
La qualità del personale politico è uno dei grandi problemi delle democrazie. Nella foto il ministro israeliano della difesa Peretz cerca di osservare le manovre militari dei suo esercito.

Nel caso di avvelenamento dal cloro è molto rara la morte fulminante: "Frequente è invece la morte rapida, morte difficilmente evitabile da chi non sia provvisto di apparecchi di protezione e dovuta ad un assorbimento prolungato di cloro. Sono sintomi iniziali di questa forma: senso di bruciore alla gola e di soffocazione, bisogno irrefrenabile di tossire, tosse penosa, straziante e dolorosa a causa delle ripetute inspirazioni di gas irritante. Seguono immediatamente dispnea con schiuma rosea colante dalla bocca e dalle narici, viso cianotico, labbra nerastre, incapacità di parlare. Anche se l’individuo viene portato all’aria pura l’asfissia continua il suo corso e sopravviene la morte in un tempo variabile dai venti minuti ad alcune ore e fino ad alcuni giorni, per edema polmonare acuto." 

“Quando nella scorsa legislatura, una parlamentare di Forza Italia aveva proposto di dare un nome a tutti gli embrioni – ricorda Flamigni – pensavo si trattasse di uno scherzo".
Non era uno scherzo, qualcuno lo faccia presente anche a quelli che si sono sbagliati a votare questo schifo.
L’alleanza afgana può contare sui rinati “talebani”, su signori della guerra e anziani mujaheddin, ma soprattutto può contare sulla retrovia pachistana. In Pakistan la rete islamista si è allargata e ormai controlla tutta la regione di frontiera. Musharraf, accusato con forza di “collusione con i terroristi” da Karzai e dal Dipartimento di Stato Usa, non ha saputo fare altro che proporre di minare il confine tra i due paesi, idea poi abbandonata tra i fischi. 
FOTOMONTAGGIO PAPA SU INDYMEDIA, PM CHIEDE ARCHIVIAZIONE Con rogatorie in
Brasile e Usa nessun accertamento Roma, 12 feb. (Apcom) - Il pm di Roma Salvatore
Vitello ha presentato richiesta di archiviazione per il procedimento contro ignoti aperto per vilipendio
della religione cattolica in merito al fotomontaggio apparso sul sito Indymedia di Papa Benedetto XVI. Nel post, pubblicato pochi giorni dopo la sua elezione, il Pontefice era raffigurato in divisa militare nazista. In
ragione di ciò il gip Marco Patarnello, nel maggio scorso, dispose il sequestro preventivo di parte del sito. Il
motivo per cui il sostituto procuratore ha sollecitato l'archiviazione è perché alle diverse rogatorie chieste, in
Brasile e negli Stati Uniti, dove ha sede la società a cui Indymedia fa riferimento, non sarebbe mai stata data risposta.
Nav
------------------------------------------------------------------------------Fa impressione udire le parole di Napolitano, eppure lui c'era. Fa impressione vedere un paese che si ricorda vittima delle foibe ed un presidente che parla di congiura del silenzio sulle foibe. Napolitano finge di dimenticare che il silenzio sulle foibe è servito a mantenere il silenzio sui lager fascisti in Jugoslavia, sulla italianizzazione forzata, su stupri e pulizia etnica commessi dagli italiani in quantità industriale per anni.
Centinaia di migliaia di persone passate nei lager italiani, quasi tutte morte, o uccise con i familiari davanti o dentro casa, 1700 criminali di guerra italiani che erano sulle liste degli alleati, mai processati, immediatamente dimenticati, alcuni già arruolati come funzionari nel primo governo repubblicano.
Per questi insignificanti dettagli abbiamo sempre "dimenticato" le foibe, una tragedia, ma infinitamente conveniente da dimenticare.
Oggi quelli che "ricordano" le foibe senza ricordare i "nostri" lager (l'esistenza dei quali peraltro è documentatissima) fanno un'opera di miserabile revisionismo storico. Che il Presidente della Repubblica partecipi con tale slancio e tanta ipocrisia fa cadere le braccia.
Come dimenticare le considerazioni fatte all'epoca dal Conte Zoppi, segretario generale della Farnesina?
«NON sembra che la Jugoslavia potrebbe sentirsi soddisfatta da sentenze assolutorie (...), soprattutto ove si tenga conto del fatto che la natura delle accuse da essa formulate è tale che gli imputati, a norma delle leggi iugoslave, sono passibili quasi tutti della pena di morte. (...).
