Il contingente pachistano inquadrato nella MONUC, la missione ONU a tutela del processo democratico in Congo, è al centro di uno scandalo che emerge solo oggi dopo mesi dalla sua scoperta.
Secondo indiscrezioni i pachistani avrebbero messo in piedi un business per il quale ricevevano oro dalle milizie che controllano le miniere in Ituri in cambio di armi. Armi che erano quelle che il contingente ONU doveva sequestrare e che invece distribuiva nuovamente in cambio di oro appena estratto dalle miniere controllate da personaggini non meno improbabili dei soprannomi con i quali sono conosciuti, tipo
Kung-fu o
Dragon.
Nonostante l'esistenza di testimonianze affidabili e un'inchiesta avviata nell'agosto dello scorso anno, la notizia è trapelata solo per vie traverse, esponendo l'ONU a pesanti critiche.
Ne da notizia BBC, che riporta anche numerosi dettagli del traffico e la testimonianze di
Petronille Vaweka, commissario congolese per l'Ituri, oltre a quelle di funzionari dell'ONU e di addetti alle miniere.