Ma...... la "punizione esemplare", che il nostro premier ha chiesto per i soldati americani, in cosa consiste?
A rigor di logica, secondo le leggi militari statunitensi: la mancanza di riservatezza, l'aver disobbedito agli ordini (caso 1), l'aver infranto ogni genere di legge e convenzione, uccidendo e portando a compimento veri e propri crimini contro l'umanità;
non potrebbero che portare a considerare la pena massima, non potendo alcuna attenuante abbassare una pena di secoli, se comminata secondo i vari capitoli.
Ergastolo quindi, secondo il Tribunale Penale Internazionale, che pero' gli Usa non riconoscono e dalla quale si sono procurati "licenza" da diversi paesi con vari sistemi.
Pena di morte qualora il verdetto dovesse essere comminato in sede americana, anche se in questo caso la corte dovesse essere militare.
Una quarantina di ergastoli o di esecuzioni per "lavare l'onore?"
Questo ha chiesto Berlusconi?
Chi glielo fa' sapere?
Solo Berlusconi è cosi' capace di pestare merde senza neanche accorgersene. Domani qualcuno glielo spiegherà.
L'unico leader al mondo che si è azzardato ad agitare la forca sul collo dei carcerieri americani.
Tutto il mondo è agghiacciato dal fatto che si trattasse di un sistema, e lui irrompe sulla scena internazionale chiedendo a gran voce che le ire dei "Giusti" calino inesorabili, ovviamente sui fantaccini: "Ecco l'agnello di dio che toglie i peccati dei Leaders".
Raccapricciante nel cattivo gusto e nell'indelicatezza di comandare in casa d'altri.
Come un bambino: "io non c'entro, è stato lui! Punisci lui!"
Diplomazia da cortile.
Un dato interessante è che ci ha messo qualche giorno per fare questa figura, lo avranno pure aiutato.
Domani grasse risate con le reazioni americane, non mancheranno le voci patriottiche che lo inviteranno a farsi i casi suoi, nemmeno quelle che questi casi si affretteranno a ricordare.
Persone inadeguate in posti sbagliatissimi, quando ci si degnerà di rimuoverle non è dato saperlo, non ci resta che osservarne le gesta.
Caso 2.
Hanno ubbidito agli ordini.
Per loro cambia poco o nulla, il politico che dovesse essere riconosciuto responsabile diretto di un tale stato di fatto, con la compagnia dei generali coinvolti, incorrerebbe nelle medesime accuse e rischierebbe le stesse pene.
Tutti questi soggetti dovevano sapere di operare al di fuori di tutte le leggi umane, quindi sono assolutamente corresponsabili, a loro pare anche estendibile l'accusa di tradimento, risultando evidente l'offesa che hanno recato a quelle leggi alle quali hanno giurato obbedienza con la mano sulla Bibbia.
Altri ergastoli, come minimo, Mr Berlusconi si rende conto che potrebbe aver chiesto l'ergastolo per Rumsfeld?
May. 10, 2004 at 11:59 PM
Cariche immotivare e cassonetti bruciati.
Richard Hollbrooke: "Ora dobbiamo ammettere che la posizione americana è insostenibile" N.Y. Times:
N.Y. Times: "E dopo le scuse?.........." Il. Gen. Maggire Charles H. Swannack Jr., comandante della leggendaria 82nd Airborne Division: "Strategicamente stiamo perdendo....". La guerra puo' essere vinta militarmente, solo molto dopo che il popolo americano
Si fa avanti nei politici americani la convinzione che la vicenda delle foto significhi la fine dei piani e delle attese americane sull'Iraq, almeno nei termini nei quali erano pronunciati fino alla settimana scorsa.
La guerra potrà essere vinta militarmente, solo molto dopo che il popolo americano si sarà stancato di sostenerla.
Gli iracheni ostili sembrano in grado di reggere a oltranza e di combattere qualsiasi governo fantoccio, la stess possibilità di mantenere a lungo basi americane in iraq pare tramontare di fronte all'evidenza.
Lo stupore americano non è per le torture, ma per la constatazione che la guerra è stata persa nel giro di una settimana sul terreno più difficile, quello dell'apparente primato morale.
Da molti, e da molto tempo, questo supposto primato è contestato confrontandolo con realtà desolanti. Il controllo dei mainstream, i flussi della comunicazione, affidato a sacerdoti che non hanno nulla da invidiare ai talebani, in quanto a fanatismo, ha ceduto di schianto in quest’occasione, ma gia da qualche tempo faceva acqua, troppa acqua.
Mai come in questa settimana Bush è apparso simile a Saddam Hussein, torture e rappresaglie contro la popolazione irachena, molti si chiedono, senza ironia, dove sia la differenza.