«I processi si svolgerebbero - se fatti ora - contemporaneamente a quelli contro i presunti criminali di guerra tedeschi che stanno per iniziarsi da parte dei Tribunali militari italiani. E poiché le accuse che noi facciamo ai tedeschi sono analoghe a quelle che gli jugoslavi muovono contro gli imputati italiani, si creerebbe una situazione alquanto imbarazzante (...).
«In queste condizioni sarebbe opportuno mantenere atteggiamento temporeggiante evitando di rispondere alla Jugoslavia sulle richieste singole e cercando di impostare sempre più il problema... nel senso che il giudizio debba essere deferito ai Tribunali italiani, pur cercando di fare in modo che tali giudizi possano svolgersi in condizione di tempo e di ambiente meno suscettibili di inconvenienti d'ordine sia interno che internazionale».
Come dimenticare che quei processi non si tennero mai?
Come ignorare che: " Migliaia di cittadini italiani sono stati rinchiusi per il solo fatto di essere di lingua-madre slovena o croata. Altre migliaia giunsero in quei campi deportati dai territori sloveni annessi dall’Italia e dalla Dalmazia.
Il tasso di mortalità di quei campi, in particolare di Arbe e di Gonars, non consente a nessuno di definirli semplici luoghi di detenzione.
Quei campi sono stati l’esito finale di un processo di genocidio culturale: venne cancellato il diritto all’istruzione nella propria lingua-madre (1923), furono chiusi tutti i circoli culturali e sociali sloveni della Venezia Giulia, si avviò l'italianizzazione ’ forzata di 2047 cognomi a partire dal 1927, cui si aggiunsero centinaia di altri cognomi italianizzati “su richiesta degli interessati”.
Tra il 1927 ed il 1943 il Tribunale speciale per la difesa dello Stato celebrò 131 processi contro 544 imputati sloveni e croati, 10 dei quali vennero condannati a morte e fucilati prima della seconda guerra mondiale." ?

Carnefici
Eppure sappiamo che in Istria:
"8222 persone appartenenti all’Adriatischen Küstenland furono deportate nei campi di sterminio nazisti. I deportati di questa zona costituiscono da soli oltre un quinto dei deportati provenienti dai territori italiani. 6 su 10 sono morti in Germania. "
Ma anche che:
"La Risiera di S. Sabba, unico campo di sterminio in Italia, ha funzionato sino al 29 aprile del 1945. Vi vennero bruciate 5000 persone, soprattutto partigiani e popolazione civile catturata nei rastrellamenti. Circa 20.000 persone vennero imprigionate e poi deportate nei lager tedeschi. "
Tutte cose che stanno scritte sul sito della Camera.
Eppure in rete ci sono anche siti che sono memoriali dei : Gonars, Arbe , Visco, Bolzano e della più famosa Risiera di San Sabba; per un prudente totale che fa impallidire i racconti sulle foibe. Questo accompagnato a stupri, saccheggi e devastazioni come mezzi di pulizia etnica, con centinaia di migliaia di slavi costretti alla fuga o alla italianizzazione grazie a metodi tipicamente fascisti. Sappiamo quanti furono i luoghi ufficiali di internamento del fascismo, sappiamo quante e quanto atroci siano state le stragi fasciste in Jugoslavia. Quegli slavi che noi ricordimo come feroci assassini d'italiani con la giornata delle foibe.
Eppure sappiamo anche cosa successe alla caduta del fascismo:
"Crollato il regime fascista, si verificò un fenomeno alquanto strano e significativo: le "terre irredente" vennero precipitosamente abbandonate. Le autorità civili (composte in gran parte da ferventi fascisti, quasi tutti meridionali) fuggirono verso le loro città di origine, lasciando una terra che evidentemente non avevano mai riconosciuta come loro, nella più totale anarchia. Le autorità militari consegnarono alle poche centinaia di tedeschi presenti non solo l'intera regione, ma anche migliaia di soldati e carabinieri, che furono in gran parte uccisi, internati, deportati in Germania. Questa vera e propria strage in conto terzi, commessa dai comandi dell'esercito e fascisti, dagli stessi comandi che si erano macchiati dei peggiori crimini di guerra, non è considerata da quella propaganda patriottarda che enumera martiri ed eroi, ma che sa sempre tacere sui nomi e le responsabilità. Le recenti scuse per il decennale silenzio sui fatti d'Istria, scuse porte da eminenti politici della cosiddetta sinistra, non hanno avuto in contropartita le scuse di coloro che, per vigliaccheria e incompetenza, consegnarono migliaia di giovani al lager e alla morte."
