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Ce la possiamo fare...
lunedì, 15 gennaio 2007

Il paradosso di New Orleans.


Passato l'uragano Katrina molti pensarono che New Orleans ne avrebbe potuto trarre vantaggio. Lo pensarono in particolare le classi sociali superiori, che videro nell'allagamento dei quartieri poveri una ottima occasione per liberarsi del peso di molti concittadini poco amati. Sognavano una città più bianca, più ricca e più sicura.

A distanza di un anno e mezzo, l'azione (o meglio l'inazione) dell'amministrazione Bush e di quelle locali sta dando vita ad un paradosso per il quale succede esattamente il contrario. Nonostante gran parte dello sforzo (e delle cifre stanziate) sia infatti servito ad ospitare molto lontano quasi tutti i profughi ambientali, la successiva inazione sta spingendo proprio i più benestanti ad abbandonare la città.

Priva di servizi, dal futuro ancora incerto, con le case dei quartieri danneggiati dall'inondazione che tornano ad essere abitate da un mix identificabile solo per la povertà del reddito e in mancanza di un qualsiasi piano in grado di offrire un pò di fiducia alla cittadinanza più esigente, New Orleans spinge oggi chi ne ha i mezzi a trasferirsi altrove.

La città è vittima dell'inettitudine amministrativa a tutti i livelli. Bob Herbert del Nyt riferisce che il corpo di polizia non si è ancora ripreso ed è allo sbando e il crimine ha toccato nuovi record pur in presenza di un calo demografico; i detriti ingombrano ancora le strade e il sistema sanitario è semplicemente devastato e deve anche fronteggiare periodiche mancanze di rifornimenti.

Un altro epocale fallimento di Bush, che dopo essere risultato tra i principali responsabili dell'inondazione (forse anche più dell'uragano stesso) apparve in mezzo al pantano per dichiarare agli Stati Uniti che avrebbe preso provvedimenti coraggiosi e generosi per riportare la città agli antichi splendori. In pratica presentò il disastro provocato dalla sua inefficienza come una magnifica opportunità di rilancio per New Orleans.

Oggi, dopo aver speso cifre imponenti già evaporate nel nulla, New Orleans si avvia a conservare più o meno la stessa composizione etnica, ma anche a diventare più piccola, più povera e peggio di sempre, almeno a sentire Mitch Landrieu, candidato sindaco sconfitto da Ray Nagin; quest'ultimo confermato al proprio posto più per le dure parole rivolte all'amministrazione centrale e alla governatrice della Lousiana nei giorni dell'emergenza, che per le sue qualità di amministratore; universalmente riconosciute come pessime.
postato da mazzetta alle ore 15:50 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: stati uniti, bush, truffe



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