mazzetta

Ce la possiamo fare...
lunedì, 26 febbraio 2007

Traffico d'armi (un arsenale) e reperti archeologici, ma nemmeno un processo per i nostri eroi

L'anno scorso di questi tempi alla Caserma Berghinz di Udine venne ritrovato un vero e proprio arsenale, mal custodito, di armi importate clandestinamente dall'Iraq. Ne avevo parlato in un articolo. Le armi avevano anche subito la cancellazione dei numeri di serie. Oltre a questo alcuni militari vennero indagati per traffico clandestino di reperti archeologici, rubati in Iraq e successivamente venduti in Italia.

La prima udienza si era tenuta a luglio, ma il processo è stato aggiornato e il procedimento è stato trasferito a Cagliari per questioni di "competenza territoriale", su richiesta della difesa, in quanto nel porto sardo sarebbe avvenuto il primo sbarco di container dell'Esercito. Una chiara mossa per sottrarre il processo alla curiosità dei giornali del triveneto, che hanno seguito la vicenda molto più di quelli nazionali.

Ma non è finita: il 20 febbraio, a Cagliari Il gip della Procura militare di Cagliari ha  trasmesso a Roma per competenza territoriale gli atti dell'inchiesta “Antica Babilonia”, quindi ora il processo si terrà a Roma, salvo novità.


Il giorno dopo, nuova perquisizione:
21 febbraio 2007 Messaggero Veneto –Edizione di Udine pag. V -                          
Traffico d’armi, di nuovo perquisita la Berghinz
I carabinieri sono tornati nella caserma per acquisire altri atti.
Intanto l’inchiesta passa a Roma                       di Alberto Lauber

...ma ancora niente processo, alcune posizioni sono state stralciate ---"
In seguito alle prime fasi di indagine sono finiti sotto inchiesta l'attuale comandante del Terzo reggimento genio guastatori, colonnello Silvio Zagli di Udine; il suo predecessore colonnello Mario Ruggiero, che guidò gli uomini della Berghinz durante la missione in Iraq dal maggio al settembre 2004; il capitano Stefano Venuti, di Pasian di Prato e il maresciallo capo Bruno Garlant, di Coseano, che avrebbero avuto il compito di trasportare e custodire l’arsenale clandestino dall'Iraq all'Italia. A Cagliari, poi è finito fra gli indagati anche il maresciallo del Terzo reggimento guastatori Alessandro Corbia, 44 anni, di Udine.
La posizione del colonnello Zagli, inizialmente accusato di peculato militare, è stata stralciata: ora il fascicolo che lo riguarda è stato trasferito dalla Procura militare di Padova alla Procura di Udine. Sono accusati di peculato anche Ruggiero (difeso dall'avvocato Cinzia Fuggetti), Venuti (avvocati Andrea Mascherin e Mariarosa Conte) e Garlant (avvocato Alberto Tedeschi), che devono pure rispondere in concorso di introduzione clandestina nel territorio nazionale di armi da guerra. A Zagli era stata contestata anche la detenzione abusiva di armi da guerra.
A Venuti  e Corbia (difeso dall’avvocato cagliaritano Massimo Pacini) é contestato anche il falso ideologico. Venuti  e Garlant hanno anche a carico un’ulteriore accusa di peculato per il possesso di alcuni reperti archeologici presi durante la missione in Iraq e fatti arrivare in Italia."---

...ma il processo tarda a tenersi. Fino ad ora nessun politico si è pronunciato sulla questione e nessun giornale nazionale ha ritenuto doveroso approfondirla, solo Malabarba fece una interrogazione parlamentare all'epoca, poi il buio . E se questi vendevano le armi ai criminali o ai terroristi?

Anche l'esercito tace, nessuno sembra aver voglia di lavare questo fango dalla divisa delle nostre forze armate, ancora una volta lo spirito di corpo ( o l'omerta del gruppo) fa premio sui doveri istituzionali e sulla legalità. Evidentemente la questione interessa solo a pochi fissati e a qualche blogger.

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domenica, 25 febbraio 2007

E gli americani si sono giocati la casa.


Un preoccupante rapporto segnala l'aggravarsi della crisi americana. Tutti gli indicatori tendono al brutto, ma uno dei dati significativi è quello che segnala il numero delle evizioni immobiliari, che è quando la banca si prende la casa di chi non riesce a pagare il mutuo.
In realtà spesso non si tratta solo di mutui per l'acquisto di case sempre più care e quindi difficili da pagare, ma anche di crediti ottenuti dando la propria abitazione in garanzia.

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 Gli stati in rosso sono quelli con la percentuale più alta di pignoramenti immobiliari

Questo genere di prestiti di solito viene rilasciato senza tante valutazioni sulla capacità del debitore di ripagarli, tanto c'è la garanzia immobiliare. Quest'anno hanno perso la casa in parecchi in questa maniera, ma l'anno prossimo andrà peggio, anche perchè i prestiti sono stati concessi sulla base di valori gonfiati dalla cosidetta bolla immobiliare che adesso si sta sgonfiando, spingendo le banche a fare maggiore preessione sui clienti e anche perchè i prestiti immobiliari hanno raggiunto il loro record appena l'anno scorso.


Il tipo di operazione che voleva incentivare nel nostro paese il ministro Tremonti, qualche tempo fa. Un operazione grazie alla quale gli americani hanno potuto continuare a consumare nonostante la perdita del potere d'acquisto determinata da retribuzioni reali sempre più basse.
Mentre si aspetta con qualche apprensione il grande botto, si può già rilevare che gli ultimi anni di politiche economiche americane hanno portato ad un allargamento della forbice tra ricchi e poveri.
Secondo il rapporto la prossima ondata di pignoramenti si dovrebbe verificare nel prossimo Aprile.

Il rapporto parla anche, come altri, di una grande depressione in arrivo.



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sabato, 24 febbraio 2007

Lapo accusa: fu una trappola di Moggi a farlo finire sui giornali!


Lapo Elkann, in una intervista al New York Times, accusa Moggi di aver complottato ai suoi danni.
"Come si spiega che c'era gia' un fotografo ad attendermi in ospedale quando sono arrivato in ambulanza?" si è chiesto il giovane.

Come si spiega invece che Lapo sia finito in overdose da cocaina che da tempo consumava, non certo per colpa di Moggi? Secondo Lapo, lo scandalo che lo ha coinvolto sarebbe originato dall'invidia, secondo lui in Italia chi ha successo deve sempre scusarsi per questo (?) . I limiti  di Elkann evidentemente gli impediscono di pensare che l'erede della più grande dinastia industriale faccia notizia  prescindere, in particolare se rimane vittima di un overdose durante un festino in compagnia di travestiti (che comunque nell'occasione si sono dimostrati molto più dignitosi di cotanto rampollo).

In ogni caso non si capisce come
-his overdose may have been orchestrated by Luciano Moggi-
Non è stato certo Moggi a rapirlo, condurlo nell'appartamento di Patrizia detto il carabiniere e ad imbottirlo di cocaina.

Ridicolo, poi questo sarebbe il modo di rifarsi un'immagine...bah...



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venerdì, 23 febbraio 2007

L'iran, l'Iran, l'Iran.....

Secondo l'AIEA l'Iran non rispetta l'ultimatum ricevuto dal Consiglio di sicurezza sull'arricchimento dell'uranio.

Non sarebbe una gran notizia, poichè l'Iran ha sempre detto che lo avrebbe ignorato e lo ha ribadito anche nei giorni scorsi. Il problema è che alcuni paesi vogliono imporre all'Iran delle limitazioni che non hanno alcun senso, se non  quello della propaganda.

Va detto che l'AIEA non si è limitata a questa scontata dichiarazione, ma che ne ha rilasciata un'altra ben più clamorosa che, per quanto riportata dalle agenzie non è ( e non sarà) raccolta dagli altri organi d'informazione:

ANSA) -LONDRA, 23 FEB- Gran parte delle informazioni fornite dalle spie Usa sull'Iran e' senza fondamento: lo affermano fonti dell'Aiea, citate dal Guardian. La rivelazione coincide con la presentazione del rapporto Aiea, nel quale si dice che Teheran non ha interrotto il suo programma nucleare come richiesto dall'Onu. Tuttavia, dicono le fonti, molte delle segnalazioni della Cia e dell'Fbi su presunti siti segreti dove si lavorerebbe a progetti nucleari non pacifici non hanno portato a nessuna scoperta.

Insomma, secondo l'AIEA, qualcuno racconta balle e se ne sono accorti.
Secondo il Los Angeles Times
"Dal 2002, quasi tutte le informazioni che ci sono arrivate si sono rivelate false". Un diplomatico di alto rango dell'Aiea. Secondo il LAT anche gli americani lo ammettono fuori dell'ufficialità. Tutti i falsi tendevano  dimostrare che l'Iran ha un programma nucleare bellico.

La domanda da un milione di dollari è: "Perchè si inventano balle sull'Iran?"

Quella da due milioni è: "Perchè se lo sanno tutti che sono balle (non solo queste), si continua a diffonderle come se niente fosse e senza nessun vaglio critico?"

Diamoci delle risposte.

