mazzetta

Ce la possiamo fare...
venerdì, 31 ottobre 2008

Maroni si autodenuncia



Maroni avverte tutti: "Vi denuncio se occupate!"

normal_maroni180707Ma...se domani in tutte le città mobilitate contro i tagli all'istruzione, si occupa quel che si può e lunedì prossimo tutti gli occupanti si autodenunciano alla rispettiva procura, Maroni poi cosa fa?

La solita autodenuncia di incapacità da parte di un Ministro dell'Interno che usa la sua funzione per minacciare i cittadini invece di proteggerli. Minacce inutili, perchè denunciare gli occupanti non ha mai rappresentato un deterrente, c'è un sacco di gente che è disposta ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni.  Non come Maroni ed i suoi colleghi che non pagano mai per alcun errore e che si sono assicurati l'eternità blindando l'accesso al Parlamento a chi non sia cooptato dai partiti.

Il metodo dell'autodenuncia è già stato usato con successo in occasione di altre occupazioni e di altre denunce simili.  Disinnesca efficacemente qualsiasi pretesa di individuare presunti responsabili e di farli oggetto di punizioni esemplari. Con tanti saluti a Maroni, Berlusconi e associati e alle loro pretese da ducetti in piena crisi di nervi.

Aggiornamento:

Anche il governo al completo si autodenuncia, con le parole dell'onorevole Nitto Palma che rispondendo alle numerose interrogazioni parlamentari ha dichiarato, con soave faccia tosta, che: "Gli scontri a Piazza navona sono stati innescati dalla sinistra".
Nessun imbarazzo nemmeno di fronte alla mole di materiali audiovisivi disponibili a chiunque, la realtà è stata semplicemente sostituita con una plateale menzogna.

A suo modo è geniale, quanto sfacciato, che un esponente del governo abbia sostenuto che gli squadristi che tutti hanno potuto vedere all'opera, siano in realtà vittime. Sfacciato anche il povero Bocchino che denuncia "l'inaccettabile aggressione" agli squadristi.

A rendere il tutto più inquietante ci si mette anche un pericoloso delinquente internazionale legato alle criminali dittature sudamericane, il quale esordisce alla televisione in compagnia del già condannato per mafia Dell'Utri e di Andreotti. Essi vivono.

E per chiudere la giornata in bellezza, ecco la Celere che carica dentro ad un'ospedale, ferendo pazienti ed estemporanei occupanti, peraltro pacifici. Cariche assolutamente immotivate, almeno a sentire un testimone al di sopra di ogni sospetto.

Paradossale la pietosa spiegazione offerta dalle forze dell'ordine:
"La polizia ci ha detto di aver ricevuto una telefonata secondo la quale i manifestanti dei centri sociali erano entrati nell'ospedale e stavano spaccando tutto". Continua la Salviati: "Ci hanno detto che altrimenti non avrebbero mai fatto una cosa del genere".

Si potrebbe provare a telefonare e dire che stanno spaccando tutto a Palazzo Grazioli a questo punto...
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giovedì, 30 ottobre 2008

Comincia la recessione negli Stati Uniti


Forecast32308Con un calo dello 0.3% del P.i.l. gli Stati Uniti fanno ufficialmente il primo passo nella recessione. Si tratta di un momento importante a certificare il carattere del tutto eccezionale della crisi in corso. Gli esperti statunitensi sono concordi nell'affermare che si tratti dell'inizio di un periodo non breve di decrescita.

Un particolare importante è che questi dati si riferiscono al terzo quadrimestre, prima cioè del botto di Lehman e del precipitare della borsa, ma anche e soprattutto prima del dispiegarsi della stretta sul credito successiva alla crisi di settembre. C'è da immaginare che le rilevazioni succcessive saranno anche peggiori e nemmeno di poco.

Prevedibile che il fenomeno si manifesterà presto anche dalle nostre parti, ma gli ottusi imprenditori e politici italiani sono occupati a sostenere che occorrano misure per "sostenere la crescita" (la loro). Ancora nessuna traccia invece di sostegno alle famiglie e ai redditi, ancora meno si ha notizia di provvedimenti in grado di assistere la prevedibile massa di nuovi disoccupati e nemmeno di investimenti a protezione dei lavoratori e ancora meno in infrastruttture strategiche. A fronte del prosciugamento dei flussi monetari verso i consumatori, il governo risponde con una politica di tagli dissennati che agiscono nel senso di aumentare ancora di più la disoccupazione e la forbice della distribuzione dei redditi (già la più amplia tra i paesi ad economia avanzata). Ma non saranno certo i portafogli più gonfi di Berlusconi, Moratti e soci che spenderanno a pioggia sostenendo la giostra "virtuosa" dei consumi e impedendo la lacerazione del tessuto economico.

Sembra incredibile, ma l'Italia è l'unico paese occidentale che non ha ancora stanziato un solo euro per far fronte al terremoto, anche sociale, che porterà la crisi. L'unico provvedimento governativo, la garanzia sui conti correnti e alla stabilità bancaria, è infatti privo di copertura finanziaria e per nulla definito. Il governo si è impegnato ad intervenire in questi due casi, ma non ha fatto una sola cifra a differenza del governo statunitense e degli altri governi europei. Il sospetto che Tremonti e Berlusconi sperino di cavarsela a buon mercato è più di un sospetto, così come c'è il dubbio che poi i soldi per mantenere le "garanzie" promesse non ci siano. Questa maniera di procedere potrebbe fare proprio del nostro paese l'anello debole della cintura di contenimento organizzata in ambito UE, qualora la speculazione decidesse di andare a vedere quello che ha tutta l'aria di essere l'ennesimo bluff del governo Berlusconi.

recession
Finger-Pointing
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mercoledì, 29 ottobre 2008

La destra manda i picchiatori contro gli studenti.


La foto è inequivocabile, il gruppo di picchiatori fascisti aggredisce il sit-in degli studenti a Piazza Navona a Roma, armato di identiche mazze tricolori per tutti.
Un'aggressione evidentemente organizzata, criminale, che nulla ha a che fare con gli studenti e molto ha a che fare con la calunniosa campagna della destra nei confronti delle proteste studentesche.

Ecco gli studenti che piacciono al governo


fasci_merde

Il racconto di Curzio Maltese, presente sul posto fin dall'arrivo degli squadristi e le sue accuse alla polizia
Un altro video che mostra strane familiarità tra picchiatori e polizia
Poi
una specie confessione registrata di uno di loro che smentisce di essere un poliziotto, confermando di essere uno dei picchiatori fascisti.

Il gruppo è stato prelevato dalle forze dell'ordine solo dopo essere stato messo in fuga dall'arrivo in piazza di due cortei di universitari.

Aggiornamenti:

Dice l'Unione degli Studenti "A seguito della carica da parte del gruppo di estrema destra due studenti a piazza Navona hanno riportato gravi traumi alla testa e un ragazzo ha un orecchio lacerato. E' scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non sono intervenute per ripristinare una situazione pacifica".

Il
Corriere non può esimersi dall'ipocrisia, pur riportando la ricostruzione fedele.

Male le polizia, che non ha fermato subito il manipolo di picchiatori, anche se poi fermando solo loro, ha certificato la realtà di quando accaduto.


Audio da ROR
Mobilitazioni a Milano.

Finisce così, come si può vedere in questo video del Corriere, dopo essere stati respinti dagli studenti sopraggiunti, armatisi di sedie da bar e anche di un Pinocchio, gli aggressori sono circondati a terra dalle forze dell'ordine che prima li isolano e poi li arresteranno. La sequenza non lascia dubbi, partiti baldanzosi e tutti addobbati come nella prima foto, finiscono la giornata al commissariato. Sono già piccoli eroi per Gramazio e per qualche esaltato, ma non c'è spazio per interpretazioni di fantasia, i fatti si sono svolti di fronte a decine di testimoni armati di videocamere e macchine fotografiche.
Quasi tutte le fonti d'informazione parlano di "scontri", un chiaro esempio di truffa semantica a cercare di negare una verità sotto gli occhi di tutti:

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L' aggressione agli studenti medi e a un adulto intervenuto a chiedere che smettessero, quello finito riverso a terra nell'angolo a sinistra. Questi pestaggi sono avvenuti nell'indifferenza delle forze dell'ordine.
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mercoledì, 29 ottobre 2008

La destra che sciacalla i militari morti





Sarebbe divertente se non fosse osceno. Il Ministro della Difesa La Russa, in difficoltà di fronte alle manifestazioni degli studenti e a corto di argomentazioni, non trova di meglio che sciacallare i militari italiani morti in missione, contrapponendoli come esempio virtuoso a quegli studenti che vuole calunniare, non riuscendo a fare di meglio.
Un espediente abituale per quei gran guerrieri alla "armiamoci e partite" come 'Gnazio e i suoi camerotti, che quando sono in difficoltà ricorrono alla calunnia e allla diffamazione di chi mette sul tavolo argomenti che non sono in grado di affrontare. Tutti comunisti, terroristi, fannulloni e delinquenti, mica come quegli eroi che si sacrificano perchè La Russa possa giocare con le loro vite e Berlusconi abbia l'occasione di farsi ridere dietro in compagnia di Bush.

