Fa impressione udire le parole di Napolitano, eppure lui c'era. Fa impressione vedere un paese che si ricorda vittima delle foibe ed un presidente che parla di congiura del silenzio sulle foibe. Napolitano finge di dimenticare che il silenzio sulle foibe è servito a mantenere il silenzio sui lager fascisti in Jugoslavia, sulla italianizzazione forzata, su stupri e pulizia etnica commessi dagli italiani in quantità industriale per anni.
Centinaia di migliaia di persone passate nei lager italiani, quasi tutte morte, o uccise con i familiari davanti o dentro casa, 1700 criminali di guerra italiani che erano sulle liste degli alleati, mai processati, immediatamente dimenticati, alcuni già arruolati come funzionari nel primo governo repubblicano.
Per questi insignificanti dettagli abbiamo sempre "dimenticato" le foibe, una tragedia, ma infinitamente conveniente da dimenticare.
Oggi quelli che "ricordano" le foibe senza ricordare i "nostri" lager (l'esistenza dei quali peraltro è documentatissima) fanno un'opera di miserabile revisionismo storico. Che il Presidente della Repubblica partecipi con tale slancio e tanta ipocrisia fa cadere le braccia.
Come dimenticare le considerazioni fatte all'epoca dal Conte Zoppi, segretario generale della Farnesina?
«NON sembra che la Jugoslavia potrebbe sentirsi soddisfatta da sentenze assolutorie (...), soprattutto ove si tenga conto del fatto che la natura delle accuse da essa formulate è tale che gli imputati, a norma delle leggi iugoslave, sono passibili quasi tutti della pena di morte. (...).
«I processi si svolgerebbero - se fatti ora - contemporaneamente a quelli contro i presunti criminali di guerra tedeschi che stanno per iniziarsi da parte dei Tribunali militari italiani. E poiché le accuse che noi facciamo ai tedeschi sono analoghe a quelle che gli jugoslavi muovono contro gli imputati italiani, si creerebbe una situazione alquanto imbarazzante (...).
«In queste condizioni sarebbe opportuno mantenere atteggiamento temporeggiante evitando di rispondere alla Jugoslavia sulle richieste singole e cercando di impostare sempre più il problema... nel senso che il giudizio debba essere deferito ai Tribunali italiani, pur cercando di fare in modo che tali giudizi possano svolgersi in condizione di tempo e di ambiente meno suscettibili di inconvenienti d'ordine sia interno che internazionale».
Come dimenticare che quei processi non si tennero mai?
Come ignorare che: " Migliaia di cittadini italiani sono stati rinchiusi per il solo fatto di essere di lingua-madre slovena o croata. Altre migliaia giunsero in quei campi deportati dai territori sloveni annessi dall’Italia e dalla Dalmazia.
Il tasso di mortalità di quei campi, in particolare di Arbe e di Gonars, non consente a nessuno di definirli semplici luoghi di detenzione.
Quei campi sono stati l’esito finale di un processo di genocidio culturale: venne cancellato il diritto all’istruzione nella propria lingua-madre (1923), furono chiusi tutti i circoli culturali e sociali sloveni della Venezia Giulia, si avviò l'italianizzazione ’ forzata di 2047 cognomi a partire dal 1927, cui si aggiunsero centinaia di altri cognomi italianizzati “su richiesta degli interessati”.
Tra il 1927 ed il 1943 il Tribunale speciale per la difesa dello Stato celebrò 131 processi contro 544 imputati sloveni e croati, 10 dei quali vennero condannati a morte e fucilati prima della seconda guerra mondiale." ?

Carnefici
Eppure sappiamo che in Istria:
"8222 persone appartenenti all’Adriatischen Küstenland furono deportate nei campi di sterminio nazisti. I deportati di questa zona costituiscono da soli oltre un quinto dei deportati provenienti dai territori italiani. 6 su 10 sono morti in Germania. "
Ma anche che:
"La Risiera di S. Sabba, unico campo di sterminio in Italia, ha funzionato sino al 29 aprile del 1945. Vi vennero bruciate 5000 persone, soprattutto partigiani e popolazione civile catturata nei rastrellamenti. Circa 20.000 persone vennero imprigionate e poi deportate nei lager tedeschi. "
Tutte cose che stanno scritte sul sito della Camera.
