La storia è nota quanto poco discussa, dagli inizi del diciannovesimo secolo fino agli anni '70 le popolazioni aborigene del Canada (in particolare Inuit e Cree) furono forzate a mandare i figli nelle scuole cristiane, per tre quarti cattoliche. Nella pratica i bambini erano rapiti alle famiglie e inurbati, prigionieri delle scuole e dei sacerdoti. Una pratica ingiusta, barbara e razzista con conseguenze tragiche per quei popoli. I nativi passati per quelle scuole hanno tassi di alcolismo e di suicidio molto più elevati della media, per stare alle conseguenze più evidenti del programma "educativo".Aggiornamento 30/4: Molleindustria ha cambiato il vecchio gioco in Fight Fighter 2, ora disponibile nella pagina in inglese. Nella nuova versione il giocatore deve offrire amore (cuoricini) alle divinità, altrimenti queste scompaiono e il mondo diventa un casino. Sulla pagina in italiano invece resta disponibile il gioco originale preceduto da un disclaimer.
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Dopo che Fight Fighter, un edu-game di Molleindustria pubblicato oltre un anno fa, è stato recensito da alcune riviste anglosassoni, il giochino ha attirato l'ira dell'OIC, nientemeno che l'Organizzazione della Conferenza Islamica, sponsorizzata dai sauditi, che rappresenta 57 paesi e oltre un miliardo di musulmani.

Come già è accaduto per Operazione Pretofilia e per altri videogame attraverso i quali Molleindustria ha cercato di veicolare ed esprimere un approccio diverso ai grandi temi del nostro tempo, prima o poi salta fuori qualcuno che non ha capito niente e si lancia a testa bassa.
L'imput censorio è sempre originato da qualche bacchettone veloce a farsi paladino della morale e di Dio, sempre diventa esercizio di potere fine a se stesso e controproducente. Come per Operazione Pretofilia anche Fight Fighter godrà ora di maggiore notorietà.
Così secondo i fenomeni di turno il gioco offenderebbe cristiani e musulmani e inciterebbe alla violenza, l'OIC non ha mancato di accompagnare la condanna morale alla minaccia e denuncia dei provider che ospitavano il gioco. "Incitamento all'odio", un'accusa per niente leggera quanto fuori bersaglio.
Molleindustria ha rimosso il gioco dal sito, ora c'è solo un comunicato in inglese che richiama altri casi e suggerisce all'OIC di giocare a Fight Fighter prima di prendere per buona l'opinione di qualche giornalista in cerca di sensazione. Fight Fighter nel presentare combattimenti facendo il verso al mitico Street Fighter e nell'offrire sei divinità al combattimento, si prende esattamente gioco delle faide religiose, non mira certo a screditare una particolare fede tra quelle presentate o quelle sulle altre. Anche l'accusa di rappresentare Maometto (vietato) dimostra che la scarsa conoscenza del gioco che offre un Maometto "censurato" proprio a questo proposito.
Niente da fare, si sono incazzati anche esponenti religiosi indù e cristiani, che ovviamente al gioco non hanno mai giocato.
Ancora una volta l'azione di Molleindustria ha dimostrato di poter guadagnare l'attenzione mondiale e di poter portare il proprio messaggio molto lontano e con frequenza costante. Una conferma che la potenza epressiva e comunicativa del medium videogame in politica, ma anche una conferma della validità delle loro intuizioni e azioni. Di conferme sull'ottusità di certi chierici invece non ne avevamo bisogno.
Clamorosa scoperta in Israele, il campione in questione si chiama Yakov Litzman (nella foto), è un ultra-ortodosso e fa addirittura il ministro della Sanità. Oggi, nel corso di una conferenza stampa relativa all'epidemia di febbre suina, ha dichiarato che in Israele si deve cambiare il nome del virus in "influenza messicana". "We will call it Mexico flu. We won't call it swine flu", ha detto cominciando una conferenza stampa ufficiale davanti agli attoniti giornalisti in attesa d'indicazioni contro la grande minaccia.
Motivo: il maiale non è kosher, il che vuol dire che è considerato impuro dalla religione che proibisce di mangiarlo ed averci a che fare perché è sporco. Meglio quindi non nominarlo nemmeno e tenersi così il più lontano possibile dal peccato. Non esattamente il tipo di preoccupazione che uno stato moderno si attende dal ministro della sanità.
