mazzetta

Ce la possiamo fare...
giovedì, 30 aprile 2009

Franceschini: quelli del PDL scoreggiano!


Ferma presa di posizione del leader del PD: "Qualcuno dei nostri potrà anche non avere gusto nel vestire e problemi di traspirazione, ma è tempo di denunciare che i deputati del PDL scoreggiano in aula e nelle commissioni parlamentari!"

Nessuna reazione per ora dal PDL che sembra annichilito, gli autori di Berlusconi stanno freneticamente cercando una battuta utile, scartate per ora "Specchio riflesso" , "La prima gallina che canta ha fatto l'uovo" e "Chi fa la spia non è figlio di Maria", tutte proposte da Capezzone e stroncate dagli specialisti Mediaset.
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giovedì, 30 aprile 2009

Ratzinger prende in giro i canadesi vittime dello stupro sistematico di sacerdoti pedofili.



ratziLa storia è nota quanto poco discussa, dagli inizi del diciannovesimo secolo fino agli anni '70 le popolazioni aborigene del Canada (in particolare Inuit e Cree) furono forzate a mandare i figli nelle scuole cristiane, per tre quarti cattoliche. Nella pratica i bambini erano rapiti alle famiglie e inurbati, prigionieri delle scuole e dei sacerdoti. Una pratica ingiusta, barbara e razzista con conseguenze tragiche per quei popoli.
I nativi passati per quelle scuole hanno tassi di alcolismo e di suicidio molto più elevati della media, per stare alle conseguenze più evidenti del programma "educativo".

Ne nacque una storia di abusi e di orrori senza fine, durante la quale intere generazioni di locali, non bastasse l'annientamento culturale e personale, furono stuprate dai sacerdoti che gestivano quelle scuole, spesso mandati intenzionalmente nell'estremo Nord in esilio, dopo che altri stupri di minori ne avevano consigliato l'allontanamento dalle parrocchie d'origine. Una discarica di preti pedofili, migliaia di bambini affidati agli orchi più orchi nascosti nel grembo di Santa Madre Chiesa, allontanati dagli occhi della gente "civile" e mandati a far strage di selvaggi, di quegli stessi bambini che la Chiesa si vantava di civilizzare ed educare.

La spaventosa concentrazione di preti pedofili determinò casi nei quali la popolazione
di interi villaggi fu vittima dei  violenze dei civilizzatori in tonaca. La questione si è chiusa ufficialmente qualche anno fa, con il Vaticano che ha accettato una transazione e ha pagato 79 milioni di dollari  titolo di compensazione. Cifra superata dal governo canadese con alcuni miliardi di dollari a risarcire i 90.000 studenti ancora viventi per le sofferenze subite. Il governo si è inoltre scusato ufficialmente ed esplicitamente. Scuse anche da presbiteriani e anglicani, che hanno riconosciuto le loro responsabilità. Mancava solo la chiesa cattolica.
Così mercoledì scorso il Papa ha ricevuto un gruppo di canadesi e ha espresso
loro le scuse del Vaticano, complice delle politiche di assimilazione del governo canadese.

Secondo una nota del Vaticano: Il Papa ha dato ascolto alle storie e alle preoccupazioni degli aborigeni. Il Papa ha ricordato che sin dalle origini della sua presenza in Canada, la Chiesa è stata vicina alle popolazioni indigene. Riguardo alle sofferenze subite da alcuni bambini aborigeni nelle scuole residenziali canadesi, il Papa ha espresso il suo dolore per le sofferenze causate dalla condotta deplorevole di alcuni membri della Chiesa nella gestione di queste scuole. Il Pontefice ha assicurato la sua partecipazione ed espresso la sua solidarietà. Il Papa ha detto che tali abusi non possono essere tollerati nella società. Il Papa ha pregato affinché coloro che hanno sofferto possano trovare un cammino di guarigione ed ha incoraggiato i popoli nativi ad andare avanti con rinnovata speranza.

Ovviamente non c'è nessun riferimento esplicito agli abusi sessuali e l'intera nota tende a minimizzare, parlando di "alcuni bambini" che hanno subito abusi, non parla dei sacerdoti colpevoli e dei loro delitti. Dall'intera nota vaticana le scuse sembrano toccare solo incidentalmente il problema degli stupri sistematici, tutto il discorso si incentra sulla politica di assimiliazione, politica che peraltro il Vaticano ha sostenuto ovunque nel mondo i colonizzatori occidentali siano giunti a portare la "civiltà". Nemmeno in questo caso il Papa nomina crimini specifici e si limita a parlare di generici abusi, non richiama esplicitamente nemmeno la complicità nei rapimenti. Ovviamente il Vaticano cerca di limitare i danni focalizzando l'attenzione su un "peccato minore", per il quale comunque non si è ancora scusato con le altre popolazioni americane, africane e asiatiche, vittime dello stesso fenomeno e spesso di violenze anche peggiori portate in nome di Dio.

Definire "deplorevole" un genocidio culturale condito da stupri sistematici sui minori è un pietoso tentativo di autoriduzione delle responsabilità, il Papa in realtà non si è scusato formalmente, ha solo espresso "dispiacere" e non ha riconosciuto esplicitamente i crimini dei suoi sacerdoti, è rimasto nel vago e in quel vago si perderanno le terribili responsabilità vaticane, così capiterà di capire ai lettori italiani non informati dei fatti.

Basta fare un giro in rete in cerca di notizie e ci si rende subito conto che la questione dello stupro dei bambini dei nativi non è rappresentata, mentre il Papa è rappresentato come un pio che si scusa per antiche colpe di altri, un uomo capace di un passo coraggioso.
Non è così, chiunque può verificarlo facilmente leggendo la nota vaticana e confrontandola con la brutalità dei fatti.

