Tra i paesi che non l'hanno firmato e quelli che pur avendolo firmato hanno aumentato comunque le emissioni inquinanti, non c'è differenza. Il Protocollo di Kyoto (del quale si discute una seconda versione) è morto dopo aver assolto il suo compito: mostrare che i governi e le elite mondiali si stavano occupando del problema, mentre in realtà protetti dal fumoso Protocollo quasi tutti i paesi industrializzati hanno aumentato la loro capacità di inquinare.
Le conseguenze di un comportamento del genere sono sotto gli occhi di tutti, ma la musica sembra destinata a non cambiare ancora per lungo tempo.
Il Trattato di Kyoto impegnava il Canada a tagliare le proprie emissioni del 6% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2008-12, ma a oggi le emissioni canadesi superano del 30% quelle del 1990. Se a questo si aggiunge che gli studi che hanno imposto il Protocollo chiedevano una riduzione del 20% e poi si è arrivati al 6% dopo una serie infinita di trattative al ribasso, c'è poco da stupirsi del riscaldamento globale.
In questa tabellina della BBc sono illustrati i risultati ottenuti dai paesi europei che avevano firmato il Trattato
Solo Svezia, Gran Bretagna e Germania hanno ottenuto riduzioni sensibili, mentre gli altri paesi hanno continuato a peggiorare il livello nazionale di emissioni. L'Italia, il cui ultimo piano energetico nazionale risale al 1987, ha registrato un aumento vicino al 10%; il che, avendo firmato il trattato porterà anche ulteriori danni economici.
Anche il Canada sembra aver risolto il problema con un inutile piano ricalcato su quello recentemente presentato dalla UE, che prevede una riduzione del 20% delle emissioni entro il 2020; poi tra tredici anni ci diranno che non ce l'hanno fatta e che sono molto dispiaciuti, tirando fuori dai casseti un piano di riduzioni entro il 2040 che fin da ora tengono pronto; sempre che prima non si sia veramente scatenata una catastrofe. Nel frattempo economisti ed imprenditori canadesi sono contenti perchè, dicono, limitare le emissioni avrebbe significato frenare lo "sviluppo" dell'economia canadese.