Peccato solo che alla De Gregorio, che gli chiedeva che c'entrassero i militari morti e i sondaggi sul gradimento di Berlusconi con i tagli alla scuola, il vulcanico figlio della lupa non abbia saputo rispondere con aplomb, ma con una sfuriata che conferma pienamente la coda di paglia di un Ministro della Difesa che si nasconde dietro i militari morti, per cercare di darsi ragione quando non ha argomenti.

Ad ulteriore dimostrazione della miseria morale di La Russa, c'è la decisione di spendere oltre cento milioni di euro per festeggiare la vittoria della Prima Guerra Mondiale, l'indegno e inutile massacro nel quale centinaia di migliaia di italiani delle classi popolari furono mandati a morire per la vangloria di un re e per gli interessi di pochi pescecani. Un atto davvero imperdonabile in un momento di crisi, ancora di più in un momento nel quale i nostri militari rischiano la vita in un'altra guerra stupida, scatenata per motivi non meno ignobili.
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mercoledì, 29 ottobre 2008

Un moscerino nell'occhio dei repubblicani


La campagna elettorale dei repubblicani è alla frutta, ma pare che ancora non abbiano mostrato il peggio.
Uno dei problemi maggiori che sembrano avere è quello della gestione di Sarah Palin, la quale per rimediare i sondaggi che registrano uno sgradimento imbarazzante, sembra volersi smarcare dagli amici di Bush che le scrivono i discorsi e le comprano i vestiti, proibendole di "essere la vera Sarah Palin".



palinCome sia, la questione non è molto importante, anche perchè è evidente che l'aspirante alla vice-presidenza del paese più potente della terra è ignorante come un ciuco. Pochi giorni fa ha seminato il panico rispondendo ad una domanda su ruoli e poteri della carica che dovrebbe ricoprire, dimostrando di non conoscere affatto le funzioni per le quali si sta candidando.

Ancora peggio ha fatto ieri, facendo cadere le braccia e tutto il resto a chi ha assistito al suo discorso. Palin, discorrendo di autismo e delle ricerche per venirne a capo, ha cominciato un discorso banalissimo e rodato nel quale ha lamentato che i fondi siano spesi in progetti assurdi, spesso utili solo alla campagna elettorale di qualche boss locale. Un famoso esempio è il "bridge to nowhere" che proprio lei ha supportato in tempi recenti, un ponte in Alaska ormai diventato leggendario. Palin ha sostenuto con forza l'esigenza di destinarli invece a progetti utili al bene comune.

Palin però non è rimasta sul vago e per dare più forza al suo discorso ha fornito un esempio di soldi buttati citando le ricerche sul moscerino della frutta, colorando il tutto pure con una faccia schifata. Negli ultimi secondi del video  relativo al discorso, la si sente concludere con un ironico "...non vi sto prendendo in giro" dopo aver citato una ricerca dal titolo "Fruit fly, Paris, France".

Non è dato sapere se sia stato il riferimento alla Francia ad aver fatto andare in pappa i cervelli repubblicani che si sono dedicati al discorso, Palin compresa, ma quello che è certo è che  l'importanza del moscerino della frutta per lo studio della genetica, viene insegnata in tutte le scuole superiori del mondo. Una ricerca che tra l'altro attiene massimamente al bene comune. Facendo mostra di clamorosa ignoranza, Palin ha così  sbeffeggiato un campo di ricerca fondamentale per l'evoluzione della scienza e delle cure genetiche nell'ultimo secolo. E ci ha pure riso sopra in compagnia di ignoranti par suo.

Per esperienza personale, posso dire che il moscerino mi apparve tanto importante, che quando me lo presentarono al liceo memorizzai il suo nome e cognome scientifico, Drosophila Melanogaster, sicuro che ci saremmo reincontrati ancora. I professori di scienze presentano sempre il moscerino con una certa enfasi, a suo modo è una star.
I repubblicani in questione invece dovevano essere al bagno quando hanno spiegato l'importanza del moscerino della frutta e delle ricerce relative, altrimenti non si spiegherebbe.

Di suo, Sarah Palin ci ha messo la faccia schifata verso il moscerino e l'ammiccamento al pubblico, ignorante allo stesso modo. Si sente infatti una gran risata quando la ciuchina repubblicana finisce di ammiccare dicendo "...non vi sto prendendo in giro".

fruit-fly-humorSembrano sciocchezze, ma invece è molto grave che un possibile presidente degli Stati Uniti sia portatore di una tale ignoranza unita all'evidente disprezzo per tutto quelllo che non conosce. Sarah Palin manca indubbiamente delle qualifiche minime per ricoprire la funzione e qualche dubbio cominciano a metterselo anche in Alaska, dove è ancora governatrice. Ancora più grave è che la sua ignoranza sia talmente diffusa da divenire pubblica in quanto condivisa all'interno di un partito che nutre per la cultura e le scienze un esplicito disprezzo. Palin e altri si dicono convinti, come Ratzinger, che gli scienziati siano presuntuosi eretici impegnati notte e giorno a minare la parola di Dio e non perdono occasione per ribadirlo, con le parole come con i provvedimenti legislativi.

Il moscerino della frutta ha fortunatamente di meglio da fare e non si è accorto di nulla,
Wassup?  <= Spot fenomenale pro-Obama
(Lo spot è la citazione di una famosa pubblicità
Budweiser, otto anni dopo)

Aggiornamento 9/1
Anche Mc Cain ha detto la stessa sciocchezza a distanza di mesi. Non era quindi colpa della Palin, ma di qualche ignorante speechwirter repubblicano.
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martedì, 28 ottobre 2008

Nessun complotto contro Obama


31-daniel-cowart-026Questo simpatico giovanotto e un suo amico (18 e 20 anni) sono stati prelevati dall'FBI perchè armatissimi e perchè da tempo facevano discorsi deliranti. I due, decisamente neonazi come impostazione, pensavano ad Obama in un "piano" che prevedeva di correre in auto mascherati da scemi, uccidere 88 persone e decapitarne 14 (numeri che hanno un senso per i neonazi) e infine uccidere il senatore Obama sparandogli al volo dall'auto in corsa, come se fosse il mostro del passaggio di livello di un videogioco.

Le 88 vittime ovviamente dovevano essere nere, perché i due sono pur sempre due bianchi del Missisipi.   
I due, bontà loro, non credevano davvero di farcela, ma è chiaro che il pericolo reale riguardava altre persone e non il senatore Obama. Dice l'FBI che sembravano determinati a fare una strage come "atto finale" di vite che evidentemente non avevano dato loro grandi soddisfazioni. I due si pensavano skinheads e hanno fatto una fantasia con un misto di orrori, come hanno potuto. Tutti e due hanno lasciato la scuola molto presto e vivevano in un'area,
Helena-West Helena sul Missisipi, tra le più povere del paese. Nell'omonima capitale di soli 12.000 abitanti, la polizia recentemente ha imposto un coprifuoco di 24 ore per stanare 8 trafficanti di droga che si sparavano per il quartiere.

L'FBI che li ha seguiti e ascoltati per mesi, li ha arrestati semplicemente perchè sono due schizzati armatissimi e temeva che cercassero di fare una strage in una scuola di neri. Che non c'entri sul serio Obama è stato chiaro fin da subito.


Che poi uno si chiede sempre perchè invece di spiarli per anni fino a che non delirano, il sistema statunitense non preveda un intervento "educativo" immediato sui giovani che maneggiano arsenali. Invece li spiano fino a che non sparano qualche fantaprogetto di fine-di-mondo (a improbabili gruppi di islamici americani, cercati tra i più estrosi, si offrivano anche di procurare le armi) e poi li arrestano e spesso non riescono nemmeno a farli condannare, perchè non è per niente facile fare un processo alle intenzioni.

ca228990-02de-46eb-a48c-72e1f0724755Questi, diversamente dagli islamici, avevano un sacco di armi per conto loro. il che; unito al fatto che gli sparatori nelle scuole non sono molto popolari; suggerisce che se la passeranno malissimo. L'FBI può dire di aver sventato una probabile strage e i cittadini tireranno un sospiro di sollievo, ma restano dubbi sul sistema. I ragazzi hanno i nervi tesi, la settimana scorsa hanno toppato prendendo quattro (4) sbronzi e accusandoli di voler assalire Obama, che era in zona.

Ovviamente le foto del giustiziere sono prese dalla sua pagina di maispèis, l'indirizzo però non lo pubblico. Altrettanto ovviamente un sacco di giornali parleranno di complotto contro Obama, dimenticando di dire che il piano era impossibile e lasciando il dubbio che in molti non sappiano che: -plot- (presente in tutti i titoli online dagli USA) non traduce -complotto-.

Una cappella da niente, adesso che sono in stampa si può anche farglielo presente e farci qualche risata sopra. Per cominciare provate a mettere -Obama- in un motore di ricerca per le notizie.