Il sistema verso il quale si spinge la politica planetaria, ed il gruppo di potere che ne sostiene l'attuazione, pagano l'insostenibilità pratica di una truffa spacciata per ideologia.
L'arroganza assurta a sistema, la negazione della verità e della dignità delle opinioni altrui; il costante impoverimento dei tessuti sociali, ovunque sul pianeta, non potevano che generare mostri.
Combattere la cultura, ostacolare l'alfabetizzazione, promuovere la diffusione di un sistema di valori puramente mercantili, eliminare i diritti collettivi e le protezioni al bene comune, e ai deboli, porta inevitabilmente alla crescita del tasso di "incivili" sulle strade che percorriamo ogni giorno.
Persone che non possono godere dei vantaggi accumulati nei millenni dalla cultura umana, percorsi da insicurezze mostruose, sempre in balia del prepotente di turno, persone con nulla da perdere.
Il caso delle torture diventa allora la dimostrazione di un evento nel quale convergono parecchi tratti caratteristici del nostro tempo, la fotografia che risulta è, per gli americani e anche per parecchi altri, quella di un momento nel quale ci si accorge che tutto è molto diverso da come si credeva che fosse, la cruda realtà.
La cruda realtà parla di società che non sanno educare i propri figli, i propri cittadini.
La realtà parla e spiega, con l'evidenza, che la guerra è un atto "politico" per eccellenza; demandarne l'esecuzione al "business" è, oltre che immorale, profondamente controproducente.
Una guerra deve essere condotta seguendo un filo ininterrotto di motivazioni e di stili comportamentali, in particolare una guerra moderna assediata dall'attenzione dei media. La catena di subappalti vergognosi visti in Iraq è capace di disintegrare qualsiasi tensione morale, l'immagine che offre ai "beneficiati" dall'occupazione, e al "pubblico" mondiale, è desolante. Anche chi vive come immerso in un reality show, si accorge che qualcosa di grosso non funziona.
I soldati americani, alfieri della democrazia, non sono diversi dalla gran massa dei loro coetanei civili.
Un’ignoranza cosmica del loro pianeta, della storia, della cronaca; dotati d’invisibili baluardi etici al loro interno, fanno trionfare nelle loro rappresentazioni esteriori lo scimmiottamento di modelli da telefilm. Su di loro, improvvisa, si schianta la realtà, quella che non conoscevano, che neppure sospettavano.
Non è per nulla strano che il Pentagono, tanto attento a censurare le foto "ufficiali" delle bare dei caduti americani come a negare l'esistenza di statistiche su caduti iracheni, sia stato fregato dalla coglionaggine di questi aguzzini improvvisati.
Sono gli inconvenienti della precarizzazione, si acquisisce personale meno specializzato e motivato per pagarlo meno, alla fine, spesso, i conti non tornano.
Da che mondo è mondo, i militari coinvolti in crimini di guerra, hanno sempre tentato di nascondersi come banditi e di negare le loro azioni finché possibile.
I torturatori di tutte le epoche hanno sempre saputo che quello che facevano era un atto inumano e hanno preferito l'anonimato ed il nascondimento delle loro imprese. Se non altro per sottrarsi a possibili vendette.
Niente di tutto ciò ha sfiorato i boys & girls americani, troppo intenti a scattare i loro trofei e a scambiarseli sul web, riprodurli su disco, scambiarseli. Il fotofeticismo digitale, indotto dalla comunicazione commerciale, trabocca il muro della censura, entra nel web e da li' zampilla sui giornali, le TV, il Congresso.
Nemmeno il sospetto che qualcuno potesse usarle contro di loro.
Incredibile. Nessuno di loro temeva alcun tipo di conseguenza.
Nessuno, nemmeno tra gli ufficiali, ha ritenuto fosse il caso di far loro notare questo tipo di cautela, grave errore.
Le gerarchie militari non hanno capito che ai loro ordini hanno i soldati perfetti, completamente privi di scrupoli morali, purtroppo la loro efficienza operativa paga dazio nei momenti di relax, o di fronte ai grandi dilemmi morali che la guerra pone agli uomini.
L'immagine terrificante dei nostri "bravi ragazzi del primo mondo" è quella di persone prive di qualsiasi senso morale.
Molto più preoccupante è poi il fatto che, oltre a non "sentire" intimamente il disvalore delle loro azioni, siano evidentemente all'oscuro della rilevanza morale di tali azioni per il resto dell'umanità.
Una soldatessa coinvolta nei fatti si è detta stupita; le hanno dato da leggere la Convenzione di Ginevra, ha sottolineato gli articoli, leggendoli per la prima volta, nei quali si riconosceva descritta in comportamenti proibiti.
Al termine della lettura ha ammesso di averne violati, e visti violare: "Un sacco...."
