mazzetta

Ce la possiamo fare...
sabato, 30 giugno 2007

Sciacallaggio di destra sulla pelle di un rapito.

C'era da immaginarlo, la settimana si apre con una nutrita pattuglia di iene che hanno raccolto la cazzata di Battista e adesso la menano con il rapito discriminato perchè cristiano: peccato che la stessa famiglia abbia chiesto silenzio e discrezione, questo genere di sciacalli non si ferma davanti a nulla pur di sollevare dei polveroni e costruire accuse; poco importa se fondate, poco importa se poi qualcuno ci lascia la pelle per i loro giochetti.

era: Dal Corriere cialtronate come se piovesse, oggi è di turno Battista.

Sul Corriere di oggi c'è un assurdo editoriale di Pierluigi Battista, una cialtronata come non se ne leggevano da tempo, per la quale non è chiaro se sia da chiamare in causa la malafede del falso o la colossale ignoranza che si può celare dietro la presunzione di chi si ritiene arrivato ed esente dall'informarsi sui fatti che utilizza, per dare sostegno alle proprie opinioni.

Il pezzo consiste nella denuncia dell'esistenza di un doppio-standard morale, ovviamente a sinistra, perchè nessuno indice manifestazioni per la liberazione di padre Giancarlo Bossi, un missionario rapito il 10 giugno a Mindanao nelle Filippine. Il doppio standard deriverebbe dal fatto che i "pacifisti di sinistra" non prestino attenzione al rapimento del missionario, diversamente da quanto fatto per altri rapiti, perchè avrebbero in antipatia la sua tonaca e l'istituzione alla quale appartiene, oltre ovviamente a simpatizzare per gli islamici, cosa mai vista e mai sentita, ma che a furia di scriverla c'è gente convinta che i "rossi" tengano per Osama.

La realtà è che non c'è nessuna manifestazione semplicemente perchè non si sa chi abbia chi abbia rapito padre Bossi, e quindi nemmeno perchè, dato non c'è stato alcun contatto con i rapitori (probabilmente una banda locale non politicizzata) e non è pervenuta alcuna rivendicazione. Ovvio che in tali condizioni non ha senso fare manifestazioni o appelli che non si sa  a chi rivolgere e nemmeno se i rapitori ne avranno mai notizia.

Per Battista la questione è che il missionario è stato "presumibilmente sequestrato da una banda islamista" e  che c'è  la censura dei laici sulla notizia.
Qui entrano in gioco la cialtroneria e/o l'ignoranza del giornalista, perchè la matrice "islamista" del sequestro è semplicemente una sua fantasia, peraltro smentita dagli stessi missionari italiani (del Pime) nelle Filippine. Se non bastasse si può aggiungere che il
Fronte di liberazione islamico Moro (Milf) si è detto estraneo alla vicenda, ha offerto collaborazione e si è impegnato nelle ricerche di padre Bossi.

Fa quindi ridere il leggere accuse di: inerzia, opacità, fatalismo nei confronti di un religioso ostaggio di chi ha innescato una guerra santa contro ogni simbolo dell’Occidente infedele in cui è previsto l’annichilimento dei cristiani (e degli ebrei).

Non fa meno ridere la citazione dell'iniziativa di Magdi Allam contro le persecuzioni alle quali sarebbero sottoposti i cristiani in medioriente; iniziativa nata dall'uccisione di alcuni "cristiani" in Iraq e di un paio di italiani in Turchia, le morti dei quali è noto che siano un tentativo di giocare sporco proprio contro il locale partito di ispirazione islamica.

In un paese come l'Iraq, dove la guerra uccide un centinaio di persone al giorno, campioni come Allam ci dicono che muoiono i cristiani perchè sono cristiani, non perchè vivano in un paese dove la vita non vale nulla. Il fatto che insieme ai "cristiani" siano stati uccisi, feriti e perseguitati milioni di iracheni è completamente rimosso, per quelli come Allam. Secondo questi due ridicoli sostenitori dell'invasione dell'Iraq (che hanno sostenuto a lungo) bisognerebbe quindi manifestare per proteggere i cristiani senza minimamente farsi distrarre dal dettaglio per il quale la morte di quei cristiani è stata provocata da altri buoni cristiani. I cattivi sono musulmani.

Nelle Filippine invece pare che i veri cattivi siano cristiani. Posso agevolmente citare un recente articolo del New York Times (molto meno ridicolo del Corriere) che raccoglie un denuncia di Human Rights Watch, secondo la quale il governo è responsabile dell'uccisione e sparizione di centinaia (solo nell'anno in corso) di attivisti dell'opposizione. Uccisioni misteriose sulle quali le indagini di polizia ed esercito, stranamente, non riescono mai a fare luce. L'unica ipotesi finora avanzata dall'esercito è che si stiano uccidendo tra loro per motivi di oscuri interessi, ipotesi per la quale nessuno dell'esercito ha mai fornito uno straccio di prova.

Nelle Filippine c'è un governo privo di sostegno popolare (ma che gode di quello della chiesa, dell'esercito, delle famiglie feudatarie, degli Stati Uniti e dell'Occidente), che ha trascinato il paese al fallimento economico. Un governo eterno che aspetta le prossime elezioni con sondaggi che lo danno per la prima volta nella storia clamorosamente sconfitto dalla sinistra. Se Pierluigi Battista non fosse la personcina che è, saprebbe che nelle Filippine gli islamici sono un problema molto relativo per il governo e che non hanno mai attaccato alcuno perchè "cristiano"; se Battista avesse letto il manuale sul quale i militari filippini si esercitano alla repressione, saprebbe che il governo filippino è in un guerra non dichiarata (ufficialmente smentita, quanto evidente) contro i "comunisti"; che come nel resto del mondo non è che siano poi tanti e che da anni hanno rinunciato al confronto armato. Muoiono anche un sacco di giornalisti misteriosamente e sembra più per le critiche che si permettono di pronunciare che per l'essere "rossi"; visto l'elenco. Muoiono gli aderenti alle associazioni per la protezione dei diritti umani, muoiono gli esponenti di spicco della società civile.

