mazzetta

Ce la possiamo fare...
domenica, 30 settembre 2007

Il fallimento totale dell'operazione TFR

Addendum: Qui una interessante analisi sulla riforma delle pensioni (o dell'abolizione dello scalone)

Anche in Altrenotizie:

Non poteva essere più esplicito e più completo il fallimento dell’operazione che mirava al trasferimento del TFR dei lavoratori dipendenti ai fondi d’investimento. Su dodici milioni e mezzo di lavoratori interessati, nei primi sei mesi dell’anno solo il 5% ha deciso di mettere il proprio TFR nei fondi chiusi e solo il 2.5% nelle altre forme pensionistiche previste dalla nuova normativa. A fornire il dato è stata qualche giorno fa la Covip (commissione di vigilanza sui fondi pensione), dati che sono stati accolti da un fragoroso silenzio. Dopo anni di lavoro per dirottare verso la finanza il trattamento di fine rapporto dei lavoratori dipendenti, dopo mesi e mesi di pubblicità tambureggiante ai nuovi “strumenti” pensionistici, meno di un lavoratore su tredici è stato convinto ad abbracciare la splendida opportunità che tanti soggetti si sono dannati per offrirgli. Diffidenza verso una finanza troppo creativa per essere ritenuta degna di fede, anche quando l’investimento sia più sicuro per effetto delle tutele offerte dalla legge, scarsa fiducia nell’affidare il proprio denaro a soggetti creati ad hoc, scarsa dimestichezza con strumenti finanziari poco trasparenti, ma anche una sana diffidenza verso sindacati in crisi di credibilità, hanno determinato una vera e propria Caporetto per i sostenitori della pensione fai-da-te.

Di fronte ad un esito del genere ci sarebbe da chiedersi quali siano le reazioni dei tanti politici e sindacalisti che per anni hanno speso sudore e lacrime per far passare una riforma dall’utilità tanto dubbia, ma non è dato di conoscerle. A parte il Ministro del Lavoro Damiano, che ne ha l’obbligo istituzionale, non si sono sentiti commenti al consuntivo presentato dalla Covip. Lo stesso Damiano ha fatto l’illusionista giocando con i dati, provando a presentare la Caporetto della riforma come un successo.

Damiano ha detto che i dati fanno ritenere che la riforma "sia una scommessa riuscita", vantando l’incremento del 50 per cento dei lavoratori iscritti alle forme pensionistiche complementari. Puro illusionismo, se la legge che imponeva ai lavoratori la scelta ha portato ad un misero aumento del 50% della quota molto modesta di iscritti ai fondi prima dell’entrata in vigore della legge, non si capisce davvero dove sia il successo. Damiano dice che i fondi hanno reso e stanno rendendo di più delle altre forme a disposizione dei lavoratori. Ma, restando ai numeri, prima c’erano 1,8 milioni di iscritti, ora sono diventati 2,7 milioni, mentre oltre dieci milioni degli undici milioni di lavoratori che avrebbero dovuto fare i salti dalla gioia abbracciando la riforma, si sono guardati bene dal seguire i consigli di sindacati, partiti e media che li hanno bombardati per mesi e mesi sulla splendida e moderna opportunità offerta loro.

Damiano ha detto di sperare che a fine anno sarà del 40% la percentuale di lavoratori che ha aderito ai fondi, numero ottenuto partendo da un dato che Luigi Scimmia (presidente della Covip) ha detto essere oggi del 32%. Questo però vorrebbe dire che negli ultimi tre mesi (per i quali non ci sono dati “ufficiali”), si sono iscritti ai fondi 1,3 milioni di lavoratori contro i novecentomila dei primi sei mesi; un dato del quale è lecito dubitare, visto che al netto delle ferie i mesi sono in effetti solo due.

Altra magia con i numeri che però cozza con la “speranza” di Damiano, secondo il quale sarebbe un buon risultato se un altro milione di lavoratori si iscrivesse nei prossimi quattro mesi. Avremmo così una sequenza abbastanza paradossale: da gennaio a giugno hanno aderito (dati ufficiali) novecentomila lavoratori (0,9 milioni), da giugno a settembre 1,3 milioni (dato non ufficiale) più la speranza di Damiano che nei prossimi tre mesi vede un buon risultato nell’adesione di un altro milione di lavoratori, per un totale a fine anno di cinque milioni. Di questi fino ad ora ce ne sono ufficialmente solo novecentomila che secondo i dati della Covip hanno aderito dall’entrata in vigore della legge a giugno, che salirebbero a 2,2 milioni di nuove iscrizioni, sommandosi al dato di 1.8 milioni di lavoratori già iscritti prima della riforma.

E’ vero che i numeri, soprattutto in Italia, spesso si prestano ad essere manipolati, ma difficilmente questi possono essere considerati i numeri di un successo e infatti è calato un silenzio di tomba sulla questione. Un silenzio strano, visto che sulla riforma del TFR hanno parlato in tanti e tanto a lungo; ma, come è noto, la vittoria ha molti padri mentre la sconfitta è sempre orfana. Tacciono i confederali, tacciono i politici, tacciono i media. Ma non è il silenzio degli innocenti, è tutto un altro film.
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sabato, 29 settembre 2007

Apple all'attacco - terminati - gli iPhone irregolari


Apple ha inviato un aggiornamento che ha congelato completamente gli iPhone che erano stati sbloccati per essere utilizzati con gestori diversi da AT&T o che avevano scaricato sui loro iPhone programmi non rilasciati da Apple. Dall'uscita di iPhone molti programmatori hanno già prodotto una miriade di programmi per la macchina.

