Il "portalone" del turismo italiano è un chiaro esempio di grassazione del bilancio dello stato; difficile credere che su questa scala si tratti di semplice incompetenza.
Provate l'ebrezza di un giro dentro www.italia.it
E' stato aperto un blog per scoprire chi ha intascato quei soldi
http://scandaloitaliano.wordpress.com/
visto che è chiaro a chiunque che 45 milioni di euro non ci sono lì dentro e che è altrettanto chiaro che questo scandalo non interessa i giornali, la destra , la sinistra etc.
Interessa solo alcuni cittadini, principalmente perchè quei 45 milioni di euro sono -tutti- soldi pubblici e perchè Italia.it è solo uno dei webmostri attraverso i quali far sparire palate di euro.
Solo questo marchio è costato 100.000 euro.
Aggiornamento:
travolti dalle critiche hanno messo mano al portalone e qualcosa hanno cambiato (hanno levato le intro in flash e altre cosette). In compenso hanno rimosso la lista della "redazione", che comunque trovate nei commenti qui sotto o sul blog antiscandalo.
Aggiornamento:
E' stata aperta una pagina wiki attraverso la quale parecchi volenterosi (tecnicamente dotati) hanno deciso di rifare italia.it è su: http://wiki.bzaar.net/RItaliaCamp
Aggiornamento:
Da una interrogazione parlamentare del senatore Cortiana, si apprende che c'è in giro un gemello di Italia.it che si chiama internetculturale.it. che costerebbe la bellezza di 37.3 milioni di €. Ovviamente anche www.internetculturale.it è un sitarello.
Aggiornamento:
Se ne discute anche qui e qui, cercando di inquadrare il fenomeno; qui invece uno dei fautori di Italia.it spiega perchè lascia il progetto e raggiunge la rivolta.