 

Aggiornamento, ore 12.00:

APcom si stupisce che i giornali americani non abbiano starnazzato come quelli italiani, hanno notato la stranezza, ma non si sono lasciati insospettire. Il Network del PD se l'è bevuta. Anche l'Unità se l'è bevuta, così l'AGI, il Corriere della Sera, Adn Kronos, il Secolo XIX, il QN con tutte le testate del gruppo e Il Giornale e ne mancano.

Molti di questi hanno pure sbagliato a riferire il numero delle potenziali vittime, sommando i 14 che avrebbero voluto -anche- decapitare alle 88 vittime previste, per un totale di 102 frutto dell'errata comprensione degli articoli americani.

Ma chi ha battuto tutti è stata la Repubblica, che ha allestito in fretta e furia una doppia paginata (pag. 2 e 3 ) condita di analisi anche condivisibili, ma collegate a una notizia falsa eletta a notizia del giorno.

In proposito è simpatico notare la differenza tra l'articolo ora online e la versione cartacea dello stesso. Questo riporta come sottopancia: "Un complotto probabilmente irrealizzabile. La vicenda, quasi ignorata
dai media, non sembra aver effetto sulla campagna elettorale",
l'altro invece, quello finito in edicola, diffonde la notizia del complotto mentre il giornale nel suo complesso la amplifica.

I due articoli firmati dallo stesso Alberto Flores D'arcais sono diversi tra loro.

Riscrivendo completamente il secondo l'autore però non fa cenno alla terrificante toppata, toccata in sorte ai lettori dell'edizione cartacea e agli internauti fino a qualche ora fa, così come continua a citare il dettaglio sbagliato delle 102 potenziali vittime.

Gran rispetto per i lettori.

p.s. Anche tra i blog c'è ovviamente chi ha abboccato, ma solo sui blog c'è chi si è fatto grosse risate, come Sofri su Wittgenstein e qualche altro. Il TG3 della 14 invece  parla ancora di "un gruppo" di cattivoni e di un complotto contro Obama.

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lunedì, 27 ottobre 2008

Ed ecco le Brigate Rosse tra gli studenti



Era solo questione di tempo, si sapeva già. Oggi un articolo de Il Giornale getta finalmente l'accusa infamante contro gli studenti. Tutto in un orrendo articolo di Diana Alfieri, fondato sulla -presunta- partecipazione di -uno- studente milanese ad una manifestazione del Centro Sociale Gramigna di Padova (manifestazione che raccolse davvero poche adesioni) e sull'esistenza di un gruppo attivo contro le carceri nelle quali militerebbe -un- ex brigatista rosso insieme (ovviamente) a studenti che protestano -anche- contro i tagli alla scuola.
Secondo la poverina de Il Giornale" Ce n'è abbastanza, insomma, perché gli analisti di polizia e carabinieri non diano per scontato che la protesta resti pacifica", peccato che non si faccia un solo nome di questi famosi "analisti", dando la sensazione che l'ipotesi sia nata al giornale del Presidente del Consiglio. Questo senza considerare che la frase è del tutto priva di significato, visto che non si può mai dare per scontato nulla, nemmeno che la povera Alfieri stia calunniando gli studenti per farsi bella agli occhi del padrone,

L'articolo nomina anche alcune persone che però non avrebbero proprio alcun legame con l'eversione, giusto per indicarli all'opinione pubblica come agitati figli di papà. Oltre a segnalare le denunce da loro accumulate (meritoriamente) nel corso di proteste più che legittime e per nulla criminali, la giornalista ne ricostruisce il ritratto di quelli che una volta si sarebbero definit radical-chic, definendoli professionisti della protesta. In maniera per niente velata l'articolo dice che questi professionisti (tutti ventenni) sarebbero alla guida delle proteste, lasciando al lettore il compito di completare l'implicito sillogismo che vorrebbe le proteste degli studenti guidate e sollevate da professionisti della protesta in odore di terrorismo.

Tra i commenti più votati all'articolo, sul sito de Il Giornale, si possono leggere perle del tipo "Grazie cara Alfieri di averci consegnato i nomi. Ma adesso, questi soggetti debbono finire in galera, tutti in galera!!!!! E buttate le chiavi a mare. Poi, se si presentano i familiari per reclamare il diritto di vederli, occorre essere "inflessibili"
, negando loro qualsiasi possibilita'."

Esattamente il tipo di commenti che l'articolo voleva suscitare tra i tifosi più beceri del Popoplo delle Libertà, ma anche una bella schifezza per un paese civile.
Diana Alfieri deve aver cambiato idea, pochi giorni ha infatti rilasciato una perla intitolata "
Altro che sommossa, protestano in quattro gatti", che  deve esser sembrata insufficiente di fronte a numeri sempre più imponenti di "rivoltosi".

Ecco allora questa schifezza, peraltro piena di errori, visto che sbaglia i nomi della persone e visto che gli "inflessibili" non esistono proprio, a calunniare un gruppetto di giovani e attraverso di loro a criminalizzare un intero movimento che fino ad oggi non ha dato vita ad un solo episodio di violenza o ad una sola incitazione alla rivolta violenta.

Un'azione coordinata dei media di destra che in pochi giorni ha scaricato su chi protesta una serie di accuse infamanti (dall'essere "generazione Amanda" fino al più classico "nipotini delle BR") e minacce (dal Presidente del Consiglio a Cossiga, fino a Renato Farina) . Sintomi evidenti dell'impossibilità di affrontare la protesta nel merito perchè non ci sono argomenti per difendere un atto di pura macelleria sociale, ma anche preoccupanti segnali di tendenze (queste sì) criminali tra i supporter del governo.


-Satira mode ON-

Da ambienti giudiziari ho saputo che non è impossibile che la signora Diana Alfieri abbia praticato la professione più antica del mondo, così come non è per nulla scontato che possa scegliere di praticarla in futuro, in caso di licenziamento da Il Giornale
.

- Satira mode OFF-

Visto? che ci vuole?
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domenica, 26 ottobre 2008

Livni out


Fallito il tentativo Tzipi Livni di formare un governo, Israele va verso le elezioni. I negoziati con gli altri partiti della coalizione che sosteneva il governo Olmert (che lascia travolto da una condanna per corruzione) sono falliti. Livni accusa del fallimento il partito estremista Shas, che avrebbe posto condizioni inaccettabili per assicurare il sostegno all'erede di Olmert designato dal partito Kadima.

60517669.LivniLivni non ha potuto accettare la richiesta di allargare le competenze dei tribunali religiosi e nemmeno altre tanto pesanti da sembrare un pretesto. Sembra incredibile per un paese che ha avuto tra i suoi più importanti leader una figura come Golda Meir, ma oggi il primo ministro d'Israele non può essere una donna a causa dell'opposizione degli oltranzisti religiosi, fondata in realtà sul sesso. Di fronte a questo atteggiamento Livni ha cessato i colloqui e dichiarato che la maggioranza parlamentare non è più possibile, aprendo la strada alle elezioni anticipate.

Una discreta regressione, da avanguardia della sperimentazione politica e sociale, il paese è lentamente scivolato in un triste declino tra corruzione montante ed estremismo religioso in espansione. L'abbraccio neoconservatore americano è stato mortale e negli ultimi anni nel paese è avanzato un fronte reazionario indistinguibile dalla fronda ignorante che in tutto il mondo ha operato contro l'affermazione di valori universali di civiltà. La sinistra israeliana non è messa meglio e sembra destinata a candidare ancora Netanyahu, che obbiettivamente di sinistra ha poco e che è sempre stato inutilmente aggressivo nei confronti di palestinesi e vicini arabi.

Le elezioni si terranno nel febbraio del 2009 condannando Israele a diversi mesi di incertezza e di feroce campagna elettorale, nel bel mezzo di una crisi che si preannuncia pesante anche per il piccolo paese mediorientale.  La fisionomia del confronto elettorale comunque si darà una forma solo dopo le imminenti elezioni americane e dopo che la nuova amministrazione avrà delineato le sue linee-guida sulla politica e gli assetti nel Medioriente.
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sabato, 25 ottobre 2008

I terroristi che calunniano studenti, genitori e docenti


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Questa è la vignetta di Forattini su Il Resto del Carlino (Quotidiano Nazionale) pubblicata oggi in testa alla prima pagina. A parte il cattivo gusto e a parte che non fa ridere, che sono considerazioni soggettive, la vignetta richiama l'episodio di Piazzale Loreto, ove Mussolini, la sua amante Claretta Petacci ed altri gerarchi finirono appesi e vilipesi al termine della disastrosa dittatura fascista.
A parte che l'accostamento di un episodio del genere alle lotte contro i tagli di Tremonti è di difficile comprensione, quello che è interessante è vedere come sono rappresentati quei cittadini che in questi giorni esercitano democraticamente le loro proteste contro il governo e il ministro della Pubblica Istruzione.