I telefonini iPhone sono morti e Apple non li cambia perchè il cliente ha infranto i termini contrattuali di utilizzo

copincollo Wired.

iPhone Update -- Hackers' Edition

By Rob Beschizza EmailSeptember 28, 2007 | 4:51:48 PMCategories: iPhone Hacks  

Iphonesideview

So, the iPhone's software has hit version 1.1.1. There's good news, and there's bad news.

(These are gathered from around the net, and may be variously right, wrong, or complete rubbish. Fixes and updates are encouraged in the comments.)

If you've unlocked your iPhone but have not upgraded it:

Don't upgrade it! Tell iTunes, "No!" It will almost certainly not work afterwards, with no reliable remedy yet available.

If you've unlocked your iPhone and already upgraded it:

• Your phone is bricked until further notice. It can be reactivated with an AT&T SIM if you unlocked it with iPhoneSIMfree, according to iPhoneSIMFree.

• There are anecdotal reports that the Genius Bar will restore unlocked brickPhones if you're lucky, or if you lie to the Genius.

If you've hacked/jailbroken your iPhone but have not unlocked it:

You can upgrade, but reports of success are not unanimous. You will, at least, lose access to your third-party additions and hacks, and the ability to downgrade the firmware. You may also have to restore the iPhone software from scratch. Some report that updating a hacked-but-still-locked iPhone has bricked it to the point where attempts to restore it fail.

If you haven't hacked/jailbroken your iPhone:

• Upgrade only if you're an everday, by-the-book user who is reading all this solely to take pleasure in others' misfortune.

• Don't upgrade if you want to use carriers other than AT&T, or install unofficial software such as IM clients, game emulators, IRC and Terminal.

If you have upgraded your iPhone and it still works:

• Your installed apps are invisible and inaccessible, but still present on the phone.

• You can restore iPhones after you attempted to jailbreak or otherwise hack it, and doing so bricks the phone.

• There is no jailbreak for 1.1.1, or any other means to mess with the iPhone or get your hacks working again. Expect to wait a while.

• If you cancelled your AT&T service, you'll have to reactivate the iPhone. AT&T says hi.

• You cannot downgrade to 1.0.2

• You cannot change SIMS to use alternative carriers.

• You cannot use any third party applications that are not Safari apps.

• Installing AppTapp bricks the iPhone, but the iPhone can be restored.

• Non-iTunes ringtones can't be installed.

If your phone is bricked after updating, but you never hacked it at all:

• You can restore bricked iPhones if they were bricked due to USB weirdness, problems with unusual AT&T SIM cards, or other innocent behavior.

If you feel betrayed:

Stop it. You knew what you were getting into. You are being punished for not trusting perfection. Live with it and move on.†

† Moving on requires a two-year subscriber agreement and carries a $200 early termination fee. By moving on, you agree to the terms and conditions specified in the end user license agreement, which can be read in Istro-Rumanian at the Biblioteca Nacional de la República Argentina after 4 p.m. on weekday afternoons that are both full moons and in which the date of the month is a prime number, following the completion of a synaesthesia aptitute test and with the written permission of the estate of James Brown.

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sabato, 29 settembre 2007

Il test di cittadinanza britannico è impossibile per gli inglesi

 

Nel 2005 in Gran Bretagna è stato introdotto un test per quanti volessero ottenere la cittadinanza dopo aver maturato gli altri requisiti necessari.

Secondo il governo i due terzi dei richiedenti lo passa, ma secondo un esperimento condotto dal Manifesto Club in un pub di Londra, il test è impossibile per gli stessi cittadini britannici. Alla prova dei fatti su cento inglesi nati e cresciuti all'ombra del Big Ben, nessuno è riuscito a completare il test con un punteggio sufficiente.

Secondo David Blunkett, all'epoca ministro dell'interno, il test doveva servire ad assicurarsi che i nuovi cittadini conoscano gli usi e costumi britanici, usi e costumi peraltro sconosciuti agli stessi sudditi di Sua Maestà, verrebbe da dire.

 

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venerdì, 28 settembre 2007

Un prete che uccide


Il capo della chiesa cattolica del Mozambico, monsignor Francisco Chimoio, ha dichiarato in una intervista alla BBC che è convinto che i preservativi prodotti in Europa siano infettati con il virus dell'HIV deliberatamente. Anche alcuni farmaci retrovirali sarebbero infettati di proposito, allo scopo di "finire velocemente la gente africana".

Circa il 16% dei mozambicani ha contratto l'HIV, si contano ogni giorno circa 500 nuove infezioni si diciannove milioni di abitanti usciti da poco da uno stato di guerra durato un'epoca. Uno dei paesi messi peggio al mondo.

E arriva il monsignore che per togliere di torno l'odiato profilattico sfodera il complotto interrazziale supermegagalattico per uccidere i fratelli neri. Da notare che è già in guerra perchè il governo vuole legalizzare l'aborto, che in Mozambico è ancora reato, reato introdotto dai colonizzatori portoghesi e dai preti che li hanno accompagnati nei decenni. In Mozambico muoiono cento donne al giorno a seguito di aborti clandestini. Anche la legalizzazione dell'aborto sarebbe per lui "un attacco all'africanismo".

0,1020,461726,00 Ee gli danno ascolto (e in certi paesi glielo danno), moriranno in molti di più per non aver usato il profilattico o aver preso le medicine di quanti non ne siano morti per fame negli anni peggiori. Questo genere di esibizioni e l'opposizione al profilattico da parte della chiesa cattolica, costano ogni anno migliaia, se non milioni, di vittime; considerato anche l'alto potere di influenza che hanno sulle elite dei paesi nei quali il cattolicesimo è influente e negli organismi internazionali, dove trovando sintonia con i cristiani evangelici hanno mandato all'aria decine di programmi di contrasto all'HIV.