Eppure in rete ci sono anche siti che sono memoriali dei : Gonars, Arbe , Visco, Bolzano e della più famosa Risiera di San Sabba; per un prudente totale che fa impallidire i racconti sulle foibe. Questo accompagnato a stupri, saccheggi e devastazioni come mezzi di pulizia etnica, con centinaia di migliaia di slavi costretti alla fuga o alla italianizzazione grazie a metodi tipicamente fascisti. Sappiamo quanti furono i luoghi ufficiali di internamento del fascismo, sappiamo quante e quanto atroci siano state le stragi fasciste in Jugoslavia. Quegli slavi che noi ricordimo come feroci assassini d'italiani con la giornata delle foibe.
Eppure sappiamo anche cosa successe alla caduta del fascismo:
"Crollato il regime fascista, si verificò un fenomeno alquanto strano e significativo: le "terre irredente" vennero precipitosamente abbandonate. Le autorità civili (composte in gran parte da ferventi fascisti, quasi tutti meridionali) fuggirono verso le loro città di origine, lasciando una terra che evidentemente non avevano mai riconosciuta come loro, nella più totale anarchia. Le autorità militari consegnarono alle poche centinaia di tedeschi presenti non solo l'intera regione, ma anche migliaia di soldati e carabinieri, che furono in gran parte uccisi, internati, deportati in Germania. Questa vera e propria strage in conto terzi, commessa dai comandi dell'esercito e fascisti, dagli stessi comandi che si erano macchiati dei peggiori crimini di guerra, non è considerata da quella propaganda patriottarda che enumera martiri ed eroi, ma che sa sempre tacere sui nomi e le responsabilità. Le recenti scuse per il decennale silenzio sui fatti d'Istria, scuse porte da eminenti politici della cosiddetta sinistra, non hanno avuto in contropartita le scuse di coloro che, per vigliaccheria e incompetenza, consegnarono migliaia di giovani al lager e alla morte."
Questi, che sono molti di più di quelli che, a vario titolo finirono nelle foibe nell'arco di un paio d'anni, non li ricorda nessuno. Nessuno prende un giorno all'anno per chiedere scusa ai popoli slavi dell'aggressione e del martirio delle loro città e regioni.
Semplicemente dimentichiamo tutti e costruiamo un mondo nel quale, allora, il nostro posto fu quello delle vittime, stravolgiamo la realtà storica usando vigliaccamente le foibe per dimenticare che all'epoca i generali scrivevano nelle comunicazioni ufficiali:
" SI AMMAZZA TROPPO POCO".
In Jugoslavia, durante l'occupazione italiana:
In particolare, sono da attribuirsi alla responsabilità diretta delle truppe di occupazione italiana almeno 250 mila morti, che le fonti serbe però portano ad un totale di 300 mila.
Di questi, i morti in combattimento sono una parte esigua, perché la stragrande maggioranza delle vittime fu dovuta a vere e proprie stragi e repressioni, a saccheggi e a brutalità. In particolare, è da ricordare il ruolo della II Armata Italiana, sotto il comando del generale Roatta.
La situazione è differenziata nei diversi territori: le peggiori e più inumane condizioni si verificarono nella Jugoslavia meridionale, dove si aprì una vera e propria caccia al serbo. Vere e proprie spedizioni italo-croate partivano alla volta dei villaggi e delle cittadine serbe, dove, in un'orgia di violenze di ogni tipo, centinaia di uomini, donne e bambini venivano torturati e uccisi. I villaggi jugoslavi distrutti dagli italiani sono non meno di 250, ai quali vanno aggiunti quelli distrutti in collaborazione con i tedeschi o con altre milizie dell'Asse. "
VittimeAggiornamento del 12/02:
Come volevasi dimostrare, oggi si è incazzata la Croazia, che per bocca del suo presidente, Stipe Mesic, ha definito "razziste" le parole di Napolitano, esattamente: " "Parole nelle quali è impossibile non intravedere elementi di aperto razzismo, revisionismo storico e revanscismo politico". Il partito del diritto, destra croata, a dichiarato che ""Tenendo conto di tutto ciò che hanno fatto in Croazia e in altri paesi, gli italiani sono gli ultimi che possono dare lezioni su genocidi e pulizie etniche". Ne riferisce Repubblica senza commenti.
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Aggiornamento del 17/02:
Lettera privata del presidente sloveno a Napolitano sulla questione. I "nostri" diplomatici dicono che non è critica.