Così la delegazione dei nativi canadesi giunta in Vaticano ha fatto un viaggio per niente. L'associazione canadese delle vittime ha dichiarato che queste non sono scuse e che pertanto non può accettarle. A lato si è accesa una polemica, con il leader della delegazione accusato di essere complice di una sceneggiata organizzata dal governo canadese e dal Vaticano.

Un evidente esercizio di negazionismo, lo stesso che ha spinto (per restare in Canada) la chiesa a combattere per oltre dieci lunghi anni i chierichetti stuprati nella provincia di Terranova. Lo stesso comportamento stereotipato tenuto in tutti i casi che hanno visto alla sbarra dei sacerdoti pedofili. Fino a che le legge non cala la mannaia della richiesta di risarcimenti mostruosi, il Vaticano è complice dei pedofili. Dopo di che, paga in silenzio e si scusa a mezza bocca. La responsabilità e complicità diretta del Vaticano nella condotta e nei crimini di numerosi preti pedofili è già stata riconosciuta dai tribunali di diversi paesi, che spesso hanno punito la chiesa cattolica sanzionando il favoreggimento dei criminali. Intere diocesi nel mondo sono in bancarotta a causa di questo genere di risarcimenti, nonostante gran parte delle vittime sia destinata a tacere per sempre, vuoi per la vergogna o perché defunta.

A testimoniare l'estensione del fenomeno in Canada ci sono le 2500 vittime alle quali è stato riconosciuto il risarcimento per gli abusi sessuali sofferti da sacerdoti o cattolici, ma anche le storie di villaggi eschimesi come St. Michael e Stebbins, nei quali tutti i bambini e le bambine furono stuprati tra gli anni '50 e '60 dai diaconi e dai sacerdoti che avrebbero dovuto curare la loro educazione.
Orrore allo stato puro.
Molti dei responsabili non sono mai stati incarcerati, restano sotto l'esclusivo "controllo" della chiesa e sono sfuggiti alla giustizia canadese, nonostante la loro condizione di "padri"  di numerosi figli illegittimi partoriti da minorenni. Era questo che intendeva la nota vaticana con l'offensivo :"
...sin dalle origini della sua presenza in Canada, la Chiesa è stata vicina alle popolazioni indigene"?

Il Papa non ha ancora trovato il coraggio di chiedere perdono alle decine di migliaia di bambini, non solo canadesi, stuprati dai sacerdoti ai quali erano affidati dai governi o dai genitori. Sembra proprio che non ce la possa e voglia fare. I canadesi; e non solo loro; pretendono ben altro.

Provaci ancora Joseph, ma la prossima volta con più coraggio e senza pelosa ipocrisia, facciamo tutti il tifo per te, perchè questi orrori non si ripetano mai più.

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mercoledì, 29 aprile 2009

San Precario confonde gli spacciatori di precarietà


Miracolo a Milano!

Gli astuti di Infojobs chiedono rinforzo proprio ai devoti di San Precario, incrociati per caso, per organizzare uno spot pubblicitario.



Spettacolare quanto paradigmatico, peccato solo non poter vedere le espressioni di Frankie e quelle dei signori della PS (che sempre scortano il santo per proteggerlo...insomma...) quando gli infojobbers si sono presentati.

La Forza scorre potente in San Precario.
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martedì, 28 aprile 2009

Ancora censura contro Molleindustria, musulmani e non solo contro Faith Fighter

Aggiornamento 30/4: Molleindustria ha cambiato il vecchio gioco in Fight Fighter 2, ora disponibile nella pagina in inglese. Nella nuova versione il giocatore deve offrire amore (cuoricini) alle divinità, altrimenti queste scompaiono e il mondo diventa un casino. Sulla pagina in italiano invece resta disponibile il gioco originale preceduto da un disclaimer.

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Dopo che Fight Fighter, un edu-game di Molleindustria pubblicato oltre un anno fa, è stato recensito da alcune riviste anglosassoni, il giochino ha attirato l'ira dell'OIC, nientemeno che l'Organizzazione della Conferenza Islamica, sponsorizzata dai sauditi, che rappresenta 57 paesi e oltre un miliardo di musulmani.

faith_fighter1

Come già è accaduto per Operazione Pretofilia e per altri videogame attraverso i quali Molleindustria ha cercato di veicolare ed esprimere un approccio diverso ai grandi temi del nostro tempo, prima o poi salta fuori qualcuno che non ha capito niente e si lancia a testa bassa.

L'imput censorio è sempre originato da qualche bacchettone veloce a farsi paladino della morale e di Dio, sempre diventa esercizio di potere fine a se stesso e controproducente. Come per Operazione Pretofilia anche Fight Fighter godrà ora di maggiore notorietà

Così secondo i fenomeni di turno il gioco offenderebbe cristiani e musulmani e inciterebbe alla violenza, l'OIC non ha mancato di accompagnare la condanna morale alla minaccia e denuncia dei provider che ospitavano il gioco. "Incitamento all'odio", un'accusa per niente leggera quanto fuori bersaglio.

Molleindustria ha rimosso il gioco dal sito, ora c'è solo un comunicato in inglese che richiama altri casi e suggerisce all'OIC di giocare a Fight Fighter prima di prendere per buona l'opinione di qualche giornalista in cerca di sensazione. Fight Fighter nel presentare combattimenti facendo il verso al mitico Street Fighter e nell'offrire sei divinità al combattimento, si prende esattamente gioco delle faide religiose, non mira certo a screditare una particolare fede tra quelle presentate o quelle sulle altre. Anche l'accusa di rappresentare Maometto (vietato) dimostra che la scarsa conoscenza del gioco che offre un Maometto "censurato" proprio a questo proposito.