Ben al di là dell'offesa all'onore europeo, ben oltre le parole di padre Chimoio (arcivescovo della diocesi di Maputo), seguendo il link apprezzerete come i cattolici usino Wikipedia, ma anche come possa essere comodo trovare bella pronta una voce da completare) resta l'evidenza che le dichiarazioni di Francisco ammazzeranno qualcuno, più d'uno.  Un interessante dilemma etico per Ratzi, assecondare questi pazzi assassini o smentirli a smentire il suo stesso papato?

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giovedì, 27 settembre 2007

Una normale giornata americana


La Svezia accoglierà 20.000 rifugiati iracheni nel 2007. Nei paesi confinanti con l'Iraq ce ne sono due milioni, altri due milioni sono all'interno del paese. Gli Stati Uniti si stanno dando da fare per accoglierne 500 all'anno.

La Svezia non ha invaso l'Iraq e fatta la proporzione con la sua popolazione è come se gli Stati uniti accogliessero 500.000 rifugiati all'anno. Gli Usa fino ad oggi invece ne hanno accolti poco più di 1000; Secondo loro dipende dal fatto che è una cosa lunga controllare che non ci siano "terroristi infiltrati" tra loro. Bush non ha MAI speso mezza parola sul tema, nonostante appelli giunti da più parti, anche da militari e diplomatici impiegati in Iraq

Intanto un'indagine USA dice che i mercenari della Blackwater sparano il doppio di quelli delle altre compagnie mercenarie. Erano della Blackwater quelli che finirono appesi al ponte di Falluja, episodio che portà poi al martirio della città, semidistrutta dagli amerciani ricorrendo pure all'impiego di armi chimiche vietate.
Blackwater non commenta, Sean McCormack, portavoce del Dipartimento di Stato dice sul numero delle missioni gli "incidenti" sono una frazione "molto, molto piccola"; quasi tutte le fonti (americane) interpellate dai giornali americani testimoniano che i dipendenti di Blackwater hanno metodi più brutali e sparano di più dei colleghi. Quelli uccisi a Falluja non erano morti perchè americani, ma perchè a Falluja avevano perpetrato violenze inutili e immotivate.

Il segretario della Difesa Gates ha nel frattempo presentato una richiesta per altri duecento miliardi di dollari isolo per la guerra in Iraq, in aggiunta quindi ad un bilancio della difesa che è oggi più alto che durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante questo, una commissione ha verificato che all'ospedale militare Walter Reed (dove scoppiò uno scandalo perchè  i reduci feriti erano abbandonati senza cure) di Washington, sono stati fatti pochi progressi.  A sei mesi dallo scoppio dello scandalo mancano ancora protesi, medicinali e personale. Lo stesso nelle altre strutture che trattano i reduci della guerra in Iraq.

Un gruppo di scienziati anglosassoni ha denunciato di essere stata ingannato, contattati per una serie di interviste che dovevano finire in un documentario, si sono trovati protagonisti di “Expelled: No Intelligence Allowed”, filmazzo a tesi creazionista che denuncia le presunte persecuzioni che gli scoppiati sostenitori del "disegno intelligente" subirebbero perchè non gli lasciano insegnare le loro fantasie e non li accolgono nella comunità scientifica.

Il primo sciopero nazionale di metalmeccanici e Teamsters ha piegato la General Motors, che voleva tagliare le copoerture assicurative ai propri dipendenti.

Un giudice di Portland (Ohio) ha dichiarato nulle alcune parti fondanti il Patriot Act sul presupposto che violino il quarto emendamento della Costituzione.

In una giornata del genere il Senato americano si è impegnato a deliberare una risoluzione che chiede a Bush di dichiarare "terrorista" la Guardia Repubblicana iraniana; un delirio, nessuno mai ha pensato di dichiarare terrorista un reparto di un esercito regolare; a questo punto cosa impedirebbe a chiunque di sostenere lo stesso per l'esercito americano e (con ancora maggior senso) per le compagnie mercenarie americane?
(> cvd: Last Updated: Sunday, 30 September 2007, 12:28 GMT 13:28 UK Iranian MPs have voted to classify the US armed forces and the CIA as terrorist groups)

Una maggioranza di senatori repubblicani, infine, hanno votato contro l'estensione della copertura assicurativa a qualche milione di bambini di famiglie non abbienti, seguendo l'opinione di Bush, ma andando contro tutti i sondaggi e contro i pareri di centinaia di organizzazioni americane, tutte allineate nel voler estendere la copertura sanitaria a qualche milione di bambini in più.

Secondo Bush questo dilatare un programma già esistente (che ricorre comunque alle assicurazioni private) sarebbe pericoloso perchè aprirebbe la porta all'introduzione di forme di sanità pubblica, offendendo a morto il Dio-mercato, ma soprattutto i portafogli dei suoi finanziatori e soci.

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mercoledì, 26 settembre 2007

Varese: partigiano, 84 anni, aggredito dai nazi


Si chiama Angioletto Castiglioni, l'ottantaquattrenne aggredito ieri nel centro di Busto Arsizio dopo che un componente di un gruppo di naziskin ha gridato "ecco lo sporco partigiano". Braccia alzate e saluti nazisti, l'anziano partigiano c'è rimasto molto male perchè nessuno è intervenuto in sua difesa.
L'episodio ha suscitato scalpore in molti cittadini bustocchi, molti di loro hanno inviato mail al giornale locale.
Evidentemente le ultime indagini ed arresti di nazifascisti a Varese non hanno condotto a miti consigli la canaglia impunita.
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mercoledì, 26 settembre 2007

Cofferati passerà ad AN?

questo ha due anni, ma mi pare molto attuale...

Cofferati passerà ad AN?
by mazzetta Monday, Oct. 24, 2005 at 11:28 PM mail:

E perchè no?


