Ma...se domani in tutte le città mobilitate contro i tagli all'istruzione, si occupa quel che si può e lunedì prossimo tutti gli occupanti si autodenunciano alla rispettiva procura, Maroni poi cosa fa?
Con un calo dello 0.3% del P.i.l. gli Stati Uniti fanno ufficialmente il primo passo nella recessione. Si tratta di un momento importante a certificare il carattere del tutto eccezionale della crisi in corso. Gli esperti statunitensi sono concordi nell'affermare che si tratti dell'inizio di un periodo non breve di decrescita.


La campagna elettorale dei repubblicani è alla frutta, ma pare che ancora non abbiano mostrato il peggio.
Uno dei problemi maggiori che sembrano avere è quello della gestione di Sarah Palin, la quale per rimediare i sondaggi che registrano uno sgradimento imbarazzante, sembra volersi smarcare dagli amici di Bush che le scrivono i discorsi e le comprano i vestiti, proibendole di "essere la vera Sarah Palin".
Come sia, la questione non è molto importante, anche perchè è evidente che l'aspirante alla vice-presidenza del paese più potente della terra è ignorante come un ciuco. Pochi giorni fa ha seminato il panico rispondendo ad una domanda su ruoli e poteri della carica che dovrebbe ricoprire, dimostrando di non conoscere affatto le funzioni per le quali si sta candidando.
Sembrano sciocchezze, ma invece è molto grave che un possibile presidente degli Stati Uniti sia portatore di una tale ignoranza unita all'evidente disprezzo per tutto quelllo che non conosce. Sarah Palin manca indubbiamente delle qualifiche minime per ricoprire la funzione e qualche dubbio cominciano a metterselo anche in Alaska, dove è ancora governatrice. Ancora più grave è che la sua ignoranza sia talmente diffusa da divenire pubblica in quanto condivisa all'interno di un partito che nutre per la cultura e le scienze un esplicito disprezzo. Palin e altri si dicono convinti, come Ratzinger, che gli scienziati siano presuntuosi eretici impegnati notte e giorno a minare la parola di Dio e non perdono occasione per ribadirlo, con le parole come con i provvedimenti legislativi.
Questo simpatico giovanotto e un suo amico (18 e 20 anni) sono stati prelevati dall'FBI perchè armatissimi e perchè da tempo facevano discorsi deliranti. I due, decisamente neonazi come impostazione, pensavano ad Obama in un "piano" che prevedeva di correre in auto mascherati da scemi, uccidere 88 persone e decapitarne 14 (numeri che hanno un senso per i neonazi) e infine uccidere il senatore Obama sparandogli al volo dall'auto in corsa, come se fosse il mostro del passaggio di livello di un videogioco.
Le 88 vittime ovviamente dovevano essere nere, perché i due sono pur sempre due bianchi del Missisipi.
I due, bontà loro, non credevano davvero di farcela, ma è chiaro che il pericolo reale riguardava altre persone e non il senatore Obama. Dice l'FBI che sembravano determinati a fare una strage come "atto finale" di vite che evidentemente non avevano dato loro grandi soddisfazioni. I due si pensavano skinheads e hanno fatto una fantasia con un misto di orrori, come hanno potuto. Tutti e due hanno lasciato la scuola molto presto e vivevano in un'area, Helena-West Helena sul Missisipi, tra le più povere del paese. Nell'omonima capitale di soli 12.000 abitanti, la polizia recentemente ha imposto un coprifuoco di 24 ore per stanare 8 trafficanti di droga che si sparavano per il quartiere.
L'FBI che li ha seguiti e ascoltati per mesi, li ha arrestati semplicemente perchè sono due schizzati armatissimi e temeva che cercassero di fare una strage in una scuola di neri. Che non c'entri sul serio Obama è stato chiaro fin da subito.
Che poi uno si chiede sempre perchè invece di spiarli per anni fino a che non delirano, il sistema statunitense non preveda un intervento "educativo" immediato sui giovani che maneggiano arsenali. Invece li spiano fino a che non sparano qualche fantaprogetto di fine-di-mondo (a improbabili gruppi di islamici americani, cercati tra i più estrosi, si offrivano anche di procurare le armi) e poi li arrestano e spesso non riescono nemmeno a farli condannare, perchè non è per niente facile fare un processo alle intenzioni.
Questi, diversamente dagli islamici, avevano un sacco di armi per conto loro. il che; unito al fatto che gli sparatori nelle scuole non sono molto popolari; suggerisce che se la passeranno malissimo. L'FBI può dire di aver sventato una probabile strage e i cittadini tireranno un sospiro di sollievo, ma restano dubbi sul sistema. I ragazzi hanno i nervi tesi, la settimana scorsa hanno toppato prendendo quattro (4) sbronzi e accusandoli di voler assalire Obama, che era in zona.