Aggiornamento:

Un'altra bella bufala è il recente dossier presentato dallo NCRI a Parigi. Il dossier contiene i nomi di quasi 32.000 iracheni che sarebbero pagati dai servizi di Teheran. La bufalona non è stata raccolta dai media in giro per il mondo, forse perchè memori di altre patacche distribuite dallo NCRI in precedenza. A bersela invece sono accorsia alcuni italiani, tra i quali Aldo Forbice della trasmissione radiofonica Zapping, che ha un po' la fissa degli iraniani cattivi e che finora si è bevuto le peggiori patacche, purchè mettessero in cattiva luce l'Iran. Secondo Forbice invece il dossier, scambiato da tutti per una patacca, è valido; almeno secondo un'analisi compiuta da Cia ed Fbi che conosce solo lui e qualche amico di Cheney. Da notare che questa organizzazione, che una volta era comunista e faceva attentati contro gli americani, è la fonte delle informazioni false ricordate poco sopra. Qualche genio  Washington pensa addirittura che possa avere speranze di andare al potere in Iran; dove peraltro è odiata da tutti perchè durante la guerra con l'Iraq si schierò con Saddam.

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categoria: media, iran


venerdì, 23 febbraio 2007

I Lungimiranti



peretz w binocularsLa qualità del personale politico è uno dei grandi problemi delle democrazie. Nella foto il ministro israeliano della difesa Peretz cerca di osservare le manovre militari dei suo esercito.

Un'immagine iconica della politica isrealiana degli ultimi anni, che ha dimostrato continuamente un capacità di previsione e una lungimiranza assolutamente al di sotto delle necessità, qualsiasi necessità si possa aver avuto in mente soggettivamente.
la politica israeliana disgusta la cittadinanza in maniera bipartisan più o meno come succede in Italia.
Così mentre il paese è squassato dagli scandali e dalla corruzione, la Corte Suprema ha deciso che la costruzione del muro potrà tranquillamente proseguire sui terreni palestinesi. Trattando la petizione di tre villaggi palestinesi: Beit Lid, Ramin, Shufa al-Labad, contro il muro che deve proteggere le colonie di Avnei Hefetz (fondazione del 1990) e Einav (2002), che sono sorte su terreni privati plestinesi ben oltre i confini di Israele.

Il muro in alcuni casi dista un chilometro e mezzo dalle prime case delle colonie e, oltre a sottrarre molto altro spazio ai palestinesi, ne ostacola le attività quotidiane in maniera pesante. La Corte ha deciso che, dopo che una sezione del muro era stata trasformata un una barriera elettronica, cioè in un passaggio senza ostacoli fisici attraverso il quale i palestinesi potrebbero passare controllati dalla sicurezza israeliana, il muro attorno alle due colonie può essere costruito sul tracciato previsto._42604489_peretz_ap203




Davvero lungimiranti.


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giovedì, 22 febbraio 2007

Attentati al cloro in Iraq. Ennesima bufala.


In Iraq ogni giorno vengono portati a termine numerosi attentati.
Ieri i comandi americani hanno cominciato a parlare di attacchi con bombe chimiche artigianali fatte con il cloro.
In Iraq il cloro abbonda e non potrebbe essere altrimenti, visto che la rete idrica non offre certo garanzie sanitarie (di solito neanche l'acqua) e il fatto che possa essere esploso un camion cisterna che ne trasportava non può certo essere clssificato come attacco chimico.wmd

I geni della propaganda americana invece hanno preso la palla al balzo e ora parlano di tre attacchi "chimici" dal 28 gennaio, sommando altri due attentati nei quali l'esplosione di autobomba ha coinvolto contenitori di cloro. La bufala non è comunque tale per la scarsa incidenza statistica sulle decine di attentati nello stesso periodo.

La bufala è tale perchè il cloro non può certo essere considerato adatto a compiere attentati.
Il cloro fu usato come arma chimica durante la prima guerra mondiale, essendo un gas più pesante dell'aria andava bene per colpire le trincee, ma si rivelò presto poco efficace, sia per l'odore che ne denunciava la presenza, sia per la sua relativa aggressività e venne sostituito con il fosgene e poi con altri gas
La stampa americana (un articolo del  New York Times) fa presente che gli ufficiali americani hanno detto anche che gli "ordigni" non hanno funzionato bene, in quanto il cloro è rimasto bruciato nelle esplosioni.

Non poteva essere diversamente: il cloro non è mai stato impiegato con successo abbinato all'artigliera per questo suo difettuccio, è sempre stato diffuso sui campi di battaglia facendolo uscire dalle bombole a favore di vento. Pensare che gli attentatori iracheni non lo sappiano e abbiano scelto una tecnica che non può funzionare è abbastanza ridicolo, prima ancora che poco credibile.

La favola delle Armi di Distruzione di Massa (WMD) si arricchisce di un nuovo capitolo, ma ormai gli autori fanno fatica a convincere il pubblico, troppe volte preso in giro con trucchetti del genere.

Il cloro per essere impiegato come arma deve quindi essere vaporizzato; farlo esplodere non serve  nulla e in Iraq non si è trattato certo di attacchi "chimici".

GOP WMDNel caso di avvelenamento dal cloro è molto rara la morte fulminante: "Frequente è invece la morte rapida, morte difficilmente evitabile da chi non sia provvisto di apparecchi di protezione e dovuta ad un assorbimento prolungato di cloro. Sono sintomi iniziali di questa forma: senso di bruciore alla gola e di soffocazione, bisogno irrefrenabile di tossire, tosse penosa, straziante e dolorosa a causa delle ripetute inspirazioni di gas irritante. Seguono immediatamente dispnea con schiuma rosea colante dalla bocca e dalle narici, viso cianotico, labbra nerastre, incapacità di parlare. Anche se l’individuo viene portato all’aria pura l’asfissia continua il suo corso e sopravviene la morte in un tempo variabile dai venti minuti ad alcune ore e fino ad alcuni giorni, per edema polmonare acuto."
Da un sito specializzato.

Niente di simile è mai stato riportato dalla stampa, la stessa natura del gas fa credere che nessuno lo impiegherebbe mai per un attacco all'aperto combinandolo all'esplosivo, per motivi diversi dal rendere più potente lo scoppio o come parte integrnate della miscela esplodente. Il cloro eventualmente disperso cadrebbe infatti subito a terra e (non trovando gente annidata nelle trincee) non riuscirebbe ad avvelenare nessuno in maniera significativa; per proteggersi di vapori del cloro, tra l'altro, basta coprire le vie respiratorie con tessuto bagnato. Questo senza considerare che occorrerebbero comunque quantità di cloro molto elevate per ottenere effetti minimi.

Dall'invasione a oggi, l'unico impiego registrato e dimostrato (oltre che ammesso dal Pentagono) di armi chimiche in Iraq,  è quello delle bombe al fosforo bianco da parte delle truppe USA a Falluja e in altre località.

Aggiornamento
:

Il giorno dopo lo strno fenomeno continua, ma le affermazioni sono meno nette. Oggi il Wp dice che le bombe al cloro sono "unusual", senza spiegare che sono tanto insolite perchè non esistono le bombe al cloro più di quanto esistano le bombe al cloro se si piazza l'esplosivo vicino a un serbatoio d'acqua. Nell'articolo, in ogni caso, il colonnello Christopher C. Garver smentisce la storia, dicendo che l'autocisterna con il cloro è stato finora un evento unico e quindi non si può certo parlare di "tattica" o di bombe chimiche". Il portavoce ha detto che in generale c'è un recrudescenza degli attacchi, alle basi, agli elicotteri, nelle province come nella capitale. Intanto, almeno nel nostro paese, le "bombe al cloro" sono state passate all'opinione pubblica senza alcuna verifica critica, trasformandosi nelle ben più note bombe al Panzanio; l'impiego delle quali è cominciato ben prima della guerra irachena.

 

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mercoledì, 21 febbraio 2007

Meno inglesi in Iraq.


Blair ha annunciato la riduzione di un terzo delle truppe in Iraq.

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Niente di eccezionale, la progressione è quella programmata, anche se in controtendenza con il "surge" di Bush. Infatti Blair ha annunciato poi che manderà 900 uomini in più in Afghanistan. Sulla fedeltà di Blair gli americani possono contare.
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mercoledì, 21 febbraio 2007

E' caduto il governo in Senato

Ops....

Primi commenti abbastanza ridicoli: "Ora bisogna fare una riflessione. Bisogna valutare se c'è una crisi politica o una semplice crisi numerica. Ho convocato l'ufficio politico del partito alle 17". Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella conversando con i giornalisti al Senato. "Bisogna avere un attimo di riflessione -ha aggiunto il ministro- dobbiamo vedere se la crisi e' politica con la recuperabilita' di quelli che a sinistra hanno detto no, oppure si tratta di una crisi del tutto temporanea".

Il bello è che se non cambiano la legge elettorale andare alle urne così non serve a niente perchè la legge elettorale è fatta di proposito per rendere ingovernabile il paese (è la famosa "porcata" di Calderoli), il brutto è che nessuno sarà in grado di governare, i posti in parlamento resteranno a chi già ce li ha, il controllo dei media resterà al Polo, i profitti alla finanza e le tasse ai poveretti.