Fini ha annusato l'aria, e già ieri aveva dichiarato:"An appoggerà in pieno la linea di Cofferati".
L'occasione gli era stata fornita dall'ormai famosissimo sgombero a mezzo ruspe, e dall'annunciata riesumazione del famigerato "ordine del giorno sulla legalità".

Cofferati la mena con la legalità, e ha cominciato a menarla per primo. Mandò in avanscoperta Amorosi che promise la denuncia di chissà quali scandali, che conservò per mesi un ponderoso dossier urlando ai quattro venti di aver scoperto la disonestà della commissione casa, ventilando un brutale abuso da parte di Valerio Monteventi (Rc).

Che si trattasse di un'accusa costruita a tavolino, e giocata per sfruttare al meglio la resa mediatica dell'effetto-annuncio è ormai chiaro a tutta la città.

Amorosi è sparito con il suo dossier, che non ha retto l'esame di giunta e autorità giudiziairia, e non a causa di oscuri complotti; ma per la plateale inconsistenza delle accuse e la totale incoerenza dei toni usati dall'assessore-killer (un beneficiato Pincopallino) contro persone un tempo a lui vicinissime.

Che Cofferati abbia seguitato a riproporre questa tattica è altrettanto evidente.

Pochi giorni fa ha dato la stura all'ennesimo scontro con Rc, mandando le ruspe senza neanche consultare i suoi assessori.
Anche qui si è trattato di una sceneggiata; sono stati infatti "catturati" una ventina di migranti e demoliti alcuni rifugi di fortuna (che in città chiamano pietosamente "capanne").
Quasi tutta la città è insorta ad un comportamento non previsto, con modalità che hanno urtato anche parecchi cittadini di centrodestra, abituati a Bologna a standard più alti di quelli della destra nazionale.
Senza contare l'invadente Curia, per nulla compiaciuta.

Cofferati che abbaia ha comunque alcuni estimatori, e tanti nella sua personale cordata.
Mentre cerca di uccidere l'opposizione interna alla sua coalizione, si è già alienato la simpatia di gran parte della città, e di quasi tutti quelli che si erano spesi per la sua elezione senza aspettarsi altro che attenzione.

Cofferati ha scelto lo scontro e dichiarato che chi non firma l'Odg (che nessuno ancora conosce) è fuori.
Facile immaginare che il giorno dei morti, per i consiglieri di Rc e Verdi in particolare, nell'Odg sarà servita almeno una frase indigeribile e politicamente significativa.

Ora l'ordine del giorno sulla legalità imbarazza anche i Ds, la Cgil si è pronunciata chiedendo al sindaco di lasciar perdere i diktat.
A sinistra sembra prevalere la tesi: -l'Odg si scrive tutti insieme, la giunta e le parti sociali-; non è una cosa che fa il sindaco nella sua stanzina prima di coricarsi.

Vannini, il capogruppo de "La tua Bologna" quel che rimane della lista civica di Guazzaloca, ha detto che si tratta di una farsa.
Ha detto che voterà contro chiedendo: "Mi dica, a che serve un voto sulla legalità? E' un passaggio superfluo, chi può essere contro la legalità?
Loro voteranno contro all'Odg: "Perchè si tratta dell'ennesima operazione ad effetto di Cofferati, bravissimo a guadagnare le prime pagine dei giornali nazionali".
Ricorda che ai lavavetri sono state fatte ben 9 (nove) multe da quando il sindaco mostrato di non gradirli, i rimossi alla maniera di Mugabe sono 20 su centinaia che vivono ancora nel letto del Reno. I rifugi abbattuti sono già ricostruiti.
Vannini ricorda che sono aumentati i bolognesi che si sentono insicuri.

Cofferati sta lavorando bene, non a caso il comune ha insistito per inserire due domande molto simili nel questionario sulla sicurezza. Una di queste diceva: "
Quanto è importante il rispetto di regole condivise, negli spazi pubblici?"
Risposte possibili: molto , abbastanza, poco, per niente.

A proposito di superfluo; forte della risposta granitica dei prodi cittadini bolognesi, a dire il vero perplessi da domande del genere, Cofferati soffia sulla paura, mette in bocca i suoi slogan ai cittadini, massaggia il ventre bottegaio della bestia bolognese.
A occhio i rapporti di forza dovrebbero comprimerlo su posizioni più ragionevoli, ma il danno ormai è fatto.
A parte imprevedibili colpi di classe, Sergio è già considerato un mentitore professionale, anche oltre le necessità delle politica. Molti in città si sono detti traditi dalle parole del sindaco, e questo non si riparerà facilmente.

Questa sera ha fatto il patatrac, e mentre lui si ostinava a negare l'accesso agli studenti in Consiglio Comunale (storicamente avvenuto più volte senza alcuna conseguenza), la forza pubblica ha dato mostra della sua pochezza manganellando alla cieca davanti al Comune, alla presenza di numerosi eletti in consiglio e del parlamentare verde Cento; accusato da Cofferati di "non essere lì per caso".

Questo è un tic ricorrente di Sergione; recentemente ha trattato da maleducato anche la presidente della Provincia, la signora Draghetti, che non pareva meritarlo. Sergione colpisce sempre per primo il potenziale avversario, non si sa mai. Nessun nemico a sinistra, nessuno al centro, nessuno a destra, randellate per tutti e obbedienza a Lui.
Nella carica sono rimasti feriti alcuni studenti ed il segretario provinciale di Rc, Loreti.

Subito coperto da alcuni astuti che hanno definito gli studenti "confusi", Cofferati ha detto che lui i poveri studenti li voleva incontrare (Uno o due li avrebbe anche presi in giro volentieri?).

Morale della favola, da qualche giorno Cofferati era un pò più solo, oggi ha colto al volo l'occasione per esserlo ancora un pò di più.
Bologna si trova con un sindaco che, dopo poco più di un anno, ha portato chi lo aiutò a maledirsi.

