Brave le manifestanti di Roma, che hanno reagito in maniera misurata quanto intransigente al tentativo delle politicanti di mettere cappello a una manifestazione organizzata anche contro la inconsistenza.
Aggiornamento:
metto in testa questa bella lettera di Anna Simone, così tolgo qualsiasi dubbio sull'apprezzamento dei fatti
Rosa, giallo, blu, celeste...no pink come pensate che siamo. Tutte, tante,
colorate, felici di poterci abbracciare, convinte della scelta "separatista"
che non abbiamo vissuto in quanto tale. Infatti, non si trattava di questo
ma di ben altro. Diventare visibili, dire che ci siamo come movimento
specifico e autonomo di contro-condotta.
E infatti la manifestazione è stata autonoma, autonoma dai partiti, autonoma
dalle ministre che all'ultimo momento hanno cercato di prendersi la piazza
mettendosi d'accordo con la 7, autonome da chi ci chiede di fare e
compattare la "testuggine" mettendoci dietro, avanti o accanto, sole ma
felici di esserlo perchè eravamo 150.000 mila e quando si elevava la nostra
voce era sensuale, piacevole, bella, autonome da chi ci chiede di leggere
dei testi piuttosto che degli altri, altrimenti non si sta nell'attempato
star system di chi non ha più nulla da dirci, autonome da chi non ci ascolta
incollandoci addosso gli stereotipi, autonome da chi ci stupra e ci
violenta, autonome da chi ci vuole cucire addosso leggi che non vogliamo,
autonome da tutto...
Non pink, ma gialle, rosse, verdi, brune, bionde, grigie, tutte bellissime!
Soprattutto le ventenni minigonna, calze a righe e rabbia mista a gioia,
divertimento e incazzature.
Loro ieri erano il nostro futuro, veloci hanno attaccato il palco della
sette che non aveva rispettato gli accordi, li hanno costretti ad andarsene
perchè noi, come recitava uno degli innumerevoli cartelli, "saremo pure
galline, ma mai pollastrine", perchè noi non crediamo nè nello Stato, nè
nelle donne che firmano il pacchetto sulla sicurezza. Applausi, commozione,
abbracci, un grido unanime si è elevato da Piazza Navona, "fuori le
ministre, fuori il potere".
Le ragazze occupano il palco, la piazza applaude, le ministre se ne vanno, i
giornalisti de la 7 chiedono l'intervento della polizia ma non riescono ad
avvicinarsi. Ancora urla: "poliziotti che cè venite a fà, a casa ce sò i
piatti da lavà". Accettano e non raggiungono il palco. Compagni di amiche e
compagne venuti a vedere ridono, approvano e applaudono in silenzio, una
volta tanto lontani dalle luci della ribalta...La gioia della piazza di
nuovo nostra è immensa, contagiosa, viva come un grande amore.
E poi stupende le donne rom, le loro bambine, le loro adolescenti con
lustrini e paiellettes che ballano la danza del ventre...e le donne
marocchine, le metalmeccaniche...
No pink. Bionde, brune, grigie, rosse, tutte bellissime...I bigodini vanno
molto di moda, una compagna sexy schoc si è fatta addirittura
un'acconciatura di bigodini che mostra spavalda contro chi ci vuole "così"
(mostra un'immagine di una bambola gonfiabile).
E poi nessuna bandiera...e ancora un urlo unanime, NO al pacchetto
sicurezza, "chiediamo telecamere nell'ingresso di casa e ruspe per
bonificare il bagno di casa dal macho" paraculano cartelli...Veltroni
razzista...ma che cè famo de stò pacchetto...e innumerevoli altre.
Anche la prima pioggia ci ha aiutate. Senza di essa una compagna non avrebbe
"ombrellettato" sapientemente la Prestigiacomo e i suoi Body Guard
allampanati e palestrati. Ancora un coro unanime e sensuale da Corso Cavour:
"Fuori, fuori"...