Uno di quelli molto intelligenti aveva detto:
Se il Governo non riuscisse ad avere una propria maggioranza nel dibattito sulla politica estera che si apre domani al Senato, l'esecutivo dovrà andare a casa. (Con queste secche parole il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, a Ibiza insieme al presidente del Consiglio Prodi per il vertice con il premier spagnolo Zapatero, ha ribadito la necessità di un fronte comune sui temi del suo dicastero. )

L'intelligente è da tempo il miglior amico di Silviobanana, chissà se vedremo
Linda Giuva spedire una lettera a Repubblica per chiedergli di scusarsi dell'essere un fesso e in aggiunta presuntuoso..

Stay tuned, c'è odore di farsa.

Aggiornamento:
In attesa del Prodi-bis, a Bologna ci sono rimasti malissimo un sacco di vecchietti privati di Napolitano, che ha dovuto interrompere la visita all'ombra delle torri per correre a consultarsi con Prodi. Più d'uno ha ironizzato sulla faccenda, ma è solo malessere per le cerimonie sfumate.

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martedì, 20 febbraio 2007

A Vicenza tutto bene

Da Altrenotizie

Nella ridente cittadina di Vicenza, che pure da qualche tempo ride poco, è andato tutto bene. Chi avesse creduto alle dichiarazioni dei politici, dei funzionari e delle stampa ieri era in attesa di notizie che non potevano pervenire, perché tutta la costruzione messa in piedi in questi giorni era semplicemente falsa. Ancora ieri uno dei principali quotidiani dava conto della preparazione di una unità di soccorso batteriologico, adatta anche a fronteggiare la minaccia di un attacco all’antrace. Sfortunatamente per chi ha steso l’articolo, la realtà ci dice che non c’è cura per la contaminazione da antrace, ma ci dice anche che “l’allarme antrace” era una bufala, un falso. Così come è stata un considerazione falsa quella che ha giustificato la costituzione dell’unità di soccorso, visto che a memoria d’uomo non si sono verificati attacchi chimici nel nostro paese.

Il terrificante allarmismo montato con il contributo fondamentale del Ministro dell’Interno e del leader della Margherita era chiaramente infondato, non c’era alcuna possibilità di vedere all’opera gli ultras del calcio insieme ad altri “odiatori” della polizia; non c’era alcun possibilità di attacchi e vandalismi, non c’era alcun possibilità di colpi di mano da parte dei “terroristi”, fossero padovani o islamici.

La dinamica della manifestazione era chiara ed esplicita: la manifestazione era organizzata dai vicentini, dal comitato locale; chi arrivava da fuori giungeva e si metteva a disposizione. Intenzioni esplicitate da tutti, anche dai settori della galassia movimentista che attraversano i centri sociali. Un atteggiamento non dissimile da quello tenuto in altre occasioni, un modus operandi che è stato teorizzato e adottato parecchio tempo fa, almeno da qualche anno; ma conviene far finta di niente: C’è anche chi è arrivato a sostenere che trasmettere una intervista di Casarini sia “offensivo”. Eppure non risulta che Casarini abbia mai avuto a che fare con le armi o il terrorismo.

Allo stesso modo è stata falsificata l’immagine dei vicentini; prima di tutto descrivendo la protesta come minoritaria, poi cercando di connotarla con definizioni prese senza molta intelligenza dall’armamentario della propaganda meno qualificata. Ignorare o negare completamente la presenza di migliaia di persone clamorosamente non ascrivibili alle simpatiche categorie di pacifinto, rosso o terrorista, non è servito a molto, se non a dimostrare anche a queste persone che si fa uso della menzogna sistematica. Vittime di questo squadrismo giornalistico sono rimasti addirittura quelli di Azione Giovani (AN). Hanno scelto di protestare a Caldogno, in disparte, per distinguersi. Dai giornali però non è possibile capire se abbiano manifestato pro o contro la base, ci sono cronache contrastanti, qualcuno non la racconta giusta. Anche Alessandra Mussolini ha sfilato altrove (inibita dalla questura) e si è detta indignata che non le fosse permesso quello che si consentiva alle “orde” in arrivo.

La manifestazione di Vicenza ha dimostrato che i cittadini stanno imparando a gestire questo genere di aggressioni politico-mediatiche e ad ammortizzarne gli effetti. Lo schema di collaborazione con le lotte locali ha dato frutti concreti (Scanzano, Val di Susa) e costruito relazioni, arrivando a ricostituire la moltitudine dei cittadini consapevoli che dice”no” alle decisioni con le quali lontani centri di potere mettono in pericolo la loro qualità della vita e l’ambiente nel quale vivono.

Dopo questa sconfitta totale, dal fronte governativo viene offerto un dibattito sul “come” fare la base. Una presa in giro già vista, a meno che il governo non sia disposto ad accettare condizioni pesanti come l’inibizione della base agli aerei o una condizione per la quale, con il raddoppio, si stabilisca anche un termine per la totale la completa sparizione della Ederle da Vicenza, al massimo tra una decina d’anni; ipotesi da fantascienza, tanto per dire.
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E’ prevedibile che l’offerta del dibattito non farà deflettere i vicentini dalla protesta, tanto più che dopo l’iniezione di solidarietà ed il successo della manifestazione, ora hanno il morale alto e la consapevolezza dei loro mezzi. Allo stesso tempo il governo deve ancora inventarsi un modo di aggirare la mancanza della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) che nel caso di Vicenza non c’è, mentre ci dovrebbe essere; una rinuncia dettata da una sconfitta sul piano legale metterebbe definitivamente a nudo un iter illegittimo per il raddoppio della base. Sulla VIA si è arenata anche la Tav.

A Vicenza la paura è stata sconfitta, anni di false accuse e falsi allarmi sono evaporati; nel momento di massimo sforzo la propaganda si è strappata e ha mostrato a tutti chi si nasconda dietro questi trucchi. Questi falsi allarmi, non meno falsi degli ennesimi diari del duce esibiti in settimana, creati dalla destra come dalla sinistra al fine di ingannare i cittadini e di calpestarne i diritti e di eludere le leggi. Costruzioni ardite quanto strumentali, ben al di là della buona fede; questa volta hanno fallito.
Gli ultimi anni, caratterizzati dall’abuso nell’impiego (e dalla costruzione) della paura come strumento di controllo sociale in maniera assai maldestra, hanno reso i cittadini immuni da questo tipo di suggestioni.

Questo evento ha marcato ancora di più la distanza della politica istituzionale e dei media dalla realtà delle persone comuni, che reclamano invece attenzione e rispetto; hanno mostrato un grado di autoreferenzialità, malafede e strumentalizzazione che, fallendo, ha aperto gli occhi a molti tra quelli che ancora erano distratti.

Immagini di striscioni dal corteo.
Esempi di allarmismo qualche post più in basso.

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lunedì, 19 febbraio 2007

Preferite una tomba o una fossa comune per l'embrione? New trash solution.

Questo è il dilemma che presto saranno chiamate a risolvere le donne lombarde che, per qualsiasi motivo, ricorreranno all'interruzione di gravidanza.

Le regione Lombardia ha votato un regolamento che prevede, in caso di aborto,
che i sanitari chiedano alla madre se vuole che i resti del feto abbiano un
funerale oppure no, anche per feti sotto le 20 settimane.
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Alle donne che in qualsiasi modo abbiano fatto ricorso ad un aborto, i sanitari lombardi dovranno chiedere se vogliono che i resti siano sepolti in una tomba singola o in una -fossa comune- questo il termine impiegato nel regolamento.

Fino ad ora i resti degli aborti in epoca anteriore alle 28 settimane, venivano smaltiti dagli ospedali insieme agli altri resti umani.

Perchè un regolamento così delirante?


Giusto per spingere le poverette verso una struttura privata, o per accusarle

neanche tanto velatamente di omicidio?
C'è da diventare matti a pensare alle teste che hanno partorito un'idea del genere, gente che scrive un legge per spaventare e mettere in difficoltà le donne in un momento nel qule avrebbero bisogno di sostegno e di rispetto.

Un norma chiaramente sostenuta e pensata dai quei folli del Movimento per la

Vita, sempre molto trash e sostenuta da Formigoni in nome della "dignità
dell'embrione".

La dignità della madre, come sempre per questi esauriti, non è in questione, mai. Pertanto è perfettamente normale per loro votare leggi fondate sul presupposto che l'aborto sia un omicidio, predisponendo un meccanismo pubblico che si incarica di imporre questa visione a quante abortiscono, attraverso l'offerta della falsa libertà di scelta e nell'istituzione di un "servizio" regionale di seppellimento dei feti, con tanto di "fosse comuni".


Norma che è anche impossibile nella pratica, perchè con i metodi impiegati oggi (e.g. Karman) i resti fetali (negli aborti sotto le 20 settimane) finiscono tutti in un medesimo contenitore, adempiere alla legge comporterebbe

anche rivedere l'operatività, a meno di non voler costringere i medici a operare
impossibili recuperi, qualora la donna invece di percuoterli selvaggiamente
rispondesse per la sepoltura.

