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Ce la possiamo fare...
mercoledì, 04 aprile 2007

Iran: liberati gli inglesi, fine delle balle.

Aggiornamento finale:

I 15 soldati britannici sono stati liberati in diretta televisiva senza apparente scambio, il presidente Ahmadinejad ha parlato di "un regalo al popolo britannico per festeggiare la Pasqua e il compleanno di Maometto". Nelle immagini si sentono anche apprezzamenti dai soldati britannici che ringraziano l'Iran ed il presidente sentitamente. Atmosfera cordiale e rilassata con scambi di battute e sorrisi. Ahmandinejad non ha mancato di ricordare che l'Iran ha ogni diritto di processare i 15 per lo sconfinamento, ma che vi rinuncia come "regalo" al popolo britannico.

Aggiornamento 04/04:

A proposito degli iraniani detenuti dagli americani, ieri è stato rilasciato il diplomatico iraniano arrestato nelle settimane scorse. L'uomo non ha saputo dire chi lo abbia detenuto e dove, mentre restano ancora detenuti 4 iracheni che facevano parte dell'unità che lo ha prelevato, arrestati a loro volta poco dopo la sparizione dell'iraniano; si suppone siano dei servizi iracheni, ma per ora nessuno parla e le indagini girano a vuoto. Ancora non si sa a che "servizio" appartengano. Per i cinque iraniani arrestati al consolato iraniano di Erbil invece, si sa dove sono detenuti, ma non si sa se, quando e perchè saranno processati. Voci dicono che dovrebbero essere rilasciati nei prossimi giorni. Curiosa coincidenza temporale, che contraddice un po' le dichiarazioni bellicose del Dipartimento di Stato dei giorni scorsi. Non c'è che dire, l'Occidente continua ad impartire lezioni di diritto e di democrazia.

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1 Aprile

L'Iran e le balle.


L'Iran è cattivo, ma anche  chi è d'accordo con questa semplificazione molto brutale, non può non sorridere alla vista della propaganda occidentale dispiegata in questi giorni.

La palma dei  più divertenti spetta sicuramente gli americani, che da giorni ormai dicono che non accettano alcuno scambio di prigionieri con quelli iraniani catturati da loro.
L'Iran però non ha proposto alcuno scambio di prigionieri, neanche l'ha ventilato, così dopo due giorni nei quali la notizia degli americani che non vogliono trattare ha riempito i giornali di mezzo mondo, al giornalista che chiedeva da dove fosse saltata fuori questa stronzata, il Dipartimento di Stato ha risposto che si tratta di una "ipotesi proveniente da fonti anonime iraniane". Se esistesse un giornalismo appena più sano non ci avrebbero provato, invece per molti lettori di molti giornali, lo scambio esiste e continuerà ad esistere, visto che i prodi disinformatori non si preoccupano mai di correggere le panzane che propinano ai loro affezionati lettori.

Meno divertente e abbastanza diffamatoria è la lista di maltrattamenti ai quali sarebbero stati sottoposti i militari inglesi. Si va dall'esposizione a ore di canti rivoluzionari a non meglio specificate "umiliazioni", tra le quali l'esposizione in televisione.
Ora, a parte che gli inglesi nelle immagini sorridono, mangiano, fumano, non sono legati e nemmeno incappucciati, vestono i loro abiti e non una tuta arancione; che il farli vedere in televisione costituisca un'offesa alla loro dignità suona un po' ridicolo, in particolare se detto da chi rappresenta una società nella quale la gente vende il culo per finire in televisione.

Una discreta ipocrisia da parte di chi ha mostrato i propri prigionieri incappucciati e legati come salami dentro alle gabbie, per non parlare delle immagini di prigionieri nudi assaliti con i cani o costretti ad atti sessuali o ancora le immagini della dentatura di Saddam in mutande esplorata con cura dagli americani.

Lamentele ha suscitato anche l'intenzione degli iraniani di processare i presunti sconfinatori, forse perchè ormai la controparte è abituata a detenere i presunti criminali per anni ed anni prima di formulare contro di loro uno straccio d'accusa. Anche il fatto che i britannici possano scrivere a casa è stato descritto come un plateale esempio di sfruttamento criminale dei prigionieri. Per questo i detenuti dagli occidentali spariscono nel nulla e non danno notizie per anni, americani e britannici vogliono evitare di essere indicati come squallidoni che sfruttano le lettere dei prigionieri.
Lo spettacolo continua, più gente entra, più bestie si vedono.

postato da mazzetta alle ore 17:12 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: iran, war on terror



Commenti
#1   04 Aprile 2007 - 17:38
 
Riporto anche questo articolo che mi hanno segnalato, abbastanza simile nelle conclusioni.

Niente cappucci, niente scosse, niente percosse
E quella la chiamate umiliazione?

