mazzetta

Ce la possiamo fare...
domenica, 11 febbraio 2007

Ricordiamo i colpevoli nella giornata delle foibe.

Fa impressione udire le parole di Napolitano, eppure lui c'era. Fa impressione vedere un paese che si ricorda vittima delle foibe ed un presidente che parla di congiura del silenzio sulle foibe. Napolitano finge di dimenticare che il silenzio sulle foibe è servito a mantenere il silenzio sui lager fascisti in Jugoslavia, sulla italianizzazione forzata, su stupri e pulizia etnica commessi dagli italiani in quantità industriale per anni.

Centinaia di migliaia di persone passate nei lager italiani, quasi tutte morte, o uccise con i familiari davanti o dentro casa, 1700 criminali di guerra italiani che erano sulle liste degli alleati, mai processati, immediatamente dimenticati, alcuni già arruolati come funzionari nel primo governo repubblicano.
Per questi insignificanti dettagli abbiamo sempre "dimenticato" le foibe, una tragedia, ma infinitamente conveniente da dimenticare.
Oggi quelli che "ricordano" le foibe senza ricordare i "nostri" lager (l'esistenza dei quali peraltro è documentatissima) fanno un'opera di miserabile revisionismo storico. Che il Presidente della Repubblica partecipi con tale slancio e tanta ipocrisia fa cadere le braccia.

Come dimenticare le considerazioni fatte all'epoca dal Conte Zoppi, segretario generale della Farnesina?

«NON sembra che la Jugoslavia potrebbe sentirsi soddisfatta da sentenze assolutorie (...), soprattutto ove si tenga conto del fatto che la natura delle accuse da essa formulate è tale che gli imputati, a norma delle leggi iugoslave, sono passibili quasi tutti della pena di morte. (...).
«I processi si svolgerebbero - se fatti ora - contemporaneamente a quelli contro i presunti criminali di guerra tedeschi che stanno per iniziarsi da parte dei Tribunali militari italiani. E poiché le accuse che noi facciamo ai tedeschi sono analoghe a quelle che gli jugoslavi muovono contro gli imputati italiani, si creerebbe una situazione alquanto imbarazzante (...).
«In queste condizioni sarebbe opportuno mantenere atteggiamento temporeggiante evitando di rispondere alla Jugoslavia sulle richieste singole e cercando di impostare sempre più il problema... nel senso che il giudizio debba essere deferito ai Tribunali italiani, pur cercando di fare in modo che tali giudizi possano svolgersi in condizione di tempo e di ambiente meno suscettibili di inconvenienti d'ordine sia interno che internazionale».

Come dimenticare che quei processi non si tennero mai?

Come ignorare che: " Migliaia di cittadini italiani sono stati rinchiusi per il solo fatto di essere di lingua-madre slovena o croata. Altre migliaia giunsero in quei campi deportati dai territori sloveni annessi dall’Italia e dalla Dalmazia.
Il tasso di mortalità di quei campi, in particolare di Arbe e di Gonars, non consente a nessuno di definirli semplici luoghi di detenzione. 
Quei campi sono stati l’esito finale di un processo di genocidio culturale: venne cancellato il diritto all’istruzione nella propria lingua-madre (1923), furono chiusi tutti i circoli culturali e sociali sloveni della Venezia Giulia, si avviò l'italianizzazione ’ forzata di 2047 cognomi a partire dal 1927, cui si aggiunsero centinaia di altri cognomi italianizzati “su richiesta degli interessati”.
Tra il 1927 ed il 1943 il Tribunale speciale per la difesa dello Stato celebrò 131 processi contro 544 imputati sloveni e croati, 10 dei quali vennero condannati a morte e fucilati prima della seconda guerra mondiale." ?

FOTOufficiali

                                                                            Carnefici

Eppure sappiamo che in Istria:
"8222 persone appartenenti all’Adriatischen Küstenland furono deportate nei campi di sterminio nazisti. I deportati di questa zona costituiscono da soli oltre un quinto dei deportati provenienti dai territori italiani. 6 su 10 sono morti in Germania. "

Ma anche che:
"La Risiera di S. Sabba, unico campo di sterminio in Italia, ha funzionato sino al 29 aprile del 1945. Vi vennero bruciate 5000 persone, soprattutto partigiani e popolazione civile catturata nei rastrellamenti. Circa 20.000 persone vennero imprigionate e poi deportate nei lager tedeschi. "

Tutte cose che stanno scritte sul sito della Camera.