Solo allora ha cominciato, vagamente, a capire.
Questa è la vera Caporetto americana, paradossalmente la guerra irachena è un sotto-problema, un evento in un quadro fuori controllo.
Gli Stati Uniti perdono in questa settimana il loro primato morale.
Si sono dimostrati incapaci di crescere e formare i loro cittadini, si sono rivelati per un enorme paese in balia del denaro e poco più. Nessuna moralità, solo primato militare, ormai nudo.
Un brivido percorre l'occidente, dalle autostrade informatiche la verità è finita sulle tavole delle famiglie,
di tutto il primo mondo, che dovrebbe porsi parecchie domande a questo punto. Tutto cio' è inevitabile?
Tante domande senza risposte, come quella di oggi sul N.Y.Times: "E dopo le scuse?".
Proprio così, dopo le mezze scuse che si fa?
E' cambiato tutto, all'improvviso, ci si riconosce colpevoli, stupiti come gli stessi torturatori.
Anche chi conduce la danza sui media è perso, la linea ufficiale, esile e ancora piu' irritante, non offre appigli di fronte allo sfascio, allo sperpero del proprio onore.
Si, l'America ammette di aver perso l'onore, e si chiede se ormai sia possibile recuperarlo.
Il resto del mondo si chiede chi abiti nella casa di fianco alla propria, quali mostri stia creando il modello sociale mercantile ed elitario spacciato per geniale intuizione dai venditori di fumo, dai nani e dalle ballerine, che presto troveremo sulle schede elettorali.
Nessuna idea, nessuna cultura comune, se non il vuoto culturale e morale.
Tutto è solamente in balia dei progetti di chi vuole moltiplicare il proprio denaro, fine delle regole.
Caporetto.
May. 09, 2004 at 11:47 AM
Parte oggi la Critical Mass più "tossica" d'Italia.
Il giro rosa porterà per il paese centinaia di coloratissimi drogati, in un torneo tra medici, chimici e stregoni.
Il Giro d'Italia rappresenta la vetrina di uno sport che si affida ai trucchi ed agli intrugli, promuovendo un giro d'affari enorme e proietta anche sul dilettantismo, l'ombra del doping, dello spaccio e dell'operato di medici con gli stessi scrupoli etici di Mengele.
L'immagine di uno sport che nessuno potrebbe desiderare, che costringe anche i minorenni che si accostano alla bicicletta a fare ricorso a "bombe" chimiche e pratiche contrarie a qualsiasi principio legale, etico e medico.
Migliaia di minorenni drogati, altre migliaia di dilettanti che insieme alla maglieta del Campione prendono anche gli stessi intrugli.
Questi sono gli spacciatori che vorrei vedere incarcerati, la pietosa difesa del doping come "endemico" non convince nessuno. Il ciclismo non verrebbe snaturato, e non perderebbe in bellezza, se le gare si tenessero sul filo dei 50 Km all'ora invece dei 70.
Dovrebbe essere una gara tra esseri umani, non tra macchine biologiche sperimentali nelle mani degli stregoni e degli spacciatori.
May. 08, 2004 at 1:43 PM
E' un ex commilitone del famoso capitano James Yee, il "cappellano" musulmano accusato di tradimento, spionaggio ed altro, e poi assolto con tante scuse.
Sembra un ennesimo caso di persecuzione.
Tutto nasce da una impronta rinvenuta sulla sacca di detonatori trovata dagli spagnoli dopo l'attentato di marzo.
Mentre ancora le polizie dei 2 paesi discutono se possa essere sua l'impronta, l'Fbi ha sospettato potesse darsi alla fuga e ha agito.
Incarcerato senza accuse formali, perquisito, conti e carta di credito bloccate.
Ma perchè?
Brandon Mayfield, 37 anni, dal 2000 avvocato, è un americano che ha sposato una egiziana convertendosi all'Islam.
Ha fatto parte del collegio di difesa di un gruppo di "islamici" ingiustamente accusati e poi assolti.
Molto critico verso i "sistemi" in vigore dopo il 9/11, raccontava sconvolto alla famiglia come fosse possibile per il governo commettere ogni genere di abusi.
Ora, sul semplice dubbio di una impronta non sicura è stato inghiottito dall'FBI e dal sistema repressivo, e prova sulla sua pelle gli orrori che andava denunciando.
Nessuna accusa, sarebbe solo un "testimone materiale", forse a causa dei contatti con qualche islamico assistito occupandosi di pratiche relative all'immigrazione.
Secondo i suoi parenti Mayfield, ex tenente, non esce dagli Usa da più di 10 anni, e non ha mai espresso favore verso le politiche del terrore islamico.
Probabilmente l'ennesimo innocente messo in mezzo per mostrare che i servizi Usa "si danno da fare".