Niente cappucci. Niente scosse elettriche. Niente percosse. Questi iraniani sono chiaramente una massa di incivili.
di Terry Jones
sabato 31 marzo, The Guardian

"Condivido l'indignazione espressa dalla stampa britannica per il trattamento del nostro equipaggio accusato dall'Iran di avere sconfinato illegalmente nelle sue acque territoriali. È una vergogna. Noi non ci sogneremmo mai di trattare così dei prigionieri, consentendo loro di fumare, per esempio, pur essendo stato dimostrato che il fumo uccide. E quando hanno obbligato la povera marine Faye Turney a indossare sul capo un velo nero, e poi hanno mandato in giro la foto? Gli iraniani non sanno proprio cosa sia comportarsi civilmente? Ecco quello che facciamo noi, con i musulmani che catturiamo: gli mettiamo un sacchetto in testa, così fanno fatica a respirare. Allora sì che si possono scattare foto e mandarle alla stampa, perché almeno i prigionieri non possono essere riconosciuti e umiliati come è capitato ai poveri marinai britannici.

È inaccettabile anche che gli ostaggi britannici siano stati fatti parlare alla televisione e abbiano detto cose delle quali potranno forse pentirsi. Se gli iraniani gli avessero tappato la bocca con del nastro isolante, come facciamo noi con i nostri prigionieri, non avrebbero parlato. Naturalmente avrebbero fatto fatica a respirare, soprattutto per via del sacchetto sulla testa, ma almeno non sarebbero stati umiliati.

E cos'è tutta questa storia di permettere ai prigionieri di scrivere lettere in cui dicono che stanno bene? Sarebbe ora che gli iraniani si allineassero con il resto del mondo civile: dovrebbero concedere ai loro prigionieri la privacy dell'isolamento. È uno dei tanti privilegi che gli Stati Uniti garantiscono ai loro detenuti a Guantánamo Bay.

Il vero segno di civiltà di un paese è che non ha tutta questa fretta di incriminare persone che ha arbitrariamente arrestato in un posto che ha appena invaso. I detenuti di Guantánamo, per esempio, hanno goduto di tutta la privacy che desideravano per quasi cinque anni, e c'è appena stata la prima incriminazione. Tutto il contrario degli indecorosi iraniani, che non vedevano l'ora di sfoggiare i loro prigionieri davanti alle telecamere!

Inoltre è chiaro che gli iraniani non concedono ai loro prigionieri britannici sufficiente esercizio fisico. L'esercito degli Stati Uniti assicura ai suoi prigionieri iracheni un allenamento fisico adeguato, sotto forma di magnifiche 'posizioni stressanti' da tenere per tempo indefinito, così da migliorare il tono muscolare degli addominali e dei polpacci. Un tipico esercizio è quello in cui devono stare in punta di piedi e poi accucciarsi fino ad avere le cosce parallele al pavimento. Questo produce intenso dolore e alla fine il cedimento del muscolo. È tutta salute e divertimento, e ha il vantaggio che i prigionieri confesseranno qualsiasi cosa pur di uscirne.

E questo mi porta all'ultima considerazione. È chiaro dall'apparizione televisiva che la soldatessa Turney è stata messa sotto pressione. I giornali hanno chiesto a esperti di psicologia comportamentale di esaminare il filmato e tutti hanno concluso che è 'infelice e sotto stress'.

Quello che stupisce è il modo subdolo in cui gli iraniani l'hanno resa 'infelice e sotto stress'. Non mostra segni di scosse elettriche o bruciature e sul volto non reca tracce di percosse. È inaccettabile. Se i prigionieri devono essere fatti oggetto di violenza, per esempio costringendoli a posizioni sessuali compromettenti o a subire scariche elettriche ai genitali, vanno fotografati come è stato fatto ad Abu Ghraib. Le fotografie poi devono essere fatte circolare nel mondo civile, così tutti possono sapere cos'è successo.

Come ha rilevato Stephen Glover sul Daily Mail, forse non sarebbe giusto bombardare l'Iran per vendicare l'umiliazione dei nostri soldati. Però chiaramente il popolo iraniano va fatto soffrire: o con delle sanzioni, come suggerisce il Mail, o semplicemente dicendo al Presidente Bush di sbrigarsi a invadere, cosa che intende fare comunque, e a portare nel paese la democrazia e i valori occidentali come ha fatto con l'Iraq".

Terry Jones è regista, attore e Python.
www.terry-jones.net

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#2   04 Aprile 2007 - 18:25
 
segnalo questo articolo dei Daily mail che cerca di fare luce sulla vexata quaestio dello sconfinamento dei marinai inglesi:
http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/newscomment.html?in_article_id=445896
tradotto qui:
http://www.pressante.com/index.php?option=com_content&task=view&id=450
utente anonimo

#3   05 Aprile 2007 - 08:00
 
La storia dell'autore dell'articolo (Murray) è esemplare, era ambasciatore britannico in Uzbekistan e venne rimosso perchè criticò il governo Karimov per lo scarso rispetto dei diritti umani, in particolare non gli era piaciuto che Karimov avesse fatto bollire vivi due oppositori.

Fu rimosso dopo essere stato accusato di spendere il denaro dell'ambasciata a puttane, ubriacarsi e anche di usare il Range Rover dell'ambasciata impropriamente; per un totale di 18 "accuse" a suo carico.

In pratica è un diplomatico "obbiettore" rispetto alla linea che ha portato alla "war on terror", uno dei molti che non ce l'ha fatta a sopportare quello che vedeva in prima persona.
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