Niente da fare, si sono incazzati anche esponenti religiosi indù e cristiani, che ovviamente al gioco non hanno mai giocato.

Ancora una volta l'azione di Molleindustria ha dimostrato di poter guadagnare l'attenzione mondiale e di poter portare il proprio messaggio molto lontano e con frequenza costante. Una conferma che la potenza epressiva e comunicativa del medium videogame in politica, ma anche una conferma della validità delle loro intuizioni e azioni. Di conferme sull'ottusità di certi chierici invece non ne avevamo bisogno.

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lunedì, 27 aprile 2009

Israele: scoperto un idiota da record

 

lizman_yaakovClamorosa scoperta in Israele, il campione in questione si chiama Yakov Litzman (nella foto), è un ultra-ortodosso e fa addirittura il ministro della Sanità. Oggi, nel corso di una conferenza stampa relativa all'epidemia di febbre suina, ha dichiarato che in Israele si deve cambiare il nome del virus in "influenza messicana". "We will call it Mexico flu. We won't call it swine flu", ha detto cominciando una conferenza stampa ufficiale davanti agli attoniti giornalisti  in attesa d'indicazioni contro la grande minaccia.

Motivo: il maiale non è kosher, il che vuol dire che è considerato impuro dalla religione che proibisce di mangiarlo ed averci a che fare perché è sporco. Meglio quindi non nominarlo nemmeno e tenersi così il più lontano possibile dal peccato. Non esattamente il tipo di preoccupazione che uno stato moderno si attende dal ministro della sanità.

Nonostante l'iniziale sospetto, Litzman non è nato a Chelm, città polacca che rappresenta il mitico luogo d'origine degli stupidi nella tradizione narrativa ebraica. In attesa che il ministro dell'istruzione decida di accanirsi per lo stesso motivo su "I tre porcellini", non resta che compiangere Litzman e il popolo che se lo ritrova al governo, per non parlare del popolo palestinese, il destino del quale è in balia di una banda di fanatici ignoranti del genere.

 Secondo tempo

I rintronati dall'Islam allo stesso livello si sono subito preoccupati di rimanere indietro, così molti hanno pensato bene di condividere l'opinione secondo la quale la peste suina sarebbe la giusta punizione per i depravati che si nutrono del porco e altre amene riflessioni sull'immondo animale e su chi se ne nutre.

Manca ancora la dichiarazione di una figura importante come il ministro della sanità d'Israele, ma è lecito non disperare. Resta un vero peccato che sottili differenze culturali mettano fuori gioco le chiese cristiane  da questa interessante competizione al ribasso, privandoci così dell'esibizione dei suoi maggiori campioni in fanatismo e irrazionalità.

Intanto la palma dello humour va ai commentatori del sito di Haaretz, che hanno reagito alla performance con stile offrendo un vasto e divertente campionario di battute, lazzi e insulti. Non pervenute le altre testate israeliane, che evidentemente sorvolano per amor di patria.

Aggiornamento 30/4: Il governo egiziano ha deciso di sterminare tutti i maiali presenti nel paese, concedendosi così quattro passi nel panico e nell'irrazionalità. Come previsto Litzman non è rimasto solo a lungo. I maiali in Egitto non sono molti, circa trecentomila (solo nella pianura padana ce ne sono milioni) e andranno benissimo per dare l'impressione di fare qualcosa e faranno contento pure qualche fanatico al livello di Litzman. Il porco espiatorio, sacrificato per l'immagine del regime egiziano. Bell'immagine.

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lunedì, 27 aprile 2009

L'onorevole Carlucci fa un po' schifo

 

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lunedì, 27 aprile 2009

Chi guadagna dall'influenza suina?

Sicuramente i produttori di Tamiflu e Relenza, due anti-influenzali che secondo gli esperti sono efficaci contro il virus.

Curioso è che il Tamiflu sia stato spacciato in precedenza come il  rimedio della famosa influenza aviaria qualche anno fa. Altrettanto curioso è che, pur prodotto da Roche, il medicinale sia in realtà di proprietà della più piccola Gilead Science inc, che ovviamente ne guadagna.

Ancora più curioso è che uno dei maggiori azionisti della piccola casa farmaceutica sia Donald Rumsfeld, già segretario della Difesa USA durante il mandato Bush. Molto meno strano è che in occasione della precedente epidemia il grande allarme sia valso, solo negli Stati Uniti, la spesa da parte del governo di due miliardi di dollari per procurare grandi quantità della medicina che poi non sono servite a nessuno.

Ovviamente Roche si è detta pronta ad inondare i mercati di Tamiflu, anche se per il momento i rivali di Glaxo Smith Kline sembrano essere favoriti negli ordini governativi.

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domenica, 26 aprile 2009

Bologna: il candidato Cazzola come un guappo

Sottotitolo locale: Lite in centro tra ex-cinni scurzoni .

cazzy e tacojoeDa quando si è proposto come candidato a sindaco, il vulcanico Alfredo Cazzola (a destra nella foto) si è segnalato per l'animosità verso il centrodestra. Pur avendo il sostegno compatto del PDL, Cazzola soffre la presenza della candidatura dell'ex-sindaco Guazzaloca, soffre l'essere sotto nei sondaggi nei suoi confronti, ma soffre soprattutto nel vedere tanti della sua area di riferimento che gli prefereriscono l'ex-macellaio a capo di una lista più o meno civica.

Così il 25 aprile, dopo aver comiziato in piazza da uno sgabello, dicendo che se Berlusconi appare in città per sostenerlo (aiuto richiesto dai partiti che lo sostengono) lui scapperà, si è messo a far scenate in mezzo alla strada aggredendo il candidato alla provincia Gianluca Galletti, placido onorevole dell'UDC, che ha fatto l'errore di salutarlo prima che il nostro avesse smaltito correttamente l'adrenalina da comizio. Come un guappo, davanti alla sua vetrina elettorale, Cazzola si è all'improvviso acceso.