Le novità della legge stanno nell'estendere la possibilità di seppellire i feti,

cosa in precedenz consentita a richiesta e anche nell'obbligo per i medici di mettere le donne reduci da un aborto davanti alla scelta, ma soprattutto nell'essere indicate come assassine, poichè la loro scelta ha portato ad un funerale. Peggio del peggio, alla donna deve essere spiegato che l'alternativa alla sepoltura individuale, si provvederà alla sistemazione in un -fossa comune- testuale

I DS, dopo un pò di melina, hanno ammesso di aver votato un orrore, per il

resto non si sente molto, in televisione niente.

Sarebbe il caso di infuriarsi e non solo da parte delle donne lombarde; è una roba che il medioevo sembra Disneyland al confronto.


Per Formigoni è un passo avanti nella tutela della dignità dell'embrione. Farebbe meglio a preoccuparsi della dubbia legittimità della norma.

Per altri addirittura un modo di informare meglio le donne che devono abortire. Intanto in Lombardia il numero degli aborti cala, mentre aumenta il numero di medici che non fnno aborti per obiezione di coscienza. Scelta quasi indispensabile se si vuole fare carriera in Lombardia nelle strutture controllate da enti religiosi o dalla regione o ancora dall'università. Solo in Sicilia sono messi peggio, con quasi il 100% di obbiettori
.

“Quando nella scorsa legislatura, una parlamentare di Forza Italia aveva proposto di dare un nome a tutti gli embrioni – ricorda Flamigni – pensavo si trattasse di uno scherzo".


Non era uno scherzo, qualcuno lo faccia presente anche a quelli che si sono sbagliati a votare questo schifo.

Il link di questo articolo.

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venerdì, 16 febbraio 2007

Baghdad: cominciata l'operazione legge e ordine


Il nome non è molto originale, ma vorrebbe dire che gli americani hanno cominciato le grandi pulizie a Baghdad.
Per ora funziona che le truppe americane prendono un isolato, lo setacciano, poi lasciano agli abitanti un foglio con telefono e mail del comando americano. Agli iracheni viene detto che "metteranno in sicurezza la zona" e che costruiranno un generatore da un megawatt (Baghdad è ancora quasi senza energia elettrica).

Gli iracheni sono scettici, ma non possono che assistere perplessi.
Nonostante l'inizio dell'operazione, ieri nella capitale non si sono avvertiti effetti benefici, visto che i morti per violenza sono stati comunque alcune decine.

Curiosamente, secondo gli ufficiali americani questa volta andrà meglio, perchè c'è anche il supporto del governo, il che vuol dire che finora non c'è stato, anche se nessuno se ne era mai lamentato pubblicamente.

Aggiornamento 18/02:

Con mirabile tempismo, ad una Rice che diceva che la violenza è diminuita dall'inizio dell'operazione, l'esplosione di una serie di tre autobomba ha ucciso almeno una cinquantina di civili  Baghdad.

Il link di questo aricolo.
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venerdì, 16 febbraio 2007

Afghanistan, la campagna di primavera.



Anche in Altrenotizie.

La tradizionale campagna militare primaverile si è aperta in anticipo in Afghanistan. Ogni anno, ormai da secoli, chi invade l’Afghanistan sa che con il disgelo riprendono le attività dei guerrieri afgani. che sia stato per effetto del “global warming” o per impazienza, l’anticipo dell’apertura della stagione bellica è stato una sorpresa solo per le NATO e per il comando americano. Mentre il segretario dell’alleanza atlantica De Joop dice che “spezzeremo le reni” agli afgani cattivi, i comandi americani chiedono più uomini e mezzi. Non per resistere, dicono loro, ma per sferrare una “offensiva” decisiva. La situazione nel paese è chiaramente giunta allo stallo e nessuna grande battaglia potrà risolvere l realtà sul campo. Da una parte ci sono le forze alleate che non possono essere cacciate, dall’altra c’è un’alleanza afgana allargata che non può essere spazzata via in campo aperto. In mezzo una popolazione per la quale la vita è sempre difficile e il panorama è sempre più punteggiato dai burka.


quetta-paquistaoL’alleanza afgana può contare sui rinati “talebani”, su signori della guerra e anziani mujaheddin, ma soprattutto può contare sulla retrovia pachistana. In Pakistan la rete islamista si è allargata e ormai controlla tutta la regione di frontiera. Musharraf, accusato con forza di “collusione con i terroristi” da Karzai e dal Dipartimento di Stato Usa, non ha saputo fare altro che proporre di minare il confine tra i due paesi, idea poi abbandonata tra i fischi.

Dopo alcuni attacchi al dittatore pachistano la barra è stata riportata sul piano di scontro istituzionalizzato, quello della “guerra ai terroristi”. Musharraf in questo momento corre verso elezioni alle quali non potrebbe partecipare, ma che vincerà sicuramente. A Washington per un breve periodo sembrarono voler puntare su una guida “civile” per il Pakistan, ma la mancanza di candidati credibili ha consigliato di rimontare in sella all’infido dittatore. L’evidente ineluttabilità di un conferma di Musharraf ha dato la stura alle opposizioni, dal Kashmir, passando per i kamikaze negli aeroporti metropolitani, fino al sabotaggio dei gasdotti in Balochistan si è verificata una ondata di attacchi e attentati senza precedenti. Una ondata che non è coordinata, ma che lo sembra perché a scatenarla è stato l’elemento della conferma di Musharraf.

Con metà dell’esercito pachistano che gioca a sovvertire l’Afghanistan e con il resto del paese agli stracci, Musharraf non ha molti margini di manovra, ma ha ancora le chiavi del nucleare pachistano e la mancanza di scrupoli sufficiente a permettergli di trattare su tutti i tavoli. Intanto in Pakistan si sta peggio che in Afghanistan, la tortura è “endemica” secondo le associazioni locali per i diritti umani, la corruzione imponente e l’esercito è onnipotente.

In Afghanistan c’è la Nato che prepara l’offensiva voluta dagli strateghi americani, che consisterà prevedibilmente nell’inseguire i guerriglieri afgani fino al confine; una operazione condotta su una linea di fronte molto ampia, quanto sicuramente insufficiente. Approfittando dei preparativi i talebani hanno segnato un punto, occupando militarmente la città di Mussa Qala. Uno smacco per l’alleanza, una seccatura per la popolazione; oltre ottomila abitanti hanno lasciato la cittadina temendo i bombardamenti aerei e si sono sparsi per la provincia di Helmand. Migliaia di profughi, e una cittadina che presto verrà cancellata dalla faccia della terra. Anche qui la vittoria alleata non è in discussione.

Corrisponde al vero che il contingente italiano abbia un approccio diverso e anche che nella sua area di competenza sia apprezzato dai locali, ma è pur vero che è chiamato ad operare in un contesto determinato dalle scelte politiche americane, che hanno uno stile del tutto diverso. L’Afghanistan è oggi messo peggio che nel 2001 grazie ad una serie spaventosa di errori annunciati e di imponenti sperperi e malversazioni. Non è un caso che la camera bassa del parlamento afgano abbia votato un’amnistia che copre gli ultimi 25 anni e anche i crimini di guerra. Il che vuol dire che anche uno come il mullah Omar potrebbe lasciare il comodo esilio di Quetta ed entrare in Afghanistan senza conseguenze giudiziarie.

Dopo oltre cinque anni di occupazione, i geniali gestori dell’operazione-Afghanistan sono riusciti solo ad ottenere l’amnistia per Omar e a costruire una strada-truffa in tutto il paese. La guerriglia gode di ottima salute, nei campi per i profughi in Pakistan non manca la manodopera arruolabile con quattro soldi, mentre la produzione dell’oppio farà il record anche nel 2007, con i sentiti ringraziamenti del PIL afgano, delle casse dei signori della guerra, dei trafficanti internazionali e dei consumatori globalizzati. Se la “war on terror” finirà come la “war on drugs”, non ci sarà da stupirsi visto che sono state concepite dagli stessi cervelli, portate avanti con gli stessi metodi e interpretate dal solito manipolo di gente che opera oltre le leggi ed i controlli democratici. E perde.

Un po' di mappe e un lungo articolo di oggi, nel quale si capisce cosa pensino negli Stati Uniti della guerra in Afghanistan e delle recenti dichiarazioni di Bush, che non hanno mancato di inquietare anche il governo italiano.

Cosa pensano in Canada dell'Afghanistan.

Dice il comitato parlamentare canadese che in Afghanistan bisognerà restarci a lungo. Secondo il Senatore Colin Kenny, che lo presiede, hanno stimato dai venti anni alle cinque generazioni (75) il tempo necessario per stabilizzare l'Afghanistan.
Hanno deciso che se gli alleati non fanno di più, loro considereranno l'ipotesi di venir via.
Hanno anche deciso che se Karzai non prenderà provvedimenti efficaci contro la corruzione, verranno via.
Quindi in pratica hanno deciso che verranno via e si sono messi nelle condizioni di quelli che vengono via per colpa di altri.

I canadesi hanno preso sul serio l'impegno afgano e sono stati schierati in prima linea, subendo perdite notevoli in combattimento, almeno se paragonate  quelle degli altri "alleati". I canadesi hanno deciso che dare sangue in Afghanistan non serve a niente e cominciano ad avere il timore di rimanere con il cerino in mano.
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categoria: afghanistan, guerra, war on terror


giovedì, 15 febbraio 2007

Vicenza: comincia la farsa.

