Il problema non è da sottovalutare, perché il paese che ha dato i natali a personaggi come Wanna Marchi e Silvio Berlusconi fatica a trovare fieri difensori della Fede e della Civiltà Occidentale. La società si è estremamente secolarizzata, le chiese sono vuote e le vocazioni scarseggiano, così come scarseggiano i volontari per le guerre in corso. Vero, ci sono almeno tre paesi invasi e devastati per combattere -preventivamente- la minaccia islamica, tendiamo a dimenticarlo. Così la tensione cala e cala il consenso, visto che nessuno spiega o vuole spiegare a cosa serve veramente perdere tre guerre in una volta sola spendendo molti soldi e molte vite, anche se in gran parte vite di “altri”.
Il Benny & Magdi Show ha provato a dirci che lo facciamo per Dio. Magdi Cristiano Allam è stato esibito come il perfetto convertito alla superiorità del cattolicesimo in mondovisione. Molti musulmani si sono lamentati di questa rozza operazione di propaganda, ma a sorgere avrebbero dovuto essere ben altre voci.
Che si tratti di rozza propaganda lo testimonia l'intera storia “professionale” di Allam, sempre pronto a dichiararsi più occidentale di un occidentale, più italiano di un italiano e ora più cristiano dei distratti cattolici italiani. Allam è da anni una delle firme di punta a sostegno della guerra. Come molti altri suoi colleghi Allam ha pubblicato parecchie falsità, escludendo in tal modo il poter invocare la buona fede. Falsi plateali, alla verifica dei quali Allam si è sempre sottratto buttandola in caciara. In rete, dove gli scritti permangono alla verifica del lettore, Allam si è guadagnato il titolo di Pinocchio d'Egitto.
Allam non ama il confronto, Allam parla ex-cathedra dalle pagine del Corriere e di più non dimandare. Fenomenali perle rimangono le invenzioni sul misterioso saladino “l'amante dello sceicco” e un intero capitolo su Saddam Hussein che citava come unica fonte un articolo sulla moglie di Saddam, apparso su una rivista quasi rosa. Allam però è iracondo, questo posso dire di averlo verificato di persona quando, per aver espresso dubbi sulla sua fede musulmana, peraltro suffragati da sue affermazioni e da racconti di suoi partner nel sostegno alla lotta all'islamico, ho avuto il discutibile onore di essere indicato tra gli “odiatori di sinistra” in una delle sue fatiche editoriali.
Non a caso la sua conversione ha scandalizzato poco i musulmani, più colpiti dalla rilevanza che gli si è voluto dare che dai turbamenti di Magdi Cristiano; Allam da tempo non può più pretendere di essere l'uomo per il quale si spaccia dalle pagine del Corriere. Indomito giornalista indipendente, minacciato dai cattivi islamici, scrive prima Viva Israele e poi si converte al cattolicesimo in gran pompa. Ovviamente non ha mancato di lanciare il cuore oltre l'ostacolo, dicendo che non ha paura di morire e condendo il tutto con un'affermazione dal suono sinistro:”.., la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale”. Islam in minuscolo nell'originale.
Magdi Cristiano Allam, cinque minuti dopo essere diventato cattolico, ha declamato il credo del cattolicesimo più oscurantista e fanatico, abbracciando Benny Sixteenth e con lui esibendosi sotto le volte le di San pietro. Esibizione volgar di una scelta di vita, al minimo, ma si cadrebbe nel buonismo e nell'ingenuità. Allam mostra sprezzo del pericolo, ma lo fa protetto da una robusta scorta procurata proprio dalle sue esibizioni spericolate. C'è chi, come Renato Farina ha subito sanzioni e condanne perché accettava denaro dai servizi italiani per scrivere articoli falsi e utili ai sostenitori della guerra all'Islam, c'è chi invece dallo scrivere lo stesso genere di articoli trae vantaggi e gode della protezione dello stato. In teoria Farina (e altri) dovrebbero correre gli stessi rischi di Allam, ma è lo stesso Allam che ha preparato il terreno menandola con le condanne a morte per apostasia, cioè per chi da musulmano si converte ad altra fede. Tutto si tiene, verrebbe da dire.