Motivo del contendere, dopo che i due si erano salutati e avevano cominciato a parlare con un comune conoscente, Galletti che ha negato di avergli chiesto, a suo tempo, di candidarsi  al posto di Guazzaloca. A questo punto Cazzola non ci ha visto più e ha inanellato in serie: "Tu a casa mia non ci vieni più neanche per andare in bagno"; "Ti do un cartone in faccia (un pugno) che non parli più"; "Ti spacco la faccia". Per finire con un rosario d'insulti ad accompagnare la prudente ritirata dell'incredulo Galletti, da "Onorevole di merda" in giù. ( I virgolettati sono di Repubblica).

Il tutto tra la folla che gremiva la centralissima strada a due passi dalla piazza piena di gente che festeggiava il 25 aprile.

 

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venerdì, 24 aprile 2009

Il terremoto, il G8 e gli utili buffoni

enzo-boschiLasciando per un attimo da parte le considerazioni sul cinismo di Berlusconi e sul servilismo dei suoi fan (anche sardi), che hanno acclamato come un sol uomo la sua ideona di tenere il prossimo G8 a L'Aquila, c'è da notare l'assoluta ipocrisia del sismologo Enzo Boschi, massima autorità in materia esibita in televisione.

Lo scienziato ha definito la cosa: "Una splendida e geniale idea", aggiungendo poi che per l'epoca del meeting lo sciame sismico: "...avrà perso gran parte della violenza di questi giorni".

Delle due l'una: o i terremoti non sono prevedibili (come più volte asserito dallo stesso e dalla comunità scientifica), oppure Boschi è solo l'ennesimo leccaculo, che straparla irresponsabilmente, con l'aggravante di presentarsi agli italiani come persona qualificata in materia.

Proprio la storia recente dei terremoti nel nostro paese dimostra che le affermazioni di Boschi possono essere motivate solo dal desiderio di compiacere il potente.

Valga per tutti la dinamica del terremoto del Friuli, dove una scossa di 6.4 gradi della scala Richter si verificò il 6 maggio del 1976, seguita qualche mese (e centinaia di scosse) dopo da un sisma di 6.1 gradi della scala Richter (l'11 settembre del 1976) e da un'altra d'intensità simile il 15 settembre, due scosse fortissime che provocarono la distruzione totale nella zona.

Boschi non può quindi sostenere in alcun modo che le sue affermazioni siano poco più di un augurio, perchè la relativa previdibilità dei terremoti si fonda sull'osservazione delle serie storiche e proprio i precedenti storici lo smentiscono. Tanto più che la pericolosità della situazione è accentuata dal fatto che il luogo di elezione del G8 aquilano si trova proprio sopra la faglia che ha originato il sisma.

Peccato solo che tocchi sperare che non sia smentito dalla realtà, smentita che colpirebbe i poveri abruzzesi e non certo chi sulla loro pelle organizza questi teatrini di pessimo gusto.

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giovedì, 23 aprile 2009

Crisis and Recovery, World Economic and Financial Surveys


Il rapportone del Fondo Monetario Internazionale, pur incline all'ottimismo, predice tempi molto più duri di quelli che si ipotizzano sui media.

WeoIl rapporto è in inglese, ma anche chi si trova male con la lingua, potrà apprezzare la chiarezza esplicativa delle figure. In questo caso dei grafici tendenti tutti e inesorabilmente verso il basso con inclinazioni terrificanti.
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giovedì, 23 aprile 2009

A Ginevra un farsesco depistaggio

Anche in Altrenotizie.

wcar_smPer capire cosa è successo attorno alla conferenza ONU contro il razzismo che si è chiusa ieri a Ginevra, basta leggere la composizione delle due squadre che si sono affrontate cercando di piegare l'evento alla propria convenienza politica. Da una parte Ahmadinejad, presidente iraniano prossimo alle elezioni in cerca di uno spot in grado di attenuare il discredito del quale gode in patria, dall'altra una serie di paesi e di governi che ricalcano esattamente la lista di quanti hanno fortemente voluto e messo in atto l'invasione illegale dell'Iraq. Italia, Polonia, Olanda, Nuova Zelanda ed Australia hanno seguito come cagnolini le mosse di Stati Uniti ed Israele, solo il governo britannico si è astenuto dalla pantomima. 

Hanno perso tutti, a cominciare dagli israeliani che hanno dato il via alle danze per deflettere qualsiasi critica contro la loro occupazione criminale dei Territori Occupati, utilizzando la strategia unica sulla quale si sono appiattiti tutti i governi israeliani più recenti: stimolare una guerra preventiva contro un nemico che si vuole pericolosissimo fingendo che Israele sia minacciato nella sua esistenza da “un nuovo Hitler” o da pericolosissime “armi di distruzione di massa”. Un espediente usato alla nausea, dal 2001 ad oggi, con l'inganno della “guerra preventiva” sono stati attaccati: l'Afghanistan, l'Iraq, la Somalia, il Libano, le due (ormai) enclave palestinesi, la Siria e ultimamente anche il Sudan. Ora Israele chiede a gran voce l'attacco all'Iran, nonostante il paese non sia militarmente in grado di rappresentare una minaccia e nonostante nessuno abbia mai denunciato tracce di preparativi per operazioni militari da parte dell'Iran. 