Chi ha mai pensato che  Vicenza ci possano essere violenze?
Che c'entrano i vicentini e i no-war con le Br?
Che interesse c'è  minacciare severa repressione se l'occasione sarà tutto fuorchè violenta?
Si vuole tenere lontana la gente criminalizzando anche i vicentini come si provò a fare con i valsusini?
Stimolare qualche imbecille a salire su un palco attorno al quale sono già pronte le telecamere?


Della serie: vieni avanti .......

Il ministro dell'Interno:
- Amato: Vicenza, rischi di saldature anti-Stato
Il ministro dell'Interno alla Camera: ci sono legami Br-malavita.
Un appuntamento che, alla luce dei recenti fatti di cronaca negli stadi e degli arresti del gruppo di neobrigatisti - molti dei quali provenienti proprio dall'area dell'antagonismo veneto - scaturiti dall'inchiesta della procura di Milano, potrebbe finire col convogliare forme di odio e di violenza nei confronti degli agenti di polizia. (Cioè ci sarebbe pure la possibilità che cali un'orda di ultras, tanto per non farsi mancare niente). Infatti: "CALCIO: AMATO,NON MI SONO SFUGGITI I FISCHI DELL'OLIMPICO "Per piccolo che fosse, l'episodio accaduto nello stadio romano domenica scorsa (i fischi della curva sud in occasione del minuto di raccoglimento per Filippo Raciti, ndr) e' un episodio che non mi e' sfuggito e che mi torna in mente quando vedo un funzionario della Digos potenziale vittima di un attentato da parte di gruppi eversivi""

Il povero Rutelli:
- Rutelli: «A Vicenza useremo severità»
Il vicepremier durante il question time: «Fermezza contro eventuali violenze». Prodi: «Spero non ci siano aggressioni». ...ma, «nel caso vi fosse, deve essere represso con estrema severità».

Il prudente prefetto:
- Vicenza, scuole chiuse per il corteo
La decisione del prefetto Piero Mattei: «Possibili momenti di tensione, va garantita l'incolumità degli studenti».....si ritiene possa causare «momenti di altissima tensione»...

Un'asino di passaggio
- "La legge è femmina e può essere violentata. Il diritto no perché è maschio". Umberto Pirilli, europarlamentare di AN, lo ha dichiarato in una seduta ufficiale del Parlamento Europeo. Non c'entra con Vicenza, ma aiuta a coprendere il livello.

Asini professionisti:
- I tifosi delle Brigate rosse preparano la marcia su Vicenza;

Vicino ai manifestanti
- Manifestazione di Vicenza. Fassino: isolare i violenti.

Vicini agli americani:
L’ambasciata Usa: «Americani evitate Vicenza». Altri americani in Italia, gli -Americani per la pace-: "lettera offensiva per gli italiani"; "Basta ingerenze della nostra Ambasciata nella vita politica dell'Italia."
E' lui o non è lui? Certo che è lui! Come poteva far mancare le sue stronzate?
- Cofferati: insiste nella sua volonta' di riportare la legalita' nei centri sociali, alcuni dei quali sono emersi anche nell'indagine come luogo di reclutamento per i baby terroristi: "La degenerazione che si determina in alcuni luoghi puo' fare da contraltare ai valori della democrazia, portare a un travaso verso la lotta armata. E non dimentichiamo che i terroristi hanno bisogno di risorse - osserva Cofferati - , che possono essere trovate con le rapine, ma anche con lo spaccio di droga.

E chi gli risponde?
- Roma, 16 feb. - (Adnkronos) - "Cofferati tragga conseguenze dalle sue parole: chiuda Centri Sociali bolognesi e sgomberi edifici occupati abusivamente". Lo dice il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volonte'.

"Il sindaco di Bologna non puo' gettare il sasso e nascondere la mano, attui tutto cio' che e' in suo potere per limitare il pericolo dei centri sociali nella sua citta'. Diversamente -conclude- la sua sarebbe la solita 'boutade' incoerente".

Prudenti atto secondo:
- A Vicenza sarà approntata una struttura di soccorso contro attacchi batteriologici; non si temono attacchi di Bin Laden, ma la presenza di Pino detto o' Scoreggione ha destato preoccupazione.
Per non discutere nei dettagli:
- secondo il Sisde può succedere di tutto, occhio ad "anarchici" e black block stranieri.
E in ogni caso, chi ci sarà, verrà "usato":
- per Severgnini chi partecipa è un fesso che si consegna ai furbi: La manifestazione di domani a Vicenza - magari, forse, ci auguriamo tutti - sarà pacifica e si limiterà a manifestare il dissenso contro l'ampliamento della base NATO; ma, dopo gli arresti dei nuovi BR e la fibrillazione nel sindacato e nell'ultrasinistra, è diventata inopportuna e rischiosa. Il timore è che i benintenzionati (come te) finiscano per essere usati: è già accaduto al G8 di Genova, nel 2001. Sono sorpreso che tu non te ne renda conto 

- Si arrabbiano i vicentini, ma soprattutto le vicentine.

"Non sarà mica perchè pensate di mandare i vostri poliziotti a creare scompiglio laddove NON VI E' ALCUNA INTENZIONE NE' ATTITUDINE allo scompiglio?
Immagini
to be continued....
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categoria: repressione


giovedì, 15 febbraio 2007

Hanno rotto con le Br


Non se ne può davvero più.

ferrero.roberto wrote:

>si direbbe che è partita una potente offensiva contro chiunque disturba i
>manovratori, e, IMO,occorre dare risposta, prima che ci spiumino come polli.
>
>roberto

Una risposta?
La risposta la sanno tutti, ma non gli interessa.

La sapevano anche le BR (o quello che sono) che erano "entusiaste" del modello-
Venaus e lo sanno i politicastri che non sanno fare altro che criminalizzare i
movimenti.
Si parla di violenza, ma in piazza non se ne vede da Genova, almeno da parte
dei manifestanti. Da allora è piovuta una cosa fatta di 15.000 denunce, in gran
parte pretestuosa, e gente normalissima è stata trattata peggio degli
appestati.

Negli ultimi giorni si sono sentiti anche dei deficienti definire "offensivo"
che Casarini sia intervistato in televisione.
Offensivo perchè?

In televisione campeggiano ogni giorno fior di criminali, ma la presenza di
Luca  sarebbe offensiva. Non è offensivo il Porta a Porta di ieri sera invece,
dove uno con pesanti carichi giudiziari come Dell'Utri e la nipote del
mascellone, hanno montato uno spettacolo indegno, con Vespa che vantava le
qualità del dittatore.

Quando i presenti hanno ricordato i difettucci e gli errori di quel gran
criminale, chiamando proprio i diari a testimonianza della lucida stronzaggine
ducesca, ci ha pensato Vespa che ha ipnotizzato la telecamera; ha ricordato che
"la gente non sa che Mussolini non voleva la guerra" e poi ha lanciato un
servizio sulle foibe.
E' stato pure esibito il figlio di uno degli scomparsi, che però è andato in
confusione quando gli è stato chiesto di spiegare cosa facesse esattamente la
"milizia", nella quale era impiegato il padre prelevato dai "sanguinari" slavi.

E non è offensivo indicare le mamme di Vicenza come rincoglionite infiltrate
da criminali?

Il modello che tanto ha affascinato le Br e che tanto è temuto dallo stato
(inteso come la manica di cialtroni che occupa la cosa pubblica e la finanza),
altro non è che la trasformazione naturale del movimento italiano.

Terminata la stagione dei grandi movimenti di massa, frantumati dall'agguato
genovese e dal successivo calo di tensione, abbiamo continuato a sciamare
(remember chi c'era) in libertà. L'accorrere a sostegno di istanze locali
meritevoli, in particolare sotto il profilo ambientale (da Scanzano in su), è
ormai diventato una costante, così come si sono viste iniziative di raccordo e
collaborazione con il mondo del lavoro improntate a questo schema, come nel
caso dell'esperienza di S. Precario.

L'esperienza contro il caro-vita invece, pur incontrando i favori di gran
parte dei consumatori, ha subito pesanti sanzioni giudiziarie. Il che ci
dovrebbe far riflettere, questo fenomeno è una spia che lì il dente duole;
perchè la principale ingiustizia nel nostro paese è quella re-distributiva:
siamo un paese ricco, ma si dividono tutto in pochissimi.

Purtroppo non esiste ancora la consapevolezza pubblica di questo gap, non si
riesce ancora a renderlo un problema reale come un treno che ti sbuca in
salotto o una mega-base nel cortile di casa; ma ci possiamo lavorare sopra.

Offrire sostegno, know how e collaborazione senza chiedere nulla in cambio è
stata l'operatività che ha caratterizzato l'azione di molte parti del
movimento.
Il riscontro pratico è stato ottimo, perchè connettendo le istanze locali o
settoriali ad una rete di supporto (dotata anche di media propri e di grande
penetrazione in Internet) nazionale, si è consentito alle comunità locali di
combattere al meglio una battaglia contro poteri soverchianti. In particolare
la condivisione dei saperi è stata evidente e fruttuosissima.