May. 08, 2004 at 11:39 AM
Intanto emergono storie di abusi sui lavoratori indiani.
Esilarante Report.

Surreale il TG3.
Il Tg3, ma c'è da giurare che anche altri media seguiranno l'esempio, ha dato conto di una operazione dei soldati italiani contro i miliziani di al Sadr.
I nostri soldati combattono scontri surreali.
Miliziani sciiti armati di kalashnikov e lanciarazzi, una violenta battaglia in 2 riprese con rinforzi che accorrono da entrambe le parti.
Alla fine i nostri rientrano (si ritirano?).
Bilancio: una camionetta (nostra) incendiata e un soldato (nostro) ferito dalla sua mitragliatrice inceppata.
Migliaia di colpi sparati e come al solito neanche una vittima.
Guerra virtuale, guerra di menzogne.
Oggi pomeriggio non è morto nessuno, si sono sparati selvaggiamente e nessuno è rimasto ucciso.
Abbiamo dei soldati incapaci o dei giornalisti reticenti?
May. 06, 2004 at 7:16 PM
Accusati di avere infettato con il virus Hiv 400 bambini.

Si rispolvera il "Quartetto" dopo i trucchi di Sharon.
"Our guys scratch their heads and say, why would they be shelling their own people, killing their own people?" .
30 Aprile 2004 -- Il 20 aprile i resistenti iracheni avevano attaccato il carcere di Abu Ghurayb, uccidendo 14 prigioniere e ferendone un centinaio.
"Our guys scratch their heads and say, why would they be shelling their own people, killing their own people?" .
Questa la dichiarazione del Generale Kimmit sull'attacco, mentre nei nostri salotti e sul web I trogloditi si lasciavano andare a stupide ironie sull'efficienza e sull'inferiorità manifesta di questo popolo. "Perché diavolo hanno sparato sulla loro gente, perché hanno ucciso la loro gente?" Tragiche ironie e una domanda retorica.
In realtà il Generale era gia da giorni al corrente delle denuncie delle torture alle quali erano sottoposti i detenuti da parte dei bravi ragazzi che li sorvegliavano. Le orribili immagini, le facce sorridenti degli aguzzine e delle aguzzine, parlano di un lager abitato da dementi assassini e psicopatici stupratori in preda ad evidenti turbe della sessualità, gente che ha dimenticato la propria umanità, ma non di andare in chiesa la domenica Fin da gennaio la stampa araba riportava voci di questa nuova Via Tasso dell'occupazione irachena. La spiegazione reale di quell'attacco, e del suo apparente insuccesso, si trova in una piccola storia, accostata pudicamente a quella dell'attacco su qualche sito on-line.
E' la storia di un biglietto stropicciato, scritto con grafia femminile tremolante su una cartaccia. Lanciato dalla finestra del carcere sarebbe stato raccolto ed infine recapitato alla resistenza. Il messaggio diceva "liberateci o fateci avere degli anticoncezionali, non ne possiamo piu'". Per molti iracheni esiste un codice d'onore, quella donna violata e le sue compagne non potevano non essere ascoltate.
Il carcere di Abu Ghurayb è inespugnabile senza un attacco massiccio, così un gruppo di uomini, dopo mesi di notizie orribili che filtravano dalle mura del lager, il 20 aprile ha sparato una serie di colpi di mortaio contro le celle femminili, rispondendo come poteva a quella disperata richiesta. Una storia di grandi drammi umani, consumata lontano dai riflettori, sempre puntati altrove, di tutti gli specialisti nostrani; la storia di chi all'incubo della "civiltà" di quei marines preferisce la morte, di chi al sapere le proprie familiari in balia delle sevizie mostruose documentate solo ieri, dallo stesso Kimmit, ha preferito dare loro una morte pietosa.
La cosa peggiore di tutta la storia, che invece potrebbe diversi spunti morali, è che gia stamani parecchi si affannano a spiegare e a tagliare l'aria in sottili distinguo, pronti a riesumare tutte le colpe del comunismo e del fanatismo islamico in una tragica gara al ribasso di civiltà, pronti a tutto pur di riaffermare che la ragione è dalla parte dell'occidente, e che i terroristi sono bestie disumane, acuti cercatori di spiegazioni, gli stessi impegnati a dirci quanto siano pericolosi e brutti i musulmani fanatici. Non bisogna fare molta fatica per capire perché gli iracheni odiano sempre di piu' gli americani.
May. 05, 2004 at 2:11 PM
CIVILIAN EMPLOYEESPare che i contractors che gioiosamente torturano gli iracheni, non vengano raggiunti neppure dal simulacro di giustizia americana messo in piedi per i militari.
L’abissoSe qualcuno non capisce, semplifico: mi è piaciuta davvero molto :)