Purtroppo tutto si tiene con un papato reazionario che ha appena ribadito la sua superiorità della sua dottrina sull'ebraismo, posizione che Allam faticherà a difendere presso i suoi amici della destra estremista ebraica, e intento a ingerire sempre di più nella storia della repubblica italiana. Allam, che italiano non è, dimostra di non conoscere la storia della Chiesa che lo accoglie, storia che al popolo italiano è ben nota. Feudalesimo, simonie, processi agli eretici, torture, razzismo, sessismo, schiavismo, fascismo, nazismo, crociate e annientamenti genocidari, i cattolici non si sono fatti mancare niente e mai è giunto loro un rimprovero papale; ancora meno succede nei giorni del regno del Papa tedesco, che peraltro ha protetto per lunghi anni anche i preti pedofili, invece di preoccuparsi della protezione delle loro vittime.
In particolare non si sono mai fatti mancare le menzogne, dalle squallide leggende propinate ai fedeli fino a giungere alla soppressione della scienza quando incompatibile con le fantasie avallate dal soglio di Pietro; dalla distruzione delle carte geografiche incompatibili con la Bibbia, passando per Galilei e finendo con il disegno intelligente, la Chiesa Cattolica è stata nei secoli uno dei più acerrimi nemici del progresso scientifico e il primo puntello dei governi autoritari, in particolare di quelli dittatoriali; sono ben poche le dittature alle quali si è opposta la chiesa cattolica e quasi nessuna in paesi cattolici.
In questo mare di falsità ed ipocrisia M.C. Allam non stona assolutamente, non è altro che l'ennesimo giornalista che tenta di farsi personaggio seguendo le profonde orme del Cicciopotamo, ora impegnato a testa bassa contro l'aborto; più papale del Papa, speriamo che faccia anche lui la fine del povero Socci e si vaporizzi delirando. Purtroppo non possiamo sperare che si vaporizzi la propaganda di guerra, perché quella c'è chi l'alimenterà con vigore e denaro fino a che sarà possibile e qualche equilibrio non si romperà irrimediabilmente.
Per ora ci teniamo il prete tedesco che incorona novello crociato l'egiziano che vi vuole insegnare come essere italiani e cristiani e che ci vuole mettere paura con gli “islamici” cattivi mentre i nostri li stanno bombardando e ci sono quattro milioni di profughi in Iraq, un paio in Afghanistan e un altro milione in Somalia. Gente che abbiao ucciso o che abbiamo buttato in mezzo al deserto perché dovevamo dare la caccia a quattro beduini che Bush, Benny e Magdi conoscono benissimo, ma che non riescono a prendere nemmeno demolendo tre nazioni e facendo di tutto in molte altre. Anche i morti sono nella scala del milione, sicuramente più di un milione di morti hanno seguito le “nostre” invasioni a portare loro democrazia.
Un numero di vittime che è più di cinque volte il massimo ipotizzato per il “genocidio” del Darfur, per dare la caccia a una minaccia che secondo gli stessi americani era costituita, nel 2001, da cinquemila persone. Per rendere inoffensive cinquemila persone si è data la morte ad oltre un milione di innocenti, altri milioni li si è resi profughi devastando le loro abitazioni e città, senza considerare le cifre iperboliche che sono state fatte sparire nell'urgenza della guerra, cifre che tutti ripaghiamo a rate al distributore. Tutto questo perché al Benny & Magdi Show dicono che il saladino cattivo non aspetta altro che di sgozzarci ed imporci la legge islamica omettendo, non solo a beneficio dei credenti nei miracoli, tutta la parte che attiene alle azioni e agli errori ed orrori commessi in nome della superiore civiltà giudaico-cristiana. Almeno fino a quando a qualcuno non verrà in mente di dare la colpa di questi disastri, secondo cattolicissima tradizione, agli sfortunati fratelli ebrei.