Non so se Vicenza resisterà (ma mi sembrano toste anche le signore di Vicenza)
e se l'ennesimo ricorso per l'ennesima violazione delle normative europee potrà
ripetere il miracolo, ma di sicuro la partita è tutta da giocare.

Questi lo capiscono benissimo che la continua criminilazzione di onestissime
ed apertissime forme di dissenso, finisce per spingere alcuni verso esperienze
violente, ma evidentemente pensano che ne valga la pena e ne ritengono giusto
il prezzo.

Tanto quando scoprono una "banda di terroristi" propongono di chiudere i
centri sociali, alzano l'allarme predicendo esplosioni di violenza da parte di
chi con questi non c'entra nulla. Quando invece non succede niente non va tanto
meglio, l'uso dell'aggravante di "eversione", le tante denunce apertamente
pretestuose che poi cadono miseramente (l'ultima caduta, quella per il nazi-
papa su indymedia, roba vista in tutto il mondo, ma questi denunciano
indymedia), decine di persone accusate di cose folli, a Bologna un giudice ha
riconosciuto addirittura la dolosa costruzione di prove da parte degli
inquirenti.

Non c'è da stupirsi che qualcuno possa pensare di rispondere male.

Non c'è da stupirsi, possono permetterselo perchè presidiano la creazione di
senso, cioè i media. Quando però i problemi si materializzano, come nel caso di
dispute localizzate, il controllo dei media no basta più, perchè su scala
locale si rivela inefficace e molto meno incisivo del contatto personale.

Non solo, si rivela soprattutto controproducente; a Venaus lo scatto decisivo
nella protesta c'è stato quando la gente della valle ha sentito tutti gli
organi d'informazione mentire su cose e situazioni che loro conoscevano
benissimo. Lo stesso accade oggi a Vicenza, dove i vicentini si incazzano
ancora di più a sentirsi dipingere come sfaccendati no-global o gente da centro
sociale; figuriamoci poi per antiamericani o addirittura violenti.

Ovviamente superare queste modeste differenze e riuscire a farsi accettare da
certi vicentini potrebbe sembrare difficile, ma non lo è quando si supera il
livello metadescrittivo con il quale identifichiamo il "noi" e il "voi" e si
lavora insieme per uno scopo comune.

Questo genere di operazioni si sono rivelate molto più feconde (per non dire
dell'efficacia) della semplice adesione al corteo o dell'asciutto simpatizzare
a distanza, hanno prodotto relazioni e risultati. Molto di più di quanto non
siano riusciti a fare i vari "tavoli" negli ultimi anni. Sul piano
dell'outreach poi è stato un successo, un sacco di gente ha capito che il
mostro non esiste e che opporsi a certe ingiustizie si può.

Quindi direi che sia perfettamente inutile curarci delle sciocchezze
allarmiste, che al contrario andando smentite finiranno per giocare a favore e
cercare di organizzare/godere una imponente e accogliente manifestazione no-
war.

La Br non ci interessano, sparare non ci interessa, discutere con i deficienti
ipotesi da deficienti non ci interessa.

Ci lascino sciamare in pace e tengano al guinzaglio giudici e polizie troppo
zelanti piuttosto. L'accanimento giudiziario, oltre ad essere ingiusto,
introduce le persone nel circuito penale e costruisce rancori, rovina la vita
delle persone, toglie la speranza e conduce alla disperazione.

Si usa contro le persone qualunque, perchè protestano. Non si usa contro i
grandi criminali, non si usa contro i potenti. Lo scandalo Telecom è una cosa
che dovrebbe far tremare le fondamenta della Repubblica, ma i magistrati sono
prudenti, la politica non ne parla (sono impegnati a rivalutare Mussolini, c'è
da capirli, poveretti) e Grillo ha dovuto far colletta e comprare una pagina
per veder scritta su un giornale la richiesta di dimissioni di Tronchetti.

Solo uno dei furbetti del quartierino è in galera e nessuno ci finirà mai.
Fiorani, il più "colpevole" non vedrà la prigione, il governatore della Banca
d'Italia riemergerà tra qualche tempo stimato e onorato, gli altri soci sono a
spasso pure loro. Quindi che rischi corre Tronchetti? Che rischi corrono quelli
che hanno depredato Telecom, conservando solo un "grande orecchio" con il quale
spiare tutto e tutti a beneficio di pochissimi?

Molti meno di quelli che ne corre una mamma di Vicenza se resiste a un
poliziotto che carica, questo è un dato di fatto, poichè con il giudice giusto
questo comportamento potrebbe essere considerato atto all'eversione dell'ordine
costituzionale, nonchè resistenza a pubblico ufficiale e altro...

Fortunatamente il rischio non esiste, a Vicenza non sarà in gioco alcuna
questione di ordine pubblico. Il pericolo maggiore è quello rappresentato da
fastidiose "solidarietà con i compagni Br" o dalle solite esibizioni del
cabaret "10-100-1000" ( e dal loro rilancio su tutti gli schermi), ma anche in
questo caso direi che la soluzione migliore sia fottersene. Non ha senso
neanche fare a botte con gli sfigati.

imho

Aggiornamento 17/07:

Gli indagati sono in tutto 4, oltre gli arrestati fino ad ora. Lo dice la stessa Bocassini dopo che i soliti sciacalli avevano sparato di decine di sindacalisti sotto inchiesta e altre voci fantascientifiche.
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categoria: movimenti


mercoledì, 14 febbraio 2007

Vespa horribilis


La puntata di Porta a Porta sui diari di Mussolini, andata in onda ieri sera, andrebbe proiettata nelle scuole come esempio del più deteriore revisionismo storico. Uno smaccato tentativo di santificare la figura del criminale fascista, malriuscito solo per incapacità dei chiamati a tale arduo compito. Pietosa la nipote che si esalta, squallido e poco convincente il pluri-inquisito Dell'Utri e inutilmente untuoso Vespa che si proclama rivelatore di verità nascoste alla gggente.

Un autogol anche le testimonianze, con i figli degli infoibati in imbarazzo, in particolare quando si è trattato di spiegare cosa facesse la "milizia" (fascista) nella quale il genitore "lavorava". Nelle foibe ci sono finiti anche molti innocenti, Vespa poteva fare qualche sforzo di più e trovare qualche voce meno imbarazzata.

E' abbastanza normale, per Vespa, che una trasmissione sui diari di Mussolini sia costruita sulle colpe dei comunisti jugoslavi e non contenga neanche un servizio sui crimini fascisti. Niente sullo squadrismo, niente sull'ascesa al potere e sulla dittatura, niente sul fascismo, niente sui massacri coloniali, niente su quelli in Yugoslavia, niente sui deportati, niente sugli eccidi, niente sulle leggi razziali.

La Risiera di S. Sabba? Se ne è parlato in abbondanza, delle foibe no; questa la risposta dell'equilibrato conduttore, impegnato ad ipnotizzare la camera pronunciando foibe tre volte e agitando le mani come Silvan, dopo che più uno sventurato ospite aveva accennato alle colpe del fascismo e detto che i diari, semmai, confermano ed aggravano le responsabilità mussoliniane.

Niente, per Vespa il pelatone era "un raffinatissimo giornalista".
Aspettiamo solo la prossima puntata, nella quale ci racconterà che ad accorrere in Piazzale Loreto per essere sicuri della morte del raffinatissimo giornalista non furono i milanesi finalmente liberati dal fascismo, ma un'orda di barbari comunisti contrari alla libertà d'opinione.

Aggiornamento 17/02:


I diari si sono rivelati una patacca, già conosciuti come tali in passato. Nessun notizia da Dell'Utri, Mussolini e Vespa.
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categoria: fascisti su marte


martedì, 13 febbraio 2007

Mezzo milione di Kalashnikov per il raìs libico.


I carabinieri hanno recentemente tratto in arresto una banda di trafficanti italiani che era impegnata in un traffico d'armi con il regime libico. Oggetto della fornitura sarebbero stati alcuni milioni di proiettili e mezzo milione di Kalashnikov, che dovevano essere acquistati da un'azienda cinese e recapitati ai libici, che disgraziatamente sono ancora sotto embargo.

La notizia non ha inquietato nessuno, eppure ci sarebbe da notare che alla Libia non mancano certo questo tipo di fucili e che, anche qualora mancassero, comprarne mezzo milione per una popolazione di appena cinque milioni non ha alcun senso.

Un senso l'avrebbe se quei fucili non fossero destinati alla Libia, se da questa venissero distribuiti altrove. Dove? La destinazione più probabile è nei paesi dell'Africa sub-sahariana, dove Gheddafi da anni cerca di condizionare la politica, dal Niger, al Chad, fino al Sudan e al Golfo, i libici tramano da anni pro o contro questo o quel governo, compreso quello saudita.

Qualcuno ricorderà quanto gli Stati Uniti stigmatizzarono l'acquisto di centomila Kalashnikov da parte del Venezuela ( 25 milioni di abitanti), considerandolo un segnale della pericolosità di Chavez. Un'operazione venticinque volte più imponente non ha invece raccolto il commento di un solo politico.

Da quando la Libia si è accordata con Washington è diventata trasparente per i media, mentre per i nostri politici resta quell'ottimo vicino che è sempre stato, non per niente anche il governo Berlusconi si adoperò per togliere l'embargo a Tripoli.

In ogni caso il gran lavorio di Gheddafi sulla scena africana (all'ultimo vertice continentale si è presentato con i cofani di 15 auto carichi di oro da donare ai colleghi) e l'annunciata costituzione di AFRICOM (un centro per comandare le truppe in Africa) da parte degli USA, non preludono a nulla di buono per i popoli africani
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categoria: stati uniti, media, libia, bug di sistema


lunedì, 12 febbraio 2007

Il matrimonio con Di.Co.

Ovvero: fatto l'inganno, trovata la legge.

Siete una coppia di conviventi che vorreste tanto usare la Di.Co. per regolare la vostra posizione, ma siete rimasti un pò delusi dalla procedura escogitata? Non siete due anziani parenti alla lontana, ma due omossessuali che della loro unione vorrebbero una celebrazione pubblica e non uno scambio clandestino di buste?

Nessun problema; è vero che il legislatore ha ecceduto nei bizantinismi per evitare che la sottoscrizione della Di.Co. potesse essere trasformata in una qualsiasi cerimonia che ricordasse un matrimonio, ma è anche vero che lo scopo non è stato raggiunto.gay wedding cake

Se volete quindi che che il giorno della sottoscrizione del Di.Co. possa essere festeggiato con voi da parenti ed amici, la procedura è semplice. I due promessi dovranno recarsi negli uffici comunali dove solo uno dei due sottoscriverà la Di.Co. In seguito raggiungeranno, sempre insieme, il luogo della cerimonia, che in questo caso sarà incentrata sulla firma della notifica prevista a norma di legge.

La legge prevede che la notifica avvenga attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno, pertanto durante la cerimonia il primo sottoscrittore consegnerà al partner una raccomandata a mano e questi ne firmerà la ricevuta sotto gli occhi dei convenuti che potranno così festeggiare l'avvenuta unione.

La raccomandata a mano è legalmente equivalente alla raccomandata con ricevuta di ritorno, può essere consegnata in più copie contestualmente  e la sua "ricevuta" può recare quante firme si vogliano oltre a quella del destinatario. In questa maniera anche eventuali "testimoni" potranno lasciare un tangibile segno della loro presenza nel fausto giorno.

Si potranno quindi concepire "artistiche" ricevute delle Di.Co, la firma delle quali suggellerà l'avvenuta unione, artistiche buste per la "spedizione" della Di.Co, perchè la forma della ricevuta e della busta della raccomandata a mano è libera,  e anche abbozzare una specie di rito per chi voglia conferire al momento quell'enfasi che il legislatore ha cercato di negare per non offendere la chiesa.

Per chi volesse quindi festeggiare la Di.Co come un momento importante della propria vita, nulla quindi è compromesso, restando perfettamente entro la previsione legislativa, il giorno nel quale si sottoscrive la Di.Co potrà essere festeggiato e vissuto esattamente come un matrimonio, per chi vi abbia questo interesse.
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categoria: italia, culture, bug di sistema


lunedì, 12 febbraio 2007

Indymedia: archiviazione per il nazi-papa .


FOTOMONTAGGIO PAPA SU INDYMEDIA, PM CHIEDE ARCHIVIAZIONE Con rogatorie in
Brasile e Usa nessun accertamento Roma, 12 feb. (Apcom) - Il pm di Roma Salvatore
Vitello ha presentato richiesta di archiviazione per il procedimento contro ignoti aperto per vilipendio
della religione cattolica in merito al fotomontaggio apparso sul sito Indymedia di Papa Benedetto XVI. Nel post, pubblicato pochi giorni dopo la sua elezione, il Pontefice era raffigurato in divisa militare nazista. In
ragione di ciò il gip Marco Patarnello, nel maggio scorso, dispose il sequestro preventivo di parte del sito. Il
motivo per cui il sostituto procuratore ha sollecitato l'archiviazione è perché alle diverse rogatorie chieste, in
Brasile e negli Stati Uniti, dove ha sede la società a cui Indymedia fa riferimento, non sarebbe mai stata data risposta.

Nav

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Stati Uniti e Brasile non hanno risposto alle rogatorie in quanto  -in quei paesi - esiste una maggiore tutela della libertà d'espressione di quella che alcuni magistrati italiani ritengono lecita. La linea dei Pm italiani viene quindi clamorosamente sconfessata appena varcate le frontiere, dove non esistono privilegi papali e dove i magistrati si occupano dei reati e non della difesa dell'immagine del Papa re. Pensate che faccia avranno fatto i ministeri della giustizia di USA e Brasile, quando hanno saputo che c'era una rogatoria internazionale per una caricatura del papa vestito da nazista. Pensate che fotomontaggi del genere sono apparsi su tutti i giornali d'Europa e del mondo, ma gli intrepidi Pm romani hanno deciso di colpire proprio quello che ne ha messo uno (fatto anche maluccio) su Indymedia.

I casi della vita si dirà, come quelli che portano certi magistrati a formalizzare certe ipotesi con troppa foga, rischiando poi figure barbine.

Intanto stamattina grande operazione contro il "terrorismo", addirittura contro la ricomposizione delle BR, roba da non credere....appunto...

Aggiornamento:
A questa invece tocca crederci, pare che uno degli arrestati nell'inchiesta sulle Br, Alfredo D'Avanzo, si sia dichiarato nientemeno che prigioniero politico. Oltre a due arrestati con precedenti specifici sono finiti nel mirino delle indagini circa 70 persone. A forza di leggere bufale si finisce per dubitare di tutto.
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categoria: trash, repressione, net world, infowatch


domenica, 11 febbraio 2007

Ricordiamo i colpevoli nella giornata delle foibe.

Fa impressione udire le parole di Napolitano, eppure lui c'era. Fa impressione vedere un paese che si ricorda vittima delle foibe ed un presidente che parla di congiura del silenzio sulle foibe. Napolitano finge di dimenticare che il silenzio sulle foibe è servito a mantenere il silenzio sui lager fascisti in Jugoslavia, sulla italianizzazione forzata, su stupri e pulizia etnica commessi dagli italiani in quantità industriale per anni.

Centinaia di migliaia di persone passate nei lager italiani, quasi tutte morte, o uccise con i familiari davanti o dentro casa, 1700 criminali di guerra italiani che erano sulle liste degli alleati, mai processati, immediatamente dimenticati, alcuni già arruolati come funzionari nel primo governo repubblicano.
Per questi insignificanti dettagli abbiamo sempre "dimenticato" le foibe, una tragedia, ma infinitamente conveniente da dimenticare.
Oggi quelli che "ricordano" le foibe senza ricordare i "nostri" lager (l'esistenza dei quali peraltro è documentatissima) fanno un'opera di miserabile revisionismo storico. Che il Presidente della Repubblica partecipi con tale slancio e tanta ipocrisia fa cadere le braccia.

Come dimenticare le considerazioni fatte all'epoca dal Conte Zoppi, segretario generale della Farnesina?

«NON sembra che la Jugoslavia potrebbe sentirsi soddisfatta da sentenze assolutorie (...), soprattutto ove si tenga conto del fatto che la natura delle accuse da essa formulate è tale che gli imputati, a norma delle leggi iugoslave, sono passibili quasi tutti della pena di morte. (...).
«I processi si svolgerebbero - se fatti ora - contemporaneamente a quelli contro i presunti criminali di guerra tedeschi che stanno per iniziarsi da parte dei Tribunali militari italiani. E poiché le accuse che noi facciamo ai tedeschi sono analoghe a quelle che gli jugoslavi muovono contro gli imputati italiani, si creerebbe una situazione alquanto imbarazzante (...).
«In queste condizioni sarebbe opportuno mantenere atteggiamento temporeggiante evitando di rispondere alla Jugoslavia sulle richieste singole e cercando di impostare sempre più il problema... nel senso che il giudizio debba essere deferito ai Tribunali italiani, pur cercando di fare in modo che tali giudizi possano svolgersi in condizione di tempo e di ambiente meno suscettibili di inconvenienti d'ordine sia interno che internazionale».

Come dimenticare che quei processi non si tennero mai?

Come ignorare che: " Migliaia di cittadini italiani sono stati rinchiusi per il solo fatto di essere di lingua-madre slovena o croata. Altre migliaia giunsero in quei campi deportati dai territori sloveni annessi dall’Italia e dalla Dalmazia.
Il tasso di mortalità di quei campi, in particolare di Arbe e di Gonars, non consente a nessuno di definirli semplici luoghi di detenzione. 
Quei campi sono stati l’esito finale di un processo di genocidio culturale: venne cancellato il diritto all’istruzione nella propria lingua-madre (1923), furono chiusi tutti i circoli culturali e sociali sloveni della Venezia Giulia, si avviò l'italianizzazione ’ forzata di 2047 cognomi a partire dal 1927, cui si aggiunsero centinaia di altri cognomi italianizzati “su richiesta degli interessati”.
Tra il 1927 ed il 1943 il Tribunale speciale per la difesa dello Stato celebrò 131 processi contro 544 imputati sloveni e croati, 10 dei quali vennero condannati a morte e fucilati prima della seconda guerra mondiale." ?