Eppure in rete ci sono anche siti che sono memoriali dei : Gonars, Arbe , Visco, Bolzano e della più famosa Risiera di San Sabba; per un prudente totale  che fa impallidire i racconti sulle foibe. Questo accompagnato a stupri, saccheggi e devastazioni come mezzi di pulizia etnica, con  centinaia di migliaia di slavi costretti alla fuga o alla italianizzazione grazie a metodi tipicamente fascisti. Sappiamo quanti furono i luoghi ufficiali di internamento del fascismo, sappiamo quante e quanto atroci siano state le stragi fasciste in Jugoslavia. Quegli slavi che noi ricordimo come feroci assassini d'italiani con la giornata delle foibe.

Eppure sappiamo anche cosa successe alla caduta del fascismo:

"Crollato il regime fascista, si verificò un fenomeno alquanto strano e significativo: le "terre irredente" vennero precipitosamente abbandonate. Le autorità civili (composte in gran parte da ferventi fascisti, quasi tutti meridionali) fuggirono verso le loro città di origine, lasciando una terra che evidentemente non avevano mai riconosciuta come loro, nella più totale anarchia. Le autorità militari consegnarono alle poche centinaia di tedeschi presenti non solo l'intera regione, ma anche migliaia di soldati e carabinieri, che furono in gran parte uccisi, internati, deportati in Germania. Questa vera e propria strage in conto terzi, commessa dai comandi dell'esercito e fascisti, dagli stessi comandi che si erano macchiati dei peggiori crimini di guerra, non è considerata da quella propaganda patriottarda che enumera martiri ed eroi, ma che sa sempre tacere sui nomi e le responsabilità. Le recenti scuse per il decennale silenzio sui fatti d'Istria, scuse porte da eminenti politici della cosiddetta sinistra, non hanno avuto in contropartita le scuse di coloro che, per vigliaccheria e incompetenza, consegnarono migliaia di giovani al lager e alla morte."

Questi, che sono molti di più di quelli che, a vario titolo finirono nelle foibe nell'arco di un paio d'anni, non li ricorda nessuno. Nessuno prende un giorno all'anno per chiedere scusa ai popoli slavi dell'aggressione e del martirio delle loro città e regioni.

Semplicemente dimentichiamo tutti e costruiamo un mondo nel quale, allora, il nostro posto fu quello delle vittime, stravolgiamo la realtà storica usando vigliaccamente le foibe per dimenticare che all'epoca i generali scrivevano nelle comunicazioni ufficiali:

" SI AMMAZZA TROPPO POCO".

In Jugoslavia, durante l'occupazione italiana:

"L'intera Jugoslavia diventa territorio di stragi e di crudeltà. Alla fine della guerra, sarà uno dei paesi che avrà pagato il più alto tributo di morti, da calcolarsi in circa 1 milione e mezzo di persone su 16 milioni di abitanti (si pensi che i caduti italiani tra civili e militari, fra battaglie e bombardamenti, repressioni e fucilazioni, non supera le 300 mila unità su 45 milioni di abitanti).

In particolare, sono da attribuirsi alla responsabilità diretta delle truppe di occupazione italiana almeno 250 mila morti, che le fonti serbe però portano ad un totale di 300 mila.

Di questi, i morti in combattimento sono una parte esigua, perché la stragrande maggioranza delle vittime fu dovuta a vere e proprie stragi e repressioni, a saccheggi e a brutalità. In particolare, è da ricordare il ruolo della II Armata Italiana, sotto il comando del generale Roatta.

La situazione è differenziata nei diversi territori: le peggiori e più inumane condizioni si verificarono nella Jugoslavia meridionale, dove si aprì una vera e propria caccia al serbo. Vere e proprie spedizioni italo-croate partivano alla volta dei villaggi e delle cittadine serbe, dove, in un'orgia di violenze di ogni tipo, centinaia di uomini, donne e bambini venivano torturati e uccisi. I villaggi jugoslavi distrutti dagli italiani sono non meno di 250, ai quali vanno aggiunti quelli distrutti in collaborazione con i tedeschi o con altre milizie dell'Asse. "

Le foibe servono a dimenticare tutto questo e a fare la figura dei viscidi ipocriti, come se la Germania lamentasse un strage di tedeschi da parte dei comunisti polacchi. Il giorno della memoria dovrebbe essere intitolato alle brutalità fasciste, per onestà storica e per non sembrare dei buffoni di fronte ai nostri ormai compatrioti europei.