Nonostante l'iniziale sospetto, Litzman non è nato a Chelm, città polacca che rappresenta il mitico luogo d'origine degli stupidi nella tradizione narrativa ebraica. In attesa che il ministro dell'istruzione decida di accanirsi per lo stesso motivo su "I tre porcellini", non resta che compiangere Litzman e il popolo che se lo ritrova al governo, per non parlare del popolo palestinese, il destino del quale è in balia di una banda di fanatici ignoranti del genere.
Secondo tempo
I rintronati dall'Islam allo stesso livello si sono subito preoccupati di rimanere indietro, così molti hanno pensato bene di condividere l'opinione secondo la quale la peste suina sarebbe la giusta punizione per i depravati che si nutrono del porco e altre amene riflessioni sull'immondo animale e su chi se ne nutre.
Manca ancora la dichiarazione di una figura importante come il ministro della sanità d'Israele, ma è lecito non disperare. Resta un vero peccato che sottili differenze culturali mettano fuori gioco le chiese cristiane da questa interessante competizione al ribasso, privandoci così dell'esibizione dei suoi maggiori campioni in fanatismo e irrazionalità.
Intanto la palma dello humour va ai commentatori del sito di Haaretz, che hanno reagito alla performance con stile offrendo un vasto e divertente campionario di battute, lazzi e insulti. Non pervenute le altre testate israeliane, che evidentemente sorvolano per amor di patria.
Aggiornamento 30/4: Il governo egiziano ha deciso di sterminare tutti i maiali presenti nel paese, concedendosi così quattro passi nel panico e nell'irrazionalità. Come previsto Litzman non è rimasto solo a lungo. I maiali in Egitto non sono molti, circa trecentomila (solo nella pianura padana ce ne sono milioni) e andranno benissimo per dare l'impressione di fare qualcosa e faranno contento pure qualche fanatico al livello di Litzman. Il porco espiatorio, sacrificato per l'immagine del regime egiziano. Bell'immagine.
Sicuramente i produttori di Tamiflu e Relenza, due anti-influenzali che secondo gli esperti sono efficaci contro il virus.
Curioso è che il Tamiflu sia stato spacciato in precedenza come il rimedio della famosa influenza aviaria qualche anno fa. Altrettanto curioso è che, pur prodotto da Roche, il medicinale sia in realtà di proprietà della più piccola Gilead Science inc, che ovviamente ne guadagna.
Ancora più curioso è che uno dei maggiori azionisti della piccola casa farmaceutica sia Donald Rumsfeld, già segretario della Difesa USA durante il mandato Bush. Molto meno strano è che in occasione della precedente epidemia il grande allarme sia valso, solo negli Stati Uniti, la spesa da parte del governo di due miliardi di dollari per procurare grandi quantità della medicina che poi non sono servite a nessuno.
Ovviamente Roche si è detta pronta ad inondare i mercati di Tamiflu, anche se per il momento i rivali di Glaxo Smith Kline sembrano essere favoriti negli ordini governativi.
Sottotitolo locale: Lite in centro tra ex-cinni scurzoni .
Da quando si è proposto come candidato a sindaco, il vulcanico Alfredo Cazzola (a destra nella foto) si è segnalato per l'animosità verso il centrodestra. Pur avendo il sostegno compatto del PDL, Cazzola soffre la presenza della candidatura dell'ex-sindaco Guazzaloca, soffre l'essere sotto nei sondaggi nei suoi confronti, ma soffre soprattutto nel vedere tanti della sua area di riferimento che gli prefereriscono l'ex-macellaio a capo di una lista più o meno civica.
Così il 25 aprile, dopo aver comiziato in piazza da uno sgabello, dicendo che se Berlusconi appare in città per sostenerlo (aiuto richiesto dai partiti che lo sostengono) lui scapperà, si è messo a far scenate in mezzo alla strada aggredendo il candidato alla provincia Gianluca Galletti, placido onorevole dell'UDC, che ha fatto l'errore di salutarlo prima che il nostro avesse smaltito correttamente l'adrenalina da comizio. Come un guappo, davanti alla sua vetrina elettorale, Cazzola si è all'improvviso acceso.
Motivo del contendere, dopo che i due si erano salutati e avevano cominciato a parlare con un comune conoscente, Galletti che ha negato di avergli chiesto, a suo tempo, di candidarsi al posto di Guazzaloca. A questo punto Cazzola non ci ha visto più e ha inanellato in serie: "Tu a casa mia non ci vieni più neanche per andare in bagno"; "Ti do un cartone in faccia (un pugno) che non parli più"; "Ti spacco la faccia". Per finire con un rosario d'insulti ad accompagnare la prudente ritirata dell'incredulo Galletti, da "Onorevole di merda" in giù. ( I virgolettati sono di Repubblica).
Il tutto tra la folla che gremiva la centralissima strada a due passi dalla piazza piena di gente che festeggiava il 25 aprile.
Lasciando per un attimo da parte le considerazioni sul cinismo di Berlusconi e sul servilismo dei suoi fan (anche sardi), che hanno acclamato come un sol uomo la sua ideona di tenere il prossimo G8 a L'Aquila, c'è da notare l'assoluta ipocrisia del sismologo Enzo Boschi, massima autorità in materia esibita in televisione.
Lo scienziato ha definito la cosa: "Una splendida e geniale idea", aggiungendo poi che per l'epoca del meeting lo sciame sismico: "...avrà perso gran parte della violenza di questi giorni".
Delle due l'una: o i terremoti non sono prevedibili (come più volte asserito dallo stesso e dalla comunità scientifica), oppure Boschi è solo l'ennesimo leccaculo, che straparla irresponsabilmente, con l'aggravante di presentarsi agli italiani come persona qualificata in materia.
Proprio la storia recente dei terremoti nel nostro paese dimostra che le affermazioni di Boschi possono essere motivate solo dal desiderio di compiacere il potente.
Valga per tutti la dinamica del terremoto del Friuli, dove una scossa di 6.4 gradi della scala Richter si verificò il 6 maggio del 1976, seguita qualche mese (e centinaia di scosse) dopo da un sisma di 6.1 gradi della scala Richter (l'11 settembre del 1976) e da un'altra d'intensità simile il 15 settembre, due scosse fortissime che provocarono la distruzione totale nella zona.
Boschi non può quindi sostenere in alcun modo che le sue affermazioni siano poco più di un augurio, perchè la relativa previdibilità dei terremoti si fonda sull'osservazione delle serie storiche e proprio i precedenti storici lo smentiscono. Tanto più che la pericolosità della situazione è accentuata dal fatto che il luogo di elezione del G8 aquilano si trova proprio sopra la faglia che ha originato il sisma.
Peccato solo che tocchi sperare che non sia smentito dalla realtà, smentita che colpirebbe i poveri abruzzesi e non certo chi sulla loro pelle organizza questi teatrini di pessimo gusto.
Il rapporto è in inglese, ma anche chi si trova male con la lingua, potrà apprezzare la chiarezza esplicativa delle figure. In questo caso dei grafici tendenti tutti e inesorabilmente verso il basso con inclinazioni terrificanti.
Per capire cosa è successo attorno alla conferenza ONU contro il razzismo che si è chiusa ieri a Ginevra, basta leggere la composizione delle due squadre che si sono affrontate cercando di piegare l'evento alla propria convenienza politica. Da una parte Ahmadinejad, presidente iraniano prossimo alle elezioni in cerca di uno spot in grado di attenuare il discredito del quale gode in patria, dall'altra una serie di paesi e di governi che ricalcano esattamente la lista di quanti hanno fortemente voluto e messo in atto l'invasione illegale dell'Iraq. Italia, Polonia, Olanda, Nuova Zelanda ed Australia hanno seguito come cagnolini le mosse di Stati Uniti ed Israele, solo il governo britannico si è astenuto dalla pantomima. Se ne parla poco, non interessa a nessuno. Il fallimento afgano tracima in Pakistan, paese con più di cento milioni di abitanti e un robusto arsenale nucleare.
L'inetto Zardari, asceso al potere a ruota dell'assassinio della moglie ha perso completamente il controllo del paese, dell'economia e del territorio. Il radicalismo islamico conquista terreno ogni giorno, la valle di Swat, a poche decine di chilometri dalla capitale è nelle mani dei talebanni locali, il Balochistan è in rivolta e i due principali partiti politici si esibiscono in inutili balletti e giravolte.
In Pakistan, se possibile, va peggio che in Afghanistan e i fanatici islamici agiscono ormai incontrastati, resta solo da vedere quanto ancora tarderà lesercito a reagire e a riprendere il potere, dichiarando per l'ennesima volta che la classe politica non è in grado di fronteggiare la minaccia islamica.
Il video qui sotto è relativo allo sgozzamento di "spie" pakistane, sul sito dal quale proviene ce ne sono altri. In tutti, i fanatici decapitano militari e civili con un coltellaccio e alla fine sistemano le teste sui corpi delle vittime, in quella che sembra la ripetizione di una ritualità precisa. Consiglio vivamente di non guardare i video, decisamente crudi e impressionanti, l'elemento più rilevante contenuto nei video è comunque la giovane età dei carnefici, adolescenti o poco più, il resto è inutile orrore.
Un elemento, quello della giovane età dei carnefici, che testimonia quanto sia penetrabile il corpo sociale in un paese privo di scuole (mancano al 70% dei bambini pakistani), servizi sociali e, soprattutto, di una alternativa praticabile alla predicazione integralista. Una considerazione che anche l'Occidente dimentica troppo spesso, perseverando nella perversa convinzione che fenomeni del genere possano esser sconfitti in punta di fucile
credits: orientalia4all.net
P.s.
Per restare in tema di torture, mentre negli Stati Uniti si discute animatamente se punire chi le ha autorizzate, ecco che da un altro paese alleato giunge un video nel quale uno sceicco della famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti tortura un uomo in presenza della polizia, che collabora alle torture. Secondo una nota ufficiale dell'EAU: "Tutte le regole, politiche e procedure sono state seguite correttamente dal Dipartimento di Polizia". Lo sceicco si chiama Issa bin Zayed al Nahyan, se non gli andate a genio sappiate che vi può frustare, buttare il sale sulle ferite, usare su di voi degli elettrodi e anche passarvi sopra con il suo SUV.
Un tipetto che sicuramente è accolto ovunque con tutti gli onori, le sue gesta le potete trovare sul sito dell'ABC a questo link, se youtube lo censura di nuovo:
Update: è stato messo in piedi un sito per attiirare l'attenzione sul caso: www.uaetorture.com, subito bannato dalla rete degli Emirati, mentre su Yahoo Video e su Youtube è in corso una sfida tra chi posta il video e gli amministratori dei due siti che lo rimuovono.
Ancora non si ha notizia sulle motivazioni della censura, ma sembra chiaro che ci siano pressioni, altrimenti non si capirebbe la censura di materiale tratto da una trasmissione informativa dell'ABC. In ogni caso i video sono ora tranquillamente raggiungibili qui.
Sbarca a New York il pirata somalo catturato dagli americani. Pirata fortunato, perché mentre era sulla USS Bainbridge per trattare la soluzione del sequestro di un capitano preso in ostaggio, gli americani hanno fatto letteralmente saltare la testa ai suoi tre compagni con i colpi coordinati di tre cecchini che hanno sollevato grande entusiasmo negli Stati Uniti.
| The Daily Show With Jon Stewart | M - Th 11p / 10c | |||
| We Don't Torture | ||||
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Una divertente presa per il culo di una tragica presa per il culo. (Imperdibile per chi se la cava con la lingua)
Tra sabato e domenica diversi esponenti della classe dirigente italiana hanno fatto professione di ottimismo, dicendo che secondo loro la crisi è ormai agli sgoccioli, si vedrebbero addirittura segni di ripresa.
A certificare l'inconsistenza di certe opinioni e di chi si preoccupa di consegnare alle stampe questo genere di cazzate da riversare sulle italiche plebi, basta il grafico qui sotto, che contiene l'immediata smentita di questa fantasia ricorrente e che illustra meglio di mille parole la fiducia con la quale la più importante borsa mondiale ha accolto gli ultimi dati relativi all'andamento dell'economia.
Non sarà che Marcegaglia e compagnia, oltre a non esser assolutamente all'altezza dei rispettivi ruoli, sono anche dei menagramo?
Al netto della pur comprensibile esigenza di sminuire il problemino rappresentato dalla crisi e di conseguenza le responsabilità da condividere con quanti l'hanno coltivata e resa possibile, resta il dubbio sull'efficacia della tattica negazionista. Negare la crisi e negare che ci terrà compagnia ancora per qualche anno, negare che il fondo non sia ancora stato toccato, non servirà assolutamente a mitigarne gli effetti, ma solo ad allontanare nel tempo la possibilità di introdurre correttivi e di bonificare la palude finanziaria, inquinata proprio dal continuo evadere la realtà e le responsabilità.
Con il Partito Repubblicano allo sbando, anche il tradizionale fronte americano anti-gay è in difficoltà. Così a cercare di opporsi all'introduzione dei matrimoni omosessuali è rimasta solo la National Organization for Marriage, vicina a Bush a far campagna per la difesa del matrimonio tradizionale. Il livello è quello che è, così il massimo che si sono potuti permettere è un promo di un minuto, che nelle intenzioni voleva essere apocalittico e capace di spaventare gli americani, ma che nella realtà si è dimostrato fonte di divertimento e di sberleffo universale. "C'è una tempesta in arrivo" non è proprio in grado di spaventare nessuno, nemmeno i più bigotti ai quali è evidentemente indirizzato.
L'originale spopola, seguito da una scia di parodie molto divertenti.