Non a caso il proposito dell'amministrazione Obama di cercare un dialogo con l'Iran ha provocato in Israele un'ondata d'insulti verso il presidente americano, del tutto simile a quelli che raccoglie dagli estremisti di destra nel suo paese. Israele è in crisi e i politici israeliani che in questi anni hanno cavalcato la War on Terror sanno che senza nemici esterni di un certo peso non potrebbero continuare a trarre vantaggio dalla deriva estremista che ha ormai avvolto gran parte degli israeliani. I politici israeliani da anni non si occupano che di minacciare e progettare attacchi militari, è ormai evidente che non siano capaci di concepire una politica diversa, ma non si vede all'orizzonte una classe politica con idee diverse, come dicono molti, oggi Israele è la peggior minaccia all'esistenza di Israele. 

Israele ed Ahmadinejad hanno così trovato un terreno di comune interesse nel boicottare la conferenza contro il razzismo e una serie di governi hanno retto il gioco, vuoi per solidarietà tra complici, vuoi per altri interessi concomitanti. L'iniziativa ONU contro il razzismo è infatti da lungo tempo boicottata dai paesi occidentali e fortemente voluta dal secondo e terzo mondo. Uno dei punti più controversi, al di là della questione mediorientale, è il focus principale di tutto il lavoro svolto negli ultimi anni: la condanna dello schiavismo e del colonialismo. Due fenomeni che senza il presupposto razzista non sarebbero praticabili, da qui l'ira di Israele che vede direttamente minacciato il suo disegno coloniale, ma anche il grande lavoro di europei e statunitensi per evitare che dalla condanna allo schiavismo e al colonialismo si passi alla condanna dei paesi colonialisti e alla richiesta di scuse e di danni.

Le angherie alle quali da decenni sono sottoposti i palestinesi sono sicuramente criminali, ma focalizzare l'attenzione sulla loro sventura è servito a sviare l'attenzione da altri drammi di grandezza incomparabile. I numeri non mentono: dai dieci milioni di congolesi massacrati da Leopoldo I all'alba del ventesimo secolo, fino ai giorni nostri, sono state centinaia di milioni le vittime del colonialismo occidentale. Dall'Asia all'Africa, all'America Latina, tutto l'emisfero meridionale è rimasto per oltre un secolo in balia delle armi e dei predatori occidentali, con esiti terrificanti. Il massacro nazista che con quelli dei colonialisti ha molti punti in comune, è parte di una storia molto più vasta di eccidi ancora più estesi.

Esiti sui quali è calata una cappa negazionista impenetrabile, esiti per i quali i colpevoli non hanno proferito scuse o risarcimenti. Le grandi liti sul documento finale si sono concentrate proprio sul tentativo di precludere qualsiasi sviluppo in questo senso. Allo scopo il confronto tra l'estremista iraniano e i suoi omologhi israeliani ed occidentali è caduto a proposito, niente di meglio perché le opinioni pubbliche occidentali si distraessero dal vero oggetto del contendere, niente di meglio per nascondere ancora una volta le note politiche fallimentari dietro al richiamo all'unità contro la “minaccia” del giorno.

Nonostante questo frenetico lavorìo la conferenza è giunta al termine segnando alcuni risultati di valore. Tra questi, oltre alla ricordata condanna di schiavismo e colonialismo, è giunta la messa all'indice dell'India per la questione degli “intoccabili”, oggetto di una delle peggiori e più pesanti discriminazioni razziste, nonostante l'India si definisca e sia ritenuta una democrazia matura.

Ovviamente in gran parte dell'Occidente si continuerà a parlare di Ahmadinejad, visto che l'esito reale delle conferenza è del tutto inutile per strumentalizzazioni politiche ad uso interno, fanno fede le reazioni della stampa nel nostro paese come altrove. In Israele il punto che viene sottolineato da ogni editoriale è che il documento firmato a Ginevra non ha la valenza di un obbligo e tanto basta a mettere tranquilli i colonialisti locali, che potranno continuare indisturbati la loro condotta criminale. Nel resto dell'Occidente si divaga, la condanna di colonialismo e schiavismo (e dei paesi che li hanno praticati) è scivolata senza lasciare traccia nel dibattito pubblico.

Poca attenzione anche al fatto che a boicottare il documento finale siano stati solo nove paesi, che si sono messi in opposizione al resto del mondo. Per i giornali vicini al governo questo sarebbe anzi un punto a favore di un governo che si oppone al “nuovo Hitler”, mancando peraltro di trarre l'estrema conseguenza per la quale i firmatari sarebbero complici del cattivone iraniano. Non si può dire, gli altri paesi, che hanno salutato come “storico” il documento finale, alzerebbero la voce rischiando di mandare a monte tutta la farsa, con il rischio che molti dei governanti che amano descriversi come “portatori di civiltà” si ritroverebbero sul banco degli imputati nel processo al più grande massacro della storia umana.
mercoledì, 22 aprile 2009

In Pakistan va peggio che in Afghanistan, l'orrore avanza.

Se ne parla poco, non interessa a nessuno. Il fallimento afgano tracima in Pakistan, paese con più di cento milioni di abitanti e un robusto arsenale nucleare.

L'inetto Zardari, asceso al potere a ruota dell'assassinio della moglie ha perso completamente il controllo del paese, dell'economia e del territorio. Il radicalismo islamico conquista terreno ogni giorno, la valle di Swat, a poche decine di chilometri dalla capitale è nelle mani dei talebanni locali, il Balochistan è in rivolta e i due principali partiti politici si esibiscono in inutili balletti e giravolte.

In Pakistan, se possibile, va peggio che in Afghanistan e i fanatici islamici agiscono ormai incontrastati, resta solo da vedere quanto ancora tarderà lesercito a reagire e a riprendere il potere, dichiarando per l'ennesima volta che la classe politica non è in grado di fronteggiare la minaccia islamica.