Questi, che sono molti di più di quelli che, a vario titolo finirono nelle foibe nell'arco di un paio d'anni, non li ricorda nessuno. Nessuno prende un giorno all'anno per chiedere scusa ai popoli slavi dell'aggressione e del martirio delle loro città e regioni.
Semplicemente dimentichiamo tutti e costruiamo un mondo nel quale, allora, il nostro posto fu quello delle vittime, stravolgiamo la realtà storica usando vigliaccamente le foibe per dimenticare che all'epoca i generali scrivevano nelle comunicazioni ufficiali:
" SI AMMAZZA TROPPO POCO".
In Jugoslavia, durante l'occupazione italiana:
In particolare, sono da attribuirsi alla responsabilità diretta delle truppe di occupazione italiana almeno 250 mila morti, che le fonti serbe però portano ad un totale di 300 mila.
Di questi, i morti in combattimento sono una parte esigua, perché la stragrande maggioranza delle vittime fu dovuta a vere e proprie stragi e repressioni, a saccheggi e a brutalità. In particolare, è da ricordare il ruolo della II Armata Italiana, sotto il comando del generale Roatta.
La situazione è differenziata nei diversi territori: le peggiori e più inumane condizioni si verificarono nella Jugoslavia meridionale, dove si aprì una vera e propria caccia al serbo. Vere e proprie spedizioni italo-croate partivano alla volta dei villaggi e delle cittadine serbe, dove, in un'orgia di violenze di ogni tipo, centinaia di uomini, donne e bambini venivano torturati e uccisi. I villaggi jugoslavi distrutti dagli italiani sono non meno di 250, ai quali vanno aggiunti quelli distrutti in collaborazione con i tedeschi o con altre milizie dell'Asse. "
VittimeAggiornamento del 12/02:
Come volevasi dimostrare, oggi si è incazzata la Croazia, che per bocca del suo presidente, Stipe Mesic, ha definito "razziste" le parole di Napolitano, esattamente: " "Parole nelle quali è impossibile non intravedere elementi di aperto razzismo, revisionismo storico e revanscismo politico". Il partito del diritto, destra croata, a dichiarato che ""Tenendo conto di tutto ciò che hanno fatto in Croazia e in altri paesi, gli italiani sono gli ultimi che possono dare lezioni su genocidi e pulizie etniche". Ne riferisce Repubblica senza commenti.
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Aggiornamento del 17/02:
Lettera privata del presidente sloveno a Napolitano sulla questione. I "nostri" diplomatici dicono che non è critica.
Ovvero, CSI ci scuce un baffo.
Fa tenerezza nell'era digitale e dopo i successi di serie come CSI e dell'omologa RIS, il disegno con il quale la polizia scientifica di Catania ha "spiegato" la dinamica che ha portato alla morte di Filippo Raciti.
Oltre la tenerezza, fa anche un po' ridere, in particolare se si pensa che un giorno potrebbe essere esibito in un tribunale, nel corso del processo sul tragico omicidio di Catania.
Fa meno ridere invece pensare che il livello di dotazioni e competenze della polizia consenta l'esibizione di quel disegno all'opinione pubblica come dimostrazione a meno di pensare che il livello di questa istituzione non sia quello da barzellette sui carabinieri.
Cosa avranno pensato di dimostrare con quel disegno, che non fosse spiegabile a parole?
Quali elementi, quali conclusioni hanno pensato di non poter veicolare senza quel disegno?
Mistero fitto, per quanto ci si rifletta non si riesce a trovare una risposta logica o almeno plausibile.
Siamo sicuramente nell'era dell'immagine, che può più di mille parole, ma proprio per questo sbagliare immagine può portare ad effetti non calcolabili. Il problema non è nella qualità del disegno (che se fosse stata un'opera d'arte o una ricostruzione digitalizzata non sarebbe stata una "dimostrazione" in grado di provare nulla di più), ma nella combinazione tra la bizzarra presentazione grafica e la sentita necessità di mostrare una immagine pur che fosse. Evidentemente alla polizia di Catania, esattamente alla Scientifica, un volenteroso ha fatto il disegnino per schematizzare le posizioni, senza sospettare che sarebbe diventato famoso, ma altrettanto evidentemente qualche funzionario di grado elevato ha pensato di mostrarlo in televisione.
A parziale attenuante della scientifica di Catania c'è l'obbiettiva carenza di dotazioni (soldi) per le necessità correnti dei corpi di polizia, che ormai si protrae da anni. Con tutti i governi passati invocando la legge e l'ordine, le polizie sono ancora troppe, malmesse nelle dotazioni e costrette ad operare spesso troppo sole. Una solitudine che rischia di allontanarle dalla realtà.