della vita aumenta, mentre i lavoratori sono privi di qualsiasi diritto e spesso trattati come schiavi. Il governo locale ha reagito con arresti di massa, oltre quattromila lavoratori sono stati imprigionati. Dopo l’intervento del governo indiano (gran parte degli immigrati arrestati sono indiani), il governo li ha rilasciati quasi tutti. La loro colpa quella di essersi comportati in maniera “incivile”, mettendo a rischio la sicurezza nazionale e quella dei residenti. Il loro rilascio è avvenuto dopo che ciascuno ha dichiarato di non avere alcuna rivendicazione nei confronti dei datori di lavoro. Un esponente del ministro del lavoro ha annunciato che gli scioperanti saranno comunque deportati.

Una pratica ricorrente, un paio d’anni fa l’Arabia Saudita aveva espulso oltre un milione di lavoratori indiani dalla sera alla mattina. Manodopera sfruttata, pessime condizioni di lavoro, totale assenza di diritti civili e contrattuali. Sarà per questo che la Fiat di Montezemolo ha scelto gli Emirati come sede della nuova ed imponente Ferrariland? Anche in Iraq il fenomeno è tollerato dagli americani, che hanno affidato i lavori di costruzione dell’imponente ambasciata di Baghdad ad una ditta del Kuwait che impiega asiatici schiavizzati.

Cosa abbia poi di democratico il governo dell’Afghanistan, insediato ormai da anni, o quale indipendenza abbia il governo iracheno, pur eletto sotto controllo americano, restano misteri gloriosi. Il futuro non promette di meglio, l’osceno balletto per riuscire a mettere un vecchio arnese come Benazir Bhutto accanto a Musharraf non odora certo di democrazia, così come non ha nulla di democratico il governo somalo sponsorizzato da Washington e ancora meno democratico è il governo dell’Etiopia, cara alleata. E nemmeno a Washington la democrazia sembra essere messa troppo bene, almeno così dicono diversi americani al di sopra di ogni sospetto. Tutto si lega.


nota: i telegiornali ci hanno mostrato in questi giorni il presidente Napolitano che premia la moglie di uno sceicco che si batte per dare qualche diritto in più alle donne, la realtà di questi paesi non è quindi sconosciuta al nostro personale politico come lo è quella del Darfur-Fast-Food.
postato da mazzetta alle ore 12:58 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria:



Commenti
#1   14 Novembre 2007 - 18:03
 
ciao, credo che abbiamo molti interessi in comune! passa da me se ti va!
http://tommids.blogspot.com
tommi
utente anonimo

#2   14 Novembre 2007 - 23:26
 
Di quando si parlava di democrazia in MO

[..] A voler fare le cose fatte bene, si potrebbe sfruttare quella meravigliosa risorsa di internet che sono gli archivi a portata di click per andare a rivedere chi diceva cosa, nel lunghissimo periodo in cui da un blog all'altro... [..]
utente anonimo

#3   15 Novembre 2007 - 08:37
 
te ne accorgi adesso? e perchè non prima?
utente anonimo

#4   15 Novembre 2007 - 09:58
 
Certo che commenti come questo sopra fanno riflettere.
A parte la completa assenza di senso in una domanda del genere, rivolgere una domanda del genere proprio a mazzetta che non se ne accorge certo adesso, dimostra la completa inutilità di messaggi del genere.


utente anonimo

#5   16 Novembre 2007 - 10:18
 
no, la domanda era per l'odalisca rimpatriata. ma che è? si scopa il mazzetta adesso ed è tutta indymediana?
utente anonimo

#6   17 Novembre 2007 - 09:50
 
oi giovane

capisco dal genere di messaggio che non posso pretendere molto da chi lo ha scritto, ma che ne diresti, se proprio non hai niente da dire, di andarlo a dire da un'altra parte?

...dovresti saperlo che i messaggi sessisti non sono graditi

nota: ad Amina ho detto che è una scoppiata, non mi appartiene offendere le bestie (tantomeno il sacro maiale) accomunandole alle persone che non stimo.

Puoi continuare a scrivere ogni genere di porcate e di insulti verso chi ti pare; faccio meno fatica io.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mazzetta

Commenti

Chi sono

Utente: mazzetta
per contatti, mazzetta at altrenotizie punto org non accetta allegati, diversamente mazzettatm at gmail punto com


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte


Website Statistics