Apprezzato da An, in crisi ormonale come un undicenne che ha ricevuto in regalo il cappello da cowboy, Cofferati ha ormai guadagnato sul campo la pubblica medaglia di bugiardo ed inaffidabile. Più ci si avvicina alla sinistra, più si trovano le vittime dei suoi attacchi e del suo modo di fare peronista.

L'ipotesi che termini il mandato in anticipo è ancora infondata, ma anche conservarlo in queste condizioni e con la credibilità scesa a zero nella polis e nella politica, potendo ormai far presa solo su qualche anziano e qualche sceriffo; non sarà bene. Cofferati non fa bene alla sinistra, e neanche al centro, farà bene a Fini?.

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lunedì, 24 settembre 2007

I pericolosi giocattoli cinesi.


Grande rumore ha fatto sotto gli ombrelloni il sequestro di milioni di giocattoli pericolosi o "tossici" prodotti in Cina, molto meno ne ha fatto l'ammissione di colpa della Mattel (corporation americana), giunta a ferie finite.
La Mattel scusandosi con i produttori cinesi, ma soprattutto con il governo cinese, ha ammesso che la "pericolosità" dei giochi dipendeva da progettazioni errate e da capitolati di produzione contrari alla legge. Grossa soddisfazione in Cina, immediata e verticale caduta d'interesse per i fan del "pericolo giallo".

Se ne è parlato poco, nessuno ha pensato all'imprenditore cinese che si è suicidato sentendosi rovinato, nessuno ha pensato al funzionario governativo che ha pagato con la vita l'essere condannato per corruzione nei controlli proprio in un momento nel quale era urgente l'esigenza da parte cinese di "dare l'esempio", nemmeno una riflessione sull'ineluttabilità della pena di morte, in particolare quando colpisce un innocente.

Ben pochi poi hanno notato un dettaglio:
Mattel si è scusata con i cinesi, ma non si è scusata con le famiglie dei due morti e nemmeno con i propri clienti.
Come ha detto il senatore di New York Charles E. Schumer: “It’s like a bank robber apologizing to his accomplice instead of to the person who was robbed” .

Già, è proprio "come se un rapinatore di banche si scusasse con il proprio complice invece che con le persone che sono state rapinate". Abbastanza paradigmatico, la Mattel fa politica, ha la primaria necessità di produrre in Cina sfruttando lo sfruttabile, chissenefrega dei clienti-bambini; e figurarsi chissenefrega dei due cinesi.

I genitori dei clienti tra l'altro saranno convinti che la colpa è dei cinesi, figurarsi, magari qualcuno avrò anche provato soddisfazione sapendo dell'esecuzione del funzionario; perchè turbare questo quadro idilliaco fornendo scuse evidentemente non richieste nemmeno dai media?

Lo spingere la paranoia anticinese è insopportabile, in occasione delle proteste in Myanmar sono molti i commentatori che hanno parlato addirittura di "pressioni" di Pechino a tenere duro; nessuno in Occidente ha dato la notizia che il gigante petrolifero (statale) indiano ha siglato un accordo petrolifero con la dittatura del Myanmar proprio ieri. A celebrare l'accordo è andato un ministro indiano, che a Yangoon si è beccato le proteste degli attivisti birmani. I generali che si vendono le risorse del paese non hanno grandi problemi, c'è la fila alle loro porte per il legname e gli idrocarburi birmani, in tempi di globalizzazione la democrazia può attendere.
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domenica, 23 settembre 2007

L'Afghanistan va così.


Da oggi, grazie alla sparizione di due soldati italiani, rivamperà l'attenzione per l'Afghanistan e se ne sentiranno di tutti i colori. Per capire come sia messo il paese dopo sei anni di permanenza del "mondo libero", basta molto poco. Ad esempio un articolo apparso sul sito della BBC, che racconta come l'oppio si venda in grandi quantità nei bazar afgani.

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domenica, 23 settembre 2007

Ubriachi al volante e pedofili a difendere i bambini.


Gli ultimi dati sugli incidenti stradali svelano un dettaglio per anni rimasto nell'oscurità: ci sono un sacco di italiani che si mettono alla guida ubriachi.

Anni di retorica contro le "stragi del sabato sera" si infrangono contro la realtà non appena il governo decide un giro di vite contro gli alcolisti. Non c'entra il sabato, non c'entra la velocità; c'entra invece l'alcolismo, una vera e propria piaga sociale che i politici italiani hanno  colpevolmente trascurato, indulgendo in una benevolenza con i produttori di alcolici che è costata migliaia di vittime all'anno.
Molto meglio fare un po' di scena contro la droga, lucrare fondi per politiche fallimentari, che andare ad intaccare gli interessi di produttori di vini ed alcolici.

Un paese di ubriachi, verrebbe da dire; e verrebbe da estendere questa considerazione ad altri ambiti, visto che di solito i casi attorno ai quali si fa più rumore, si risolvono in esiti paradossali e dibattiti da etilisti.

Oggi, ad esempio, i telegiornali ci hanno proposto una iniziativa contro la pedofilia patrocinata dal padre di Tommy Onofri. Una vicenda triste, attorno alla quale sono sorte dubbie raccolte di fondi terminate in lite tra i parenti di Tommy e i "volontari" che sembravano più interessati ai fondi che a contrastare la pedofilia.

Onofri padre però non è esattamente la persona più indicata come paladino contro la pedofilia; Paolo Onofri,  ha infatti patteggiato tempo addietro sei mesi con la condizionale per possesso di materiale pedopornografico rinvenuto nel suo computer proprio dagli inquirenti durante le indagini sul rapimento di Tommy; con quale faccia possa ora essere portato in giro come icona dell'antipedofilia, rimane un mistero glorioso. Considerazione che si può estendere a diversi personaggi noti in rete per le loro battaglie contro la pedofilia, a cominciare dal prete antipedofilo che difende i preti pedofili, fino ad improbabili volontari che propongono pene medioevali per questo genere di crimini. Tutta gente che chiede denaro e difficilmente offre rendiconti su come vada poi speso.