Le vecchie politically correct si incazzano e dicono: "siamo tutte donne,
non dovevamo cacciarle", alcune si difendono e dicono che non è questo il
punto, non è la donnità ad accomunarci, ma l'antifascismo di cui il primo
anello è il patriarcato...E hanno ragione. Le vecchie si arrabbieranno anche
durante la cacciata delle ministre Turco, Melandri etc. ma le ventenni
grideranno, di nuovo a giusto titolo, "morte alle vecchie"...
Bellissimo, insomma. Sapevo che sarebbe stata grossa ma temevo nel solito
serpentone anonimo e trasversale, un pò buonista e invece no. Le ventenni de
"Le mele di Eva", tantissime dietro il loro sound con Donna Summer mi hanno
insegnato che abbiamo un futuro, che il femminismo o il femminile (come
vogliamo chiamarlo) non è morto, nè tantomeno alberga solo nei circoli delle
élite intellettuali. Che è sì spostato sulla decostruzione della norma
eterosessuale, ma non per diventare "neutri" in un mondo di "neutri". Anche
perchè laddove c'è il neutro c'è sempre il patriarcato e quindi il
separatismo, quello vero...
Questo movimento c'è, è forte, bello, giovane...lasciamolo crescere e agire.
Il suo demone sensuale abbatterà ogni frontiera...anche quelle
dell'identità.
anna
Questo invece viene da Adnkronos (i grassetti sono originali)
Messaggio del ministro Ferrero: ''Adesione a giornata di lotta''
Tensioni al corteo contro la violenza sulle donne
In migliaia hanno sfilato a Roma. Prestigiacomo e Carfagna cacciate al grido 'Fuori i fascisti'. Contestate anche Turco, Pollastrini e Melandri, costrette a lasciare il palco a piazza Navona da una quarantina di manifestanti che urlavano 'Vergogna' e 'Vendute'. Sospesa la diretta tv. Giornalisti maschi aggrediti e spintonati. Slogan e striscioni contro il pacchetto sicurezza. Le organizzatrici: ''Non volevamo essere strumentalizzate''
Roma, 24 nov. (Adnkronos/Ign) - Contestazioni al corteo contro la violenza sulle donne a Roma, dove
in migliaia hanno manifestato sfilando per le vie della città. Dal serpentone, partito da piazza Esedra dopo le 14 e arrivato in piazza Navona prima delle 18, sono state 'cacciate' violentemente le deputate di Forza Italia Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna. Non solo. Alla fine del corteo, sul palco allestito a Piazza Navona, sono state contestate anche il ministro delle Pari opportunità Barbara Pollastrini, quello dello Sport, Giovanna Melandri e della Salute, Livia Turco.
La
Prestigiacomo è stata allontanata dalla manifestazione da un gruppo di 'esaltate' al grido di '
Fuori i fascisti dal corteo'. ''La violenza alle donne - ha precisato l'ex ministro delle Pari opportunità - non può e non deve avere colore politico". "
Siamo qui senza bandiere, soprattutto come donne. Se questo è il livello di tolleranza di alcune associazioni - ha affermato Prestigiacomo - perché altre non hanno assolutamente contestato la mia presenza, la sinistra si qualifica per quello che è''.
Con la Prestigiacomo sono state
cacciate dal corteo anche la deputata di Forza Italia, Mara Carfagna, e Gloria Porcella, responsabile Azzurro Donna Lazio. "E' inaccettabile - commenta la Carfagna - e dimostra come anche su temi che dovrebbero unire tutte le donne,
si fomenta l'odio ideologico di parte".
Nel mirino delle manifestanti sono finiti però anche tre ministri del governo Prodi. Sul palco di piazza Navona, organizzato per la diretta televisiva di 'La7',
Barbara Pollastrini stava terminando il suo intervento quando è stata
costretta a scendere per le contestazioni della piazza, ma anche delle organizzatrici del corteo che lamentavano come la loro piattaforma "chiara e precisa" non trovi corrispondenza nelle politiche del governo.