Ovviamente le foto del giustiziere sono prese dalla sua pagina di maispèis, l'indirizzo però non lo pubblico. Altrettanto ovviamente un sacco di giornali parleranno di complotto contro Obama, dimenticando di dire che il piano era impossibile e lasciando il dubbio che in molti non sappiano che: -plot- (presente in tutti i titoli online dagli USA) non traduce -complotto-.
Una cappella da niente, adesso che sono in stampa si può anche farglielo presente e farci qualche risata sopra. Per cominciare provate a mettere -Obama- in un motore di ricerca per le notizie.
Aggiornamento, ore 12.00:
APcom si stupisce che i giornali americani non abbiano starnazzato come quelli italiani, hanno notato la stranezza, ma non si sono lasciati insospettire. Il Network del PD se l'è bevuta. Anche l'Unità se l'è bevuta, così l'AGI, il Corriere della Sera, Adn Kronos, il Secolo XIX, il QN con tutte le testate del gruppo e Il Giornale e ne mancano.
Molti di questi hanno pure sbagliato a riferire il numero delle potenziali vittime, sommando i 14 che avrebbero voluto -anche- decapitare alle 88 vittime previste, per un totale di 102 frutto dell'errata comprensione degli articoli americani.
Ma chi ha battuto tutti è stata la Repubblica, che ha allestito in fretta e furia una doppia paginata (pag. 2 e 3 ) condita di analisi anche condivisibili, ma collegate a una notizia falsa eletta a notizia del giorno.
In proposito è simpatico notare la differenza tra l'articolo ora online e la versione cartacea dello stesso. Questo riporta come sottopancia: "Un complotto probabilmente irrealizzabile. La vicenda, quasi ignorata
dai media, non sembra aver effetto sulla campagna elettorale", l'altro invece, quello finito in edicola, diffonde la notizia del complotto mentre il giornale nel suo complesso la amplifica.
I due articoli firmati dallo stesso Alberto Flores D'arcais sono diversi tra loro.
Riscrivendo completamente il secondo l'autore però non fa cenno alla terrificante toppata, toccata in sorte ai lettori dell'edizione cartacea e agli internauti fino a qualche ora fa, così come continua a citare il dettaglio sbagliato delle 102 potenziali vittime.
Gran rispetto per i lettori.
p.s. Anche tra i blog c'è ovviamente chi ha abboccato, ma solo sui blog c'è chi si è fatto grosse risate, come Sofri su Wittgenstein e qualche altro. Il TG3 della 14 invece parla ancora di "un gruppo" di cattivoni e di un complotto contro Obama.
Livni non ha potuto accettare la richiesta di allargare le competenze dei tribunali religiosi e nemmeno altre tanto pesanti da sembrare un pretesto. Sembra incredibile per un paese che ha avuto tra i suoi più importanti leader una figura come Golda Meir, ma oggi il primo ministro d'Israele non può essere una donna a causa dell'opposizione degli oltranzisti religiosi, fondata in realtà sul sesso. Di fronte a questo atteggiamento Livni ha cessato i colloqui e dichiarato che la maggioranza parlamentare non è più possibile, aprendo la strada alle elezioni anticipate.
La donna, che la polizia sospetta avere qualche problema mentale, ha lavorato nel College Republican National Committee per arruolare studenti al voto e poi è stata destinata a Pittsburg. Non si sa se altri esponenti repubblicani siano coinvolti nella costruzione della truffa, perchè la donna si dice confusa e non ha nemmeno saputo o voluto spiegare come si sia procurata la ferita al volto.
Di vile c'era invece solo la costruzione di una Hoax (truffa mediatica) che suggeriva l'esistenza di enormi e bruti, negri, armati, che sostengono Obama e sono pronti a brutalizzare le povere pulzelle bianche che sostengono McCain. Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008
INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.
Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».
Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica:
spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.
E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.
Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.
La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».
CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]

L'uomo non manca di faccia tosta se, dopo aver inquietato per mesi i sogni di tifosi della Roma e dopo essere diventato per breve tempo il potenziale padrone del Bologna F.C. per poi darsi alla fuga indecorosa, ha il coraggio di ripresentarsi in veste di acquirente di una squadra di calcio italiana. Evidentemente deve avere una scarsa considerazione degli italiani, se pensa che dopo la figuraccia rimediata dall'ex-presidente del Bologna Alfredo Cazzola (nella foto insieme a Taco Joe che si presenta come il "nuovo padrone" del Bologna), sia possibile trovare altri polli dalle parti dei proprietari di club. In ogni caso il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha risposto picche. Per ora l'unica avventura italiana andata buon fine per Taco Joe è stata l'acquisto di un ristorante.