Un paese di ubriachi può concedersi solo dibattiti da ubriachi e iniziative da ubriachi; non resta che berci sopra.
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sabato, 22 settembre 2007

Lo Sceicco della Repubblica

Questo post, bolognesissimo, è dedicato a tutti quanti si chiedevano dove fosse finito lo sceicco panzone

Un paio di giorni fa al circolo “La fattoria” al Pilastro, c'è stata una riunione per “discutere dell'erigenda (forse) moschea. Dietro i promotori c'era uno striscione con scritto “Vogliamo vivere in un paese libero e democratico”. Ai presenti è ovviamente sfuggito che la libertà di culto è uno dei principi fondanti di un paese democratico, ma in fondo non si può pretendere molto da un gruppetto di leghisti ed improvvisati agit-prop.

img022Qualcosa di più sarebbe lecito attendersi dalla stampa, ma purtroppo anche qui è notte. Il centinaio di persone presenti si è trasformato su quasi tutti i giornali in “gli abitanti del quartiere”, un po' come quando fanno i sondaggi tra i loro lettori e poi li presentano dicendo “Gli italiani pensano che...”.

A vincere con distacco su tutti è stato però l'articolo di Silvia Bignami su Repubblica (così la brava, buona e bella Rita Bartolomei non dirà che me la prendo sempre con sue toppate), che ha scritto: “ Ad animare l'incontro c'erano (...) e lo sceicco Shaaykh Abduel Hadi Palazzi, segretario dell'Assemblea dei Musulmani d'Italia, tra i più duri contro il progetto della moschea. Lo sceicco, secondo cui i vertici del centro di cultura islamica appartengono all'UCOII, li paragona a “spacciatori di droga e pedofili”.

Questo per il solo fatto di appartenere all'UCOII, che è l'associazione di musulmani da Allam più volte accusata delle peggiori nefandezze e sua personale bestia nera.

Ora, a parte gli errori, è evidente che la povera giornalista non si rende proprio conto di chi sia Palazzi.

img53Palazzi è un -sedicente- sceicco, trattandosi di un improbabile romano che all'anagrafe fa Massimo Palazzi. Il nostro nasce politicamente nell'estrema destra, dalla quale poi si allontana per farsi arancione, mormone e finalmente islamico. Il 9/11 è stato una disgrazia per molti, ma altri li ha miracolati, Palazzi è uno di questi.

Posso dire di conoscere Palazzi molto bene, visto che ha spammato le sue cazzate su indymedia per anni; si tratta sicuramente di una persona disturbata (commentava positivamente i propri post da solo usando sempre gli stessi nick) e di un estroso millantatore.

Anche la sua AMI è una pattumata, visto che non ha quasi iscritti; in compenso ha/aveva per vicepresidenti due faccendieri (Massimo Pizza e Antonio D'Andrea, per nulla musulmani) che poi sono finiti all'attenzione di Woodcock nel processo che ha visto il presunto re d'Italia finire in galera a Potenza.

Palazzi passava le sue giornate su Indymedia a litigare con altri rottami dell'estrema destra, da Mutti a Martinez, e poi con altri italianissimi scoppiati musulmani. Già, sembra che un sacco di dementi italiani abbia trovato il modo di “svoltare” facendosi musulmani.

Se ci fate caso sono quasi tutti italiani i musulmani che vedete in TV, con una spiccata preponderanza di gente proveniente da fallimentari esperienze di estrema destra.Volavano gli stracci e si scoprivano gli altarini reciproci provocando grande ilarità tra gli astanti. Le cazzate di Palazzi venivano nascoste solo quando doppie, era troppo divertente per privarsene.

Palazzi comunque batte tutti, perchè mentre gli altri a stento nascondono sbocchi di antisemitismo, lui fa il musulmano “democratico” che adora Israele e gli ebrei, meglio se di tendenza neoconservatrice; fa quello che diffama i musulmani dicendosi musulmano; Palazzi gira il mondo esibito dalla destra guerrafondaia ebraica (sempre meglio che lavorare?), va ai convegni e fa esattamente come Allam. Palazzi è una piccola rotella della grande macchina di propaganda che coinvolge Allam, Betulla, Pezzana e molti altri.

Anche tra questi comunque Palazzi svetta; nessuno come lui è stato insignito di onorificenze come “l'aquila d'oro mussoliniana”, nessuno degli altri vanta titoli farlocchi come fa lui, nessuno ha la sua incredibile faccia tosta. Se visitate la voce di Wikipedia che si è scritta da solo ( e che poi ha ricevuto anche altri contributi) o anche il sito dell'AMI o quello di Martinez, scoprirete che rivolgendovi a lui potrete diventare “cavalieri di Sheckal” (sciacallo), che è “professore dell'università di Velletri (che a Velletri c'è solo una università per anziani con unico corso: Enologia, perfetto per un musulmano) e molto altro, tutto fasullo.

Appena appariva un post di Palazzi su Indymedia (in genere interviste del suo amico Dimitri Buffa su Libero o L'Opinione o cosine più lisergiche come le sue lezioni di danza sufi), si accendeva una coda di commenti, in genere pernacchie. Maulana Abdul (non Abduel) Hadi Palazzi è quindi un ridicolo magliaro che in rete è conosciuto come “il terrore dei supplì” (aka il panzone), spacciarlo per sceicco islamico è decisamente troppo, sceicco de che?