Il video qui sotto è relativo allo sgozzamento di "spie" pakistane, sul sito dal quale proviene ce ne sono altri. In tutti, i fanatici decapitano militari e civili con un coltellaccio e alla fine sistemano le teste sui corpi delle vittime, in quella che sembra la ripetizione di una ritualità precisa. Consiglio vivamente di non guardare i video, decisamente crudi e impressionanti, l'elemento più rilevante contenuto nei video è comunque la giovane età dei carnefici, adolescenti o poco più, il resto è inutile orrore.




Un elemento, quello della giovane età dei carnefici, che testimonia quanto sia penetrabile il corpo sociale in un paese privo di scuole (mancano al 70% dei bambini pakistani), servizi sociali e, soprattutto, di una alternativa praticabile alla predicazione integralista. Una considerazione che anche l'Occidente dimentica troppo spesso, perseverando nella perversa convinzione che fenomeni del genere possano esser sconfitti in punta di fucile

credits:
orientalia4all.net

P.s.
Per restare in tema di torture, mentre negli Stati Uniti si discute animatamente se punire chi le ha autorizzate,  ecco che da un altro paese alleato giunge un  video nel quale uno sceicco della famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti tortura un uomo in presenza della polizia, che collabora alle torture. Secondo una nota ufficiale dell'EAU: "Tutte le regole, politiche e procedure sono state seguite correttamente dal Dipartimento di Polizia". Lo sceicco si chiama Issa bin Zayed al Nahyan, se non gli andate a genio sappiate che vi può frustare, buttare il sale sulle ferite, usare su di voi degli elettrodi e anche passarvi sopra con il suo SUV.



Un tipetto che sicuramente è accolto ovunque con tutti gli onori, le sue gesta le potete trovare sul sito dell'ABC a questo link, se youtube lo censura di nuovo:

Update: è stato messo in piedi un sito per attiirare l'attenzione sul caso: www.uaetorture.com, subito bannato dalla rete degli Emirati, mentre su Yahoo Video e su Youtube è in corso una sfida tra chi posta il video e gli amministratori dei due siti che lo rimuovono.

Ancora non si ha notizia sulle motivazioni della censura, ma sembra chiaro che ci siano pressioni, altrimenti non si capirebbe la censura di materiale tratto da una trasmissione informativa dell'ABC. In ogni caso i video sono ora tranquillamente raggiungibili qui.

http://www.abcnews.go.com/Blotter/story?id=7402099&page=1
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categoria: afghanistan, pakistan, war on terror


martedì, 21 aprile 2009

Un pirata somalo a New York

somaloSbarca a New York il pirata somalo catturato dagli americani. Pirata fortunato, perché mentre era sulla USS Bainbridge per trattare la soluzione del sequestro di un capitano preso in ostaggio, gli americani hanno fatto letteralmente saltare la testa ai suoi tre compagni con i colpi coordinati di tre cecchini che hanno sollevato grande entusiasmo negli Stati Uniti.

Tra i sedici e i vent'anni, i pirati poco esperti hanno avuto ovviamente la peggio nel confronto con l'esercito americano, ma ora gli Stati Uniti hanno una discreta gatta da pelare se vorranno processare il pericoloso pirata come promesso. Il primo problema è che il pirata ha sedici anni e per risolvere l'impedimento della minore età gli americani hanno smentitoi suoi parenti dicendo che ne ha diciotto.

Il secondo problema è che è nominato negli atti con un nome sbagliato nell'ortografia. Il terzo problema è che c'è un discreto difetto di giurisdizione; il che significa che l'ordinamento americano non prevederebbe proprio la possibilità di un tale processo; per risolvere il quale saranno rispolverate "oscure leggi federali" (nel senso che sono state applicate per l'ultima volta ai tempi di Washington) sulla pirateria. Abdiwali Abdiqadir Muse, questo il nome fornito dalla madre, è comunque sbarcato a New York in catene, non sa una parola d'inglese ed è privo di assistenza legale, alla quale forse provvederà la diaspora somala negli Stati Uniti, che pur essendo molto distante dal sostenere i pirati, non può assistere indifferente al caso senza perdere la faccia.
Mentre i suoi parenti in Somalia si disperano e si appellano ad Obama, il giovane Muse sembra contento di essere sbarcato a New York tra ali di poliziotti americani e giornalisti, evidentemente ignaro del destino che l'attende e dei grattacapi che pone ai giudici americani.

Molto fortunato anche a giungere in un paese nel quale non si pratica la tortura...dicono...

 


The Daily Show With Jon Stewart M - Th 11p / 10c
We Don't Torture
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Economic Crisis Political Humor


Una divertente presa per il culo di una tragica presa per il culo. (Imperdibile per chi se la cava con la lingua)

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categoria: stati uniti, somalia


lunedì, 20 aprile 2009

La crisi è finita, Lo dicono gli incapaci

Tra sabato e domenica diversi esponenti della classe dirigente italiana hanno fatto professione di ottimismo, dicendo che secondo loro la crisi è ormai agli sgoccioli, si vedrebbero addirittura segni di ripresa.


A certificare l'inconsistenza di certe opinioni e di chi si preoccupa di consegnare alle stampe questo genere di cazzate da riversare sulle italiche plebi, basta il grafico qui sotto, che contiene l'immediata smentita di questa fantasia ricorrente e che illustra meglio di mille parole la fiducia con la quale la più importante borsa mondiale ha accolto gli ultimi dati relativi all'andamento dell'economia.


r-MONDAYMARKET-huge Non sarà che Marcegaglia e compagnia, oltre a non esser assolutamente all'altezza dei rispettivi ruoli, sono anche dei menagramo?


Al netto della pur comprensibile esigenza di sminuire il problemino rappresentato dalla crisi e di conseguenza le responsabilità da condividere con quanti l'hanno coltivata e resa possibile, resta il dubbio sull'efficacia della tattica negazionista. Negare la crisi e negare che ci terrà compagnia ancora per qualche anno, negare che il fondo non sia ancora stato toccato, non servirà assolutamente a mitigarne gli effetti, ma solo ad allontanare nel tempo la possibilità di introdurre correttivi e di bonificare la palude finanziaria, inquinata proprio dal continuo evadere la realtà e le responsabilità.