FOTOufficiali

                                                                            Carnefici

Eppure sappiamo che in Istria:
"8222 persone appartenenti all’Adriatischen Küstenland furono deportate nei campi di sterminio nazisti. I deportati di questa zona costituiscono da soli oltre un quinto dei deportati provenienti dai territori italiani. 6 su 10 sono morti in Germania. "

Ma anche che:
"La Risiera di S. Sabba, unico campo di sterminio in Italia, ha funzionato sino al 29 aprile del 1945. Vi vennero bruciate 5000 persone, soprattutto partigiani e popolazione civile catturata nei rastrellamenti. Circa 20.000 persone vennero imprigionate e poi deportate nei lager tedeschi. "

Tutte cose che stanno scritte sul sito della Camera.

Eppure in rete ci sono anche siti che sono memoriali dei : Gonars, Arbe , Visco, Bolzano e della più famosa Risiera di San Sabba; per un prudente totale  che fa impallidire i racconti sulle foibe. Questo accompagnato a stupri, saccheggi e devastazioni come mezzi di pulizia etnica, con  centinaia di migliaia di slavi costretti alla fuga o alla italianizzazione grazie a metodi tipicamente fascisti. Sappiamo quanti furono i luoghi ufficiali di internamento del fascismo, sappiamo quante e quanto atroci siano state le stragi fasciste in Jugoslavia. Quegli slavi che noi ricordimo come feroci assassini d'italiani con la giornata delle foibe.

Eppure sappiamo anche cosa successe alla caduta del fascismo:

"Crollato il regime fascista, si verificò un fenomeno alquanto strano e significativo: le "terre irredente" vennero precipitosamente abbandonate. Le autorità civili (composte in gran parte da ferventi fascisti, quasi tutti meridionali) fuggirono verso le loro città di origine, lasciando una terra che evidentemente non avevano mai riconosciuta come loro, nella più totale anarchia. Le autorità militari consegnarono alle poche centinaia di tedeschi presenti non solo l'intera regione, ma anche migliaia di soldati e carabinieri, che furono in gran parte uccisi, internati, deportati in Germania. Questa vera e propria strage in conto terzi, commessa dai comandi dell'esercito e fascisti, dagli stessi comandi che si erano macchiati dei peggiori crimini di guerra, non è considerata da quella propaganda patriottarda che enumera martiri ed eroi, ma che sa sempre tacere sui nomi e le responsabilità. Le recenti scuse per il decennale silenzio sui fatti d'Istria, scuse porte da eminenti politici della cosiddetta sinistra, non hanno avuto in contropartita le scuse di coloro che, per vigliaccheria e incompetenza, consegnarono migliaia di giovani al lager e alla morte."

Questi, che sono molti di più di quelli che, a vario titolo finirono nelle foibe nell'arco di un paio d'anni, non li ricorda nessuno. Nessuno prende un giorno all'anno per chiedere scusa ai popoli slavi dell'aggressione e del martirio delle loro città e regioni.

Semplicemente dimentichiamo tutti e costruiamo un mondo nel quale, allora, il nostro posto fu quello delle vittime, stravolgiamo la realtà storica usando vigliaccamente le foibe per dimenticare che all'epoca i generali scrivevano nelle comunicazioni ufficiali:

" SI AMMAZZA TROPPO POCO".

In Jugoslavia, durante l'occupazione italiana:

"L'intera Jugoslavia diventa territorio di stragi e di crudeltà. Alla fine della guerra, sarà uno dei paesi che avrà pagato il più alto tributo di morti, da calcolarsi in circa 1 milione e mezzo di persone su 16 milioni di abitanti (si pensi che i caduti italiani tra civili e militari, fra battaglie e bombardamenti, repressioni e fucilazioni, non supera le 300 mila unità su 45 milioni di abitanti).

In particolare, sono da attribuirsi alla responsabilità diretta delle truppe di occupazione italiana almeno 250 mila morti, che le fonti serbe però portano ad un totale di 300 mila.

Di questi, i morti in combattimento sono una parte esigua, perché la stragrande maggioranza delle vittime fu dovuta a vere e proprie stragi e repressioni, a saccheggi e a brutalità. In particolare, è da ricordare il ruolo della II Armata Italiana, sotto il comando del generale Roatta.

La situazione è differenziata nei diversi territori: le peggiori e più inumane condizioni si verificarono nella Jugoslavia meridionale, dove si aprì una vera e propria caccia al serbo. Vere e proprie spedizioni italo-croate partivano alla volta dei villaggi e delle cittadine serbe, dove, in un'orgia di violenze di ogni tipo, centinaia di uomini, donne e bambini venivano torturati e uccisi. I villaggi jugoslavi distrutti dagli italiani sono non meno di 250, ai quali vanno aggiunti quelli distrutti in collaborazione con i tedeschi o con altre milizie dell'Asse. "

Le foibe servono a dimenticare tutto questo e a fare la figura dei viscidi ipocriti, come se la Germania lamentasse un strage di tedeschi da parte dei comunisti polacchi. Il giorno della memoria dovrebbe essere intitolato alle brutalità fasciste, per onestà storica e per non sembrare dei buffoni di fronte ai nostri ormai compatrioti europei.

Dei criminali di guerra italiani sappiamo i nomi, sappiamo cosa fecero, sappiamo che non pagarono e che i loro nomi non portarono nemmeno il  marchio della vergogna. La congiura del silenzio è quella di chi ha permesso a loro e ai loro crimini di sparire nell'oblio.
internoCAMPO
                                                                                     Vittime

Credo che la vergogna si poserà, prima o poi, su chiunque abbia sostenuto la tragica buffonata di una giornata del ricordo tanto ipocrita, per chi vi si voglia sottrarre non resta che continuare a tramandare la tragica realtà dei fatti, per evitare che sulla vergogna della storia taroccata concepita in Parlamento, diffusa dal Presidente della Repubblica e da tutti i media, avanzino di nuovo la menzogna e l'oppressione.
Sappiamo chi ha voluto questa operazione, ora ci tocca scoprire con orrore che anche l'uomo a capo della Repubblica abbraccia questo disonorevole show, davvero al peggio sembra non esserci fine.



Aggiornamento del 12/02:

Come volevasi dimostrare, oggi si è incazzata la Croazia, che per bocca del suo presidente, Stipe Mesic, ha definito "razziste" le parole di Napolitano, esattamente: " "Parole nelle quali è impossibile non intravedere elementi di aperto razzismo, revisionismo storico e revanscismo politico". Il partito del diritto, destra croata, a dichiarato che ""Tenendo conto di tutto ciò che hanno fatto in Croazia e in altri paesi, gli italiani sono gli ultimi che possono dare lezioni su genocidi e pulizie etniche". Ne riferisce Repubblica senza commenti.

Interessante anche questo articolo su Carmillanoline.

 

Aggiornamento del 17/02:

Lettera privata del presidente sloveno a Napolitano sulla questione. I "nostri" diplomatici dicono che non è critica.

postato da mazzetta alle ore 20:28 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: italia, trash, semantica, decultura, fascisti su marte, infowatch


sabato, 10 febbraio 2007

I potenti mezzi della polizia italiana.

Ovvero, CSI ci scuce un baffo.

Fa tenerezza nell'era digitale e dopo i successi di serie come CSI e dell'omologa RIS, il disegno con il quale la polizia scientifica di Catania ha "spiegato" la dinamica che ha portato alla morte di Filippo Raciti.
Oltre la tenerezza, fa anche un po' ridere, in particolare se si pensa che un giorno potrebbe essere esibito in un tribunale, nel corso del processo sul tragico omicidio di Catania.

Fa meno ridere invece pensare che il livello di dotazioni e competenze della polizia consenta l'esibizione di quel disegno all'opinione pubblica come dimostrazione a meno di pensare che il livello di questa istituzione non sia quello da barzellette sui carabinieri.art_jpg.php
Cosa avranno pensato di dimostrare con quel disegno, che non fosse spiegabile a parole?
Quali elementi, quali conclusioni hanno pensato di non poter veicolare senza quel disegno?
Mistero fitto, per quanto ci si rifletta non si riesce a trovare una risposta logica o almeno plausibile.
Siamo sicuramente nell'era dell'immagine, che può più di mille parole, ma proprio per questo sbagliare immagine può portare ad effetti non calcolabili. Il problema non è nella qualità del disegno  (che se fosse stata un'opera d'arte o una ricostruzione digitalizzata non sarebbe stata una "dimostrazione" in grado di provare nulla di più), ma nella combinazione tra la bizzarra presentazione grafica e la sentita necessità di mostrare una immagine pur che fosse. Evidentemente alla polizia di Catania, esattamente alla Scientifica, un volenteroso ha fatto il disegnino per schematizzare le posizioni, senza sospettare che sarebbe diventato famoso, ma altrettanto evidentemente qualche funzionario di grado elevato ha pensato di mostrarlo in televisione.

A parziale attenuante della scientifica di Catania c'è l'obbiettiva carenza di dotazioni (soldi) per le necessità correnti dei corpi di polizia, che ormai si protrae da anni. Con tutti i governi passati invocando la legge e l'ordine, le polizie sono ancora troppe, malmesse nelle dotazioni e costrette ad operare spesso troppo sole. Una solitudine che rischia di allontanarle dalla realtà.


 


postato da mazzetta alle ore 19:13 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: bagatelle


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