L'ingerenza cattolica nel nostro paese è storicamente pesante, ma in un periodo nel quale l'adesione al credo frana, la Chiesa ed il papato si agitano scompostamente sposando una visione intrisa di fanatismo e dall'impatto eversivo sulle istituzioni. L'Italia non può andare in guerra in nome di Dio e nemmeno perché lo dice Allam o il Papa. L'introduzione della guerra in nome del primato religioso dovrebbe preoccupare molto chi abbia a cuore la democrazia, anche quei politici che pure baciano l'anello, dovrebbero mantenere il minimo di dignità necessario a smarcarsi da pretese e affermazioni del genere. Affermazioni che influenzano inevitabilmente la politica estera italiana, in particolare se non si trova uno straccio di politico disposto a mettere al suo posto l'insorgente fanatismo cattolico, senza considerare il devastante esempio (dis)educativo di storie del genere; nella vecchia Italia dei tempi andati ai bugiardi cresceva il naso, ai tempi di Benny, Magdi, Silvio e George, gli cresce solo il portafogli.
Access to Indymedia İstanbul is banned!
gönderen: İstanbul Indymedia - BBM Wednesday, Mar. 26, 2008 at 12:09 PM
" Independent Media Center - İstanbul (Indymedia İstanbul) has been initiated by a group of people in January 2003. In the mission statement of Indymedia İstanbul it is mentioned that "the mainstream and dominant media tools and/or the cartels provide false/incorrect or imperfect information/knowledge/data by distorting many realities according to the status quo which the sovereigns of the world and the countries are adherent.
This initiative aims to organize its own information network without disregarding the information resources both in Turkey and abroad, and to make its voice to be heard by the masses in Turkey and abroad -despite that the internet is still a media tool which has a limited access for many people.
The website has aimed and still working to be against the destructive effects of all mediatic distortions, and to convey the information according to formula of "what, why, how, where, when and by whom".
Independent Media Center - İstanbul (Indymedia İstanbul) will be a medium for the people who cannot utter their voice through dominant media tools.” Through these five years İstanbul Indymedia had been working continuously, without compromising from any of these principles.
In the first hours of the ban, there was a message on the blocking page which read: “The access to the site has been banned by ‘Telecommunication Communication Presidency' due to court decree of Gaziantep, Araban Criminal Court, dated 21/03/2008 with no: 2008/418-171”. Whereupon three lawyers from the city center of Gaziantep, moved to Araban district to get the decree of the court, found out that the court had no decree for that number or about the ban of İstanbul Indymedia . After the lawyers went away from Araban to Gaziantep, our site had been unbanned for a while. After a short period, İstanbul Indymedia was banned again, and there was a different message on the ban page which read: “The access to the site has been banned by ‘Telecommunication Communication Presidency' due to court decree of General Staff Presidency Military Court, dated 21/03/2008 with no: 2008/418-171”. Although the dates and the decree number were the same, Gaziantep, Araban Criminal Court was replaced with General Staff Presidency Military Court. The access to the site is still banned by Turkish Telecommunication Company's DNS servers.
Indymedia is being tried to be silenced by censorship, but it's just a try. The prosecuters of Turkish Republic has not yet learn that the censorship in internet is technically impossible. Indymedia continues its broadcasting. You may access to Indymedia by various ways. Some of them are:
You may apply 2nd and 3rd methods for all inaccessable/banned sites.
We are trying our best for making the access to http://istanbul.indymedia.org possible. Our broadcasting from http://istanbul.indymedia.org still continues. We are trying to overcome this ban by announcing the access methods to the people who are trying to access İstanbul Indymedia from Turkey through Turkish Telecommunications (Türk Telekom) connections.
With solidarity.
İstanbul Indymedia Volunteers