Prima di tutto ignoranti, come suggerisce lo striscione sgrammaticato, poi quasi tutti a volto coperto, infine quasi tutti indossano stilemi della sinistra che non esiste più: falci e martello, kefiah mediorientali, fino a uno dei personaggi che indossa addirittura il simbolo delle Brigate Rosse, quella stella a cinque punte che tra l'altro non è mai apparsa su nessuna maglietta. Molti dei manifestanti per di più sono armati, si vede una bottiglia molotov, una chiave inglese, un patibolo, un bastone e uno dei manifestanti mima una pistola. Tra i pochi non mascherati c'è un bambino con il ciuccio in bocca. Difficile non pensare a quei manifestanti come a tipi non raccomandabili in procinto di compiere una sfilza di reati ed efferatezze. Difficile anche pensare che la vignetta voglia in realtà prendere in giro le sparate di Berlusconi, la rappresentazione calunniosa dei manifestanti è l'unico e più immediato messaggio che passa.

Un'operazione schifosa, dato e verificato che non si sono viste persone travisate nelle piazze, non si sono viste armi o oggetti atti ad offendere e ancora meno si sono sentiti pipponi in stile vetero-sinistro o brigatista.

Qui sembra di essere lontani dalla satira e nei pressi della calunnia, ma non è interessante discutere la qualità artistica della vignetta, quanto piuttosto dell'esistenza di evidenti "ordini di scuderia" dietro la pubblicazione di robaccia del genere e altro ancora, allo scopo di colpire il movimento di studenti, genitori e docenti che si oppone ai tagli di Tremonti. Non è un caso che sullo stesso quotidiano il giorno prima sia apparsa la terrificante intervista del servizievole Cangini all'ex presidente Cossiga e non è un caso che tutti i giornali e telegiornali filogovernativi procedano su questa linea, a cavallo tra la calunnia e il terrorismo. Far paura, dipingere l'avversario come un "nemico" assetato di violenza e di sangue. Dopo gli islamici, dopo i romeni, i Rom e i neri, oggi la stessa medicina tocca agli studenti e al mondo dell'istruzione. Che sono molto più pericolosi per il governo perchè votano, a differenza degli altri e perchè sono capaci di rompere lo schermo spettacolare dietro al quale il grande impresario organizza i suoi traffici.

Un altro buon esempio lo ha fornito anche ieri Gianni Riotta (bella John!), molto meno sguaiato e offensivo dei picchiatori de Il Resto del Carlino e altri fogliacci, ma non meno viscido e calunnioso. Conducendo TV7, rotocalco del TG1, il buon Gianni prima ha discusso delle proteste con ospiti schierati come un sol uomo, tanto che a rappresentare "la sinistra" c'era un poveretto de "il Riformista"
Poi ha tirato fuori dal cappello non un coniglio, ma Amanda Knox, presunta assassina in quel di Perugia.

Che c'entra Amanda Knox con chi protesta contro Gelmini & co?

In teoria niente, ma questo gran figlio di una lupa (sedicente lupetto) ha legato i due temi presentando  i giovani di oggi come la "Generazione Amanda". Tesi che ha sviluppato in seguito usando il delitto di Perugia come filo conduttore insieme ad "esperti" in giovani. Un'idea davvero originale, visto che solo lui sa cosa possa legare una possibile assassina statunitense con i giovani e meno giovani italiani, che protestano civilmente per difendere la scuola pubblica.

I presunti difetti di Amanda e le sue presunte colpe sono così diventati i difetti certi e le colpe certe di una generazione allo sbando, preoccupata solo di procurarsi lo sballo e incline al crimine per mancanza di valori. Ributtante.

Riotta e Forattini e molti altri con loro seguono un evidente ordine di scuderia, che impone ai giornalisti fedeli al governo la calunnia sistematica di chi protesta e il loro continuo accostamento ad episodi ed esempi criminali.

La fabbrica della paura lavora a pieno ritmo per rappresentare un'immagine pessima di questi cittadini
a chi non vive le lotte. Descritti come inclini e pronti alla violenza, motivati da progetti terroristici e pure ignoranti come capre. Degni figli di una generazione di degenerati, come lo sono dal '68 in poi tutti i partecipanti ai movimenti giovanili e anche no. Tanto che i nonni di chi protesta oggi sono già stati dipinti nella stessa identica maniera.

Non è ovviamente così, al contrario i cittadini che protestano sono perfettamente in grado di leggere queste offese alla loro dignità e anche alla loro intelligenza nel senso corretto. Non altrettanto forse potranno fare quei cittadini che vivono lontano dai grandi centri o da fonti d'informazione diverse, per i quali l'unica realtà rischia davvero di diventare quella "rappresentata" come in una fiction dai dipendenti di Sua Emittenza. Dal greve Forattini al presunto educato Riotta, passando per Libero, Il Giornale, Mediaset e altre numerose trasmissioni della RAI, un esercito di  mestatori ha puntato le sue armi sulle folle che protestano.

Dove non sono riuscite le minacce berlusconiane, forse riuscirà questa particolare strategia della tensione, destinata ad allontanare i più timorosi e a tenere ancorati al tinello catodico quelli che non possono avere a disposizione altre visioni della realtà. E' una guerra, una guerra che non si vince menando più forte, ma cercando di gestire la battaglia sull'immagine al meglio, restando concentrati sui motivi delle proteste e sulla giustezza delle proprie convinzioni.

E' una guerra che il Presidente del Consiglio ha dichiarato a quanti non sono d'accordo con il suo ministro delle finanze ridicolmente travestito da Robin Hood, lo testimonia anche la presenza in trincea di Renato Farina, l'agente Betulla radiato dall'albo dei giornalisti che dalla colonne di Libero oggi bombarda gli studenti come prima aveva bombardato i musulmani dietro compenso dei Servizi Segreti di Berlusconi e prima ancora si era augurato il morto a Genova*, con la singolare coincidenza di trovarsi nel momento giusto vicino a dove morì Carlo Giuliani.

Questo poveretto che si proclamava in guerra contro i musulmani, oggi invoca la violenza anche contro i propri concittadini "Prima i carabinieri con pazienza chiedano a chi ottura l’ingresso degli istituti superiori di sgomberare. Non obbediscono? Qualche calcio nelle parti molle sarà un prezzo giusto per ripristinare la legalità democratica e repubblicana."

Parole curiose se declamate da uno che la legalità repubblicana se l'è già messa sotto i piedi insieme a quella professionale. Ma che Farina abbia una curiosa concezione del diritto, molto lontana da quella rintracciabile nella nostra Costituzione, non è una novità. Si tratta però di parole gravissime e di una vera e propria incitazione alla violenza. Non solo dei tutori dell'ordine, ma anche di chi potrebbe pensare che a questo punto sia legittimo attentare alle parti molle di Farina.

Parole come pietre, già risuonate in altre occasioni, troppo sempre uguali tra loro e sempre sulle bocche degli stessi "soldati" per non far pensare a una tragica lezioncina mandata a memoria e ripetuta sempre uguale. Tante volte ha funzionato, basta aggiungerci uno o più cadaveri e la teoria promette di chiudere il cerchio con un giudizio postumo sempre uguale. Così come di tutti i movimenti che hanno modernizzato questo paese, troppo impegnato a inciuciare per accorgersi che il tempo passa, si scriverà che
"erano un nulla", "non ottennero mai nulla", e "accumularono soltanto frustrazioni". Poco importa che le migliori energie del paese vengano così bruciate in roghi purificatori, qualsiasi prezzo è giusto, come dice Farina, per difendere il potere, tanto a pagarlo saranno gli altri.
Così scriveranno anche di questi studenti, genitori e docenti che in questi giorni si attivano serenamente per difendere la scuola pubblica.

Se ci saranno violenze nel seguito degli eventi, sappiamo benissimo chi le ha auspicate, promosse e corteggiate e per quali squallidi motivi. Diventa quindi importante prendere coscienza di queste minacce per nulla dissimulate e di una realtà che ci dice che questi sistemi sono stati usati da questo gruppo di potere e che lo potranno essere ancora, quando decida di farlo.
Diventa importante anche riaffermare che, qualunque cosa accada, ci saranno sempre cittadini disposti a lavorare per dannare la memoria di gente del genere, anche attraverso le generazioni a venire, fino a quando sia necessario per fare in modo che anche questi terroristi passino alla storia attraverso le porte dell'infamia.



* In un articolo intitolato "L'irresistibile richiamo della foresta" uscito il giorno della morte di Giuliani afferma: "
"Oggi sarà il giorno del morto" e che se "ci scappasse un morto [esso] darebbe un tragico logo al movimento dei no-logo"
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sabato, 25 ottobre 2008

USA: clamorosa truffa dei repubblicani


La notizia era potenzialmente esplosiva: un'attivista (bianca) repubblicana è stata assalita mentre prelevava ad un bancomat (ATM negli USA)  da un rapinatore (nero). Picchiata e rapinata. Secondo la prima versione, diffusa da membri della campagna repubblicana, a quel punto il rapinatore avrebbe notato un adesivo pro-McCain sul paraurti dell'auto della donna e dicendo di volerle "dare una lezione" per quello, le avrebbe inciso una B (di Barack) sulla guancia. Per non farsi mancare niente, la donna ha descritto anche un palpeggiamento sotto la maglietta mentre giaceva a terra.