Ovviamente non bisogna farne una gran colpa alla povera Bignami, Repubblica lo ha già citato, intervistato e preso sul serio più volte, ma con un minimo di curiosità l'infortunio si poteva evitare facilmente, visto che in qualsiasi motore di restituisce una massa imponente di dileggi nei suoi confronti non appena digitate “Maulana Palazzi” e spingete Invio. Quanto sopra sostenuto è dimostrabile in pochi secondi attingendo a molte fonti, ma qualcuno continua a portare in giro lo “sceicco” e non credo sia per dispensarci buonumore; molti degli omarini presenti al circolo l'altra sera se lo saranno bevuto e lo ricorderanno tutta la vita come un buon musulmano democratico, facendo tesoro delle calunnie che ha sparso con noncuranza.



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sabato, 22 settembre 2007

Quelli che ci aumentano la pasta

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Fanno rumore e fanno male gli aumenti dei generi alimentari che stanno piovendo sugli italiani. Come al solito è scattata l'indagine pubblica; i grandi media fanno molto rumore, i politici sputano sciocchezze, ma di colpevoli non c'è traccia. I colpevoli sono come al solito in bell'evidenza sotto il naso di tutti, ma evidentemente c'è qualche ritrosia nel metterli all'indice, una ritrosia peraltro facilmente spiegabile. La colpa dell'aumento dei prezzi dei generi alimentari è dovuto prima di tutto al superamento della capacità di carico del pianeta. Il pianeta ha smesso di essere in grado di sostenere il consumo degli umani verso la fine degli anni '80. Da allora la specie umana ha smesso di nutrirsi con i frutti e ha cominciato a mangiarsi il capitale-terra. Da allora centinaia di milioni di neoconsumatori sono entrati nella contesa per le risorse, basti pensare ai progressi di Cina, India e dell'Asia più in generale, per rendersi conto che la capacità produttiva mondiale è enormemente cresciuta negli ultimi 20 anni; l'apertura globalizzante delle vie commerciali ha determinato un boost impressionante dello sfruttamento delle risorse. Risulta evidente che nel mezzo di uno scenario del genere la situazione sia evoluta secondo modelli esponenziali.

A peggiorare la situazione, nel caso degli alimentari, sono poi intervenute scelte politiche che discendono direttamente dal rarefarsi delle risorse energetiche fossili. Che il petrolio esista in una quantità finita è fuori discussione, così come è fuori discussione che agli attuali livelli di domanda globale non corrisponda una capacità estrattiva sufficiente. Da tempo si diceva che la domanda avrebbe superato questo limite, ben prima dell'esaurimento del petrolio, provocando sconquassi simili. La teoria è quella dell'Oil Peak, cioè del picco di produzione a fronte della domanda.

Già ora non c'è abbastanza petrolio ed era previsto da tempo, da quasi quaranta anni. La cosa è preoccupante, ma la scarsità di petrolio è relativa; vuol “solo” dire che d'ora in avanti non se ne estrarrà abbastanza da soddisfare la domanda; non importa quanto capitale si possa investire o dove si vada a dargli la caccia. Siano le sabbie bituminose dell'Alberta o i giacimenti artici, la produzione di petrolio non supererà mai più la domanda e comunque prima o poi andrà ad esaurimento.

La notizia non è buona e non ha neppure un lato B positivo; tutti gli studi ci dicono che dovremmo abbattere violentemente le emissioni di Co2 immediatamente per sperare di non far impazzire il clima e aumentare drammaticamente il livello dei mari. Il petrolio non finirà abbastanza in fretta perché la sua dipartita giovi all'ambiente, au contraire. L'impetuosa domanda d'energia, incontrando i limiti della produzione petrolifera ha aperto le gabbie a scelte assolutamente sbagliate.

Molti parlano di centrali nucleari, che però sono giocattoli che si costruiscono in venti anni e con investimenti immensi, mentre la domanda deve essere soddisfatta qui ed ora. Le soluzioni adottabili senza intaccare equilibri che non possono essere messi in discussione sono, quelle che continuano a chiamare in causa la combustione di idrocarburi e carbone. Soluzioni che cozzano con l'esigenza di rallentare l'aumento della temperatura e più in generale l'inquinamento della biosfera.Per risolvere questa contraddizione si pagano fior di personaggi che parlano di fantasie come se fossero realtà. Ecco allora il “carbone pulito”, la “cattura del Co2”, la “neutralizzazione delle emissioni”e via così.

I biocarburanti sono discutibilmente “ecologici”, visto che il rapporto tra l'energia utilizzata per produrli e farli giungere all'utilizzatore non è in alcun modo vantaggioso rispetto agli idrocarburi tradizionali, ma soprattutto visto che la loro produzione non sostituisce, ma si aggiunge al consumo di tutti gli idrocarburi comunque estraibili.

Stati Uniti ed Unione europea hanno stabilito che una parte robusta del loro enorme consumo energetico dovrà essere coperto da carburanti bio. La decisione, come era prevedibile e previsto, ha determinato il confluire di ingentissimi capitali verso la nuova avventura. Capitali attirati dagli incentivi governativi alla produzione, cioè dai soldi delle tasse. Il settore è talmente effervescente che negli Stati Uniti è sorto in poco tempo un numero impressionante di raffinerie dedicate ai biocarburanti. Un dato interessante confrontato con quello che descrive lo stato delle raffinerie petrolifere, negli Stati Uniti non se ne costruiscono da anni. Circostanza che rende evidente come fosse noto ai petrolieri che la produzione di petrolio non sarebbe mai più aumentata.

La produzione di biocarburanti ha un solo pregio evidente: non intacca assolutamente i circuiti distributivi (e di conseguenza il controllo del mercato) dell'energia. I biocarburanti viaggiano in autobotti ed escono dalla pompa del distributore che appartengono agli stessi che gestiscono i flussi petroliferi.