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categoria: italia, trash, stati uniti, crisi, economie, elitarismo


lunedì, 20 aprile 2009

USA: Anti-gay alla frutta

 

Con il Partito Repubblicano allo sbando, anche il tradizionale fronte americano anti-gay è in difficoltà. Così a cercare di opporsi all'introduzione dei matrimoni omosessuali è rimasta solo la National Organization for Marriage, vicina a Bush a far campagna per la difesa del matrimonio tradizionale. Il livello è quello che è, così il massimo che si sono potuti permettere è un promo di un minuto, che nelle intenzioni voleva essere apocalittico e capace di spaventare gli americani, ma che nella realtà si è dimostrato fonte di divertimento e di sberleffo universale. "C'è una tempesta in arrivo" non è proprio in grado di spaventare nessuno, nemmeno i più bigotti ai quali è evidentemente indirizzato.

L'originale spopola, seguito da una scia di parodie molto divertenti.





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categoria: trash, stati uniti, diritti civili, decultura


domenica, 19 aprile 2009

L'eolico fa i record




Un altro brutto colpo ai sostenitori delle energie non rinnovabili, in marzo la Spagna, che di solito ricava il 12% dell'energia elettrica dalle pale eoliche, ha approfittato del mese ventoso e ha prodotto il 40% del fabbisogno nazionale con i suoi parchi eolici.
Oltre all'indubbio risparmio economico ed ambientale, la performance si segnala anche come una sonora smentita di tutte quelle voci interessate per le quali sarebbe impossibile rimpiazzare i combustibili fossili facendo ricorso alle energie rinnovabili. Da notare inoltre che l'eolico costa una frazione dell'equivalente nucleare, si installa in tempi molto più brevi e si rimuove in un attimo e gli impianti sono completamente riciclabili, nemmeno i suoli impegnati richiedono bonifiche.
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categoria: ecologie


sabato, 18 aprile 2009

Qualcosa di veramente bello





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Il telescopio Hubble è vecchio, ma fa ancora il suo lavoro inviando a terra 120 gigabyte di foto alla settimana. Una mole di dati che finirà di essere esaminata solo parecchi anni dopo la fine della vita di Hubble. Da sedici anni il telescopio orbitale scova immagini fantastiche dell'universo, non solo importantissime dal punto di vista scientifico, ma anche immagini di una bellezza che lascia senza fiato.



Hubblesite.org è il sito che le raccoglie, uno dei siti più apprezzati di tutta la rete, e che permette agli occhi dei profani di stupire di fronte alla meraviglia di universi, stelle e galassie. Migliaia di immagini, una più bella ed impressionante dell'altra.



Visti gli eccezionali risultati, la NASA ha programmato una vera e propria revisione della macchina, che ne allungherà la vita ben oltre i tempi previsti inizialmente. Hubble è l'unico telescopio orbitante, per questo può osservare l'universo senza lo schermo dell'atmosfera terrestre, riuscendo a registrare immagini dell'universo altrimenti impossibili.








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categoria: scienze


venerdì, 17 aprile 2009

USA: le emissioni inquinanti inquinano


Sembra incredibile, ma solo da oggi negli Stati Uniti hanno stabilito ufficialmente che una serie di gas ad effetto serra sono in effetti inquinanti.

Lo ha stabilito l'EPA (l'agenzia per l'ambiente) dopo che due anni fa la Corte Suprema americana aveva ordinato una revisione dei suoi studi sull'inquinamento, che durante l'amministrazione Bush rilasciava studi improntati al negazionismo più spinto. Analoga sorte toccò alla NASA, che una volta che ebbe prodotta una serie di studi che evidenziavano la pericolosità di questi gas per l'ambiente e in particolare per il clima, si ritrovò con i rapporti sbianchettati ad arte dai funzionari della Casa Bianca.

All'industria americana non bastavano le false associazioni ambientaliste finanziate dai petrolieri, che da anni insistono sull'inutilità dell'energia solare e sulla pericolosità dell'eolico, con tanto di favole sulle stragi degli  uccelli uccisi dalle pale, e dal rumore insopportabile che queste produrrebbero. Balle su tutta linea, diffuse con scarso successo dagli stessi media che ci hanno venduto le ultime guerre, così l'aministrazione Bush aveva tagliato la testa al toro, evitando provvedimenti capaci di ridurre le emissioni, fondandosi proprio sull "certificazione" dell'EPA che ufficialmente non era sicura che i gas inquinanti fossero inquinanti.

Sparito Bush e sparite le pressioni della sua amministrazione, oggi l'EPA si è finalmente allineata alla comunità scientifica e ha risolto ufficialmente i suoi "dubbi", ponendo i presupposti necessari perché la nuova amministrazione Obama possa finalmente rivedere i limiti alle emissioni industriali.

Da oggi anche in America i gas-serra "contribuiscono all'inquinamento e sono pericolosi per la salute e il benessere pubblico", è stata dura ma alla fine ce l'hanno fatta. Anzi no, adesso c'è un periodo nel quale potranno essere presentte "osservazioni" e poi potrà assumere la forza di indirizzo legislativo.

Secondo l'EPA inoltre l'inquinamento atmosferico è causa del cambiamento climatico e responsabile direttamente per (cit.):

  • Aumento delle siccità;
  • Precipitazioni e inondazioni più violente;
  • Più frequenti ondate di calore e incendi;
  • Aumento del livello dei mari;
  • Tempeste più intense;
  • Minacce alle risorse acquifere, all'agricoltura, alla fauna e agli ecosistemi.