La notizia ha immediatamente agitato la campagna elettorale, ma già dopo poche ore la polizia di Pittsburg (Penn.) dove i fatti hanno avuto luogo, ha tratto in arresto l'attivista repubblicana di 20 anni Ashley Todd .
La stessa ha confessato di essere stata vittima di una rapina al bancomat, ma di essersi inventata il resto, compresa la ferita al volto, che probabilmente si è procurata da sola davanti ad uno specchio, visto che risulta capovolta nelle foto. Dopo la confessione la donna è stata immediatamente arrestata (nella foto ammanettata) e posta sotto custodia in attesa di una perizia psichiatrica.


hoaxybabyLa donna, che la polizia sospetta avere  qualche problema mentale, ha lavorato nel College Republican National Committee per arruolare studenti al voto e poi è stata destinata a Pittsburg. Non si sa se altri esponenti repubblicani siano coinvolti nella costruzione della truffa, perchè la donna si dice confusa e non ha nemmeno saputo o voluto spiegare come si sia procurata la ferita al volto.

Quello che si sa per certo invece è che, nonostante la storia fosse molto strana fin dalla sua prima versione, è stato proprio il portavoce della campagna repubblicana a diffondere la storia, presto moltiplicatasi ovunque insieme alla foto della donna con la guancia decorata dalla ferita a forma di B.

Un brutto colpo per la campagna di McCain, probabilmente si tratta di una furbata concepita a livello locale sull'onda di una rapina veramente accaduta, ma il coinvolgimento di tutto il partito è inevitabile, dal momento che McCain e Sarah Palin avevano fatto sapere di aver immediatamente chiamato la donna (lo ha fatto anche Obama) e la sua famiglia per solidarizzare contro il vile attacco.

KDKA-450w

Questo nonostante si sapesse fin da subito che la donna aveva pronunciato le sue accuse solo in un secondo supplemento di denuncia a parecchie ore dal fatto.
Curiosamente la donna si è detta stupita che i media abbiano dato tanto risalto alla sua storia.

ashleytoddDi vile c'era invece solo la costruzione di una Hoax (truffa mediatica) che suggeriva l'esistenza di enormi e bruti, negri, armati, che sostengono Obama e sono pronti a brutalizzare le povere pulzelle bianche che sostengono McCain.
Un'infamante accusa che il repubblicano John Verilli aveva diffuso ben prima che ci fosse il tempo per la polizia di compiere i più elementari accertamenti. La polizia interpellata aveva infatti negato che esistesse ancora un caso del genere. L'accusa di aver provato a soffiare sulla questione razziale (gravissima dalla loro parti) non gliela toglierà nessuno ed è ancora più pesante di quella di aver costruito un falso clamoroso al solo fine di calunniare l'avversario.

C'è qualche repubblicano dei più sfacciati sta cercando disperatamente di iscrivere la Todd negli Anonymous (un gruppo di Hacker che ha diffuso le mail di Sarah Palin), dicendo che "c'è il sospetto che appartenga al gruppo", ma senza dire chi abbia questo sospetto e su cosa possa essere fondato,  provando così una toppa peggiore del buco.
Nel suo complesso invece la macchina della campagna repubblicana è completamente ferma sul colpo e tarda ad abbozzare una reazione decente, dando l'impressione di aver subito un colpo veramente terrificante. Molti siti repubblicani si esprimono nel senso di "ci mancava solo questa" e lamentano il disastro.


Aggiornamento:

Un caso simile e contemporaneo di mitomania non ha invece raggiunto la notorietà.

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giovedì, 23 ottobre 2008

Berlusconi scherzava, Cossiga no.


Già registrata la retromarcia del premier diversamente alto ("non ho nemmeno mai pensato di mandare la polizia nelle scuole"), tocca prendere nota di una simpatica intervista di Cossiga

Dice l'emerito picconatore:

Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008

kossigaINTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.

Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica:

spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.

E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.

Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.

La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]

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mercoledì, 22 ottobre 2008

Ergenekon, la Turchia si processa e si assolve

Anche in Altrenotizie

Si è aperto all'inizio della settimana quello che è sicuramente il più importante procedimento giudiziario della storia della Turchia repubblicana. Sul banco degli imputati un’organizzazione chiamata Ergenekon, accusata di numerosi omicidi politici e di aver programmato un golpe contro l'attuale governo del partito d'ispirazione islamica AKP. Il processo potrebbe segnare un punto di transizione storica per la Turchia, che attraverso il dibattimento sembra destinata a una lunga discussione pubblica sulla sua storia recente, al termine della quale potrebbe emergere un paese finalmente sollevato dalla pesante tutela dei militari, anche se non ci sono militari in servizio tra gli ottantasei imputati, quarantasei dei quali detenuti.

Fin dalla fondazione della repubblica kemalista l'esercito turco si è posto come guardiano della legalità repubblicana e della “turchità”, diventando ben presto una presenza talmente ingombrante da impedire uno sviluppo veramente democratico del paese. I governi-fantoccio si sono succeduti a golpe militari fin oltre la caduta del muro di Berlino, l'esercito è cresciuto in maniera elefantiaca e ha letteralmente occupato la società e l'economia. Porta dell'Europa verso l'Oriente, la Turchia ha interpretato il proprio ruolo di bastione della NATO in maniera estensiva e l'esercito turco è sempre stato lucidamente reattivo nel sollecitare minacce all'integrità dello stato e ad accorrere in soccorso afferrando sempre più potere.

Godendo del forte sostegno, non solo economico, degli Stati Uniti, l'esercito turco è stato per anni il reggente poco occulto della politica e dell'economia turca, tenendo il paese ben lontano dalle moderne forme di democrazia. Negli ultimi anni però, la situazione ha sicuramente avuto un'evoluzione senza scosse verso il trasferimento del potere al governo civile liberamente eletto. Il successo dell'AKP di Erdogan e diversi anni di governo gestiti con acume e sangue freddo, e benedetti da un robusto sviluppo economico, sono stati ingredienti determinanti, così come sicuramente ha giocato un ruolo importante l'aspirazione turca all'ingresso in Europa, molto popolare tra i cittadini. Il caso che l'AKP sia d’ispirazione islamica ha però rappresentato un grosso problema e solo il tempo ha avuto ragione di pregiudizi e paure, molto sostenute dalla propaganda ostile.

A interrompere quello che sembrava un cammino virtuoso è intervenuta la guerra in Iraq, che ha offerto di nuovo l'occasione per un aumento del peso dell'esercito sulle scelte politiche. Pur assecondando le aggressive strategie dei militari contro i curdi, Erdogan ha investito nelle regioni curde, ponendosi in antitesi con il precedente approccio alla questione fondato esclusivamente sulla repressione militare. Sembra una politica schizofrenica, ma lasciando spazio ai militari Erdogan ha probabilmente dimostrato loro di non rappresentare un pericolo mortale e salvato il moto di progresso verso una Turchia democratica.

Sotto processo non andrà nemmeno un militare, ce ne sono solo un paio in pensione tra gli imputati, Ergenekon* da come emerge dal quadro processuale, è un'organizzazione composta da figure di secondo piano e su questo, paradossalmente, si appoggia l'estrema destra per dire che il processo è una farsa. Non ci sono i grandi padrini della mafia turca, non ci sono generali e nemmeno i corrottissimi vertici dell'amministrazione pubblica. Circostanza abbastanza strana considerando che solo un paio d'anni fa, l'attuale capo dell'esercito turco Buyukanit era finito sul banco degli imputati, quando i suoi uomini erano stati catturati da una folla inferocita dopo aver messo a segno un attentato da attribuire ai curdi. Il processo nel quale lo si indicava a capo di una specie di Gladio turca è però finito alla svelta con la rimozione del procuratore incaricato.

Con Ergenekon invece le cose sembrano andare diversamente e sembra che ci sia il consenso dell'esercito nel reprimere il sottobosco nazionalista che negli ultimi anni ha costellato la cronaca turca di clamorosi omicidi a sfondo politico. Lo scrittore Hrant Dink, il sacerdote italiano Andrea Santoro e altri sono finiti sotto i colpi dei sicari nazionalisti; il premio Nobel Oran Pamuk ha dovuto lasciare il paese dopo pesanti minacce, sorte che è toccata a molti altri personaggi della politica e della cultura turca. Che Ergenekon sia una realtà pericolosa è fuor di dubbio, mentre è già più dubbio che avesse la possibilità di sollecitare quel golpe militare che appare tra le accuse delle quali dovranno rispondere gli imputati.

Quello che è certo è che l'impianto accusatorio appare solido per molte delle ipotesi di reato e che il processo mobiliterà l'attenzione dei turchi a lungo. Appena iniziato è stato travolto dal successo e i giudici hanno dovuto aggiornare la prima udienza perché lo spazio era fisicamente insufficiente ad accogliere le parti, non parliamo del pubblico convenuto. Gli accusati sembrano godere ancora di un certo sostegno, ci sono turchi che non si sono fatti nessun problema nel presentarsi ad una manifestazione di fronte alla sede del processo inneggiando ai “patrioti” perseguitati. Molto limitata sembra invece la forza militare a disposizione del gruppo, l'attacco all'ambasciata americana (non rivendicato) in reazione alla prima retata di golpisti nell'estate scorsa, è stato un fallimento e non si sono segnalati altri exploit negli ultimi mesi.