Oltre a questo simpatico dettaglio c'è da dire che il governo Arroyo è tra gli ultimi per il rispetto dei diritti umani in generale ed è riuscito nella non facile impresa di far arretrare l'economia del paese mentre i vicini sono impegnati nel boom del millennio. Nessuno vuole investire nelle Filippine, perchè il paese non ha infrastrutture, non esiste certezza del diritto e perchè la struttura del potere filippino, imperniata attorno ad un numero ristretto di famiglie che discendono direttamente dai feudatari coloniali, è impegnata esclusivamente nella difesa dei propri privilegi; ingessando ormai da decenni un paese che si sperava recuperabile un volta morto il dittatore Marcos. Dittatore casualmente, pure lui, cristiano e anticomunista, mai scomunicato dalla chiesa e nemmeno dal Corriere, criticato solo sussurrando, esattamente come accade oggi per la Arroyo; provate a trovare due righe di denuncia delle sofferenze del popolo filippino e dei crimini di esercito e classe dominante su un giornale che non sia "rosso" se ci riuscite. Abbiamo un sacco di domestici filippini non perchè il loro paese sia semplicemente povero, ma proprio perchè è un paese nel quale è difficile coltivare la speranza di un miglioramento. Fate la prova e provate a vedere cosa esce dai motori di ricerca con HRW+filippine in lingua italiana e provate a trovare quando il Corriere (e gli altri organi di stampa) abbia dato la notizia. poi se volete deprimervi fate la stessa prova in inglese.

A Pigi Battista questo non interessa, anche perchè è tutta roba che con le sue seghe sui cristiani perseguitati dagli islamici c'entra poco e poi si sa che al Corriere si scandalizzano per i diritti umani violati, solo se le violazioni sono colpa di qualche "islamico"; bisogna riconoscere, onore al merito, che Pigi è un campione di -ricerca della pagliuzza nell'occhio altrui- e che quando non la trova riesce ad inventarsela senza tradire alcuna difficoltà o imbarazzo, proprio come il suo collega Allam.
Un rapporto simile a quello di HRW dedicato al'Iran avrebbe sicuramente meritato la prima pagina in casa di Battista il maggiordomo papista.
Ridicoli bugiardi, se non fosse che stronzate come le loro, scritte sulla prima pagina del Corriere, sono armi sul fronte di una guerra d'aggressione che uccide davvero.

Il Corriere, tra l'altro, oggi mette solo a pagina 19 la notizia del raid squadrista a Roma, dove una banda di fascisti ha aggredito, inneggiando al duce, decine di persone presenti ad un concerto organizzato dal comune di Roma a Villa Ada. Bastoni, mazze e coltelli, quattro feriti. per ora la polizia ha arrestato solo due giovani che si erano lamentati con le forze dell'ordine accusandole di coprire i fascisti. Che volete che sia, sotto quell cinquantina di caschi con i quali si nascondevano, dentro quei cervelli che inneggiano al fascio, in fondo ai cuori dal battito accellerato dall'agonismo picchiatorio, sicuramente dormono le coscienze di buoni cristiani, sono ragazzi, mica islamici, fino a che appiccano il fuoco ai centri sociali e alle sezioni dei partiti "comunisti", non fanno male a nessuno, non fanno notizia.
Che schifo fa questa gente.

postato da mazzetta alle ore 13:54 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: trash, media, infowatch



Commenti
#1   01 Luglio 2007 - 13:24
 
Un articolo di Misna che Battista potrebbe utilizzare con poche modifiche, se in un tale contesto (guerriglia entro le frontiere di un paese "islamico") uccidono un "cristiano" la cosa dimostra una persecuzione dei cristiani?

CHITTAGONG HILL TRACTS, SEQUESTRO LAVORATORI AGENZIA DI SVILUPPO DANESE
Altro Altro, Brief

È stato rilasciato uno dei due lavoratori dell’Agenzia di sviluppo internazionale danese (Danida) sequestrati lunedì da sospetti ribelli tribali in un villaggio presso Thanchi, 400 chilometri a sud est dalla capitale Dacca, nella regione montuosa sudorientale del Chittagong Hill Tracts (Cht). Mohammed Hanif, autista di Danida, è stato rinvenuto in stato d’incoscienza dalle forze di sicurezza che rastrellavano le foreste alla ricerca dei due ostaggi. Una quindicina di persone sono state arrestate in relazione al sequestro di cui sinora si ignora la motivazione. Al momento del rapimento, Hanif e Suman Sharif, un altro impiegato dell’agenzia di sviluppo danese, viaggiavano senza la scorta necessaria nelle aree più remote del Cht, teatro per più di vent’anni di violenze e soprusi ai danni della popolazione tribale e, tra il 1973 e il 1997, di un conflitto fra l’esercito governativo e il movimento Shanti Bahini che provocò 8500 morti e 70.000 sfollati. La maggioranza dei 3000 ribelli che rivendicavano l’autonomia politico-amministrativa della zona hanno deposto le armi dopo il trattato di pace siglato nel 1997, ma un gruppo di dissidenti contrari all’accordo si è dato alla macchia nella giungla dedicandosi ad attività criminali, tra cui sequestri per riscatto.[RC]
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#2   01 Luglio 2007 - 15:54
 
Tra l'altro ci si dimentica di dire che i cristiani iracheni sono perseguitati in quanto, come i sunniti, appoggiavano il regime di Saddam...
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