  • Base di partenza del ragionamento è un dato preciso, quello che dimostra come la concentrazione di -tutte- le sostanze disperse un atmosfera è in aumento costante dall'inizio dell'industrializzazione, il che significa inequivocabilmente che le emissioni inquinanti salgono in cielo e in parte vi rimangono, finendo per modificare la composizione dell'atmosfera. Nemmeno l'attuale depressione economica sembra rallentare la tendenza. Che dal 1980 a oggi ha subito una decisa accelerazione grazie alla neo-industrializzazione di alcuni paesi e all'iper-sfruttamento delle risorse in regioni un tempo off limits.

    Un dato che curiosamente l'informazione dimentica spesso, che significa che avremo problemi con il clima, ma anche che la qualità dell'aria che respiriamo si degrada e che la sua composizione è già alterata da un cocktail di sostanze nel quale l'ossigeno è sempre di meno.

    Su questo non c'è discussione e allora qualcuno ha pensato bene di spostare il confronto sul cambiamento climatico, ma non è che se il clima resta stabile l'inquinamento atmosferico cessa di essere pericoloso. E non c'è nemmeno bisogno di dimostrarlo con altri dati, chiunque intuisce che se l'aria è sempre più avvelenata prima o poi diventa pericolosa da respirare, tanto più che malattie da inquinamento aereo sono ben note e ormai indiscusse.

    Chi sostiene posizioni negazioniste, assecondando il lassismo sulle emissioni inquinanti, porta quindi gravi responsabilità, in tutto simili a quelle dei complici di altre grandi ed evitabili stragi organizzate dalla stupidità umana.
    Qualunque ruolo ricopra e in proporzione alla sua influenza.

    La faticosa scoperta ufficiale dell'acqua calda da parte dell'EPA, testimonia che interessi potenti operano per evitare che l'evidente interesse pubblico sia tutelato. Negli Stati Uniti quali siano queste forze è evidentissimo, ma là come in Europa non si sente un grande biasimo verso i responsabili di atti talmente irresponsabili.
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    categoria: stati uniti, diritti umani, semantica, corporation, salute in pericolo, ecologie, bug di sistema


    giovedì, 16 aprile 2009

    A Londra cancellano le foto ai turisti

    Ieri era il caso della paranoia anti-fumo a censurare la pipa di Tati in Francia, oggi invece tocca alla Gran Bretagna raccogliere il testimone della censura assurda. Al povero signor Klaus Matzka e a suo figlio, austriaci a Londra per turismo, è capitato d'imbattersi in kafkiani tutori dell'ordine che li hanno costretti a cancellare le foto scattate nella giornata.

    Racconta The Guardian che il signor Matzka, che non l'ha presa bene e che appena ritornato in patria ha fatto fuoco e fiamme, che ha dovuto cancellare tutte le foto fatte alla metropolitana e ai bus, evidentemente ritenuti
    dai Bobbies "obiettivi sensibili" a rischio terrorismo. La cosa non è piaciuta ai Matzka che hanno giurato di aver chiuso con Londra, ma non è piaciuta nemmeno ai britannici difensori dei diritti civili, che nel caso hanno trovato un'altra prova provata di quanto la legislazione anti-terrorismo minacci e comprima le libertà individuali.

    Come in tutti i casi di censura ottusa, l'incoerenza logica delle azioni precede la loro stessa legittimità. Anche se l'operato della polizia inglese risultasse in qualche modo "legale", c'è da dire che un provvedimento del genere è comunque privo di senso per diversi motivi. Le stesse immagini sono sicuramente reperibili in rete, quando non direttamente pubblicate nei siti delle aziende di trasporto, c'è Google Street View e  qualsiasi motore di ricerca restituisce milioni di immagini di Londra.

    Poi c'è da considerare che, con la procedura descritta, le foto non spariscono per sempre e si possono recuperare
    in un secondo tempo, con software e capacità alla portata di tutti, anche a quella degli agenti intervenuti, che però ne dovevano essere all'oscuro.

    Infine c'è da considerare che a fronte di un effetto nullo sul fronte della prevenzione degli attentati, pratiche del genere sono destinate a scoraggiare e irritare i turisti, provocando una perdita secca e certa a fronte di nessuna riduzione, neppure ipotetica, del rischio di attentati.
    postato da mazzetta alle ore 18:40 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
    categoria: trash, war on terror, diritti civili


    mercoledì, 15 aprile 2009

    La paranoia censura Jacques Tati


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    A Parigi hanno pensato bene di dedicare una lunga mostra-esposizione a Jacques Tati, regista e figura mitica del cinema, non solo francese. Il poster della mostra riporta un'immagine tratta da Mon Oncle, nella quale monsieur Hulot (il personaggio che con il suo carattere incarna l'essenza dell'opera di Tati) porta a spasso il nipotino a cavallo del suo Solex, con l'amata pipa saldamente in posizione.

    La paranoia delle aziende di trasporto ferroviario nella regione parigina (RATP e SNCF, metro e ferrovia) ha spinto i geniali creativi a coprire la famosa pipa con una girandola verdolina, per timore di essere multati ai sensi della legge che proibisce la pubblicità e l'incitamento al fumo.

    Poco importa che la pipa di monsieur Hulot non abbia mai fumato e non sia mai stata accesa, l'ottusa tendenza del burocrate ignorante a pararsi il culo ha avuto il sopravvento sulla ragione e la pipa è sparita dai poster, come si può vedere dalle due immagini a confronto.
    Monsieur Hulot è anche l'omino che si vede anche nell'immagine allegata al profilo di questo blog, tratta da Playtime, un film che non posso esimermi dal raccomandare caldamente.





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    postato da mazzetta alle ore 13:06 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
    categoria: francia, decultura


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