Da quello che traspare, Ergenekon sembra destinata ad incarnare l'agnello sacrificale della pace tra AKP e militari, un lavacro di antichi peccati oltre il quale potrebbe trarre nuova linfa il cammino del paese verso forme più mature di democrazia. A favore di questa previsione c'è anche il consolidamento dell'AKP, uscito dalla crisi politica dell'anno scorso quasi con un plebiscito, poi sopravvissuto ad una causa intentata dai nazionalisti di fronte alla Corte Costituzionale nella quale si chiedeva lo scioglimento del partito per lesa “turchità”. Oggi sembra che militari e AKP abbiano trovato un livello di convivenza possibile, con grande delusione degli altri partiti, curdi in testa. E sembra anche che questa convivenza possa evolvere verso esiti di segno positivo.

1215081398ergenekon

* La leggenda sulla fondazione turca vuole che un popolo asiatico sia giunto in Asia Minore guidato da un leggendario lupo di colore grigio, destinato poi a dare il nome all'organizzazione estremista dei "Lupi Grigi". In generale i nazionalisti turchi sono profondamente laici
e con una vera passione per compasso & squadra, quanto attratti dall'atlantismo. L'utilizzo di borderline violenti come sicari, permeati di fanatismo islamico, ma anche no, rientra in uno stile già visto all'opera anche da noi che risale in tutta evidenza a un How To condiviso.
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mercoledì, 22 ottobre 2008

Tacopina colpisce ancora, vuole il Torino e assolve Amanda Knox


Ci risiamo, è di nuovo tra noi il vulcanico cacciapalle save-my-ass Tacopina. Non contento di aver preso per i fondelli i tifosi di Roma e Bologna, adesso sembra abbia intenzione di provarci con il Torino, ne riferisce La Stampa che finalmente sembra accorgersi della caratura del personaggio. Non contento l'avvocato italo-americano continua a imperversare sul processo in corso a Perugia e sembra che sia riuscito a mettere insieme quasi un movimento d'opinione in soccorso di Amanda Knox, si deve a lui l'uscita negli Stati Uniti di un video malamente taroccato volto a mettere in cattiva luce gli inquirenti perugini, anche se non è un legale della giovane, ma solo un aiuto esterno arruolato dalla famiglia Knox. Nonostante sia privo di un ruolo ufficiale nel processo,  l'uomo è intervenuto a Porta a Porta ed è riuscito pure a beccarsi una querela dagli avvocati di Rudy Guede.

tacopina-bolognaL'uomo non manca di faccia tosta se, dopo aver inquietato per mesi i sogni di tifosi della Roma e dopo essere diventato per breve tempo il potenziale padrone del Bologna F.C. per poi darsi alla fuga indecorosa, ha il coraggio di ripresentarsi in veste di acquirente di una squadra di calcio italiana. Evidentemente deve avere una scarsa considerazione degli italiani, se pensa che dopo la figuraccia rimediata dall'ex-presidente del Bologna Alfredo Cazzola (nella foto insieme a Taco Joe che si presenta come il "nuovo padrone" del Bologna), sia possibile trovare altri polli dalle parti dei proprietari di club. In ogni caso il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha risposto picche. Per ora l'unica avventura italiana andata buon fine per Taco Joe è stata l'acquisto di un ristorante.
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martedì, 21 ottobre 2008

San Precario clandestino


Sono ormai diversi anni che San Precario, geniale totem della condizione precaria, si manifesta nei luoghi più disparati per mettere il dito nelle ferite procurate dal sistema economico, quello stesso che in questi giorni esibisce il suo fallimento.

borsa_milano3San Precario in questi anni è apparso accanto ai precari calpesti e derisi su e giù per il paese e anche oltre. Ogni primo maggio si raccolgono attorno al santo decine di migliaia di europei, con punte superiori ai centomila a Milano, città natale della santa icona. Non si contano le azioni (e le denunce) in suo nome, dai più tradizionali picchetti e volantinaggi, fino alle complesse rivendicazioni sindacali di frontiera a tutela dei precari, passando per incursioni e performance comunicative di grande spessore.

San Precario però è un po' schifato dagli altri santi dell'empireo. Santa Informazione ad esempio non lo vuole proprio vedere. Altezzosa, ostile, sembra farsi vanto dell'esclusione delle gesta del santo dalla sua  traboccante e cacofonica produzione.

Capita così che il santo appaia alle folle, suscitando grande stupore, nel bel mezzo di manifestazioni abbondantemente raccontate da Santa Informazione, ma che il racconto delle sue gesta non raggiunga mai i fedeli. I casi sono ormai numerosi e vanno dalla Mayday oscurata all'incursione alla Mostra del Cinema di Venezia, nemmeno apparire davanti a Santa Industria della Comunicazione è servito a qualcosa.

Così è andata anche qualche giorno fa, quando San Precario è apparso all'interno della Borsa di Milano attirando una schiera di fedeli che hanno invaso le sacre sale. Illuminati dall'apparizione i fedeli hanno esposto le 95 tesi della precarietà agli occhi dei seguaci molto depressi di San Profitto. Santa Informazione anche questa volta era girata dall'altra parte.
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lunedì, 20 ottobre 2008

Turchia: comincia il processo allo stato profondo


Comincia oggi in Turchia il processo a Ergenekon, struttura illegale e golpista accusata di essere una specie di stato profondo nel quale militari, mafiosi e destra nazionalista hanno per anni trovato una sintesi per tenere la Turchia lontana dalla democrazia. tra le vittime dell'organizzazione figura anche il sacerdote italiano Andrea Santoro e lo scrittore Hrant Dink. A giudizio 86 persone tra le quali generali ed esponenti politici di spicco. L'organizzazione avrebbe al suo attivo decine di omicidi politici oltre a lunghi anni di "strategia della tensione" in chiave anti-kurda e un paio di tentativi di golpe in anni recenti.

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Nella foto una manifestazione di ultra-nazionalisti turchi a sostegno degli imputati, in occasione dell'apertura del procedimento giudiziario.
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lunedì, 20 ottobre 2008

Vi ricordate di Alitalia - Cai?


alitalia_vecchio_posterSulla compagnia è calato il silenzio, ma la partita sembra ancora poter riservare delle sorprese.
Pare che C.A.I. non si stia muovendo per niente, forse in attesa di vedere cosa succederà al famoso "prestito ponte" che si è risucchiato i fondi per la ricerca o di sapere che faranno Air France e Lufthansa. C'è anche l'ipotesi che i coraggiosi (im)prenditori in realtà non trovino i soldi, visto che come costume del capitalismo italiano, l'operazione si sarebbe dovuta svolgere con soldi presi a prestito e che, nell'attuale congiuntura economica, i prestiti diventano più difficili e costosi da ottenere. A oggi non esiste una previsione del futuro assetto azionario e nemmeno un abbozzo di organigramma aziendale. Intanto si rincorrono le voci su appartenenti alla cordata desiderosi di sfilarsi.

Resta il fatto che l'emergenza Alitalia, quella per la quale la compagnia doveva velocemente essere venduta o chiudere, improvvisamente non è più tale, nessuno ne parla e non succede niente. Tocca ai sindacati andare da Fantozzi a chiedere lumi.
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domenica, 19 ottobre 2008

Islamici, terroristi e pure pedofili. Propaganda di Berlusconi alla frutta.


Negli ultimi tempi gli islamici sono usciti dal mirino della propaganda. In mancanza di attentati in Occidente, dopo una serie sterminata di clamorosi arresti finita nel ridicolo e in assoluzioni a tappeto negli ultimi tempi è calata la produzione di allarmismo terrorista. Troppe anche le accuse palesemente inventate, che hanno inciso su una credibilità degli apparati di sicurezza già pesantemente minata dalla falsità dell'intelligence che ci ha condotti alla War on Terror.

Geneva-Conventions-eIl pericolo del terrorismo islamico non è più sentito, quello che resta è invece una solida ostilità razzista verso gli islamici, frutto avvelenato della costruzione del nemico funzionale all'invasione del Medioriente. Costruzione del nemico che ora preferisce alimentarsi di ostilità all'islamico vicino, visto che con quello lontano butta male. La costruzione del nemico continua, perchè è necessaria al mantenimento dello stato d'eccezione e alla mobilitazione attorno al comando,anche se altri problemi si presentano alla nostra porta, gli addetti a questo genere di propaganda non hanno ancora perso il posto a causa della crisi economica, e forse non lo perderanno mai.

In proposito, Il Giornale, quotidiano del Presidente del Consiglio, seppur intestato a una prestanome di famiglia, ha pensato bene di colorire una terrificante bufala partorita dal britannico Times, il quale fondandosi sulle solite  "rivelazioni dei servizi" ha fatto uno scoop, nel quale dice che i terroristi islamici nascondono i loro messaggi dentro le immagini pedopornografiche.

la tecnica si chiama steganografia e non è certo una novità, si tratta semplicemente di inserire altro all'interno dei dati che sullo schermo ricompongono l'immagine. Altro che può essere un messaggio in chiaro o cifrato o anche solo uno sberleffo.