Dei criminali di guerra italiani sappiamo i nomi, sappiamo cosa fecero, sappiamo che non pagarono e che i loro nomi non portarono nemmeno il  marchio della vergogna. La congiura del silenzio è quella di chi ha permesso a loro e ai loro crimini di sparire nell'oblio.
internoCAMPO
                                                                                     Vittime

Credo che la vergogna si poserà, prima o poi, su chiunque abbia sostenuto la tragica buffonata di una giornata del ricordo tanto ipocrita, per chi vi si voglia sottrarre non resta che continuare a tramandare la tragica realtà dei fatti, per evitare che sulla vergogna della storia taroccata concepita in Parlamento, diffusa dal Presidente della Repubblica e da tutti i media, avanzino di nuovo la menzogna e l'oppressione.
Sappiamo chi ha voluto questa operazione, ora ci tocca scoprire con orrore che anche l'uomo a capo della Repubblica abbraccia questo disonorevole show, davvero al peggio sembra non esserci fine.



Aggiornamento del 12/02:

Come volevasi dimostrare, oggi si è incazzata la Croazia, che per bocca del suo presidente, Stipe Mesic, ha definito "razziste" le parole di Napolitano, esattamente: " "Parole nelle quali è impossibile non intravedere elementi di aperto razzismo, revisionismo storico e revanscismo politico". Il partito del diritto, destra croata, a dichiarato che ""Tenendo conto di tutto ciò che hanno fatto in Croazia e in altri paesi, gli italiani sono gli ultimi che possono dare lezioni su genocidi e pulizie etniche". Ne riferisce Repubblica senza commenti.

Interessante anche questo articolo su Carmillanoline.

 

Aggiornamento del 17/02:

Lettera privata del presidente sloveno a Napolitano sulla questione. I "nostri" diplomatici dicono che non è critica.

postato da mazzetta alle ore 20:28 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: italia, trash, semantica, decultura, fascisti su marte, infowatch



Commenti
#1   12 Febbraio 2007 - 11:32
 
Bravo Mazzetta, in poche battute, usando documenti semplici da reperire e alla portata di tutti, hai messo un punto su questa disgustosa manfrina che anche gli storici di sinistra, a forza di distinguo e di diplomazie accademiche, hanno contribuito a coprire di nebbia...
utente anonimo

#2   15 Febbraio 2007 - 09:40
 
Oggi quelli che "ricordano" le foibe senza ricordare i "nostri" lager fanno un'opera di miserabile revisionismo storico.

è più che revisionismo, è negazionismo, e lo schifo è che di fronte alle sacrosante proteste di Mesic la UE si è schierata dalla nostra parte. Del resto dal comitato d'affari dell'alta borghesia europea cos'altro ci si può aspettare? Questa è gente che accetta nella UE paesi che rendono omaggio alle proprie divisioni SS senza battere ciglio, che differenza morale c'è tra questi qua e quelli che in Germania finanziarono il partito nazista?
utente anonimo

#3   14 Settembre 2008 - 14:23
 
Di efferatezze ne hanno abbondantemente compiute tutti, dal primo all'ultimo:prima, durante e dopo la II*G.M.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Esaltare e difendere con spirito di parte gli uni per colpevolizzare gli altri non serve.E neppure giustificare vendicative efferatezze:
si tratta sempre, e solo, di efferatezze che non hanno conosciuto confini. Ricordiamole storicamente, sempre, con giudizio imparziale: sia quelle degli uni, che degli altri.
Adalberto
utente anonimo

#4   14 Settembre 2008 - 16:22
 
imparziale un piffero...
non c'è niente di imparziale nel mettere sullo stesso piano aggressore ed aggredito o nel dire che vittime e carnefici condividono la stessa colpa

in guerra è ovvio che si uccida e che si lotti per sopravvivere, ma chi costruisce campi di sterminio e aggredisce non può -mai- essere messo sullo stesso piano di chi è aggredito.

Non si tratta di giustificare le vendette, ma di avere ben chiare le responsabilità che ora qualche cialtrone vorrebbe ribaltare o equilibrare.

La guerra italo-tedesca in Yugoslavia fu una guerra di aggressione e ha avuto caratteri genocidari e razzisti, per parte loro gli Yugoslavi hanno combattuto una guerra di liberazione in difesa delle loro case e delle loro stesse vite.

Se qualcuno non è capace di vederne la differenza è solo un suo limite, se qualch altro, pur vedendola, ci marcia per cancellarla, è solamente un complice degli assassini nazifascisti.

Un negazionista da quattro soldi come se ne sono visti parecchi dar spettacolo in questi ultimi anni, tutta gente che sventola ipocrita ecumenismo per riverginare assassini e razzisti.

La peggiore vergogna è che il nostro paese non abbia avuto il coraggio e la dignità di condannare i propri criminali di guerra
Di poco seguente è la vergogna nel vedere italiani ancora oggi impegnati a difendere un onore che non c'è mai stato, perchè nel far morire migliaia di civili, uomini, donne e bambini nei lager non ci può essere nessun onore
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