San Precario in questi anni è apparso accanto ai precari calpesti e derisi su e giù per il paese e anche oltre. Ogni primo maggio si raccolgono attorno al santo decine di migliaia di europei, con punte superiori ai centomila a Milano, città natale della santa icona. Non si contano le azioni (e le denunce) in suo nome, dai più tradizionali picchetti e volantinaggi, fino alle complesse rivendicazioni sindacali di frontiera a tutela dei precari, passando per incursioni e performance comunicative di grande spessore.
Nella foto una manifestazione di ultra-nazionalisti turchi a sostegno degli imputati, in occasione dell'apertura del procedimento giudiziario.
Sulla compagnia è calato il silenzio, ma la partita sembra ancora poter riservare delle sorprese.
Il pericolo del terrorismo islamico non è più sentito, quello che resta è invece una solida ostilità razzista verso gli islamici, frutto avvelenato della costruzione del nemico funzionale all'invasione del Medioriente. Costruzione del nemico che ora preferisce alimentarsi di ostilità all'islamico vicino, visto che con quello lontano butta male. La costruzione del nemico continua, perchè è necessaria al mantenimento dello stato d'eccezione e alla mobilitazione attorno al comando,anche se altri problemi si presentano alla nostra porta, gli addetti a questo genere di propaganda non hanno ancora perso il posto a causa della crisi economica, e forse non lo perderanno mai.
L'idea per il geniale spin nasce dal rinvenimento di immagini pornografiche (pedopornografiche solo in pochissimi casi) nei computer di alcuni "terroristi" arrestati negli ultimi anni. Circostanza abbastanza scontata, i terroristi islamici sono normalmente giovani, maschi e hanno una scarsa conoscenza diretta dell'universo femminile. Spesso hanno ricevuto un'educazione impostata sulla separazione dei sessi e sulla segregazione sessuale delle giovani. Sembra assolutamente normale che alcuni di loro, di fronte al Bengodi di internet, non abbiano resistito all'attrazione del porno e all'uso del computer come coadiuvante autoerotico.
La connessione tra Islam e pedofilia è già stata proposta più e più volte negli anni scorsi da autorevoli esponenti della cristianità, ma non ha mai fatto breccia visto il traballante impianto teorico offerto a sostegno dell'ipotesi. Gli addetti alla propaganda non si sono mai preoccupati troppo di massacrare la logica, ma al Giornale del Presidente del Consiglio hanno pensato che fosse il caso di rinforzare la storia e sostenere che tocchi anche il nostro paese. Però non gli è riuscita troppo bene.
Il paese è veramente piccolo, una parte continentale derelitta e una parte insulare che raccoglie la maggioranza della popolazione. Sull'isola maggiore c'è la capitale, all'interno della quale, in una zona cinta da barriere, vive la corte del “presidente”: Sua Eccellenza Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. Teodoro non è molto popolare in patria e così ha riservato una zona sicura della capitale ai suoi, all'interno della quale la sua sicurezza è garantita dai mercenari marocchini della Guardia Presidenziale. Secondo il britannico The Indipendent, Teodoro fa sembrare Robert Mugabe “stabile e benigno” al confronto. Mugabe è il dittatore dello Zimbabwe che da anni accoglie l'aperta ostilità britannica ed anglosassone, praticamente l'unico in tutta l'Africa.
Per migliorare l'immagine del paese Teodoro non bada a spese e ha arruolato anche note agenzie di New York impegnate nel lobbying e nelle pubbliche relazioni; il regime versa da anni quasi mezzo milione di dollari al mese a tre o quattro di queste associazioni professionali, che però non é che possano far miracoli. Anche perché Teodoro deve avere davvero un brutto carattere, sull'isola di Malabo si accede con difficoltà da sempre, ma da quando qualche anno fa una banda di mercenari associati a Mark Thatcher (proprio il figlio dell'ex premier britannico) fu catturata nel bel mezzo di un tentativo di golpe, le cose sono peggiorate. Il fallito golpe se non altro è servito ad accendere una luce sulle carceri di Teodoro, la moglie del mercenario sudafricano Nick Du Toit , gradito ospite delle galere di Teodoro, ha messo in piedi un'apposita associazione per denunciare le torture che vi si praticano sul marito (Nella foto insieme ad altri compagni ospiti di Teodoro).
Questo basta e avanza per far sparire dall'orizzonte qualsiasi sindacato di legittimità sul potere di Teodoro, ma rende anche evidente perché certi noti e fortissimi esportatori di democrazia ritengono che non ci sia affatto bisogno di democrazia in Guinea Equatoriale. Eppure basterebbe così poco, lo sbarco di un contingente modesto, la cattura degli Obiang e l'indizione di libere elezioni. Però c'è il rischio che qualcuno poi ridiscuta certi contratti e quindi Teodoro può dormire sogni tranquilli fino a quando non cambierà la sua politica commerciale.
Dice Ratzinger: "Non sempre gli scienziati indirizzano le loro ricerche verso questi scopi. Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante".