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Ce la possiamo fare...
mercoledì, 19 settembre 2007

Una domanda per i fan di Grillo


Me la giro e me la rigiro, ma non riesco a capire bene cosa avesse in mente chi ha firmato una in particolare tra le proposte di legge presentate da Grillo.

Mi riferisco al principio enunciato da lui proprio con le parole: "Chi è stato condannato in via definitiva non deve più sedere in Parlamento."

La ragione della proposta mi sfugge, d'accordo, molti politici starebbero bene in galera e tenerli almeno fuori dal parlamento sarebbe cosa buona e giusta, ma probabilmente chi ha firmato (e forse anche Grillo) non si rende bene conto di essere arrivato solo a metà dell'analisi delle conseguenze di un tale divieto; almeno in una formulazione tanto drastica.

Negli ultimi anni più di quindicimila persone hanno preso denunce (e già parecchie condanne) per aver commesso atti eminente "politici" quali scioperi o proteste. Molti di più nel corso della loro vita hanno ricevuto condanne penali (più spesso lievissime) per i motivi più vari, i delinquenti abituali sono una percentuale minima della massa dei condannati. C'è chi ha ricordato il caso di Pertini, chi quello di Mandela, magari per difendere gli amicicci, ma questo non toglie che gi esempi siano giusti. Chi accetta il rischio di prendersi una denuncia per sostenere le proprie idee non può essere compreso nella categoria dei delinquenti, raggiungendo l'effetto paradossale di decimare l'alternativa ad una classe politica da tutti considerata in grande decadenza e difficilmente riformabile,

Molti dei grandi ladri, corrotti e corruttori, la stragrande maggioranza di questi, invece difficilmente incappa in condanne definitive; sia perchè una giustizia costosa rende migliore la difesa del benestante, sia  per un accidente del caso,  le grandi truffe e le grandi ruberie difficilmente portano a condanna i loro autori.

Una norma del genere rappresenterebbe tra l'altro un formidabile strumento di potere, consentendo a poteri eventualmente malvagi di decimare gli avversari.

La proposta priverebbe quindi dell'eleggibilità (che è un diritto civile fondamentale) una grande massa di persone per estromettere dal parlamento gente che in un paese diverso non ci sarebbe. In molti paesi i politici con storie criminali alle spalle si ritirano in silenzio, sarebbe un discredito per i loro partiti presentarli.

Da noi funziona al contrario, chi delinque trova generale benevolenza, spesso passa per furbo.

Il problema è qui e non si risolve con una legge, ancora meno con una legge stupida.

L'ingenuità della proposta è tanto clamorosa, che viene da pensare che in realtà alla sua base non ci sia proprio il desiderio di trasformarla in realtà.

La domanda che vorrei quindi porre a chi ha firmato quella proposta di legge è: "Volete davvero una legge del genere?"
postato da mazzetta alle ore 21:31 | Permalink | commenti (20) / commenti (20) (pop-up)
categoria: italia, bagatelle



Commenti
#1   21 Settembre 2007 - 13:48
 
Si', perchè in ogni caso di pertini e di mandela ne capitano (purtroppo) pochi ogni secolo. Di dell'utri e di previti è pieno il parlamento. Poi è evidente che nei fatti una legge del genere andrebbe articolata con i dovuti distinguo. Firmare (per qual che mi riguarda) è un atto di sostegno a un'idea che si ribella al silenzio.
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#2   21 Settembre 2007 - 14:01
 
dissento, di Pertini e di Mandela ne capitano a migliaia ogni anno, solo che ben pochi sopravvivono (in tutti i sensi, ma soprattutto politicamente) fino a diventare Pertini e Mandela.
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#3   21 Settembre 2007 - 14:13
 
(dissento a mia volta, che dissenteria :) Magari son solo ignorante, citami un pertini o un mandela recenti nel parlamento italiano
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#4   21 Settembre 2007 - 17:46
 
dicevo appunto che non ci arrivano in parlamento, quindi che gente con le stesse qualità morali c'è, ma difficilmente la vediamo
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#5   23 Settembre 2007 - 13:54
 
Te lo cito io uno che è stato in galera innocente e che una norma alla grillo avrebbe tenuto fuori: Bruno Tabacci. E' un deputato dell'Udc (partito che non voterei mai se non con la pistola alla tempia). Fu accusato di aver rubato ai tempi di tangentopoli. Era deputato della Dc: si dimise da tutto, si fece processare. Doo 10 anni (w la giustizia rapida) fu assolto. Non è del partito (e non lo era nemmeno nella Dc) che io preferisco. Ma è persona seria e capace. Competente in economia anche se non condivido le sue ricette.
Se non fosse in parlamento penso che sarebbe una grave perdita.
Per par condicio faccio un altro nome: Claudio Burlando. Finì anche in galera. Innocente, è sttao un discreto ministro dei Trasporti nel primo governo Prodi (se il porto di Manfredonia ha avuto un grande sviluppo) è stato merito suo. Adesso - contromano in automobile a parte - se la sta cavando bene come presidente della Liguria.
utente anonimo

#6   24 Settembre 2007 - 16:04
 
La ragione di una legge del genere è presto detta:doveva sfuggire a tutte le etichette tradizionali (destra/sinistra/centro e successivi ibridi). in questo paese non c'è più uno cultura vera di sinistra,a livello di massa, mentre invece c'è eccome una cultura di destra.Il berlusconismo l'ha portata talmente avanti da farla diventare una cosa normale. bisognava trovare un antidoto, e Grillo ha scelto una via diversa dalle altre, una via moderata: ha scelto (e non da ora) di fare riferimento a quei giudici che - da tangentopoli in poi- cercano di applicare la legge anche alla politica. e per quanto possa sembravi strano a tutti, è una via che ha rimeso i cittadini in grado di sentirsi tali, perchè -forse-solo in un paese dove nessuno possa porsi al di sopra delle leggi ci si può sentire cittadini.Poi, se le leggi sono ingiuste, se ci sono persone che accettano di esporsi per cambiarle, ben venga. Ma questo ci sarà sempre e c'è sempre stato.Infine, non capisco: una regola del genere esiste già per l'elettorato attivo amministrativo.Ancor più ferrei limiti sono presenti per chi lavori nelle pubbliche amministrazioni, dove anche solo essere sottoposti ad un processo può essere causa di sospensione (ed è a discrezione della PA se reintegrare o no il dipendente, anche dopo l'eventuale proscioglimento). Come mai queste norme non generano riflessioni a nessuno, mentre un'estensione delle medesime a TUTTI, si?
utente anonimo

#7   24 Settembre 2007 - 16:32
 
proprio perchè, cheecè ne dica Grillo, un parlamentare non è dipendente di nessuno, al contrario dovrebbe essere indipendente al massimo (se non dalla sua coscienza) e non dovrebbe essere minacciabile/ricattabile/danneggiabile tramite denunce non si sa quanto fondate.

Tra l'altro la proposta di Grillo impedirebbe l'elezione anche di chi abbia scontato la sua pena, il che oltre ad essere ingiusto è una cazzata colossale.
utente anonimo

#8   24 Settembre 2007 - 16:56
 
Infatti è proprio da questa assoluta indipendenza che è derivata l'attuale crisi della rappresentanza...bravo, chiunque tu sia, e grazie, perchè hai messo a fuoco esattamente il punto.
utente anonimo

#9   24 Settembre 2007 - 17:50
 
e secondo te da chi dovrebbero "dipendere" i parlamentari?
stupiscimi
utente anonimo

#10   24 Settembre 2007 - 20:28
 
Stupiscimi tu: secondo te da chi dipendono quelli che non possono accedere a cariche elettoraii amministrative o a pubblici uffici?
utente anonimo

#11   24 Settembre 2007 - 20:57
 
non mi pare corretto rispondere ad una domanda con un'altra domanda.

se non sai dare una risposta, evita
se la sai dare, dalla senza girarci intorno o vagheggiare

ne guadagnerà la qualità della discussione
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#12   25 Settembre 2007 - 16:32
 
Neanche le domande retoriche come le tue aiutano una discussione seria.
Se vuoi una discussione vera e approfondita, il minimo che puoi fare è crearne i presupposti. Se invece ti preme di più la dialettica da newsgroup...vedi tu.
utente anonimo

#13   25 Settembre 2007 - 17:26
 
vedo che non hai saputo dirmi da chi dovrebbero dipendere i parlamentari
utente anonimo

#14   25 Settembre 2007 - 21:42
 
che ha la dialettica da newsgroup?

perchè non elevi il livello?

perchè anche se anonimi non vi date almeno una sigla, giusto per capire e far capire meglio?

se la domanda dell'articolo era retorica non così mi paiono le perplessità che ho espresso in merito alla proposta, che però non sono ancora state affrontate.

Non mi dispiacerebbe nemmeno capire di chi dovrebbero essere i "dipendenti" gli eletti in parlamento;

Anche questo è un punto da sviscerare, perchè non si capisce bene se a questo punto debbano essere dipendenti del "popolo" (brrrr), di chi ha i soldi per pagarli (doppio brrr) o di un qualche "capo" illuminato dalla luce della storia (triplo brrr), oppure....?

Non sono questioni di lana caprina, sembra che qualcuno voglia fortemente credere che esistano davvero soluzioni realizzabili firmando ed esprimendo la propria volontà; non importa quanto a segno.



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#15   27 Settembre 2007 - 13:20
 
La proposta è simpatica nei discorsi da bar
Nella realtà vige un giusto principio d'innocenza
Finche non sei giudicato sei innocente, quindi come tenerti lontano dalla cariche pubbliche ?
Quando sei colpevole e hai scontato la tua condanna sei a posto con la giustizia...quindi come tenerti lontano dalle cariche pubbliche?
In pratica si possono escludere solo coloro i quali stanno scontando la loro condanna.
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#16   01 Ottobre 2007 - 09:16
 
Ho tardato a rispondere solo perchè il blog non accettava più miei commenti-pensavo ci fosse un numero predefinito dei medesimi.
La mia risposta all'interlocutore con cui polemizzavo è questa: i parlamentari devono dipendere dalla legge, obbedire alle leggi dello Stato e, soprattutto, non essere posti in grado di farsene delle proprie ad personam ogni qual volta sono in difficoltà. Abbiamo creduto che sarebbero stati i loro stessi partiti a deporli qualora avessero commesso dei reati, ma così non è stato.Dal momento che i parlamentari sono anch'essi dei funzionari - eletti a svolgere per l'appunto funzioni di rappresentanza del popolo- si applichi anche a loro la stessa disciplina che si applica ai funzionari pubblici. La P.A. può sospendere dagli incarichi e dal servizio i funzionari e i dipendenti in genere che siano in pendenza di giudizio 'qualora questo danneggi l'immagine e il buon funzionamento dell'Amministrazione': un principio ribadito dalla Consulta negli ultimi pronunciamenti, che si può tranquillamente estendere anche ai Parlamentari. Nel secondo sistema dei partiti (che tale è ciò che erroneamente viene chiamato Seconda Repubblica) i politici nascono e fondano la propria opera su principi opposti, - c'èst à dire sul non rispetto delle leggi, (che erano espressione della società civile ) è necessario che la società civile imponga loro un vincolo cogente.
So perfettamente che la mia teoria è in antitesi coi principi costituzionali, d'altra parte l'agire dei politici lo è da tempo. Quindi, o di ripensa la costituzione nei punti in cui sottrae la rappresentanza al vincolo coi rappresentati, o si procede con tentativi di aggiustamento tipo quelli del VDAY.

Buona giornata.

P.S. Mazzetta, la mia sigla credo tu l'abbia riconosciuta. Anyway, per comodità mi siglo come V.
utente anonimo

#17   01 Ottobre 2007 - 18:59
 
il problema è che i dipendenti della PA sono appunto dipendenti, i parlamentari invece non lo sono

oltre al fatto che di dipendenti della PA allontanati perchè indegni se ne sono visti pochini, semmai vengono promossi...

se, per ipotesi, venisse istituito un organo costituzionale che vaglia la "moralità" dei comportamenti dei parlamentari e dotato di poteri incisivi, si tornerebbe esattamente daccapo, visto che sarebbe comunque espressione e formato dalla stessa gente che poi dovrà giudicare

la realtà è che purtroppo nel nostro paese non esiste più alcuna sanzione morale, se una volta si poteva sperare che un ladrone si vergognasse, oggi si può stare sicuri che griderà al giustizialismo e al complotto

salvo ritrovarsi due minuti dopo a chiedere la deportazione dei nomadi e la mano di ferro con i lavavetri, of course...guardate il legalitario Cofferati quanto se l'è presa con i delinquenti in nome e conto dell'Unipol (nemmeno un buffetto per aver danneggiato la reputazione di un'azienda enorme), per rendersi conto che c'è bisgono di riforme ben più profonde e radicate di quelle che propone Grillo, imho
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#18   01 Ottobre 2007 - 22:05
 
Che i parlamentari italiani siano o siano mai stati indipendenti è tutto da dimostrare. Ci sono documenti negli archivi che sembrerebbero dire tutto il contrario.Dovrebbero esserlo, in via molto ipotetica, dal vincolo di mandato, ma non ci sono paletti, nella costituzione, che li rendano immuni ad altre ben più interessanti dipendenze o interdipendenze.Sono invece previste delle procedure lunghe e poco adeguate a respingere i blitz come quelli visti nel governo precedente (e anche nell'attuale, vedi la legiferanda norma sulle intercettazioni telefoniche dei parlamentari): mi riferisco alla procedura con cui si dichiara la decadenza di un parlamentare dai suoi 'uffici' per incompatibilità. In pratica, assieme al principio di immunità parlamentare e di improcessabilità delle c.d. 'alte cariche', queste norme formano una blindatura che consente di fatto dei poteri amplissimi, senza nessun bilanciamento da parte di altri poteri costituzionali.Per questo, a mio avviso, il cambiamento che è sembrato iniziare dopo 'tangentopoli' non si è tradotto altro che in un secondo 'sistema dei partiti' che si è sempre più chiuso in se stesso, senza incontrare alcun ostacolo di sorta, fino all'attuale 'ancien regime' dei medesimi.