A qualche voce più alta la Pollastrini ha cercato di replicare con toni pacati, difendendo anche alcuni dei provvedimenti contenuti nel
pacchetto sicurezza, bersagliato da molti slogan durante il corteo come: "Se la violenza è sotto al tetto che ce facciamo co sto pacchetto".
Poco dopo sul palco sono salite le ministre dello Sport,
Giovanna Melandri e della Salute
Livia Turco che ha partecipato al corteo fin dalla sua partenza e ha espresso parole di solidarietà nei confronti della Prestigiacomo invitandola a tornare a sfilare. Ma
al grido di 'Vergogna, vergogna', 'Vendute' sono state costrette anche loro a lasciare il palco. ''Ho fatto tutto il corteo e non ho avuto nessuna contestazione - ha commentato Livia Turco - La vera notizia di oggi è che tantissime donne hanno manifestato unitariamente contro la violenza. Ma
se c'è un gruppo che contesta, va a scapito di tutte le donne presenti ed è un gravissimo errore".
La
diretta televisiva è stata così interrotta, mentre di fronte al palco qualche manifestante ha unito le mani a triangolo, rispolverando simbologie degli anni '70. Dopo aver fatto allontanare le rappresentanti del governo,
una quarantina di manifestanti hanno occupato il palco accusando la stampa di dar voce esclusivamente alle istituzioni e non a chi ha organizzato
una manifestazione che ha portato in piazza "decine di migliaia di donne".
Il
palco è stato fatto sgombrare dalle forze dell'ordine per motivi di sicurezza. Durante la breve occupazione sia le ragazze dal palco sia quelle nella piazza hanno intonato slogan e canzoni di contestazione come "non abbiamo fiducia nelle istituzioni e nello Stato".
"
Non volevamo essere strumentalizzate. Questa era una piazza senza sigle e senza partiti, in cui si doveva parlare del dramma della violenza sulle donne", hanno spiegato
le organizzatrici della manifestazione. Quanto alla diretta di 'La7', sottolineano, "sapevamo che veniva a fare una trasmissione per intervistare le manifestanti.
Il fatto che abbiano intervistato solo i politici presenti ci ha dato fastidio", quindi la piazza si è ripresa il suo spazio.
Da parte sua la
direzione del Tg LA7 precisa: ''La diretta di oggi è stata organizzata durante la settimana coordinandosi con il comitato promotore. Durante la marcia,
le nostre telecamere hanno dato voce alle diverse anime del movimento e alle loro rivendicazioni".
Durante la manifestazione anche
due giornalisti uomini e un fotografo sono stati spintonati e cacciati fuori dal corteo da un gruppetto di donne intemperanti lungo via Cavour, all'altezza di Santa Maria Maggiore. Secondo le manifestanti i tre avevano il difetto di appartenere al cosiddetto sesso forte. A nulla sono valse le motivazioni che si era lì per lavorare. La richiesta senza appello è stata quella di allontanarsi o, comunque, rimanere all'esterno del corteo.
Alle manifestanti è stato inviato un messaggio dal ministro per la Solidarietà sociale
Paolo Ferrero. "Voglio testimoniare a tutte voi - scrive - la mia
piena e convinta adesione alla vostra manifestazione e a quella che è una giornata di lotta: di lotta contro la violenza maschile sulle donne".
Mentre il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, in occasione del 25 novembre, 'Giornata Internazionale contro la violenza alle donne', ha inviato un messaggio al ministro per i Diritti e le Pari opportunità Barbara Pollastrini,che ha ringraziato il capo dello Stato ''per le parole e per l'attenzione'' alla problematica femminile. "
Confido che in Parlamento si sviluppi un serio confronto - scrive Napolitano-, che consenta di concludere positivamente l'iter parlamentare della proposta di legge in discussione".