La "notizia" è assolutamente non plausibile. I già ricercati terroristi userebbero gli stessi circuiti dei pedofili, fidando sul fatto che nessuno si aspetterebbe una cosa del genere e sull'abilità dei pedofili nello sfuggire ai loro cacciatori. Peccato che abbia pochissimo senso logico, essendo le reti dei pedofili assiduamente ricercate e monitorate ovunque dalle istituzioni fino ai singoli cittadini, anche nei paesi per nulla interessati al terrorismo islamico. Non si capisce che senso avrebbe per i terroristi accompagnarsi ai pedofili nelle loro peregrinazioni in rete, saltando da un server all'altro inseguiti da poliziotti e protettori di bambini invasi dal sacro fuoco.

In realtà le comunicazioni tra "terroristi" avvengono attraverso ben altri canali in rete, ma anche al di fuori della rete, dove da tempo si svolgono i passaggi di denaro attraverso fiduciari evitando di lasciare tracce elettroniche. La velocità del trasporto moderno permette tempi di trasmissione comunque brevissimi anche se il messaggio dovesse essere trasmesso di persona. C'è infatti da notare che questa modalità non si presta alla diffusione su larga scala del messaggio, perchè nel caso i riceventi dovrebbero essere in possesso del codice di traduzione, conoscere e raggiungere il pedo-sito ed avervi accesso. Senza considerare l'esposizione ad immagini capaci di turbare più di una coscienza e sensibilità

war_of_terrorL'idea per il geniale spin nasce dal rinvenimento di immagini pornografiche (pedopornografiche solo in pochissimi casi) nei computer di alcuni "terroristi" arrestati negli ultimi anni. Circostanza abbastanza scontata, i terroristi islamici sono normalmente giovani, maschi e hanno una scarsa conoscenza diretta dell'universo femminile. Spesso hanno ricevuto un'educazione impostata sulla separazione dei sessi e sulla segregazione sessuale delle giovani. Sembra assolutamente normale che alcuni di loro, di fronte al Bengodi di internet, non abbiano resistito all'attrazione del porno e all'uso del computer come coadiuvante autoerotico.

Non è invece per nulla probabile che, scegliendo la steganografia come metodo per dissimulare i messaggi spediti via Internet, un terrorista meno che demente scelga allo scopo proprio un'immagine pedopornografica, destinata a suscitare l'attenzione di un sacco di gente e a circolare in spazi inevitabilmente ristretti e selettivi. Molto meglio caricare un'immagine superbanale, la foto di un campione sportivo, di un divo o di una diva, su un sito dedicato o su uno dei tanti network per la condivisione delle immagini. Senza considerare che i messaggi si possono inserire anche tra le istruzioni di un programma, o nei tanti file di testo che viaggiano in rete senza mai essere aperti da nessuno.

war-on-terror-graffitiLa connessione tra Islam e pedofilia è già stata proposta più e più volte negli anni scorsi da autorevoli esponenti della cristianità, ma non ha mai fatto breccia visto il traballante impianto teorico offerto a sostegno dell'ipotesi. Gli addetti alla propaganda non si sono mai preoccupati troppo di massacrare la logica, ma al Giornale del Presidente del Consiglio hanno pensato che fosse il caso di rinforzare la storia e sostenere che tocchi anche il nostro paese. Però non gli è riuscita troppo bene. 
Nessuno dei casi presentati dal Times riporta di questo uso delle immagini, solo del ritrovamento di molta pornografia e poca pedopornografia, l'ipotesi dell'articolo non ha riscontri verificabili.

Allora il Giornale prova così, riferendosi a un' indagine italiana: "Agli atti del processo per l’operazione contro la cellula di via Quaranta si legge che decine di fotografie scaricate da Internet sono state manipolate.  (E qui ci sarebbe spazio per battute salaci, visto che non si parla di manipolazioni steganografiche...) «L'attività investigativa ha portato all'individuazione di files d'immagine con un'altissima probabilità di contenere messaggi codificati» si legge negli atti. Fra i files sospetti sono state trovate fotografie «ad alto contenuto pornografico» di donne, uomini e ragazzine". Dove quel "Con un'altissima probabilità" significa in realtà, sul piano fattuale come su quello processuale: "Senza alcuna prova".

Cita poi a sostegno: "una dichiarazione di Stefano Dambruoso, che fu pubblico ministero a Milano contro il terrorismo islamico: «Le cellule legate ad Al Qaida utilizzano immagini pornografiche per camuffare i loro messaggi. Tendo ad escludere che abbiano tendenze pedofile»." Peccato che la sua affermazione, come altre pronunciate da diversi PM in giro per il paese in anni recenti, non sia poi stata dimostrata in sede giudiziaria.

C'è quindi da credere, almeno fino al raggiungimento di una prova contraria che non è stata fornita, che la percentuale di pedofili tra i terroristi islamici sia più o meno equivalente a quella di qualunque gruppo di controllo composto da maschi sessualmente attivi, pur se non non islamici e non terroristi. Ne consegue che i terroristi islamici non possano essere considerati anche bruti pedofili, ma al massimo banali pippaioli. Esattamente come quelli che riempiono Il Giornale di seghe  mentre "combattono la guerra al terrorismo.
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sabato, 18 ottobre 2008

Un governo di miserabili


Nella giornata mondiale contro la  povertà il governo italiano si segnala per il silenzio. Alle numerose iniziative di associazioni e organismi nazionali e internazionali il governo evita di rispondere, perchè in proposito è clamorosamente inadempiente, situandosi in coda ai paesi donatori e non rispettando gli impegni solenni presi in sede internazionale.

Non solo, fin dall'epoca del primo governo Berlusconi i contributi del nostro paese alla lotta internazionale contro la povertà sono diminuiti costantemente, ma nemmeno le stesse promesse da venditore di pentole del premier ai vari vertici internazionali, sono state rispettate. Berlusconi più volte si è fatto bello sulla pelle dei poveri al G8 e in occasione di altri vertici internazionali, ma alle sue roboanti promesse non c'è mai stato un seguito diverso dall'ulteriore riduzione della generosità italiana. Poi questi sarebbero quelli che "l'immigrazione si combatte migliorando le condizioni di vita nei paesi poveri", peccato che i poveri in Italia e nel mondo abbiano visto solo i tagli e la finanza creativa di Tremonti.

Non bastasse la miseria dei contributi, i pochi spiccioli stanziati sono andati in realtà ad ingrassare qualche imprenditore italiano, come nel caso dei fondi per lo tsunami, finiti all'industria della pesca in cambio dei rottami di pescherecci offerti agli annegati o in quello più recente nel quale i soldi per i poveri si sono trasformati in sussidi ai produttori di formaggi; sperando che ai poveri piaccia il formaggio e che alla fine almeno gli arrivi.
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categoria: italia, trash, truffe, diritti umani, emergenze umanitarie


venerdì, 17 ottobre 2008

La dittatura della EXXON

anche in Altrenotizie

Il presidente della Guinea Equatoriale ha grossi problemi di salute, tanto che pare imminente la fine della sua lunga avventura a capo del paese. Nella Repubblica della Guinea Equatoriale il presidente non cambia dal 1979. Nonostante le cronache lo restituiscano come colui che liberò il paese dalla dittatura di Francis Macias Nguema, al potere dal 1964, quasi sempre dimenticano di sottolineare come di quella dittatura egli fosse il capo della spietata polizia segreta e come il dittatore fosse suo zio. Francis Macias era riuscito nella non trascurabile impresa di ridurre di un terzo la popolazione del paese, mentre in quegli anni nei restanti paesi dell'area era in corso un boom demografico. Pare che Teodoro non abbia rinunciato ad ereditare anche una collezione di teschi che faceva parte del feticcio del potere dello zio, che preferiva esercitare il controllo demografico uccidendo in massa gli adulti non abbastanza lesti a lasciare il paese.

equatorial-guineaIl paese è veramente piccolo, una parte continentale derelitta e una parte insulare che raccoglie la maggioranza della popolazione. Sull'isola maggiore c'è la capitale, all'interno della quale, in una zona cinta da barriere, vive la corte del “presidente”: Sua Eccellenza Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. Teodoro non è molto popolare in patria e così ha riservato una zona sicura della capitale ai suoi, all'interno della quale la sua sicurezza è garantita dai mercenari marocchini della Guardia Presidenziale. Secondo il britannico The Indipendent, Teodoro fa sembrare Robert Mugabe “stabile e benigno” al confronto. Mugabe è il dittatore dello Zimbabwe che da anni accoglie l'aperta ostilità britannica ed anglosassone, praticamente l'unico in tutta l'Africa.

I media appartengono alla famiglia del presidente e gli oppositori sono in esilio, visto che Sua Eccellenza ha minacciato di bollire e quindi mangiare i testicoli dei principali avversari politici e che qualcuno sostiene che lo faccia davvero. La feroce dittatura ha anche altre peculiarità che la rendono particolarmente degna d'attenzione, in particolare quella di essere seduta su un mare di petrolio. Con una popolazione inferiore al milione di abitanti e un reddito di oltre 20.000 dollari pro-capite l'isola è un piccolo Kuwait africano, ma curiosamente oltre il 90% della popolazione vive nella miseria più assoluta.