Sul fatto che ben più profondi cambiamenti sarebbero necessari, se ho capito a quali ti riferisci, non posso che esser d'accordo, ma due ragioni non fanno un torto.La crisi della rappresentanza è in atto ovunque, soprattutto grazie al 'governo della truffa' così ben delucidato da Galbraith: hinc rhodus, hinc salta, siamo qui in Italia, cominciamo da questa rappresentanza e da questa crisi. E giacchè siamo in Italia, cosa meglio di un comico per scovare i trucchi della farsa?
ciao
V

Non capisco perchè il counter dei commenti segna 17 quando stamane dopo il mio post ne memorizzava 15 (ed ora c'è solo il tuo, mazzetta, di nuovi commenti.)e' qualcosa nel mio pc o il counter sbiella?
utente anonimo

#19   01 Ottobre 2007 - 22:43
 
il counter mi sembra funzionare, in ogni caso non saprei...

è chiaro che i parlamentari non sono independenti; fossero anche solo dipendenti dalla necessità di farsi rieleggere cospirando con gli altri parlamentari (ipotesi non del tutto infondata) la conventio ad excludendum, saremmo di fronte ad un tradimento sostanziale della Costituzione, che certo non è stata scritta per garantire una manica di folli.

Il ricambio non si ottiene per legge, la corruzione non si stronca con la legge (non solo), distruggere leggi utili serve solo a fare più danni

Se la democrazia rappresentativa è stata dirottata, non è la stessa cosa del dire che sia un modello fallito

anche perchè a questa geniale intuizione si accompagna il nulla, da una parte c'è chi dice che serve la democrazia diretta (senza curarsi di definirla) e dall'altra tanti che aspettano l'uomo del destino pronti a sperare che il prossimo fesso nel quale crederanno li toglierà dai casini che vedono, ma che non sanno affrontare sensatamente.

E se dopo che c'è la legge capita che chi ha i soldi diffama e si toglie dai piedi gli onesti con poca fatica, che facciamo?

Se arriva uno Scaramella a "confessare" che ha commesso un reato con il politico di turno, che si fa?
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#20   01 Ottobre 2007 - 23:45
 
Probabilmente non mi sto spiegando bene: io non sto parlando di democrazia diretta (quella di cui parlano abitualmente i followers di Grillo) sto parlando di una riforma di questo regime instaurato dai partiti, che attualmente è garantito proprio da quelle parti della Costituzione che dovevano impedire il verificarsi di un secondo regime fascista, e che invece hanno finito per garantire esattamente una manica di folli. Se non la ottieni per via legislativa come altro la vuoi ottenere?Con la famosa rivoluzione? Non ci sarà una cultura di sinistra, in Italia, ma c'è senz'altro una cultura della Costituzione...se il governo D'Alemusconi ha potuto modificarne in modo sostanziale il senso e l'orientamento, sarà pur possibile che anche i cittadini abbiano diritto di replica?
Quello che viene dopo una proposta di legge dovrebbe essere una legge,(non il nulla, come tu ed altri sostenete, dal momento che non avevate programmato o previsto questa novità grillesca) e avendo un pò più di lungimiranza e un pò meno di paura di autoriformarsi (cosa che dovrebbe essere la carta vincente delle democrazie, non il loro tallone d'Achille come sembra essere oggi) questa semplice "leggettina" abbozzata in tre punti minimi e rudimentali potrebbe trasformarsi nell'apertura proprio di quel processo di riforme costituzionali che sarebbero necessarie. Un parlamentare che sia vincolabile agli interessi di una multinazionale come l'Eni anzichè ai suoi elettori è una truffa vivente ed un danno irreversibile all'ambiente e alla vita dei cittadini, al cui paragone un parlamentare che protegge i suoi interessi aziendali con delle leggi ad hoc, cancellando con una legge il rischio di essere perseguito per conflitto d'interessi è quasi giustificabile, agli occhi degli italiani. Il punto è che entrambi non sono più vincolati a fare gli interessi 'del paese': questo me lo chiami essere indipendenti?
La frode, la corruzione, l'asservimento al sistema bancario/finanziario delle multinazionali devono essere contrastate con degli strumenti, e fra questi ci sono le leggi, costituzionali e non. Uno Scaramella c'è già stato, e con l'attuale sistema non è che abbia fatto meno danni.Come già osservato, la crisi della rappresentanza è potuta esistere anche grazie a certe garanzie legislative, garanzie che non sono sempre a favore dello Stato di diritto democratico.Legare più saldamente rappresentanti e rappresentati sarebbe l'unico modo di evitare proprio quel 'nulla' che tanto fa paura e governare l'ondata di risentimento che sta travolgendo non l'Italia soltanto.
Questo sempre che uno creda alla capacità del diritto di regolamentare la convivenza, naturalmente.
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