Scegliere i biocarburanti non ha rappresentato solamente una scelta molto discutibile sul piano del rapporto costi/benefici, ha rappresentato soprattutto una scelta assassina. I prezzi degli alimenti sono esplosi principalmente per l'aumento delle colture destinate alla produzione di biocarburanti. La cosa infastidisce molti italiani e molti altri li lascerà nella disperazione, perché è chiaro che stipendi e pensioni non riusciranno a star dietro agli aumenti. Una situazione ancora più drammatica si è determinata nei paesi più poveri, dove l'aumento di generi alimentari quali il grano ha provocato veri e propri sconquassi sociali.

La produzione di biocarburanti impatta sull'intera catena di produzione dei generi alimentari. Vaste estensioni dedicate ai biocarburanti hanno ridotto le coltivazioni di soia, il principe dei mangimi, determinandone un parallelo aumento dei prezzi e hanno espanso incredibilmente le monocolture a detrimento di tutte le altre produzioni alimentari. La convenienza nella produzione di colture incentivate spinge i coltivatori (in particolare quelli multinazionali) in quella direzione, con un inarrestabile effetto-domino che travolge tutti i corsi degli alimenti.

Una scelta assassina (e anche suicida), per la quale i consumatori dei paesi ricchi pagano i biocarburanti prima incentivandone la produzione con le proprie tasse per poi ripagarli fronteggiando l'aumento degli alimenti. E ancora li pagheranno, in quanto abitanti di un pianeta che non smette di essere avvelenato con dosi sempre più elevate di inquinanti e un'atmosfera sempre più satura di Co2. Gli abitanti dei paesi poveri che non sono consumatori, pagano in natura, cioè con la loro vita; lo dimostra il drastico aumento delle persone stimate a rischio di morte per fame, quasi raddoppiate da un anno all'altro.

L'aumento dei generi alimentari provocato da questa scelta assurda, già precorsa dalla Cina che la sta abbandonando dopo averne assaggiato i danni, viene poi colto come occasione da distributori avidi (che aumentano i prezzi ben oltre le conseguenze economicamente ponderabili) e speculatori , ma ha anche il pessimo effetto di dare l'illusione che non esista un problema energetico serio e che qualcuno si stia preoccupando veramente di prendere provvedimenti “ecologici”.

Ce ne sarebbe abbastanza per assistere ad assalti ai distributori di biocarburanti da parte di folle inferocite, ma non succede. Non succede perché nessuno sembra interessato a mettere in discussione l'attuale modello di consumo; non lo sono i politici, non lo sono gli attori economici che da questa situazione godono di immense rendite di posizione. L'importante è comunque rendersi conto del motivo per il quale le cose succedono e delle loro conseguenze; oggi sappiamo che anche quando paghiamo le tasse e mangiamo stiamo in realtà pagandoci la benzina per la macchina e che un po' di quella benzina ce la pagano anche gli abitanti dei paesi poveri. Morendo.
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categoria: economie, corporation, bug di sistema


mercoledì, 19 settembre 2007

Una domanda per i fan di Grillo


Me la giro e me la rigiro, ma non riesco a capire bene cosa avesse in mente chi ha firmato una in particolare tra le proposte di legge presentate da Grillo.

Mi riferisco al principio enunciato da lui proprio con le parole: "Chi è stato condannato in via definitiva non deve più sedere in Parlamento."

La ragione della proposta mi sfugge, d'accordo, molti politici starebbero bene in galera e tenerli almeno fuori dal parlamento sarebbe cosa buona e giusta, ma probabilmente chi ha firmato (e forse anche Grillo) non si rende bene conto di essere arrivato solo a metà dell'analisi delle conseguenze di un tale divieto; almeno in una formulazione tanto drastica.

Negli ultimi anni più di quindicimila persone hanno preso denunce (e già parecchie condanne) per aver commesso atti eminente "politici" quali scioperi o proteste. Molti di più nel corso della loro vita hanno ricevuto condanne penali (più spesso lievissime) per i motivi più vari, i delinquenti abituali sono una percentuale minima della massa dei condannati. C'è chi ha ricordato il caso di Pertini, chi quello di Mandela, magari per difendere gli amicicci, ma questo non toglie che gi esempi siano giusti. Chi accetta il rischio di prendersi una denuncia per sostenere le proprie idee non può essere compreso nella categoria dei delinquenti, raggiungendo l'effetto paradossale di decimare l'alternativa ad una classe politica da tutti considerata in grande decadenza e difficilmente riformabile,

Molti dei grandi ladri, corrotti e corruttori, la stragrande maggioranza di questi, invece difficilmente incappa in condanne definitive; sia perchè una giustizia costosa rende migliore la difesa del benestante, sia  per un accidente del caso,  le grandi truffe e le grandi ruberie difficilmente portano a condanna i loro autori.

Una norma del genere rappresenterebbe tra l'altro un formidabile strumento di potere, consentendo a poteri eventualmente malvagi di decimare gli avversari.

La proposta priverebbe quindi dell'eleggibilità (che è un diritto civile fondamentale) una grande massa di persone per estromettere dal parlamento gente che in un paese diverso non ci sarebbe. In molti paesi i politici con storie criminali alle spalle si ritirano in silenzio, sarebbe un discredito per i loro partiti presentarli.

Da noi funziona al contrario, chi delinque trova generale benevolenza, spesso passa per furbo.

Il problema è qui e non si risolve con una legge, ancora meno con una legge stupida.

L'ingenuità della proposta è tanto clamorosa, che viene da pensare che in realtà alla sua base non ci sia proprio il desiderio di trasformarla in realtà.

La domanda che vorrei quindi porre a chi ha firmato quella proposta di legge è: "Volete davvero una legge del genere?"
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categoria: italia, bagatelle