Un dato che stride con un reddito pro-capite che per l'Africa Sub-Sahariana risulta stratosferico. Nonostante sia tra i 60 paesi più ricchi del mondo, la sua popolazione risulta tra le più povere, non ci sono servizi sociali e la ricchezza derivante dal petrolio prende la via delle banche estere. In compenso ottiene un ottimo ottavo posto nella classifica dei paesi più corrotti scalando qualche posizione. Sarà per questo che Teodoro ha subito un calo elettorale, dal 99.5% al 97% dei consensi.

2245739919_74b4344176Per migliorare l'immagine del paese Teodoro non bada a spese e ha arruolato anche note agenzie di New York impegnate nel lobbying e nelle pubbliche relazioni; il regime versa da anni quasi mezzo milione di dollari al mese a tre o quattro di queste associazioni professionali, che però non é che possano far miracoli. Anche perché Teodoro deve avere davvero un brutto carattere, sull'isola di Malabo si accede con difficoltà da sempre, ma da quando qualche anno fa una banda di mercenari associati a Mark Thatcher (proprio il figlio dell'ex premier britannico) fu catturata nel bel mezzo di un tentativo di golpe, le cose sono peggiorate. Il fallito golpe se non altro è servito ad accendere una luce sulle carceri di Teodoro, la moglie del mercenario sudafricano Nick Du Toit , gradito ospite delle galere di Teodoro, ha messo in piedi un'apposita associazione per denunciare le torture che vi si praticano sul marito
(Nella foto insieme ad altri compagni ospiti di Teodoro).

Pare che la banda mercenaria fosse vicina ad un fratello del dittatore, a suo volta avvicinato da parte europea, ma sono dettagli. La figura d'insieme vede un intero paese ostaggio di un clan mafioso gestito da uno psicopatico. Quando recentemente l'Onu ha lamentato la presenza di una bidonville attorno a Malabo, Teodoro ha risolto spianandola e cacciando gli abitanti nella foresta. Ovviamente abbattere un regime del genere, privo di forza militare e sostegno popolare, sarebbe un gioco da ragazzi per molti paesi, vicini e lontani, ma questo non accade.

Non accade perché gli equato-guineani non hanno stampa, nessuno conosce i loro tormenti e nemmeno la grottesca dittatura che li governa sin dall'indipendenza, ma soprattutto perché a trarre enorme vantaggio dalla dittatura è la EXXON, che controlla il 70% delle estrazioni del paese e che paga a Teodoro royalties decisamente più basse della media di mercato. Il resto dei blocchi se lo dividono altre compagnie americane e una cinese.

Non è un caso che Bush abbia dichiarato qualche anno fa uno spostamento del baricentro delle forniture petrolifere dal Medioriente all'Africa e non è un caso che la Guinea Equatoriale sia considerata abbastanza “stabile” da assurgere a terzo fornitore dell'Africa Sub-sahariana. La zona ora copre una quota del 15% del fabbisogno statunitense, destinata nei piani a salire al 25%. Però a Washington riconoscono che le “elezioni” di Teodoro “sono state segnate da estese frodi ed intimidazioni” e che l'opposizione non si era neppure presentata. Condoleeza Rice alla fine lo presenta alla stampa americana come un “good friend”. Un amico al quale il Dipartimento di Stato ritiene opportuno fornire fondi e assistenza per l'addestramento militare.

I1812-2004Sep7Questo basta e avanza per far sparire dall'orizzonte qualsiasi sindacato di legittimità sul potere di Teodoro, ma rende anche evidente perché certi noti e fortissimi esportatori di democrazia ritengono che non ci sia affatto bisogno di democrazia in Guinea Equatoriale. Eppure basterebbe così poco, lo sbarco di un contingente modesto, la cattura degli Obiang e l'indizione di libere elezioni. Però c'è il rischio che qualcuno poi ridiscuta certi contratti e quindi Teodoro può dormire sogni tranquilli fino a quando non cambierà la sua politica commerciale.

Teodoro è ricevuto in Vaticano, perché è un fervente cattolico, anche se ha assurto lo zio alla divinità e dice che lui stesso è in contatto con Dio e che può, per questo, uccidere chiunque senza andare all'inferno. I suoi sudditi in maggioranza, non hanno mai goduto delle gioie dell'istruzione e sono governati con la violenza e la superstizione. Solo per un caso della vita non si è ancora incontrato con il nostro Berlusconi, il quale non avrebbe mancato di chiedergli il segreto del suo successo come già fatto con il dittatore egiziano Mubarak. Quando morirà, un'eventualità che sembra ormai prossima vista l'età e un avanzato tumore alla prostata, l'unica incertezza pare ridursi a quale dei due figli gli succederà. Lo scatenato sciupafemmine Teodorin (tutto suo padre) non sembra troppo simpatico ai petrolieri, che gli preferiscono il più raffinato Gabriel, che quindi appare favorito salvo riedizioni dell'antica storia di Caino e Abele.

Teodorin risiede abitualmente all'Hotel Crillon di Parigi e recentemente ha aggiunto alla sua collezione di bolidi una Bugatti Veyron, che passa per l'auto più costosa del mondo. Il solo valore dell'auto eccede il reddito complessivo del 90% degli equato-guineani. Il patrimonio della famiglia Obiang è enorme e comprende investimenti finanziari ed immobiliari negli USA come in Europa, ma nonostante numerose indagini criminali abbiano individuato numerose operazioni irregolari, sotto numerosi punti di vista, non un solo dollaro della famiglia Obiang è mai stato posto sotto sequestro. A nulla vale nemmeno che il regime sia indicato da tutte le ONG e gli studi ONU come uno dei peggiori del pianeta o che sia richiamato al Congresso americano e riconosciuto come peggiore di quello del defunto Saddam. Non se ne accorge nessuno, non ne parla nessuno. La dittatura della EXXON non esiste.
venerdì, 17 ottobre 2008

Papali stupidaggini


ratziDice Ratzinger: "Non sempre gli scienziati indirizzano le loro ricerche verso questi scopi. Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante".

Detto dall'anziano monarca dell'unica religione che possiede uno stato, una banca come lo IOR e che è attivissimo nel pretendere denaro dal governo italiano, fa un po' ridere. Anche perchè l'anziano monarca, che  ama il lusso delle pellicce d'ermellino e delle calzature di Prada, ha pure la pretesa di parlare in nome di Dio.

Una clamorosa cazzata, visto che gli scienziati nel nostro paese fanno la fame, declamata mentre tiene banco la crisi della finanza. Non ai banchieri si rivolge il Papa, non ai capitani d'impresa o ad altri beneficiati da un sistema economico assurdo, ma a ricercatori e scienziati che dovrebbero porre la ragione in posizione subordinata alle ubbie di teologi e filosofi, più precisamente di quelli allineati a Santa romana Chiesa.

 Secondo Ratzinger, "...e' questa una forma di 'hybris' della ragione, che puo' assumere caratteristiche pericolose per la stessa umanita'. Resta il fatto che ad essere pericolosa per l'umanità è sempre stata la pretesa dei cattolici di porsi come coriferi della verità rivelata e di aver provato ad imporla manu militari al resto del mondo, alla faccia della hybris. L'hybris di banchieri e finanzieri non lo impressiona nemmeno nella giornata mondiale per la lotta alla povertà, perchè con quelli la chiesa ha sempre fatto ottimi affari e continua a farne.

"La scienza non e' in grado di elaborare principi etici" dice lui, ed è davvero ridicolo sentirlo pontificare dall'altro di un pulpito dal quale milioni di persone sono state mandate a morte nei secoli perchè refrattarie alla "parola di Dio" diffusa da Roma. I principi etici dei cattolici non hanno mai avuto la forza di spingere il papato ad opporsi per primo al nazifascismo, alla schiavitù o all'apartheid.

Al Papa non piacciono gli impertinenti scienziati, per questo non trova niente da dire contro un governo che fa della promozione dell'ignoranza il perno di un'azione volta ad affermare la supremazia di chi controlla la finanza, sulla massa dei cittadini senza voce e senza patrimonio.

La chiesa cattolica è tornata quella che distrusse la cartografia romana e che mandò al rogo Giordano Bruno e trascinò Galileo Galilei in galera pur di difendere la "verità" biblica del geocentrismo, l'hybris con la quale combatte scienza e conoscenza è ancora la stessa con la quale mandava al rogo gli eretici nel medioevo.


Vescovili stupidaggini


(p.s.)
E per non farsi mancare niente, il nuovo arcivescovo di Firenze Betori, ha dichiarato durante la sua prima uscita pubblica: "
Per amore di Firenze abbandono la mia fede bianconera". Una perfetta abiura, come la definisce un risentito quotidiano torinese. Sembrerà incredibile, ma la dichiarazione di Betori ha "tirato" di più sui media delle stesse parole del Papa. Potenza del balòn...
postato da mazzetta alle ore 12:53 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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