Me la giro e me la rigiro, ma non riesco a capire bene cosa avesse in mente chi ha firmato una in particolare tra le proposte di legge presentate da Grillo.
Mi riferisco al principio enunciato da lui proprio con le parole: "Chi è stato condannato in via definitiva non deve più sedere in Parlamento."
La ragione della proposta mi sfugge, d'accordo, molti politici starebbero bene in galera e tenerli almeno fuori dal parlamento sarebbe cosa buona e giusta, ma probabilmente chi ha firmato (e forse anche Grillo) non si rende bene conto di essere arrivato solo a metà dell'analisi delle conseguenze di un tale divieto; almeno in una formulazione tanto drastica.
Negli ultimi anni più di quindicimila persone hanno preso denunce (e già parecchie condanne) per aver commesso atti eminente "politici" quali scioperi o proteste. Molti di più nel corso della loro vita hanno ricevuto condanne penali (più spesso lievissime) per i motivi più vari, i delinquenti abituali sono una percentuale minima della massa dei condannati. C'è chi ha ricordato il caso di Pertini, chi quello di Mandela, magari per difendere gli amicicci, ma questo non toglie che gi esempi siano giusti. Chi accetta il rischio di prendersi una denuncia per sostenere le proprie idee non può essere compreso nella categoria dei delinquenti, raggiungendo l'effetto paradossale di decimare l'alternativa ad una classe politica da tutti considerata in grande decadenza e difficilmente riformabile,
Molti dei grandi ladri, corrotti e corruttori, la stragrande maggioranza di questi, invece difficilmente incappa in condanne definitive; sia perchè una giustizia costosa rende migliore la difesa del benestante, sia per un accidente del caso, le grandi truffe e le grandi ruberie difficilmente portano a condanna i loro autori.
Una norma del genere rappresenterebbe tra l'altro un formidabile strumento di potere, consentendo a poteri eventualmente malvagi di decimare gli avversari.
La proposta priverebbe quindi dell'eleggibilità (che è un diritto civile fondamentale) una grande massa di persone per estromettere dal parlamento gente che in un paese diverso non ci sarebbe. In molti paesi i politici con storie criminali alle spalle si ritirano in silenzio, sarebbe un discredito per i loro partiti presentarli.
Da noi funziona al contrario, chi delinque trova generale benevolenza, spesso passa per furbo.
Il problema è qui e non si risolve con una legge, ancora meno con una legge stupida.
L'ingenuità della proposta è tanto clamorosa, che viene da pensare che in realtà alla sua base non ci sia proprio il desiderio di trasformarla in realtà.
La domanda che vorrei quindi porre a chi ha firmato quella proposta di legge è: "Volete davvero una legge del genere?"